domenica 21 agosto 2016

Caserecce con zucchine e gamberetti.....ed un viaggio in Sicilia!!



Qualche indizio.....un cous cous di farina di grano duro con pesce e verdure, il panino cusato ripieno di pomodorini, pecorino e acciughe, la cremosa granita dai gusti variegati di mandorla o pistacchio ricoperta di panna in cui inzuppare una morbida brioche con tuppo, i gamberoni rossi, le paste di mandorla, la ricotta che e' quasi pannosa e regala a cannoli, cassatine e calzoncelli un sapore unico. Poi gli arancini giganti rossi o bianchi, con sugo di macinato o pistacchi....
.....anche questa e' la SICILIA!!!!

E' da un po' che desideravo rivederla!!!!
Scrivo questo post nel pieno delle mie vacanze estive anche se lo pubblichero' appena in possesso del pc di casa...
Ho pensato avesse un certo fascino scrivere stando seduta da qui, sulla verandina del nostro bungalow, guardando il mare in lontananza, le bambine che rincorrono un pallone insieme ai cuginetti e due bimbe belghe che parlano francese sorridendo di continuo!!

I miei ricordi si fermavano a Messina, Taormina ed Agrigento vista con gli occhi di una spensierata quindicenne in gita scolastica, poi qualche anno fa fugaci incursioni a Palermo o a Catania per motivi lavorativi...

Stavolta ci son tornata in vacanza....quanto si puo' girare....tantissimo!!!!
Se decidi di guardare questa costa sicula dal mare, un traghetto prende il largo dal porto di San Vito lo Capo per una minicrociera verso la riserva dello Zingaro. Tra calette bianche, rosse, un mare blu cobalto nel quale fare un bagno rinfrescante i marinai offrono una pausa pranzo...."pennette alla trapanese"....pomodorini freschi, mandorle e pangrattato. Lungo un panorama selvaggio ogni tanto compare un piccolo borgo marino.

In salita, verso Erice, uno dei borghi piu' antichi della Sicilia. Passeggiando tra i vicoli e le stradine ciottolose senti diffondersi un odore forte di mandorle. Proviene dai laboratori che per il caldo lavorano con le porte socchiuse lasciando intravedere giovani pasticcieri in fermento che impastano  e sfornano, mentre chiacchierano e ridono, dolcissimi e raffinatissimi pasticcini. Impossibile non riempirne un sacchetto da portarsi dietro mentre si visita il luogo. Ed eccoti dinanzi castelli arroccati su uno strapiombo mozzafiato.

Mentre scendi dal monte cala l'ennesimo di questi bellissimi tramonti siciliani.

E la storia ellenica che giunse fin qui?...se Taormina e' bellissima non c'e' meno fascino a Segesta. Tra il tempio e l'anfiteatro e' veramente imbarazzante scegliere!!!



Tra mare e monti una ricetta come questa ci sta proprio bene...




Ingredienti:
tre zucchine
un quarto di gamberetti
olioEvo
uno spicchio di aglio
sale q.b.
pepe nero
prezzemolo
350gr. di caserecce


Procedimemto:
Lavare e tagliare le zucchine a tocchetti. Sciacquare i gamberetti. Separare le teste dal corpo.
In una pentola soffriggere l'aglio che poi rimuovi e cala le zucchine, i gamberetti con il guscio e le teste. Aggiungere il prezzemolo, un po' d'acqua, salare e far cuocere a fuoco lento finche' i rebbi della forchetta non entrino nella zucchina. Schiacciare le teste dei gamberetti durante la cottura perche' ne esca tutto il sapore dopodichè toglierli.
Cucinare le caserecce in acqua salata e quando sono al dente passarle nella pentola delle zucchine e gamberetti. Amalgamare il tutto e servire in tavola con aggiunta di pepe nero se piace.

Questa pasta è di una semplicità disarmante eppure la dolcezza delle zucchine unita al sapore di mare, come tanti piatti in cui ormai si uniscono pesce e verdure, è un sodalizio perfetto.
E' un piatto ormai scontato ma i procedimenti consueti riportano di sgusciare i gamberetti per farne il fumetto che consente di insaporire zucchine e gamberetti. Io invece ho provato a mettere tutto insieme, gamberi con i gusci, teste e zucchine. Poichè dalle teste dei gamberetti freschi ne vien fuori il vero sapore di mare, credo che da oggi in poi questo sarà il procedimento che utilizzerò nella preparazione.
E cucinare, viaggiare... per noi un mondo di ricordi in piu'!!!!


lunedì 25 luglio 2016

Gelato all'albicocca e nocciole....eccole le vacanze!!!!






Ci sono le cose che cambiano...e poi ci sono i tuoi gesti consueti, quelli che ti accompagnano nel ciclico andare del tempo, una danza circolare colorata delle stagioni che non si possono non amare...tutte!
Per cambiamenti ho aggiunto un altro pezzetto alla mia piccola casa, una mini-libreria, un modo per rimettere ordine tra i miei libri e le mie riviste che non solo fanno polvere ma che ammassati da qualche parte non incentivano all'uso perche' solo trovarli e' una gran fatica.
E cosi' e' andata che gironzolando un sabato pomeriggio all'IKEA vicino casa siamo ritornati a casa non solo con le solite candele e tappetini ma anche con un plico ben pesante da montare.
Dopo il soccorso del mio amico falegname ho impiegato solo poche ore per mettere a posto di tutto. 
Ho fatto pulizia delle cose inutilizzate, ho ricavato un angolino per le tisane delle sere invernali, una candela, dei cuori, una dolce coniglietta ed ora mi godo l'ordine che a dirla tutta in una casa e' sempre troppo poco!!!

Poi c'e' lo stanzino di casa....
Qui c'e' accantonato di tutto, un personale gioco di prestigio fare entrare in cosi' pochi metri quadri tanta roba....valigie vuote per le partenze e gli arrivi, l'albero di Natale con gli addobbi, la scarpiera che riporta in mostra dagli infradito agli stivali, l'angolo degli elettrodomestici piu' disparati: dal robottino, alla macchinetta dei pancake, al contenitore della fonduta....poi aspetta, aspetta che tiro fuori "la gelatiera"!!!

Il mio gesto consueto di ogni estate e' proprio trovare nel freezer un posticino per mettere a congelare il cestello della gelatiera...
Ed anche se poi di gelati ne preparo pochissimi rispetto a quelli che compriamo gia' pronti e divoriamo, il  cestello resta li' tutto il tempo, fiero nel suo vestitino ghiacciato, in attesa che gli si dia anche per poco l'onore di poter preparare il gelato "homemade" dell'anno, che andra' via a gara di cucchiaiate sul nostro tavolino fuori in queste sere dove non sai dove trovare refrigerio!!!
E' piu' semplice e veloce preparare i gelati alla frutta perche' gli ingredienti mescolati sono gia' tutti freddi e non occorre riscaldare latte o uova che poi vanno abbattuti in temperatura lrima di essere preparato.

Ingredienti:

300 gr. di polpa di albicocche
120gr. di zucchero a velo
160 ml di latte freddo
150 ml di panna fredda
nocciole tritate per decorare


Procedimento:
Sbucciare e privare del nocciolo le albicocche dopodiche' frullarle con lo zucchero a velo.
Inserire il tutto nel cestello della gelatiera ed unire il latte e la panna. Far andare per 35-40 minuti dopodiche' spegnere. Lasciare qualche minuto dopodiche' riporre in un contenitore e riporlo in freezer per qualche ora. Al momento di servire guarnire con le noccioline.

Il gusto delle albicocche resta integro nel gelato e le nocciole aggiunte lo rendono piu' invitante facendo si che resti sul palato piu' a lungo per sentirne a pieno il sapore.


E' semplicissimo da fare tanto che anche i bambini si possono divertire a produrlo...e cosi' una volta pronto lo mangeranno anche loro!!!

sabato 2 luglio 2016

Tagliatelle bianche ai finferli....Laura e la sua prima comunione!!!!

 

Le giornate piu' lunghe portano a vivere di piu'...me ne sono convinta l'anno scorso quando in Finlandia a mezzanotte era ancora giorno e noi continuavamo ad uscire, a fare la spesa in supermarket perennemente aperti, giravamo in macchina per i cottages disposti sui diversi isolotti legati tra loro da sottili lembi di terra, di diversa forma e colore, con giardinetti illuminati da lampade pendenti, dove una panca bianca nel patio antistante piena di morbidi cuscini faceva crescere il desiderio di averne uno tutto proprio.
Questo giugno e' stato per me proprio un mese vissuto cosi' intensamente...le giornate si sono allungate e senza rendermene conto le giornate sono durate quasi il doppio del normale, terminando il lavoro e concedendo le ore serali a trattenermi di piu' fuori casa. 
Abbiamo avuto la manifestazione dello "street food" qui a Salerno e tra un cibo spagnolo, greco o texano siamo scesi per tutte e tre le serate.
Approfittando anche delle sagre nei paesi circostanti abbiamo passato serate diverse ed allegre su queste "colline in festa". E' stato un buon modo per allentare la tensione di un lungo anno trascorrendo ore all'aria aperta.
E' arrivata anche la Prima Comunione di Laura, un percorso di anni fatto di momenti di crescita ed impegno interiori importanti....e' stato bello condividere cio' con le persone piu' care...a fine festa per ricordo una dolce coniglietta in ceramica vietrese, ognuna con vestiti e colori diversi.
Queste conigliette sono opera di ALFONSO STILE, un giovane ceramista di Agropoli che non finisce mai di stupirmi. Dopo aver creato i presepi che vi ho fatto vedere qui stavolta mi e' venuto incontro cercando di capire cosa potesse piacere a Laura. Nella nostra terra abbiamo davvero dei talenti speciali e lui ha la capacita' di modellare e dar vita ad oggetti unici. Con il tempo sto imparando a conoscerlo sempre di piu' e spero che abbia il successo che merita.

Poi sono arrivati diversi compleanni tra i quali quello della piccola Elvira ed anche la mia 43esima estate, poi il primo ritorno in Costiera Amalfitana bagnato da un tuffo in un'acqua meravigliosa accompagnato poi da nubi ed acquazzoni dispettosi.

Insomma il tempo e' volato ed ai fornelli ammetto di essere stata poco.......una mozzarella con i pomodori, una pizza, un pollo allo spiedo pronto, un'insalata!!!



Pero' mia cognata ha raccolto con lo zio e mi ha regalato questi funghi, i FINFERLI, che nascono anche in estate.
Sebbene abbia scoperto siano una specie molto diffusa e mangiata ammetto che non li conoscevo.....si i porcini, i chiodini, gli champignons....ma i finferli proprio no!!
Ci ho fatto delle tagliatelle perche' adoro la pasta con i funghi in generale...ho deciso di prepararli bianchi e senza panna per apprezzarne il sapore che e' davvero intenso.

Ingredienti:
250 gr. di tagliatelle all'uovo
300 gr. di finferli
olio EVO
aglio
sale
due foglie di alloro
due carote
coste di sedano
prezzemolo

Procedimento:
Lavare i funghi togliendo il terriccio e scaldarli.
In una pentola far riscaldare dell'olio con aglio ed una foglia di alloro. Unire le catore ed il sedano dadolati lasciando cuocere per qualche minuto. Aggiungere i finferli, aggiustare di sale e sfruttando l'acqua rilasciata dai funghi continuare a fuoco medio finchè non siano cotti.
Cuocere le tagliatelle in acqua salata secondo istruzioni ed ancora al dente passarli nei funghi. Mantecare per qualche secondo a fiamma bassa, impiattare, spolverare di prezzemolo e servire!!!

E buone sere d'estate!!!!

domenica 5 giugno 2016

Cozze al gratin di casa mia......e la propria città vista con occhi nuovi!!!



Lo penso spesso...andiamo tanto in giro per il mondo con la sete di conoscere ma ancora sotto casa c'è un mondo da scoprire che ignoriamo.
La parte alta della mia citta',sopra il centro storico di Salerno, e' stata una piacevole scoperta solo da poche settimana perché la scuola delle mie bambine, aderendo all'iniziativa "adotta un monumento", ha dato loro la possibilità di diventare "guide turistiche"per un giorno aprendo le porte di chiese e conventi risalenti al 1400 di cui, ammetto, ignoravo proprio l'esistenza. 
Diciamo che quando ero piccola queste erano anche zone degradate che, riprese oggi, sono diventate una vera bomboniera artistica e meta di tanti turisti.
 Nella riqualificazione i muri delle vecchie case sono diventate un foglio dove far rivivere le poesie di Alfonso Gatto, un poeta salernitano.

Seguendo l'entusiasmo di una scolaresca che per il piacere di stare insieme andrebbe ovunque, ci siamo incamminate anche noi mamme in questo luogo che guardiamo sempre dal lungomare senza optatare mai per la salita.
Un agglomerato di case, unite tra loro da stradine e scale, che giungono fino ai " giardini della Minerva", un posto molto panoramico che vanta la presenza di antiche piante medicinali risalenti all'antichissima Scuola Medica Salernitana del medioevo.
Il centro storico oggi e' un'alternanza di antichissime attivita' come la Pasticceria Pantaleone e nuovi pub, paninoteche, trattorie e birrerie che sono diventate il cuore della movida salernitana.


E poi ci sono i piatti di mare, quelle portate che ti porti dentro dalla nascita, che vedevano la pescheria di Piazza Portanova una nostra meta fissa quando la domenica andavamo a trovare i nonni ad Amalfi.
Qui era fisso acquistare almeno due chili di cozze che assieme ad un cartoccio di Santarose (classiche sfogliatelle ricce con l'aggiunta di crema pasticciera) erano il biglietto da visita per una giornata conviviale.
Oggi le cozze noi le facciamo aprire sul fuoco ma nonno le apriva una ad una ancora crude
con grande maestria usando un coltellino per poi farcirle e gratinarle al forno.
Come tutte le ricette che passano da una generazione ad un'altra vari sono inevitabili vari accorgimenti ma la base resta quella, un' impanatura fatta di buon pangrattato (meglio se fatto con pane bruschettato in casa), grana grattugiato,un trito finissimo di prezzemolo ed aglio, olio e acqua filtrata di cottura delle cozze.
Le aggiunte di casa sono state il pepe nero ed ultimissima la buccia del limone grattugiata (di mio fratello e mia cognata)!!
Ingredienti:
1 kg di cozze
150 gr. di pangrattato
50 gr. di grana grattugiata
2 spicchi d'aglio
prezzemolo tritato
pepe
olio EVO
scorza grattugiata di limone






Procedimento:
Pulire le cozze ed eliminare lo strepponcino interno strappandolo.
Aprire le cozze in una pentola sul fuoco con pochissima acqua. Una volta cotte alzarle dall'acqua e filtrarla con un colino a maglie strettissime. Lasciare solo il guscio con il frutto eliminando invece il guscio vuoto.
Preparare la panatura con pangrattato, grana, trito fine di prezzemolo e aglio, pepe.
Ricoprire le cozze ed adagiarle in una teglia da forno. Irrorare ciarcuna con poca acqua di cottura delle cozze filtrata ed un filo di olio EVO.
Infornare fino a doratura a 180 gradi. Ultimi cinque minuti sotto il grill del forno.
Servire calde!


E' un piatto che usiamo dopo un primo di pesce ma anche come antipasto o come aperitivo con un vino bianco e' appetitoso e stuzzicante.
Quando si da un morso sulla panatura croccante mista alla cozza si sente tutto il sapore del mare.
Credo che sia uno dei miei piatti di casa preferiti!!!




sabato 14 maggio 2016

Torta alla crema con fragole e lamponi...maggio corre veloce!!


Questo mese di Maggio corre veloce come sempre e tutte le attività delle bambine stanno per chiudersi. Dovrebbe sopraggiungere la voglia di rallentare ma è il contrario.... prove, esami, saggi!!

Un anno di corse al catechismo per Laura che farà la Prima Comunione. È pronta e contenta... non potevano mancare i confetti per l'occasione!! È un punto fermo per le feste di casa preparare qualcosa tutte insieme, un laboratorio creativo nel quale le bambine giocando imparano la manualità di nodini e fiocchetti.




A fine giugno si chiuderà anche un altro anno di danza per entrambe...ormai sono cresciute, le lascio davanti scuola e loro entrano negli spogliatoi, si vestono da sole ed entrano in sala prove. 
Ieri sera, venerdi, ero stanca come lo era Laura che mi chiedeva quasi supplichevole di saltare la lezione.
Ho un po' insistito e lei mi teneva il broncio....
Sono salita per le scale che portano dietro un vetro dal quale posso vederle ballare e così la musica ha cominciato a difforndersi nell'aria. 
Prima una musica classica, poi una musica più leggera e allegra!!!
La musica fa miracoli, entra dentro, nelle segrete stanze dell'anima,  ha il potere di attraversarti, scioglierti, ti regala libertà...
...mentre Elvira, la più piccola, sorrideva e si divertiva, Laura si è risvegliata pian piano. 
Al rientro si è goduta la serata fino a tardi!
Intanto il mio balcone riprende luce tra fiori e foglie rinnovate....il tempo è ancora capriccioso ma appena c'è una schiarita mi precipito fuori come fa una lumaca dopo la pioggia!!

Una torta con fragole e lamponi mi sembra proprio per questo tempo...maggio è soprattutto il mese delle fragole nel loro massimo grado di maturazione ed a me spesso piace mangiarle anche così come sono....

Ingredienti:
150 gr. di burro
150 gr. di farina 00
150 gr. di fecola di patate
150 gr. di zucchero
2 uova
3 cucchiai di latte
la buccia di un limone grattugiata 
1/2 bustina di lievito per dolci (pan degli angeli)
crema pasticciera (io come scritto qui)
gel per guarnire (io Tortagel di paneangeli)
fragole
lamponi

Procedimento:
Preparare l'impasto amalgamando al burro a temperatura ambiente lavorato con zucchero e uova le farine ed il latte. Infine aggiungere la buccia del limone grattugiata e la bustina di lievito per dolci.
Rivestire un ruoto per crostata con carta forno e spalmare l'impasto che è abbastanza morbido. Rivestire la superficie con carta argentata ed infornare in forno preriscaldato e ventilato a 170 gradi per 20 minuti circa. Sollevare un po' la carta argentata assicurandosi che sia cotto e sfornare.
Mentre si aspetta che il dolce raffreddi preparare la crema pasticciera ( io ho seguito il metodo riportato qui).
A questo punto lavare e tagliare le fragole a metà.
Togliere la torta dal ruoto e rimuovendo la carta forno adagiarla su di un vassoio.
Rimuovere lentamente la carta argentata in superficie.
Ricoprire con l'aiuto di una sac'a poche la torta con la crema pasticciera. Distribuire due cerchi di fragole ed il centro di lamponi.
Preparare la gelatina come da istruzioni sulla confezione e ricoprire la frutta.
Lasciare raffreddare e poi conservare in frigo prima di servire.

Non è una crostata ma una torta più morbida dovuta alla presenza della fecola. La crema pasticciera le dona quel legame con la frutta dal colore rosso che, esaltato da un filo di gelatina, permette anche di goderne il vero sapore senza ulteriori zuccheri aggiunti.
Per me il lavoro fino a fine luglio è ancora tanto ma presto arriverà l'estate e sono certa che l'aria più leggera sarà un vero toccasana per la mente ed il corpo.
Buona settimana per ciascuno di voi!!!


martedì 26 aprile 2016

Linguine allo scoglio con polipetti...e voglia di concretizzare!!


PROGETTARE è la parte di un percorso che mi costa meno e mi esalta di più.....mettere nero su bianco le idee, apportare le modifiche dovute man mano che ci ripenso su, cercare il pari e dispari sulla fattibilità del tutto, avere la lista di cosa potrebbe servire e procurarmi tutto l'occorrente.
Rispetto alla fase di progettazione del da farsi mi risulta poi più difficile CONCRETIZZARE...si mi costa più fatica quel passaggio fatidico dalla teoria alla pratica! 
Posso trovare tutte le attenuanti del caso...mancanza di tempo, risorse scarse, paura di sbagliare, paura di non ottenere il risultato sperato....ma credo che le cause siano fondamentalmente due.
La prima è sicuramente il mio carattere, incostante e variabile, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo che mi dia stimoli, nuova linfa vitale. Chi mi conosce in apparenza mi vede tranquilla, mite...invece dentro c'è un vulcano di irrequietudine che non è insoddisfazione, anzi, ma è voler procedere, andare avanti, non fermarmi a ciò che c'è adesso. Il problema è che non si possono fare simultaneamente troppe cose, che disperdere le energie su tanto porta a poco.
La seconda è la mia autostima...tanto per metterla a posto e poi basta un poco che essa scricchioli...un commento negativo, la mancanza di condivisione in idee/progetti da parte di chi mi sta accanto, l'influenza delle cose negative che mi circondano. 
Lo so che non posso permettermi di essere una sprovveduta ma a volte sognare non aiuta a darsi qualche traguardo un po' più in la'?
Lo so, occorre saper riconoscere le proprie capacità per impegnarsi in qualcosa, non sopravvalutarsi, ma le cose che ho realizzato non sono mai state frutto di spinte. 
Il mio compagno dice che in fondo io sono un "battitore libero" e che poi faccio tutto quello che voglio senza ascoltare o aspettare nessuno. Credo che abbia ragione ma ho come l'impressione che gli altri siano solo un freno tirato che non mi permetta di correre dove vorrei andare.....e quindi poi di che mi lamento?

Il blog è una delle piccole cose che porto avanti quasi di nascosto, rubando uno scatto lontano da occhi indiscreti e scrivendo quando a casa tutti dormono e nessuno mi vede. Quasi mi nascondo per un hobby che mi toglie tempo e che potrei tranquillamente accantonare così non mi lamento che tempo non ne ho mai...
Ed invece anche qui preferisco essere un battitore libero...eh, eh...

Questa pasta l'ho corteggiata più volte in un libro di raccolta di primi Campani dal titolo "Maccheroni" che sembra un dizionario per quanto è pesante ma che trovo sia fatto benissimo. È stato il primo piatto di una domenica che sembra stia dando il passo che meriti all'estate...

I polipetti sono la mia passione più del polipo grande perché così piccoli diventano tenerissimi e rilasciano nei sughi un buon sapore di mare. 
Gli ingredienti sono i soliti, olio, aglio, pepe e peperoncino ma il sapore del pesce cambia per ogni varietà.


Ingredienti:
400 gr. di linguine
500 gr. di polipetti
400 gr. di pelati
1 spicchio di aglio
prezzemolo
peperoncino
pepe
1,5 dl di olio EVO


Procedimento:
In un tegame di terracotta mettere l'olio, l'aglio ed i polipetti puliti e lavati, i pomodori pelati sgocciolati del sugo e fatti a pezzi, il sale, il pepe ed un pò di peperoncino.
Cuocere per 40 minuti circa agitando di tanto in tanto il tegame.
Il sugo è pronto quando risulta lucido e piuttosto scuro.
Lessare le linguine in abbondante acqua salate e scolati al dente vanno conditi con il sugo del polpo ed abbondante prezzemolo.

È un condimento simile a quando si preparano i cosiddetti "polipetti alla Luciana", solo che qui c'è più olio e meno sugo che viene del tutto sgocciolato dai pelati in modo tale da rendere la pasta colorata ma non rossa. Così non se ne copre il sapore!
Ho accompagnato il piatto con dell'olio "santo", una mistura di olio EVO e perperoncini forti calabresi sminuzzati che messi a macerare in un barattolo diventano un pratico modo di speziare di forte le pietanze in tavola.
Ed ora vediamo cosa altro riesco a concretizzare?  ;-)!! 


lunedì 11 aprile 2016

Mousse di cioccolato con fragole e crumble di mandorle...che voglia di mare!!!




Si ritorna in riva al mare, ancora con gli stivali ai piedi ed un piumino da togliere, ma l'odore di salsedine e l'aria salmastra richiama come il potere ipnotizzante del canto delle sirene.
In questo periodo qui è tutto più vasto ed incontaminato perché gli stabilimenti hanno solo abbozzato le palafitte sulle quali compariranno le cabine... ancora ogni centimetro di spiaggia e' libero e calpestabile.

Camminando sul pontile sembra quasi di toccare con la mano i "due fratelli"...così sono denominati questi due mini faraglioni Vietresi.
Il mare è di un blu disarmante ed il gabbiano di turno si diverte a planare li davanti!!!

Verso l'ora del tramonto la costiera vista dalla riva mozza il fiato...


C'è la voglia di correre, di lanciare le pietre facendo a gara per chi riesce a tirarle più lontano, c'è l'idea che la primavera donerà giornate più lunghe e finalmente più tempo...c'è il sogno di un'estate vicina e di un possibile ritorno ai costumi, alle creme, ad una pelle che riprenderà il suo splendido colore ambrato, capace di coprire ogni imperfezione!!



Di cioccolata in casa ancora ce n'è tanta da smaltire ma anche se doveste procurarvela prima che venga il troppo caldo io uno strappo alla regola lo farei!
Complice un corso di cucina a Roma vi presento questa mousse freschissima e goduriosa al cioccolato.


Ingredienti per 4 coppette:
per la mousse:
150 gr. di cioccolato fondente
250 ml di panna calda
250 ml di panna montata


per il crumble:
50 gr di burro
50 gr di farina 00
50 gr di farina di mandorle
50 gr di zucchero di canna


per decorare:
1 vaschetta di fragole
zucchero a velo
foglioline di menta


Procedimento:
Preparare il crumble mescolando tutti gli ingredienti e sminuzzandoli su una teglia. Infornare a 170°C statico per 15 minuti e sfornare facendo si che si raffreddino e diventino croccanti.
Scaldare la panna e versarla sul cioccolato sminuzzato. Dopo che la cioccolata si sia sciolta mettere a raffreddare e lasciare anche un pò in frigo.
Intanto montare la restante panna e mescolarla lentamente alla salsa di cioccolato ormai fredda.
mettere nelle coppette delle fragole lavate e tagliate a pezzetti sulle quali versare la mousse.
Mettere in frigo fino al momento di servire.
Guarnire le coppette da servire con pochi pezzettini di fragole, pezzettini di crumble, foglioline di menta e zucchero a velo.

La scioglievolezza e la dolcezza di questa mousse è maggiormente esaltata dalle fragole un po' acidule e da un croccante crumble mandorlato tutto da mordere!!
Ideale per la fine di un pranzo o una cena tra amici, le coppette vengono preparate prima e quindi saranno gia' pronte in frigo per essere solo guarnite!!!
Inoltre vi garantisco che il "crunc" dei pezzettini di crumble che restano in più vi faranno compagnia..ho sperimentato che sono un buonissimo snack!! Crunc, crunc!!!