sabato 7 febbraio 2026

Pasta alla genovese….e un inverno senza limiti!

Che cosa è il limite nella nostra vita? Da dove vengono i limiti che ci poniamo? Sono veramente reali oppure nascono nella nostra testa... Ci penso spesso a quali limiti ho ritenuto invalicabili nel mio percorso di vita. Penso che probabilmente il mio carattere di base SFIDANTE ha fatto si che una volta arrivato il presunto limite ero già al passaggio della soluzione. "Problem solving" lo chiamano gli americani ed io lo adoro. Non so se sia un talento innato ma credo che sicuramente ci si può allenare nelle sfide quotidiane. Se mi accorgo che non riesco ad arrivare da A a B allora d'istinto penso che ci sarà sicuramente un percorso alternativo per raggiungerlo ugualmente. Ovviamente la caparbietà e la tenacia devono essere due ingredienti fontamentali. Funziona proprio così: penso al mio obiettivo e la mia mente elabora il percorso così da provarci....e se qualcosa non funziona per il verso giusto? Non ci si può lasciare abbattere dagli ostacoli non calcolati, OCCORRE STARE AL GIOCO. L'importante è tenerci veramente a ciò che si desidera ottenere. Con impegno e coraggio il risultato prima o poi arriva....ed alla fine ci si sente appagati e consapevoli di un altro traguardo raggiunto che fa innescare una grande AUTOSTIMA. La conseguenza? Si può puntare a progettare altro ed altro ancora senza paura. Ora detto così sembra tutto semplice ma nel quotidiano diciamocela tutta, quando qualcosa non va secondo i nostri piani arrivano paure limitanti, pensieri paralizzanti che mirano alla nostra autostima. E quest'ultima,raggiunta briciola dopo briciola, è capace di sgretolarsi in un istante solo perchè una vocina nemica non ci fa credere più in noi stessi o dà la colpa a tutti gli eventi di un mondo avverso e contrario. Io ci ho lavorato tanto su me stessa e continuo a farlo osservando le persone che mi circodano migliori di me o cercando letture che mi aprano la mente....è così mi è venuto in aiuto un libro che ho divorato in pochissimo e poi letto e riletto....parla della TEORIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE, una teoria che spiega come i nostri PENSIERI siano legati alle nostre EMOZIONI e di conseguenza ai nostri COMPORTAMENTI. Il punto è captare i nostri PENSIERI DISTORTI E FUORVIANTI, capaci di farci percepire le situazioni in modo distorto ed irrazionale, giudicandoci duramente e danneggiando la nostra autostima. A tal punto vediamo tutto in negativo o addirittura cadiamo nel catastrofismo. Le NOSTRE EMOZIONI di paura, rabbia, autolesionismo possono prendere il sopravvento. Ne consegue il COMPORTAMENTO che ci danneggerà, quello di evitare le situazioni, di ritrarsi dalle esperienze per paura e ciò alimenta il nostro stato di malessere. ECCO IL METODO....OCCORRE UNA RISTRUTTURAZIONE COGNITIVA rielaborando i pensieri negativi riconducendoli in una prospettiva positiva. Occorre cambiare il PROPRIO DIALOGO INTERIORE. Un bel colpetto sulla spalla ed Una vocina che ci ricorda.... quanti successi hai raggiunto in passato? Se l'emozione di insicurezza viene accantonata ne verranno fuori COMPORTAMENTI più sfidanti. Insomma.... il limite che ci siamo posti nella testa se ne andrà a farsi benedire.
Faccio un esempio su un mio progetto avuto da anni nella testa: mettere su una casa vacanze nella casa in Costiera Amalfitana che un tempo era dei miei nonni. Ho studiato libri, manuali e guide del settore, ma quante volte le paure interiori di non esserne capace mi hanno frenato. Poi è arrivato il momento di provarci, del richiedere le autorizzazioni ed è successo di tutto. Domanda respinta dal comune, parametri della casa non idonei, addirittura mappe catastali sbagliate in quanto per un condono edilizio avevano invertito gli appartamenti del piano inferiore e superiore. Ho chiesto aiuto per trovare il tecnico giusto, ho passato giorni ad escogitare come procedere con le autorizzazioni e con i lavori perchè tutto fosse conforme.
Domanda accettata finalmente dopo mesi! E'arrivato il momento di allestire il tutto in modo conforme....ho fatto ritinteggiare interni ed esterni, ho acquistato tende, sedie, riallestito con pochi soldi ed idee prese in giro una camera da letto. Partivo le mattine presto dei miei fine settimana per raggiungere casa e controllare il tutto. Questo e tanto altro che fosse servito per realizzare il progetto nonostante a volte tante situazioni sembravano remarmi contro.
Quando il progetto è andato in porto mi sono sentita più capace di osare. Oggi la struttura non la gestisco io ma mio fratello con mia cognata e da due anni ci sono passati turisti provenienti da mezzo mondo, lasciando recensioni molto positive per la bellezza del posto ma anche grazie alla loro speciale accoglienza. In questo progetto ci vedo un successo che mi ha resa maggiormente consapevole di essere capace di abbattere dei limiti solo mentali. Trovate la struttura ricettiva Vistamare Amalfi in via Sopramare cercandola su Booking oppure per ricevere informazioni a questa mail siano.elena73@gmail.com Inoltre di fronte casa mio cugino ha aperto con la moglie un home restaurant (amalfi_vecchi_a_vigna su Istagram) su una terrazza che dà sul porto di Amalfi affacciandosi su terrazzi pieni di limoni.
E mentre penso a tutte queste cose mi incammino nei vicoli dei quartieri spagnoli una domenica mattina per andare a trovare mia figlia che si è trasferita qui a Napoli per studiare psicologia (con tutti questi manuali che leggo avrà pur preso qualcosa da sua madre...eh eh!). Le parlerò di questa teoria sorprendente, penso, ed intanto le mie narici si riempiono di un profumo che impregna tutta l'aria...e si, le trattorie stanno preparando la loro mitica Genovese. E' un tipico sugo bianco popolare napoletano fatto con cipolle e pezzi di spezzatino di manzo, che avvolge generosamente degli ziti spezzati. Il sugo nell'assaggio si scioglie in bocca. Ed allora rientrando penso che lo proverò a rifare in un giorno di fine settimana, quando si ha il tempo di cucinare in maniera lenta come si faceve una volta.
Ingredienti: 1 kg di cipolle dorate, 800 gr. di spezzatino di manzo, un bicchiere di vino bianco, 2 carote, sedano, olio EVO, sale q.b. , ziti spezzati, parmigiano Reggiano
Procedimento: Prima di tutto si puliscono e tagliano le cipolle piangendo a dirotto per l'acido solfidrico altamente volatile che si sprigiona, anche se qui da noi si fa la battuta "non puoi vedere la suocera?". Si prepara un soffritto con cipolla e sedano che si fa soffriggere in olio EVO. Si aggiunge la carne tagliata a tocchetti e si fa rosolare su tutti i lati. Si sfuma il tutto con il vino e quando è completamente sfumato si aggiungono le cipolle. A fuoco lento e molto lentamente si farà cuocere il tutto. La cipolla rilascerà il suo brodo e pian piano si amalgherà con la carne che tenderà a sfilacciarsi. Si aggiusta di sale. Possono occorrere dalle 2 alle 3 ore e quando il sugo avrà una consistenza omogenea si potrà spegnere il fuoco. Quando si sarà pronti per il pranzo si cuocerà la pasta al dente. La morte della Genovese è con gli ziti spezzati a mano ma ormai se nerovano di già tagliati in commercio. Si condisce la pasta con il sugo e ci spolvera con abbondante parmigiano reggiano grattugiato e se piace con un'aggiunta di pepe.
E' il piatto consolatorio ideale per un fine settimana invernale dove la ricerca sono calore e coccole come fa il mio gatto tutto avvolto in questa calda coperta.