sabato 7 febbraio 2026

Pasta alla genovese….e un inverno senza limiti!

Che cosa è il limite nella nostra vita? Da dove vengono i limiti che ci poniamo? Sono veramente reali oppure nascono nella nostra testa... Ci penso spesso a quali limiti ho ritenuto invalicabili nel mio percorso di vita. Penso che probabilmente il mio carattere di base SFIDANTE ha fatto si che una volta arrivato il presunto limite ero già al passaggio della soluzione. "Problem solving" lo chiamano gli americani ed io lo adoro. Non so se sia un talento innato ma credo che sicuramente ci si può allenare nelle sfide quotidiane. Se mi accorgo che non riesco ad arrivare da A a B allora d'istinto penso che ci sarà sicuramente un percorso alternativo per raggiungerlo ugualmente. Ovviamente la caparbietà e la tenacia devono essere due ingredienti fontamentali. Funziona proprio così: penso al mio obiettivo e la mia mente elabora il percorso così da provarci....e se qualcosa non funziona per il verso giusto? Non ci si può lasciare abbattere dagli ostacoli non calcolati, OCCORRE STARE AL GIOCO. L'importante è tenerci veramente a ciò che si desidera ottenere. Con impegno e coraggio il risultato prima o poi arriva....ed alla fine ci si sente appagati e consapevoli di un altro traguardo raggiunto che fa innescare una grande AUTOSTIMA. La conseguenza? Si può puntare a progettare altro ed altro ancora senza paura. Ora detto così sembra tutto semplice ma nel quotidiano diciamocela tutta, quando qualcosa non va secondo i nostri piani arrivano paure limitanti, pensieri paralizzanti che mirano alla nostra autostima. E quest'ultima,raggiunta briciola dopo briciola, è capace di sgretolarsi in un istante solo perchè una vocina nemica non ci fa credere più in noi stessi o dà la colpa a tutti gli eventi di un mondo avverso e contrario. Io ci ho lavorato tanto su me stessa e continuo a farlo osservando le persone che mi circodano migliori di me o cercando letture che mi aprano la mente....è così mi è venuto in aiuto un libro che ho divorato in pochissimo e poi letto e riletto....parla della TEORIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE, una teoria che spiega come i nostri PENSIERI siano legati alle nostre EMOZIONI e di conseguenza ai nostri COMPORTAMENTI. Il punto è captare i nostri PENSIERI DISTORTI E FUORVIANTI, capaci di farci percepire le situazioni in modo distorto ed irrazionale, giudicandoci duramente e danneggiando la nostra autostima. A tal punto vediamo tutto in negativo o addirittura cadiamo nel catastrofismo. Le NOSTRE EMOZIONI di paura, rabbia, autolesionismo possono prendere il sopravvento. Ne consegue il COMPORTAMENTO che ci danneggerà, quello di evitare le situazioni, di ritrarsi dalle esperienze per paura e ciò alimenta il nostro stato di malessere. ECCO IL METODO....OCCORRE UNA RISTRUTTURAZIONE COGNITIVA rielaborando i pensieri negativi riconducendoli in una prospettiva positiva. Occorre cambiare il PROPRIO DIALOGO INTERIORE. Un bel colpetto sulla spalla ed Una vocina che ci ricorda.... quanti successi hai raggiunto in passato? Se l'emozione di insicurezza viene accantonata ne verranno fuori COMPORTAMENTI più sfidanti. Insomma.... il limite che ci siamo posti nella testa se ne andrà a farsi benedire.
Faccio un esempio su un mio progetto avuto da anni nella testa: mettere su una casa vacanze nella casa in Costiera Amalfitana che un tempo era dei miei nonni. Ho studiato libri, manuali e guide del settore, ma quante volte le paure interiori di non esserne capace mi hanno frenato. Poi è arrivato il momento di provarci, del richiedere le autorizzazioni ed è successo di tutto. Domanda respinta dal comune, parametri della casa non idonei, addirittura mappe catastali sbagliate in quanto per un condono edilizio avevano invertito gli appartamenti del piano inferiore e superiore. Ho chiesto aiuto per trovare il tecnico giusto, ho passato giorni ad escogitare come procedere con le autorizzazioni e con i lavori perchè tutto fosse conforme.
Domanda accettata finalmente dopo mesi! E'arrivato il momento di allestire il tutto in modo conforme....ho fatto ritinteggiare interni ed esterni, ho acquistato tende, sedie, riallestito con pochi soldi ed idee prese in giro una camera da letto. Partivo le mattine presto dei miei fine settimana per raggiungere casa e controllare il tutto. Questo e tanto altro che fosse servito per realizzare il progetto nonostante a volte tante situazioni sembravano remarmi contro.
Quando il progetto è andato in porto mi sono sentita più capace di osare. Oggi la struttura non la gestisco io ma mio fratello con mia cognata e da due anni ci sono passati turisti provenienti da mezzo mondo, lasciando recensioni molto positive per la bellezza del posto ma anche grazie alla loro speciale accoglienza. In questo progetto ci vedo un successo che mi ha resa maggiormente consapevole di essere capace di abbattere dei limiti solo mentali. Trovate la struttura ricettiva Vistamare Amalfi in via Sopramare cercandola su Booking oppure per ricevere informazioni a questa mail siano.elena73@gmail.com Inoltre di fronte casa mio cugino ha aperto con la moglie un home restaurant (amalfi_vecchi_a_vigna su Istagram) su una terrazza che dà sul porto di Amalfi affacciandosi su terrazzi pieni di limoni.
E mentre penso a tutte queste cose mi incammino nei vicoli dei quartieri spagnoli una domenica mattina per andare a trovare mia figlia che si è trasferita qui a Napoli per studiare psicologia (con tutti questi manuali che leggo avrà pur preso qualcosa da sua madre...eh eh!). Le parlerò di questa teoria sorprendente, penso, ed intanto le mie narici si riempiono di un profumo che impregna tutta l'aria...e si, le trattorie stanno preparando la loro mitica Genovese. E' un tipico sugo bianco popolare napoletano fatto con cipolle e pezzi di spezzatino di manzo, che avvolge generosamente degli ziti spezzati. Il sugo nell'assaggio si scioglie in bocca. Ed allora rientrando penso che lo proverò a rifare in un giorno di fine settimana, quando si ha il tempo di cucinare in maniera lenta come si faceve una volta.
Ingredienti: 1 kg di cipolle dorate, 800 gr. di spezzatino di manzo, un bicchiere di vino bianco, 2 carote, sedano, olio EVO, sale q.b. , ziti spezzati, parmigiano Reggiano
Procedimento: Prima di tutto si puliscono e tagliano le cipolle piangendo a dirotto per l'acido solfidrico altamente volatile che si sprigiona, anche se qui da noi si fa la battuta "non puoi vedere la suocera?". Si prepara un soffritto con cipolla e sedano che si fa soffriggere in olio EVO. Si aggiunge la carne tagliata a tocchetti e si fa rosolare su tutti i lati. Si sfuma il tutto con il vino e quando è completamente sfumato si aggiungono le cipolle. A fuoco lento e molto lentamente si farà cuocere il tutto. La cipolla rilascerà il suo brodo e pian piano si amalgherà con la carne che tenderà a sfilacciarsi. Si aggiusta di sale. Possono occorrere dalle 2 alle 3 ore e quando il sugo avrà una consistenza omogenea si potrà spegnere il fuoco. Quando si sarà pronti per il pranzo si cuocerà la pasta al dente. La morte della Genovese è con gli ziti spezzati a mano ma ormai se nerovano di già tagliati in commercio. Si condisce la pasta con il sugo e ci spolvera con abbondante parmigiano reggiano grattugiato e se piace con un'aggiunta di pepe.
E' il piatto consolatorio ideale per un fine settimana invernale dove la ricerca sono calore e coccole come fa il mio gatto tutto avvolto in questa calda coperta.

lunedì 12 gennaio 2026

Totani imbottiti…….è tempo di incontri e convivialità!

Abbiamo tutti nel cassetto di casa dei fogli stropicciati, ingialliti e consunti che presi e riposti più volte negli anni hanno il valore delle vecchie pergamene dei pirati che navigavano i mari in lungo e largo su galeoni maestosi alla ricerca del tesoro nascosto dell'isola.....che non c'è. Sto parlando delle ricette tramandate dai nonni, quelle che loro non erano abituati a scrivere perchè se l'erano impresse nella mente sin da piccoli quando con cucchiai e bicchieri, o addirittura a naso, avevano imparato a regolarsi affinchè ogni ricetta venisse "come si fa in famiglia". Prima non c'erano libri stampati e colorati, o blog strepitosi dove tutto si può imparare, o social dove con un video ben articolato e veloce ci si improvvisa tutti chef per un giorno. Prima c'erano le tradizioni verbali, la gavetta fatta di ore passate accanto ai nonni a guardare, con occhi ancora appannati dal sonno per le levatacce notturne, le loro movenze ed i loro rituali. Perchè la famiglia, solitamente molto numerosa, godesse nel giorno delle feste dei "piatti tradizione" di casa. Poi arrivava il momento generoso in cui il loro pensiero era: " Ti lascio qualcosa che valga". E quando ritenevano che si era finalmente pronti e consapevoli per ereditare un prezioso ricordo, decidevano di scrivere con grafia tremante, avendo a stento potuto finire le scuole elementari, su un foglio di quaderno od agenda strappato, la loro ricetta. Sempre imprecisa, sempre da interpretare, perchè la farina non aveva mai l'acqua corrispondente essendo versata ad occhio, lo zucchero era a cucchiaiate, un impasto era della consistenza giusta del buon senso. Ma aver ottenuto quel pezzettino di carta era una conquista, un pezzo di eredità ricevuta in tempo prima che andasse perduta. E che dopo anni era diventata il salto temporale in quel sereno tempo passato. Oggi resta chiuso in un quaderno collezione di più ricette rubacchiate qua e là, e nel riprenderlo si ha la sensazione di avere tra le mani una vera e propria reliquia. Ne ho tanti di fogliettini conservati; quelli delle mie nonne e zia per i calzoncelli di Natale, della pastiera napoletana, degli struffoli, le zeppole, le chiacchiere, le cartellate.....e poi quelle del versante costiero dove si cucinavano spesso cose salate come le crepes con la besciamelle tutta fatta in casa o del calamaro imbottito.
E la ricetta del calamaro è stata ripescata dopo essere tornati, la sera del 23 dicembre, dal mercato notturno di Porta Nolano di Napoli. In una sera piovosa e fredda non pensavamo che la tradizione avesse retto. Al contrario tante persone si erano riversate per le strade ciottolose di questi vicoli alla ricerca di pesce buono per la vigilia. I venditori, avvolti nei loro caldi giacconi con cappuccio e stivaloni alti fino al ginocchio erano pronti a servire i passanti con molluschi, ostriche, vorgole, cannolicchi, pesce da zuppa, alici, fritture di paranza a chiunque lo volesse. Nonostante la pioggia i clienti erano in religiosa fila, in attesa del proprio turno. Quando è toccato a noi abbiamo comprato i totani, un'ombrina da fare al forno e tante buone ostriche ben augurali. I totani, con il loro classico colore grigiastro che diventa rosso in cottura, sulla tavola delle feste in Costiera Amalfitana non mancava mai; o che li avesse pescati mio nonno con le totanare ai bordi della sua pilotina, o che li avessimo acquistati in pescheria, era un tipico pesce del nostro mare. La nonna li faceva ripieni con pane raffermo, uova, acciughe e capperi. I tentacoli invece, che molti sminuzzano e mettono nell'impasto, venivano lasciati cuocere nel sugo al pomodoro di cottura per guarnire un buon piatto di spaghetti al dente. Era il classico pranzo completo fatto di primo e secondo in una sola cottura, un'usanza molto frequente qui da noi.
Ingredienti per 1 kg di totani cotti in sugo di pomodoto (una scatola di pelati passata al mix): mollica di pane raffermo, 2 uova, una manciata di pangrattato, aglio sminuzzato, prezzemolo, acciughe in pezzi, capperi dissalati, Preparazione: I totani vanno puliti ed il corpo viene farcito con l'impasto fatto degli ingredienti sopra elencati. Chiusi con uno stuzzicadente vengono fatti soffriggere, assieme ai tentacoli staccati dal corpo, in olio bollente ed aglio. Vanno rigirati finchè non assumano il proprio caratteristico colore rosso. Si aggiunge la passata di pomodoro, si aggiusta di sale e si fanno cuocere a fuoco lento finche' la forchetta non entri nel tentacolo (generalmente una mezz'oretta). Vanno serviti tagliati a rondelle con sughetto e tentacoli. Se avanzano tentacoli e sugo sono speciali come condimento ad un buon piatto di spaghetti o linguine.
La vigilia di Natale come il resto delle feste son passate accompagnate da cene e pranzi e tombolate in compagnia di chi abbia avuto voglia e tempo di unirsi a noi. E' stata una rincorsa a regalini e piccole attenzioni fino all'ultimo momento, indipendetemente dal valore monetario che non ha il vero senso del dono, ma con il significato autentico di dire " ci sei per me, ti ho pensato". Le ragazze sono state innovative nel preparare i loro antipasti, entrè per portate a seguire più tradizionali. Queste sono le feste, un susseguirsi di momenti di convivialità che non per mancanza di voglia ma di tempo non è possibile ripetere nel resto dell'anno. Una giusta ricarica per ripartire con studio, lavoro e quant'altro caratterizza le nostre quotidianità.
Vi lascio con la foto di Ruby che sonnecchia nella sua cuccetta ai piedi del luminoso albero di Natale.

sabato 13 dicembre 2025

Rifaccio capolino nel mio tempo “Perfetto” e vi offro un liquore di melograno!!

Che strana sensazione...riaprire il mio blog e ritrovare tutto intatto ma cristallizzato a circa quattro anni fa. Se con la mente ed il cuore non mi sono mai staccata da questo posticino tutto mio, poi nella pratica non ci ho più speso parte del tempo nel prendermene cura. La vita è andata avanti piena di impegni, progetti, sfide. Le mie ragazze son cresciute travolgendomi con i loro ritmi del cambiamento, le loro nuove esperienze ed il loro staccarsi fisiologicamente dal nido per assaporare il brivido del decidere e fare da sè. E la mia family si è allargata proprio come piace a me con Alessia, Giovanni e Ruby (il nostro gatto) che accompagnano Laura, Elvira e Cookie (il nostro cagnolino) in questo pezzo di vita. Il mio lavoro è diventato più consapevole e sempre più sfidante ma con metodiche ormai acquisite che rendono ciò che è nuovo un obiettivo e non un problema. Sogni da realizzare ancora tanti ma con la maturità di puntare passo dopo passo a quelli più raggiungibili. I viaggi sono fra questi! Un anno più che ghiotto è stato questo: Venezia, Cophenaghen, Dublino e la Sardegna...posso chiudere l'anno con un bilancio positivo di esperienze che mi fanno capire quanto sia stata graziata dalla fortuna.
Un cenno a Venezia che mi ha letteralmente conquista nel pieno del suo famoso Carnevale. Il tema del 2025 è stato Casanova e vedere la sua vita rappresentata da artisti esibirsi su gondole di notte nello specchio lagunare Veneziano di fronte all'Arsenale tra musica, balli, giochi di luci ed acqua è stata un'esperienza unica.
Poi su un taxi acquatico abbiamo attraversato i canali verso un antico palazzo veneziano in cui abbiamo rivissuto le serate in maschera di un tempo lontano con giochi d'azzardo e monete antiche tintinnanti.
Vi racconto solo questo per ora anche se so che sui viaggi ci ritornerò spesso....perchè i viaggi sono esperienze, momenti che restano nel cuore tutta la vita e con un salto mente-spazio-temporale ci si può ritornare ogni qualvolta ci si voglia.
Ora siamo nel periodo che io chiamo "PERFETTO". I più cinici non ci vedono nulla di perfetto nelle feste di Natale ma per me sono da sempre un momento magico e luccicoso, fatto anche di bilanci per capire quanto di buono c'è stato e cosa fare perchè ci sia un buon nuovo INIZIO. Mi è venuto in aiuto, per la ricerca di tempi lenti ed autentici, la passeggiata fatta con Alberto a trovare un suo amico nel borgo Campano, ai piedi di un monte Matese dalla punta già innevata, che si inerpica in su tra scale e viottoli ciottolosi: Cusano Mutri. Terra di funghi e di tartufi, ne abbiamo acquistati di buonissimi entrando nella drogheria del paese, Un angolo goloso è "Sapori dell'arte", stracolmo di cose buone e capace di rapirti lo sguardo da ogni punto tu lo guardi: cesti in vimini da poter riempire con miele, formaggi particolari, insaccati, salse al tartufo e di ogni genere ed anche tanti oggettini artigianali in legno, uncinetto e stoffa. Poi ho conosciuto Raffaele. Lui che collabora come chef nelle fiere internazionali della Regione Campania per portare la nostra cucina nel mondo, gestisce la pizzeria "Millenium" nel suo paesino di origine. Mettendoci la passione per il suo territorio matchata all'innovazione arricchita dai viaggi nelle altre regioni e nel mondo ci ama scoprire nuove materie prime e sapori nati da mille generose condivisioni con i suoi colleghi. E' un pizzaiolo che studia miscele di grani, metodiche di impasto e crescita, materie prime particolari per farcire le pizze.
Quando siamo arrivati ci ha fatto sedere dinanzi al boccale di un fresco vino bianco "NON FILTRATO" ed un tagliere di salumi in parte autoctoni ed in parte provenienti da Regioni limitrofe come un lardo di colonnata del Molise che si scioglieva sul palato. Ci ha raccontato dei suoi impasti, ha sfornato del buon pane caldo, croccante e con tanti alveoli formatisi in lievitazione. Come si faceva una volta lui sfrutta il forno che accende per le pizze in tutte le sue potenzialità. Tutta la notte ci aveva cotto dei fagioli diventati poi una squisita zuppa con le castagne. Nel mentre roteava dei taglieri di stagnola in cui ci aveva messi a seccare dei pezzi di mela con l'idea che di li a poco ci avrebbe preparato dei panettoni. E vogliamo poi parlare del sublime ed armonioso liquore rosso rubino fatto dalla sua mamma con i chicchi di melograno? Come non potevo farmi dare la ricetta per portarmi qualcosa di buono via con me.
E così l'ho fatto anche io: Ingredienti: 5 melograni 500 ml di alcool puro 500ml di acqua 500 ml di zucchero Preparazione: Si sgranano i melograni ricavandone i chicci e si mettono in infusione nell'alcool in un contenitore ermetico per 10 giorni circa avendo cura di agitarne il contenuto ogni giorno. Pian piano l'alcool assumerà il colore rosso dei chicchi. Passato questo tempo si prepara uno sciroppo facendo bollire acqua con lo zucchero e si aspetta che raffreddi completamente. Ci si versa dentro l'alcool filtrato dai chicchi e si travasa in una bottiglia. Passati ulteriori 10 giorni questo liquore sarà pronto.
Ti lascio con questo bicchierino da assaporare in compagnia di chi desideri. Il suo colore rosso ed il dolce sapore sarà in tema per accompagnare le chiacchierate e risate di queste feste in arrivo.

domenica 7 novembre 2021

Crostata con mele e confettura d'uva....mi si stringe il cuore!

Il cuore, rosso rubino e bombato, con il suo ticchettio cadenza le ore ed è sempre all'unisono con i miei stati d'animo...batte lentamente quando sono in fase relax....forte quando mi emoziono, all'impazzata quando mi agito, fa su e giù tra euforia e momenti di malinconia. Qual'è il mio ticchettio preferito? Lo so...è quando riesco ad emozionarmi, e credetemi che non è poi così facile e scontato riuscirci. Perchè succeda serve la giusta predisposizione, un animo aperto a tutto ciò che ci circonda, la capacità di scorgere le sfumature più invisibili e saper vedere anche nelle cose quotidianamente sotto i nostri occhi qualcosa di diverso. Non è semplice...è proprio vero che ai bambini riesce meglio perchè i loro pensieri sono meno impegnati in mille cose ed il tempo è illimitato.
Mi viene in aiuto il cambiar delle stagioni e tutte quelle feste che si portano dietro. E' appena passato il tempo di Halloween che proprio come festa celtica mi piace tanto. Mi mette allegria perchè mi ricorda le notti passate ad Edimburgo a camminare per i cimiteri, mentre una leggera pioggerellina ci faceva compagnia, ascoltando la guida che con una lampada accesa tra le mani ci raccontava storie di spiriti e fantasmi. Non è un modo come un altro per esorcizzare la morte ed il mondo dell'aldilà? In casa mi piace far comparire zucche e lampade, giochi di luci ed ombre che si riflettono sulle pareti. Le ragazze recuperano i loro cappelli da strega e cornicelle illuminate di rosso da diavoletto per divertirsi un pò mentre alla porta ancora qualche bambino del palazzo bussa per ricevere qualcosa al detto "Dolcetto o scherzetto?".
Mi piace ogni anno non prendermi troppo sul serio nonostante l'età che avanza e ditemi un pò, chi è questo viso da diavoletto?...eh eh... Intanto tutti i filari di vite che scorgo lunga la strada mentre mi addentro nel Beneventano per lavoro stanno virando al giallo, arancio, rosso quando ormai ci hanno già regalato chicchi d'uva per il buon vino che accompagnerà pranzi, serate conviviali di migliaia di persone per tutto l'anno. Un grappolo ricco mi è stato regalato ed ho deciso di trasformarlo in confettura..non mi ero mai cimentata per il dubbio di come si sarebbe addensato un composto quasi liquido ma il risultato è stato straordinario...
E' bastato bollire l'uva per 15 minuti e un giro nel passaverdure per eliminare bucce e semi. Con aggiunta di zucchero e limone nella macchina del pane per due cicli completi e la composta è riuscita. Di lì l'idea di farci una crostata con confettura d'uva e mele provando la frolla all'olio...un risultato incredibile che mi ha regalato un'alternativa a quando il burro non è nel frigo.
Ingredienti: 300gr. di farina 00, 2 uova, 70 ml. di olio di semi, 100 gr. di zucchero, 1 buccia di limone grattugiato o mezzo bicchierino di limoncello, un cucchiaino di lievito pandegliangeli, confettura di uva e 2 mele.
Procedimento: Mescolare il lievito alla farina ed allo zucchero, poi aggiungere l'olio, le uova ed il limone grattuggiato. Ottenere un panetto in frigo per mezz'ora dopodichè con l'aiuto della farina tirare la sfoglia e rivestire una teglia di 20 cm (cosicchè la crostata venga alta simil torta) lasciando da parte il composto per le striscie. Bucherellare il fondo della sfoglia, spalmare la confettura d'uva e coprire con le mele a pezzetti irrorate di limone. Chiudere la crostata con le striscie ed infornarle in forno preriscaldato a 170 gradi per 40 minuti circa. Sfornare e quando è fredda si può cospargerne la fettina con lo zucchero a velo se piace. Ed è qui che il mio cuore fa un sobbalzo....diciamo che a mangiarla accompagnata con un tè caldo in un buio pomeriggio di autunno proprio MI SI STRINGE IL CUORE!!!!! Ne prendo una fetta adagiata sul piattino e con la forchetta ne rompo il primo pezzetto...una mela quasi caramellata si è avvolta di confettura e regala al palato tutti i sapori delle campagne d'autunno, quando ti ci perdi lungo i sentieri a passeggiare lentamente.
L'angolo delle idee: Sempre in tema pre-natalizio ho pensato ad una stella celeste per la mia lampada ikea.
L'immagine scelta: La casa deve cominciare a colorarsi di Natale pian piano...lentamente...perchè diventi un posto magico non all'improvviso quando è il momento dell'addobbo ma come un processo naturale.... Ed allora nuovi dolci folletti attendono le persone all'entrata per augurare buone feste in arrivo.
Vi auguro un buon Novembre, mese di transizione ma che mi mette il buonumore perchè già il pensiero di preparare piccoli doni per sotto l'albero lo rende speciale. E facciamoci rapire dalle sfumature capaci di far battere il nostro cuore....

venerdì 8 ottobre 2021

Tempo di mele e di confettura... la ricerca del controllo e ...benvenuto autunno!!

Sono alla ricerca di un eterno compromesso tra il mio disordine mentale, nel quale troppe cose coesistono e disperatamente mi chiedono la giusta collocazione e priorità, ed il continuo ordine che invece cerco di fare nel mio mondo circostante perchè le cose siano facilmente rintracciabili senza farmi perdere tempo e mandarmi in paranoia. Dopotutto è la regola del cosmo...tanta entropia che ritorna all'ordine ed alla minima energia.... I doveri tutti avanti...poi le cose apparentemente più futili, ma che amo, tutte nelle retrovie e man mano ne faccio avanzare qualcuna a seconda del tempo risicato che mi resta a disposizione. Con l'età ho imparato che l'ordine fa guadagnare parecchi punti sulla tabella di marcia ed è anche bello da vedere...e così ho sposato la causa del frigo ridotto alle cose veramente utili, ai biscotti e cereali comprati solo man mano che si consumano e tenuti a vista nei contenitori Ikea per garantire a tutti facili colazioni e spuntini, le spezie come alloro o rosmarino raccolte e rinchiuse in barattoli utili per insaporire i piatti invernali, lo scabuzzino fatto di provviste che rimpinguo solo quando stanno per finire e poi....le mie marmellate...anche lì faccio ordine nella frutta di stagione per goderne appieno ogni qualvolta ne abbia voglia. Per non parlare dell'armadio che continuamente riordino per far presto nel vestirmi ogni giorno, o nelle creme, nei trucchi, nei documenti, ovunque.... Da quando abbiamo anche una piccola casetta al mare che d'inverno diventa baita con il camino acceso mi son dovuta inventare metodi per ulteriori biancherie da gestire e tenere pulite, scorte di ogni genere per tutte le volte, quasi sempre, che arriviamo in tarda serata il sabato e dobbiamo solo aprire casa. All'inizio la cosa mi terrorizzava..poi organizzandosi ora sembra tutto scontato. E' li che ci siamo rintanati sabato scorso davanti ad un camino che aveva voglia di essere riacceso e che ha ridato colore all'autunno che è arrivato con un fuoco scoppiettante ed allegro dal colore arancione-giallo che a me mette tanta tranquillità.
Chi l'avrebbe mai detto che una disordinata cronica quale ero da ragazza sarei arrivata ad un livello di organizzazione che per altri sarà normale ma per me è fantascientifico... sotto sotto credo ci sia l'impulso istintivo di provare a tenere ogni situazione sotto controllo...ci si prova ma si sa...basta un imprevisto e tutte le regole perdono di significato...e lì occorre rimboccarsi le maniche e rinventarsi nuove soluzioni.
Girando tra i banconi della frutta mi è venuta voglia di mele....ne ho comprato un bel sacchetto per la voglia di rimettere in moto la macchina del pane che mi consente di fare con il minimo sforzo confetture con poco zucchero ma senza pectina...veramente buone e naturali. Con l'uniposca bianco e scampoli di stoffa ne decoro i barattoli e me ne faccio una gran scorta.
Ingredienti: 300 gr. di mele al netto di bucce 125 gr. di zucchero succo di un limone
Procedimento: Inserisco le mele fatte a piccoli pezzetti nel cestello della macchina del pane con il succo del limone ed aziono per 20 minuti. Aggiungo lo zucchero solo dopo 20 minuti perchè la confettura resti chiara e continuo finchè il programma marmellata (1ora e 20 minuti complessivi) non termini. Invaso in barattoli sterilizzati che chiudo e metto all'ingiù finchè non si raffreddino per garantirne il sottovuoto. Una spalmata sul pane casereccio del giorno prima appena alzata o che accompagni un formaggio parecchio stagionato per stemperarne la nota piccante è impagabile.
L'angolo delle idee: Con l'aria che si rinfresca soprattutto la sera non posso fare a meno di pensare che dopotutto non ho molto tempo a disposizione per organizzare novità natalizie se ci arriverò troppo sotto..e così ho goduto nel riprendere i miei uncinetti colorati e tutti gli scampoli di lana onde dar vita a stelline verdi e casette blu con i quali creerò i miei nuovi festoni (idea presa da Pinterest).
Un bottoncino per il tetto delle casette e le unirò tutte insieme...
L'immagine scelta: Anche Salerno dopo due anni di pandemia si sta rivestendo di festa e le luminarie quest'anno torneranno a luccicare per le vie della città.
Qui le serate in autunno sono meravigliose....al molo le barche sono ancora tutte ormeggiate perchè le giornate sono calde e lunghe e c'è chi non rinuncia ad un'ultima uscita lungo la costa. Il mare le fa ballare di qua e di là, e basta starle a guardare per avere la sensazione di essere cullati come da una ninna nanna.
Le città di mare sono fatte così...il mare le rende vive in ogni stagione... Buon Ottobre a tutti voi!!

sabato 18 settembre 2021

La mia frittata di spaghetti....le Marche, le mie riflessioni ed un saluto all'estate!!

Mi duole così tanto essere stata assente da questa casa speciale tutta mia. Ma i distacchi servono a capire se realmente ci si tiene a quel qualcuno o qualcosa o se si tratta di sola routine, di paura dell'abbandono, di lasciare la propria comfort-zone per l'ignoto. A ciò per cui ci si tiene ci si torna sempre, e con uno slancio più acceso, rinnovato, luccicoso! Cosa ho fatto in questi mesi mi chiederai? Mi son guardata intorno, ho osservato con occhi attenti cose e persone, ho guardato anche dentro di me per capire se mi fossi trascurata, se avessi dato tutto al tempo senza darmi tempo. Mi sono regalata domande, tante, che spesso hanno messo in discussione il mio essere. Ho cercato di sfoltire il superfluo che talvolta appesantisce l'esistenza togliendo luce alle cose più importanti...insomma ho messo un pò di ordine riconoscendo le mie priorità, i miei affetti, dando tempo alle persone che stimo e che mi danno quel di più, che mi fanno riflettere, che mi mettono in discussione ma poi mi fanno fare un altro passetto in avanti. Più di un litigio con il mio compagno mi danno consapevolezza che stiamo facendo un percorso senza esserci mai fermati e fosse solo per questo io lo adoro. Le mie figlie sono in piena fase adolescenziale...cominciano a volersi staccare dal nido, a voler cercare la propria identità, ad interrogarsi su ogni cosa fino a ieri scontata perchè in famiglia così era...e mai avrei creduto a quanto tutto ciò potesse essere stimolante...io che mi son goduta dal primo momento il loro essere piccole e poi bambine ho intenzione di partecipare al loro cambiamento cercando di influenzarle meno possibile purchè sappiano sempre come realmente vedo io le cose. Il lavoro, un ambiente il mio in cui sono cresciuta pian piano assumendo sempre più consapevolezza di cosa son capace ed avendo la fortuna di essere spronata continuamente a far passi avanti...per il mio spirito irrequieto non poteva esserci un contesto migliore. Nel frattempo è finito l'inverno, è arrivata la primavera e siamo alla fine dell'estate. Non so quanto potrei recuperare del filo interrotto e perso ma ricomincio andando verso il periodo che ormai chi mi conosce bene sa che adoro di più...un crepitio di foglie che già risuona sotto i miei stivaletti estivi ed un occhio al tepore che pian piano ci sarpra' riscaldare.
Ma di un ultimo scorcio d'estate vi racconto perchè sono stata nelle Marche, una Regione non molto pubblicizzata ma che merita di essere a mio parere visitata, degustata e vissuta. Dopo un fugace weekend dello scorso settembre tra Pesaro ed Urbino abbiamo deciso di tornarci alloggiando in un casale nel Conero a due passi da un mare bellissimo, fatto di brecciolina bianca e mare cristallino.
Numana, Sirolo e Portonovo regalano giornate di mare e viste mozzafiato, il centro storico di Ancona percorso una sera a piedi è ricco di monumenti;
A Senigallia abbiamo mangiato una piadina buonissima mentre la cittadina era stata trasformata in fiera.
E poi i borghi di Fano ed ancora Gradara con il suo castello meritano una visita ed un giro enogastronomico.
Una ricettina ve la lascio perchè sapete che per me il post diventa anche memo per il ricettario di casa...è la mia frittata di spaghetti che ci accompagna nei viaggi di andata quando partiamo. Ingredienti per due frittate: 500gr. di spaghetti 6 uova salame napoletano affettato 100gr. di formaggio grattuggiato sale pepe olio q.b. per friggere
Procedimento: Cuocere gli spaghetti in acqua salata e scolarli al dente. Dividere gli spaghetti in due porzioni. Sbattere in una ciotola 3 uova, salando, aggiungendo un pò di pepe e 50 gr. di formaggio grattuggiato. Aggiungere il salame fattoa pezzetti e metà dell'uovo sbattuto in questa prima porzione di spaghetti. In una padella mettere un cucchiaio di olio e quando caldo spanderli in tondo. Far friggere un pò e poi aggiungere lungo il bordo l'uovo restante. Aspettare che si faccia la crosticina poi con un piatto rivoltare la frittata rimettendo prima un altro pò di olio sul fondo ed aspettando che si formi la crosticina anche dall'altro lato. Il tutto andrà ripetuto per la seconda frittata con le restanti 3 uova,salame, sale,pepe e formaggio. Una volta raffreddate vanno tagliate in spicchi e messe nella carta argentata...pronta per la vostra gita fuori porta. A me la fritttata di pasta porta tanta allegria perchè le partenze e tutti i preparativi sono sempre il principio di quello che in una vacanza ci attende.Un cuore morbido e saporito, fuori la croccantezza degli spaghetti....fiisce sempre tutta!! L'angolo delle idee: Basta un barattolo, delle conchiglie, un pò di spago, pietre ed una candela ed il gioco è fatto. La sera mi piace finchè non arriverà il freddo accendere luci e candele fuori al balcone ed assaporare gli ultimi minuti di relax seduta al tavolino prima di andare a dormire.
L'immagine scelta: lungo il promontorio del Conero ci sono scorci mozzafiato. Questo posto mi ricordava per i suoi colori un pò la Scozia e le sue Highlands.
E così vi lascio. Tra pochissimi giorni inizierà l'autunno e credetemi sono armata di buoni propositi per essere presente ed accompagnarvi verso il Natale...la festa più bella dell'anno!!! Baci baci!!!!