sabato 31 marzo 2018

Casatiello pasquale dolce con tanti confetti.....è Pasqua!

Quando ero piccola ed arrivavo dai nonni in Costiera Amalfitana sapevo che non avrei avuto in regalo un uovo di cioccolato...loro compravano per ciascuno di noi nipoti un casatiello dolce ricoperto di confetti, caramelle ed al centro una simpatica pecorella di zucchero. La pecorella mamma la conservava un anno intero nella vetrinetta della cristalliera ed ogni qualvolta la si apriva per portar fuori una tazzina o un bicchiere per gli ospiti ne veniva fuori un profumo zuccheroso da negozio di coloniali.
Ancora oggi, nelle vetrine del bar Savoia al centro di Amalfi, queste tortine colorate sono esposte in vetrina.
Quest’anno decido di prepararlo per la prima volta e mentre lo decoro ho figlie e nipoti che girano per casa, giocano e riempiono queste ore vuote di festa proprio come anni fa facevo io con i miei cuginetti.
Spero con il cuore che il loro animo sia sereno come allora lo era il mio. Ho avuto un'infanzia cosi' piena di bei momenti che ancora ne vivo di rendita...cerco di donare ore liete a loro perche’ ne custodiscano lo stesso bagaglio, perche' abbiano la possibilita’ un giorno di poter rivolgere sempre uno sguardo alla propria infanzia e trarne serenita'.
Intanto l'aria si riscalda e ripulisco il balconcino tralasciato durante le fredde giornate invernali. Tiro il respiro fino in fondo e mentre getto erbacce sperando in nuovi fiori penso a quanto negli anni abbia imparato ad apprezzare la Pasqua piu' del Natale. E' una festa che dona forza e speranza sulle brutture della vita. Mette a nudo le nostre debolezze e tutti i nostri molteplici timori, ci da orientamento come una stella polare quando abbiamo perso la bussola.
Ed adesso non vi mette di buon umore guardare questi ovetti cosi' colorati?
Ingredienti:
4 uova
250 gr. di zucchero
250 gr. di farina
125 gr di zucchero a velo
2 cucchiai di acqua
confetti e confettini
Procedimento:
Preriscaldare il forno. Sbattere a zabaione le uova con lo zucchero. Aggiunge ed amalgamare la farina setacciata. Imburrare o rivestire una tortiera con carta forno e versare dentro l’impasto. Infornare a 180° per 30 minuti.
Sfornare e lasciare raffreddare. Mescolare lo zucchero a velo con i due cucchiai di acqua. Passare sul fuoco per riscaldare senza portare a ebollizione. Versare sulla torta ancora calda e mettere subito confetti e confettini prima che si raffreddi la glassa in modo che si possano attaccare sopra.

Non ho trovato nei negozi qui intorno la pecorella di zucchero. Pero' vi assicuro che porta allegria questo casatiello colorato accanto alle pastiere....
Vi auguro una serena Pasqua di speranza e rinascita!!

sabato 3 marzo 2018

Tronchetto con panna e nutella....vi porto a palazzo reale da sua maesta’ Ferdinando!

Mia nonna quando arrivava il mese di febbraio diceva...."corto e amaro”!
Ed infatti il tempo e’ stato ballerino e variabile chiudendosi con uno stato influenzale che mi ha tolto le forze.....prima una perturbazione africana ha reso insopportabili giacche e maglioni, poi grandinate improvvise hanno rischiato di forarmi il tetto dell’auto ed ogni mattina ho guidato tra una nebbia fitta ed una sfiocchettata di neve che magari e’ durata una sola giornata e si e’ sciolta al primo sole!
Mentre rincorro qualche ultimo saldo per comprare l'ennesima borsa che ho la capacita' di strausare e distruggere nell'arco temporale infinitesimamente piccolo, le commesse gia' stanno impacchettando e togliendo ogni cosa per far posto a merce dai colori chiari e pastello....e si, veramente poche settimane e nell'aria ci sarà la sensazione di una primavera ormai vicina.
Le feste si sono frettolosamente rincorse e sovrapposte....un Carnevale a ridosso di San Valentino, bocche piene di chiacchiere fritte e cioccolatini...
Mettendo da parte quella pigrizia che mi fa desiderare il calduccio di casa almeno nel week-end, accetto l’invito di un’amica che ha capacita’ organizzative nel trovare idee e saper mettere insieme persone che stanno bene insieme pur non vedendosi per lungo tempo....destinazione Palazzo Reale a corte di sua maesta’ re Ferdinando di Borbone.
Facciamo un salto indietro nel tempo e ci trasformiamo in duchi e contesse per questo ivito reale!
Entriamo a palazzo accolti, ai piedi della maestosa, bianca e marmorea scalinata reale, da “re nasone”, il re che Napoli e gli stessi scugnizzi napoletani tanto amarono. Ci racconta del suo amore per il baba’ che ci mostra orgoglioso tra le mani, appena offertogli da uno dei maestri pasticcieri che conoscono i suoi gusti.
Ci racconta del suo amore per la caccia e di quanto odi presenziare a quei noiosi balli di corte che la moglie organizza. Saliamo le scale e giriamo incantati di stanza in stanza ammirando lampadari, quadri, arazzi, tappeti che cambiano colore a seconda del tema rappresentato. Guardiamo attraverso le grandi vetrate che affacciano su una meravigliosa piazza Plebiscito.
Incontriamo sua maesta’ Maria Carolina che grida:”Ferdinando...dove si e’ cacciato, lo avete visto?....abbiamo tutti questi invitati per il ballo e lui scappa e non si fa trovare”. 
Noi ed i bambini divertiti stiamo al gioco nascondendo il re che ci mostra porte e passaggi segreti per scappare, mentre la regina ci fa fare le prove per il ballo.
Entriamo nel bellissimo teatro reale accomodandoci nelle morbide poltrone rivestite di velluto rosso, circondati da statue meravigliose che sembrano di marmo bianco ma in realta’ sono, incredibilmente a vedersi, di carta pesta; ci spiegano sia capace di assorbire meno i suoni donando alla sala un’acustica straordinaria.
La cappella reale conserva un presepe napoletano con pastori vestiti di panni cuciti con grande maestria.....poi arriviamo nella grande sala del ballo.
Qui re Ferdinando e la regina hanno un ultimo divertente battibecco prima che tutti possiamo ballare con loro.
Il periodo Borbonico risale ad un momento di grande benessere per il Regno di Napoli e per il sud. Re Ferdinando governo’ per circa 65 anni amando questa terra ed i Napoletani. Aveva un carattere burlone, ebbe ben 17 figli e sebbene avesse fatto un matrimonio combinato e non scelto sappiamo che lui e la regina austriaca si amarono tantissimo.
Usciamo da palazzo e ci immergiamo nella folla di una Napoli carnevalesca. Mangiamo pizzette piegate a portafoglio, sfogliatelle, il baba’, un caffe’ del professore al Gambrinus.
Scendiamo verso il borgo di Santa Lucia, ci riuniamo vicini e ci facciamo scattare una foto con il Vesuvio alle spalle in questa meravigliosa domenica di sole tiepido.
Vi lascio un dolce rotolo a panna e cioccolato per racchiudere tutto il sapore dolce e sul finire nevoso che questo febbraio ha portato con se’.
Ingredienti:
100 gr. di farina 00
4 uova
100 gr. di zucchero semolato
25 gr. di burro sciolto a bagnomaria
1 cucchiaino di lievito per dolci
un vasetto di Nutella
250 gr, di panna da montare
scaglie di cioccolata amara
scaglie di cioccolata bianca

Procedimento:
Riscaldare il forno a 170* ventilato (180* normale).
Mettere insieme le uova e lo zucchero in una ciotola sbattendo finche’ assumino la consistenza di uno zabaione. Aggiungere a filo il burro sciolto, la farina ed il lievito setacciati.
Distribuire il composto sulla teglia rettangolare del forno rivestita di carta forno bagnata e strizzata.
Cuocere per 25 minuti finche’ la superficie sara’ dorata.
Sfornare e farcire con la cioccolata spalmabile (io Nutella).
Arrotolare dalla parte del lato piu’ corto e porlo nel piatto.
Montare la panna e ricoprire il rotolo.
Farcire con scaglie di cioccolata fondente ed al latte.

Se piace si puo’ bagnare un po’ il rotolo con bagna per pandispagna e la consistenza sara’ morbida e da dolce dessert.
Il sapore è scioglievole, scontato per l'accoppiata cioccolato-panna che però non scontenta mai nessuno. E' uno di quei dolci veloci che tiri fuori quando hai poco tempo....e scorrendo giù la forchettina ne prendi un goloso boccone e fai pace con il mondo...
Buon inizio marzo a tutti!!!



sabato 20 gennaio 2018

Frittelle dolci o salate.....e la magia di una nonna o di una zia!!

E' inverno inoltrato, le giornate di gennaio corrono veloci, e prima che in un batterbaleno sia gia' Carnevale mi tocca togliere l'albero di Natale che, non vi nascondo, abbiamo acceso fino a ieri sera.
Mi son svegliata presto nonostante fosse sabato, con la sveglia di Laura che doveva andare a scuola, per riempire lo scatolone con tutte le decorazioni...ognuna di essa risale ad un Natale differente e ad ognuno ormai e' legato un ricordo. I cuoricini fatti a punto croce ricamati mentre ero in attesa di Laura, i pupazzi di latta della Signora Maria, la mamma della mia amica, che quando venni a vivere in questa casa mi dono' degli addobbi perche' non avevo nulla. Le palline fatte a mano dalle mamme delle amichette di Elvira, tutte diverse, che ogni anno compriamo al mercatino di beneficenza della scuola. Ed ancora i pupazzetti della maestra della scuola di danza, le stelle verdi prese in un mercatino di Napoli, angioletti tutti diversi pescati in ogni dove ci fosse aria di Natale, le decorazioni di legno che ho trovato in qualche negozio di cinesi quando avevo voglia di perder un po' di tempo sotto Natale senza spendere una fortuna.
Poi una pallina speciale che mi e' stata donata da una persona con l'augurio che quest'anno si possa avverare un piccolo sogno...ma di questo ve ne parlero' scaramanticamente quando avro' norizie....nel frattempo la ripongo nello scatolone con l'augurio che l'anno prossimo nel riprenderla qualcosa sara' accaduto...
Tutto riposto nello stanzino, questa stanza magica dove ci finisce ogni cosa, che piu' roba ci metti e piu' ne contiene, ma che ad un certo punto ha bisogno di ordine...quindi arriva una mattina come queste in cui devo riportare un equilibrio altrimenti rischio seriamente che mi crolli tutto addosso.
Gran parte delle cose sono ormai da buttare, chissa' perche' mai le avevo conservate! Altre le ritrovo e mi dico: "Ah, e' qui che eravate finite".
Album di foto che ti viene voglia di riguardare, libri del liceo e dell'Universita' che conservo gelosamente come se fossero reliquie, guide turistiche che parlano dei viaggi fatti o di dove vorrei ancora andare...un mondo ormai che ha quasi totalmente cancellato negli anni cio' che invece era di nonna e di zia che abitavano qui.
Ma una cosa ricordo di questo stanzino...era la meraviglia delle meraviglie, la loro dispensa, il posto dal quale comparivano le cose piu' buone e gli arnesi per prepararle. 
Un lato era dedicato a cibi e conserve, l'altro a pentolame, fornacella e carboni, a tutto quanto fosse utile per cucinare. 
Si perche' la casa di una nonna,(nel mio caso c'era anche zia) e' sempre pronta per accogliere i propri nipoti. 
La casa di una nonna profuma di cose buone, come un negozio di coloniali...ed hanno il potere di riaffiorare quando ne ho nostalgia. 
Per magia qui ne venivano fuori biscotti, grissini croccanti, scioglievolissima Nutella, bottigliette di succhi di frutta. C'era sempre qualche caramella o gianduiotto nella scatola di latta delle "Rossana", non occorreva che fosse l'Epifania...poi tiravano fuori un frullatore, il tavoliere ed il matterello e cucinavano qualcosa a sorpresa.
Nelle domeniche pomeriggio a volte qualcosa succedeva....compariva il pezzetto di lievito di birra ed un pacco di farina...ed allora capivo che era il momento delle mitiche frittelle!!
Loro amavano piu' il dolce che il salato quindi le rotolavano calde nello zucchero.
Alle mie bimbe piacciono più nella versione rustica ed allora, in un pomeriggio come questo, dopo pranzo prendo la ciotola e ne preparo l'impasto che lievitera' fino a sera... io le preparo sia dolci che salate!
Ingredienti:
500 gr, di farina
una bustina di lievito di birra disidratato
1 cucchiaio raso di zucchero
un cucchiaio raso di sale
acqua tiepida q.b. 
olio di girasole per friggere
zucchero o uvetta per le frittelle dolci
Procedimento:
Versare la farina in una ciotola ed aggiungere il lievito, lo zucchero ed il sale. Mescolare tutti gli ingredienti secchi e poi poco alla volta aggiungere l'acqua tiepida finche' l'impasto abbia una consistenza molliccia. Far riposare due/tre ore e quando sara' cresciuta si potra' friggere. Mettere l'olio in una padella ed una volta bollente calarci un po' di pastella aiutandosi con un cucchiaio ed un cucchiaino. Abbassare a temperatura media per evitare che le frittelle cuociano fuori ma restino crude dentro. Una volta pronte passarle su carta assorbente.
Servirle calde dopo averle rotolate nello zucchero se si vogliono dolci e con su un pizzico di sale se piacciono salate.
Sono semplici da fare e di costo ridotto, stuzzicanti come apericena insieme a tante bollicine oppure scioglievoli nella forma dolce. Le trovi nei banconi delle rosticcerie di Napoli come street-food o nelle sagre di paese vendute nei cuoppi.
Queste frittelle sono state il mio salva-cena delle feste di Natale. Infatti dopo i lunghi pranzi avevo i ragazzi che arrivata sera avevano di nuovo fame....ed allora tiravo fuori a sorpresa questa pasta che avevo messo a crescere prima di cominciare a pranzare e con una padella di olio bollente la festa continuava....frittelle per tutti!!!
Una mia zia mi ha raccontato che dai suoi parenti a Matera le frittelle sono con dentro l'uva passa e cosi' stasera ho voluto provale anche cosi'...buone!!
In Campania ogni stagione vede frittelle diverse...in estate impazzano quelle con dentro le alghe oppure i fiori di zucca...insomma le varianti sono molteplici!!
P.S. Quest'anno, dopo la frittura, per tranquillizzare chi temeva l'odore di fritto per tutta casa, ho provato un metodo trovato in rete....un pentolino pieno di acqua e mezzo tappino di ammorbidente per bucato a bollire per cinque minuti....e poi spento e lasciato li'....ha reso casa piena di un buon profumo.
Che dire: "Buone frittelle a tutti!!!!".

domenica 7 gennaio 2018

Lumachine di mare al sugo....e la magia di un presepe!!!

Eccolo arrivato il nuovo anno, accompagnato da un tubo pieno di coriandoli esploso in tutta la stanza, dallo spumante versato nei calici per il brindisi, dal luccicoso sfrigolare delle stelline accese e da una nuvola di fumo e di botti che rimbombano fuori.
Si comincia daccapo, si riparte per ripercorrere i mesi, i giorni e le ricorrenze cadenzate ma con la consapevolezza che non saranno piu' le stesse, non piu' uguali al passato.
E' un buon punto di partenza per chi ha vissuto momenti tristi o difficili e vuole ripartire scrivendo giorni piu' sereni, e' uno stimolo a far di meglio per coloro che hanno raggiunto traguardi importanti vivendo momenti indimenticabili.
L' augurio e' non farsi intimorire dal cambiamento perche' la vita puo' sempre sorprendere. Anzi e' li che ciascuno di noi mostra la propria resilienza e riesce a mettere nuovi punti fermi nel proprio percorso.
Sara' poi un anno di lancio per chi ha passato il 2017 a disegnare un progetto, a metterlo in campo, ed ora bisogna farlo volare!
Mi ritrovo personalmente in ognuna di queste situazioni avendo lottato, vissuto cambiamenti che mi hanno prima impaurito e poi mi hanno aperto mondi nuovi, mettendo punti fermi, disegnando progetti nuovi che spero vadano in porto.
E prima che l'anno riprenda il via mi crogiolo un ultimo istante in questo semi-torpore di vacanze natalizie con ritmi diversi ed ore riempite cosi' bene da essere sembrate lunghe e corposte di momenti davvero belli.
Non poteva mancare il rito di una visita per presepi e quest'anno la scelta e' caduta nella chiesa di Santa Maria dell'Olmo a Cava de' Tirreni.

I presepi riprendono un po' le atmosfere dei nostri luoghi come quelli che ben conosco della Costiera Amalfitana. Case arroccate, vicoli stretti fatti di scale illuminate dalla luce tremolante dei lampioni che donano un bagliore dorato ai ciottoli tra le case.



Mi rivedo nei Natali di bimba a scendere verso casa del nonno emozionata per i giorni di festa con tavole imbandite e giochi a carte.
Mi piace sbirciare nelle case dove sono riprodotti gli ambienti di un tempo....la cucina economica con il fuoco scoppiettante come quando nonna l' accendeva ed una pentola d'acqua calda riscaldava la casa.

O la caffettiera napoletana da metter su nelle fredde mattinate invernali.


Un giro per le botteghe di artigiani....





la voglia di un sacchetto di profumate caldarroste.
La magia di ritornare indietro nel tempo....
Facendo la spesa in una delle miepescherie di fiducia ho trovato le lumachine di mare...ne ho preparate per i miei nipotini che ad uno dei pranzi infra-festivita' si sono divertiti a mangiarle con gli stuzzucadenti una ad una....finendole tutte!!

Ingredienti:
1/2 kg di lumachine
un barattolo di pelati
olio evo 
1 spicchio d'aglio
prezzemolo
sale q.b.

Procedimento:
Lavare le lumachine di mare sbattendole piu' volte in una scolapasta. Metterle in una pentola ricoperte con abbondante acqua e cuocerle per venti minuti circa.
Preparare a parte un sughetto imbiondendo dell'aglio in olio evo e poi versando i pelati passati. Salare e cuocere circa cinque minuti.
Versare dentro le lumachine senza la loro acqua di cottura e fa cuocere il tutto per altri venti minuti tirando un po' il sughetto. Un po' di prezzemolo e servire.

Con l'aiuto di stuzzicadenti le lumachine si tirano fuori dal guscio.
Un sapore di mare che questi piccoli frutti di mare, callosi e saporiti, hanno conservato.
A tutti auguro un buon inizio anno ed una buona ripresa di tutte le attivita'!

sabato 30 dicembre 2017

Plumcake di cioccolato con arance...c'e' atmosfera di festa!

Eccolo arrivato il periodo delle feste...riesco un attimo a fermarmi? Pranzi e cene da preparare, amici da rivedere, regalini ed auguri che ci si scambia ad oltranza, appuntamenti in continua evoluzione....ci credete se comincio ad avere necessita' di un'agenda anche adesso? 
Da piccola ho passato lunghi inverni davanti al fuoco del camino di mia zia, la cugina di mio padre, e mi piaceva l'odore del legno bruciato, le scintille scoppiettanti, il calore che mi faceva sentire le scocche rosse. Anche la sorella di mia madre ne aveva uno in Costiera e quei pochi giorni che passavo li con i miei cugini giocavamo fino a tarda notte con carte e fish, gettavamo le pigne nel fuoco e guardavamo "Natale in casa Cupiello" in tv.

Oggi sogno una casa con il camino e rincorro la possibilita' di ricreare quella magia...un po' ci siamo riusciti per l'Immacolata in un casale Toscano dove per una sera un pezzo di famiglia ci si e' riunito davanti.
Le vigilie, i giorni di festa, i giorni prima, il giorno dopo...qui si mangia allo sfinimento e si parla sempre di cibo....a tavola, al telefono, al supermercato...ovunque il tema e' il cibo, si prendono idee....lo scopo non e' la sopravvivenza, e' la condivisione di sapori autentici o innovativi condivisi con le persone a cui tieni tanto.
Si, si mangia tanto, troppo...l'albero straborda di panettoni e cioccolate, sul tavolo una ciotola di frutta secca tenta alla prova, bottiglie di vino aperte che e' un peccato non finire, la macchinetta del caffe' che sbuffa di continuo ad ogni nuova scampanellata di porta, un nocino regalato che non si puo' non bere.
La casa ha cambiato colori virando al rosso su bianco, si e' riempita di candele, piccoli elfi, lucine colorate, l'albero delle feste. Quando mi siedo di fianco al presepe muovo i pastori immaginandone la loro storia...il mercatino, la pastorella che prende l'acqua al pozzo, gli zampognari che risuonano nella notte, i magi che vengono dall'Oriente in lontananza.
Una calda coperta rossa e sprofondo sul divano...guardo un film di Natale che finira' in nottata, ma ora si puo' perché' domani niente lavoro... la teiera borbotta ed una calda tisana scalda le mani....l'inzuppo di roccoco' pieno di mandorle e profumato di arancia consola al pensiero della sferzata di freddo che c'e' fuori.
Sembra ridondante preparare un dolce tra i dolci ma mi concedo un semplice plumcake per profumare casa di buono.

Ingredienti:
180 gr. di farina 00
160 gr. di zucchero
140 gr. di yogurt
80 gr. di burro
3 uova
buccia di arancia grattugiata
35 gr. di cacao amaro
1 bustina di lievito per dolci
mezzo vasetto di confettura di pera
zucchero a velo

Procedimento:
Separare i tuorli dagli albumi e lavorarli con lo zucchero finche' quest'ultimo non sia sciolto. Aggiungere lo yogurt ed il burro, poi la farina setacciata con il lievito. Grattugiare la buccia di un'intera arancia. Setacciare anche il cacao poi aggiungere gli albumi montati a neve pian piano per inglobare aria al composto. 
Rivestire con carta forno una forma da plumcake e versare meta' del composto. Creare uno strato con la marmellata di pere e ricoprire con il restante composto. Io avevo degli anellini di cereali e cioccolato che erano da versare nello yogurt e li ho messi sul dolce.
Infornare a 180° forno statico per 30 minuti. Prima di sfornare assicurarsi sempre che il dolce sia cotto con la prova stecchino.
Una volta raffreddato ricoprire di zucchero a velo.

E' un dolce dal profumo di arancia che con il cioccolato si sposa benissimo, che si conserva per due giorni, soffice e non asciutto per la confettura scioltasi all'interno. Puoi tagliarne una fetta da accompagnare al caffe' quando i tuoi amici verranno a trovarti in questi giorni o semplicemente goderti una buona colazione di queste lente mattinate mentre le lucine dell'albero corrono ritmiche su e giu'.
E poi per le strade di Salerno a veder le luminarie, un aperitivo con chi vedi velocemente, una pizza con gli amici per allentare la tensione di cucinare....c'e' chi restera' per Capodanno, chi partira' verso mete europee, chi prepara tute e scarponi per andare a sciare.
Ognuno traccia in modo personale le proprie feste, ci si crea un album che racchiudera' i momenti di tutta una vita...
Auguro con tutto il mio cuore a tutti voi una felice chiusura del 2017 ed un 2018 sfavillante!!!

domenica 26 novembre 2017

Arista al latte con aromi, limone e prosciutto....un borgo....Sant'Agata dei Goti!





Arrivo in affanno, dietro mille cose da fare, ed il blog come al solito resta indietro. Ma la voglia di ritornare a raccontare è sempre tanta....ed allora eccomi qua.

In autunno inoltrato basta un ponte dei Santi per una pausa che diventa opportunità....una gita fuori porta verso il borgo antico beneventano di Sant'Agata dei Goti. Percorro per lavoro, almeno una volta la settimana, la via Telesina, attraversando terre che da entrambi i lati sono piene di ordinati filari di vigne che ormai virano ai caldi colori arancio-rosso dopo aver dato il proprio nettare sublime anche per quest'annata. Ma non mi ero mai inoltrata piu' avanti di Telese.
L'Italia e' piena di luoghi da visitare ovunque, e vedo che pur viaggiando in lungo e largo dentro e fuori la mia regione ancora ci sono, vicino casa, posti che non conosco.

Su un costone di roccia di tufo, a strapiombo da un lato e dall'altro, si affacciano i confini di questo paese. I primi che si accamparono qui furono i Romani. In seguito divenne feudo colonizzato prima dai Longobardi, poi dai Normanni ed ancora dagli Svevi e dagli Angioini.

Percorrendo le sue strade incorro nel castello ducale, nelle piccole piazze centrate da fontane e nei tanti palazzi nobiliari. Numerose le chiese tra le quali il duomo che conserva in una nicchia la patrona Sant'Agata, una martire siciliana alla quale furono strappati i seni, e per questo oggi invocata dalle donne che affrontano questo male. 
Mi piace sempre puntare la testa all'insu'...e poiche' qui e' pieno di camini sono attratta da comignoli di ferro battuto....
Alle porte del paese uno spettacolare acquedotto Carolino voluto da Vanvitelli nel 1765 per convogliare le acque copiose verso le fontane della bellissima Reggia di Caserta.






Passeggiamo per le viuzze ricoperte di quadroni di lucida pietra quasi marmorea, riviviamo ere lontane, entriamo in negozi di artigiani che lavorano la ceramica, il legno, ricami e merletti....
Entrare in una delle tante trattorie dove piatti a base di zucca, funghi e mele annurche coltivate in questa zona la fanno da padrona nei piatti e dolci del giorno.
La mela annurca diventa composta per accompagnare i formaggi, ripieno di torte casalinghe, ingrediente per liquori, mangiata cosi' nella sua semplicita'...piccola, croccante, dal sapore leggermente acidulo del limone.
In compagnia anche dei miei genitori giochiamo a fare i turisti, scattiamo foto, rallentiamo il passo dei giorni comuni.
Ritorniamo a casa sull'imbrunire del giorno con la sensazione di essere stati per qualche ora lontani ed in un'altro tempo che fu.

La domenica invece la passiamo a casa riunendoci attorno alla tavola con un piatto che dia il senso del clima piu' freddo che avanza.

Un'arista di maiale che decido di farcire con l'aiuto della retina che la contiene: prosciutto crudo, fettine di limone ed erbe aromatiche.

Ingredienti:
arista di maiale in retina
due fette di prosciutto crudo

fettine di mezzo limone
rosmarino
salvia
pepe nero
sale
olio Evo
mezzo bicchiere di latte
patate tagliate a fettine


Procedimento:
Sciacquare e tamponare l'arista. Farcire sotto la retina con il prosciutto crudo, le fettine di limone, la salvia, il rosmarino. Adagiare l'arista in una pirofila per forno unta con l'olio Evo. Aggiungere al fondo mezzo bicchiere di latte. Aggiungere le patate tagliate a fettine sottili.
Salare e spolverare con pepe nero.
Infornare in forno preriscaldato a 170 gradi ventilato per 30 minuti. Ricoprire con carta argentata ed ultimare la cottura per altri 20 minuti.
Tagliare in fette, ricoprire con fondo di cottura e servire!


E' una carne bianca, tenera, saporita dal prosciutto quasi sciolto e dalle spezie. Ideale per tavolate un po' piu' numerose, fare le porzioni risulta piu' semplice.
Le giornate si stanno accorciando sempre piu' ma ne prendiamo il buono del calore di casa!
E' un anno particolare e tante cose buone e meno prendono i miei pensieri....spero di entrare in sintonia con questo periodo dell'anno che tanto amo...e spero di riapprodare presto qui..nella mia piccola casa virtuale. Un abbraccio!!!