domenica 1 ottobre 2017

Pasta mista con la zucca....e la voglia di cambiamenti!



Ci avranno pensato a lungo anche quelli del Marketing IKEA su quale potesse essere lo spot più appropriato in occasione del lancio del nuovo catalogo...nuova stagione, nuovi colori.....quando arrivi in negozio trovi scritto a caratteri cubitali "Siamo fatti per cambiare".
Ci hanno preso in pieno! Il cambiamento è una condizione che ci accompagna sempre ma che si fa più forte con l'arrivo dell'autunno, quando la stagione estiva, quella della pausa breve o lunga che sia stata, ci lascia. 
Tutto ricomincia, la scuola, il lavoro, e sembra che d'ora in avanti le giornate avranno ore interminabili. È un effetto paradosso perché in realtà le giornate diventano più corte ma si riesce a fare il doppio. Si riuscirà di nuovo ad incastrare ogni cosa...e l'aria che lentamente rinfresca soprattutto di prima mattina e la sera regala una sferzata di energia.
Il consolatorio ruotare delle stagioni porta i suoi benefici. L'autunno ricompare con colori caldi....l'arancione della zucca, le prime castagne intagliate e scoppiettanti che riprovi a far cuocere in padella come delle caldarroste...le noci e la frutta secca che d'ora in avanti faranno compagnia a fine pranzo per perdere tempo ed intrattenersi di più prima di alzarsi.
Magari alla lunga stancheranno ma per adesso le prime mele e pere invogliano ad un dolce semplice e genuino. Voglia di caldo, di casa, di accoccolarsi in salotto davanti alla tv mentre anche quel po' di balcone prima socchiuso ora lascia fuori i rumori della città.
Riprendo il mio uncinetto e pesco nelle buste richiuse sui ripiani dello scabuzzino tutti i colori che mi potrebbero piacere. Gioco nel metterli insieme e già assaporo quando potremo utilizzare questo playd nelle sere invernali. Una maglia dietro l'altra, riga su riga, la copertina prende forma!










Le minestre in casa riappaiono e con esse anche la pasta mista con la quale cucinare fagioli, ceci, piselli, patate, o perché no...una buona zucca di stagione.
La pasta mista è una gran trovata della nostra Campania, un escamotage per recuperare tutti i pacchettini mai finiti dei diversi tipi di pasta per metterli insieme...tubettini, pennette, spaghetti da spezzare, resti di tagliatelle rotte e chi più ne ha ne metta! Il gioco della giusta cottura sta nell'acqua da aggiungere per cuocerla facendo si che non sia mai stracotta ma al dente....poi va fatta riposare un attimo prima di servirla e la cottura termina così in maniera perfetta.

Ingredienti:
250 gr. di pasta mista
400 gr. di zucca dadolata
acqua q.b.
aglio
olio EVO
sale
foglie di basilico
pepe

Procedimento:
Eliminare la buccia dalla zucca e ridurla a dadini. In una padella larga soffriggere un po' di aglio nell'olio. Togliere l'aglio e calare i dadini di zucca. Soffriggere un po' dopodiché aggiungere poca acqua fino a coprirla a filo. Aggiungere sale q.b. e far cuocere finche' la forchetta entri completamente nei dadini di zucca.
In una pentolina per la minestra mettere questa zucca cotta e passarla al mix. Aggiungere circa 250 ml di acqua, aggiustre di sale e quando bolle buttare la pasta. Cuocere la pasta al dente. Nel mescolarla lentamente l'acqua si asciugherà. Avere un po' di acqua in ebollizione a dispozizione da aggiungere casomai durante la cottura la minestra si dovesse asciugare troppo. A fine cottura aggiungere un filo di olio EVO e qualche foglia di basilico. Impiattare ed a chi piace si può spolverare poco pepe.
Questo piatto ha il sapore dolciastro della zucca e rustico della pasta. Il pepe dona quella nota speziata che accorda i sapori. L'ideale è ottenerne una pasta brodosa ma non troppo...giusto nel fondo del piatto per gustarne la consistenza. Ne mangeresti, come per tutte le minestre, non un piatto solo!
Buon autunno a tutti!!!!

giovedì 14 settembre 2017

Ossobuco di tacchino con patate e pomodorini al forno....si ricomincia!!

Come riprendere i fili di un blog abbandonato per circa due mesi....in vacanza avevo scritto due post mai pubblicati per mancanza di rete...poi nel rileggerli mi son sembrati obsoleti è così li ho messi da parte. 
Intanto le ferie son finite e sebbene ricche di incontri e spostamenti la salute mi ha fatto brutti scherzi...credevo che con la ripresa del lavoro passasse tutto ed invece mi ritrovo acciaccata, a casa, mentre il mondo fuori riparte.
Accendo il pc...dalla posta elettronica spuntano centinaia di foto auto-inviatemi sulla mail per far spazio sul telefonino. Le scorro e rivivo i momenti vissuti, decido di ammazzare il tempo facendo ordine e mettendole al sicuro per non perderle.
In agosto vi avrei voluto parlare di mare, dei diversi mari che ho visto, ognuno diverso ma bello a suo modo....
In Cilento, a Scario, una parte di costa Cilentana incontaminata, le spiaggette sono lungo una nuda costa rocciosa...un traghetto ti consente di scegliere il posto che più ti piace...oltre la famosa Baia degli Infreschi ce ne sono molte altre tra le quali anche la spiaggia dei Francesi. Qui vi è una trattoria raggiungibile solo dal mare, con tavoli di legno e musica dal vivo, nascosto dietro una folta vegetazione alle spalle della spiaggia....ed Elvira, per il suo nome"la tana del lupo", dopo i primi passi sul sentiero tra gli alberi, ha pensato che fosse troppo suggestivo, ed a differenza della sprovveduta Cappuccetto Rosso, ha deciso fosse meglio non mangiarci....
Poi la Puglia verso Porto Cesareo....un mare diverso, lunghe distese di spiagge sabbiose e litorali che consentono a lidi e villaggi di organizzare animazioni per chi abbia voglia di divertirsi. Nel Salento il sole va via tardirdissimo e le persone vivono giornate interminabili in spiaggia organizzati con ombrelloni, tende, tavolini, sedioline e barbecue per serate lunghe e bagni di notte...festa grande la notte di San Lorenzo sotto i fuochi d'artificio del vicino stabilimento balneare.... le bambine si son divertite tantissimo...
Ed infine la Costiera Amalfitana, casa mia da quando son nata.....una spiaggia rocciosa, un'acqua blu e fredda, i paesini sempre lì puntellati a strapiombo sul mare....dovunque ti capiti di vedere una ringhiera o un muretto devi necessariamente affacciarti...il mare ed i panorami che ti si aprono sono sempre un sogno di questa costa che chiamano "Divina".
Gli ultimi cinque giorni sono stati il regalo che ci siamo fatti come famiglia in senso stretto...noi quattro, soli, mission Budapest.
Io sono affascianta ed attratta dall'Europa, ci trovo sempre calore, storia, origini che un po' sento mi appartengono.
Anni fa, senza figli, volevamo raggiungere Budapest via Danubio da Vienna ma poi scegliemmo di virare per Praga. Fu un viaggio bellissimo e pensavamo che forse con i bimbi un giorno sarebbe stato più restrittivo girare così tanto. Ed invece abbiamo due figlie che amano viaggiare, vedere cose nuove, scoprire usanze e cibi diversi dai nostri.  Vivono il viaggio in aereo, la camera d'albergo, le cartine della città da scoprire, le metro, i tram, la funivia, la ricerca dello Starbucks o l'Hard Rock di turno come un'avventura elettrizzante.

Fotografano monumenti, strade, ci fanno autoscattare selfie a più non posso. Ridono all'impazzata quando il papà decide che siamo troppo stanchi e per raggiungere la cattedrale sia meglio affittare un riscio'...ed il tipo per pochi euro ci porta correndo per tutte le strade di Budapest....
Strade larghe, palazzi alti, bellissimi, sempre più curati o in ristrutturazione...una città che sta vivendo rinascita e cambiamento.
Rimangono affascinate a sentire la guida nella Sinagoga Grande dell'antico quartiere ebraico di Pest. Questa è la più grande di Europa, ci racconta. Gli ebrei, abili mercanti, odiati dall'imperatrice MariaTeresa d'Austria, nel periodo del regno Austro-Ungarico, furono relegati in questa parte della città ...ed infatti qui c'è l'anima del commercio ed un mercato immenso. La guida si ferma non solo sulla sinagoga e sulla cultura ebraica, ma ci racconta la triste storia dei ghetti e del terribile periodo nazista...e Laura che ha appena finito la quinta elementare collega gli studi fatti e la storia...e camminare tra quelle tombe della memoria fa scendere lacrime.
E la parte di Buda? Attraversi il "ponte delle catene" e raggiugi il Castello con una funicolare....

....una città imperiale dai tempi di re Stefano che rese l'Ungheria florida ed indipendente. Divenuto Santo Stefano per aver convertito l'Ungheria al Cristianesimo a lui è dedicata la cattedrale a Pest.
Poi l'era della principessa Sissi, che con il suo matrimonio permise, nei secoli a venire, l'unione con l'Austria.....belli la corona, il vestito nunziale e la chiesa di Mattia (foto sopra) dove si svolgevano matrimoni ed incoronazioni....qui le stradine che si articolano sulla collina permettono una vista panoramica mozzafiato della Pest e del Parlamento di fronte.
Seguendo una guida comprata abbiamo scovato una chiesa che ogni quarto d'ora di rintocco faceva partire un bellissimo carillon. e nell'attesa consumavamo un pranzo al sacco immersi tra le scene di un film in costume che stavano girando.
La sera ci perdevamo a caso per le strade del centro, immergendoci nella vivace movida ricca di locali e di giovani raccolti attrono ad un tavolo con bottiglie di birra o di vino da condividere...la cucina tipica e piccoli mercatini di street food con gulasch, langos ,o questo tipico dolce a forma di cono cotto sui carboni...
Come esperienza a Budapest non potevano mancare le terme. Le acque calde e con proprietà curative scoperte già dagli antichi Romani e poi dai Turchi, sgorgano copiose dalle colline. I centri termali, fantastici in estate, son qui una cultura anche invernale, quando la neve fuori fa cercare calore..ce ne sono tante ma abbiamo scelto quelle più adatte ai bambini....le terme di Szechenyi.

Dodici piscine termali, tre aperte ed il resto al chiuso, a diverse gradazioni di temperatura, ci hanno regalato una giornata di puro relax.
Poi una passeggiata al parco lì vicino dove spunta il castello delle fiabe (Castello Vajdahunyad).

Ammetto di non aver cucinato molto in questo mese, il periodo più laborioso e'stato in Costiera. Questo non era un piatto estivo ma dopo tanti giorni di cucina a base di pesce si aveva voglia di cambiare. Così ho preparato questo ossobuco di tacchino con patate e pomodorini.
È piaciuto è così vi lascio la ricetta.

Ingredienti:
6 pezzi di ossobuco di tacchino
509 gr, di patate
pomodorini fresci
rosmarino
pepe nero
prezzemolo fresco
vino bianco
olio 
sale

Procedimento:
In un a pirofila riporre gli ossobuchi lavati ed aggiungere patate tagliate a fette e pomodorini tagliati a metà privi di semini. Aggiustare di sale ed aggiungere olio, mezzo bicchiere di vino. Speziare con rormarino, pepe nero e prezzemolo fresco. Mettere in forno per un' ora a 180°.
Far intiepidire e servire.

Per noi è stata una scoperta questo tipo di carne, poco usato dalle nostre parti. Una ricetta deliziosa che funge anche da piatto unico.
Anche se in ritardo...buona ripresa a tutti!!!


sabato 15 luglio 2017

Insalata di farro con gamberetti, asparagi e melone...le lunghe sere d'estate predispongono al buonumore!


Lavoro e vivo con una mega-agenda sempre a portata di mano dove riporto una marea di informazioni e di cose da fare che poi cerco di spuntare quasi tutte quotidianamente.
Non avrei pensato che a pochi giorni dalla metà di luglio le settimane fossero ancora così fitte di impegni.
Come per un maratoneta gli ultimi centimetri al traguardo debbano essere i più terribili, ogni anno accade lo stesso per i giorni che da ora in poi mi separano alla meta delle vacanze.
Gli anni insegnano sicuramente qualcosa ed ho assunto quella mia predisposizione positiva che viene a galla quando sto per annaspare. 
Alla guida, mentre percorro i miei consueti molteplici chilometri, guardo gli alberi ai lati della strada. Le foglioline, mosse impercettibilmente da un venticello estivo, sembrano non curarsi del caldo torrido. I riflessi del sole le rendono luccicose. 
Scruto attraverso i finestrini delle auto in corsa. C'è chi, come me, è preso dal quotidiano, ma altre macchine sono ripiene di mezza casa a bordo, con pacchetti e borse di ogni tipo...mi piace pensare al loro periodo vacanziero che sta per cominciare ed all'atmosfera allegra che debba esserci nell'abitacolo in movimento.
Anche i camper mi mettono allegria, una piccola casa viaggiante che ti porti dietro per visitare in piena libertà l'Italia e mezza Europa...o solo per starsene al fresco in quei campeggi-villaggi in compagnia di tanta gente. L'anno scorso, a San Vito lo Capo, guardavo dalla verandina del nostro appartamento i dirimpettai in roulotte che facevano cene e baldoria tutti insieme!!! E che organizzazione, non mancava veramente nulla!!!

Tra le persone che incontro qualcuno è già rientrato da un primo assaggio d'estate ed ha racconti meravigliosi che fanno sognare.....io amo aspettare perché so che quando staccherò la spina dalla routine sarà totalmente e senza mezze misure, e passerò in quella dimensione parallela lontano dai mille impegni e responsabilità.
Intanto approfitto delle serate più lunghe che permettono anche di fare un po' più tardi ad una festa, in compagnia di amici su un terrazzo panoramico che affaccia su Napoli....lo ammetto, quando quella sera, dopo che mi hanno fatto vedere casa ristrutturata, siamo saliti sul terrazzo..mi giro e vedo le case, il golfo, il Vesuvio in lontananza...mi è venuto da piangere per quanto fosse bella...e poi calici di vino fresco, una paella in cottura e le lucine notturne che accendevano la città!

È anche il periodo per una puntatina ai negozi con la merce in saldo....le ore allungate e le incombenze scolastiche dei figli ormai chiuse aiutano comunque ad avere del tempo diverso a disposizione. Un po' di shopping estivo, delle candele ed un nuovo cuscino colore blu mare!!

Nelle sere d'estate anche le cene cambiano. Si passa a cibi freschi e di rapida cottura, si prediligono le insalate, le verdure grigliate, la frutta di stagione e bibite fresche in colorati bicchieri pieni di ghiaccio.
Ecco una proposta che ho rubacchiato da un pranzo di lavoro al quale ho aggiunto l'idea degli asparagi perché la cucina è guidata anche dai colori e qui mancava un tocco di verde!


Ingredienti:
200 gr. di farro
150 gr di gamberetti sgusciati
100 gr. di cime di asparagi
1/2 melone giallo
sale 
olio EVO
limone
menta fresca

Procedimento:
Cuocere il farro secondo i suoi tempi. Io mezz'ora in acqua salata perché abbia mantenuto una cottura al dente.Fare raffreddare.
In una padella antiaderente far soffriggere un po' di olio e versare i ga,beretti sgusciati e le cimette di asparagi. Aggiungere un po' d'acqua, salare e procedere con la cortura di circa un quarto d'ora. Io ho aggiunto man mano poca acqua perché soprattutto glo asparagi si cuocessero.
Tagliare a tocchetti del melone giallo.
Unire al farro i gamberetti con gli asparagi ed il melone. Aggiungere un filo di olio ed irrorare con il succo di un limone.
Aggiungere qualche fogliolina di menta e servire!

Potete cuocere anche il farro prima, magari abbondante, e conservarlo qualche giorno in frigo ricoperto di pellicola. Facile tirarlo fuori a porzioni e condirlo con tutta la fantasia che dispensa e frigo offrono in questo periodo.
Un tavolino fuori ed il gioco è fatto!!

domenica 25 giugno 2017

Orecchiette con broccoli ed acciughe.....ed un giro per Bari!


Il mio prossimo incipit per l'estate?.....devo imparare a fare le orecchiette baresi!!!!
Da piccola trovavo rilassante guardare mia nonna seduta nella sua poltrona a sferruzzare con ferri o uncinetto quei grossi gomitoloni....con cadenze ritmiche e coordinate rintoccava un punto dietro l'altro....era ipnotico e calmava l'anima....di li capii che nella mia borsa ci sarebbe staro sempre un uncinetto ed un filo di gomitolo colorato per attenuare i momenti di stress! E funziona!
È la stessa sensazione che ho provato incantandomi dinanzi a queste donne baresi alle prese con le orecchiette!!
Movimenti precisi e cadenzati di vecchine che, nel cuore di Bari, davanti la propria porta di casa che da nei viottoli della città antica, allestiscono ogni giorno dei veri laboratori di pasta fresca artigianale...una sedia, un tavoliere con su acqua e farina, e le proprie mani che si muovono ritmicamente e con precisione per poi dare l'ultimo segno concavo alla pasta.
Poi su un lato una tavola di legno per essiccarle ed il gioco è fatto!
Ti avvicini, e te ne riempiono una busta piena.
Magari anche qualche tarallino che qui cucinano con un'olio buonissimo!
Vai via con un bottino che equivale al sacchetto di Pinocchio con le monete d'oro!

Strano a dirsi, mi fermo da anni nella zona residenziale di Bari per lavoro, ma non ero mai entrata in città.
Una bellissima e classica città pugliese, una città di mare,
con chiese e castelli di pietra bianca, con l'odore della salsedine accompagnata dal vento di brezza marina, e viottoli tutti da scoprire.
Ma il bianco è alternato ai colori dei fiori, alle trattorie chiassose in cui si cucina del pesce ad arte.
Passo davanti ad una casa dai mille colori e non posso trattenermi dal fotografarla...è pura gioia!





Poi la sera a casa, di ritorno, le orecchiette vanno provate...
Ci sono tante ricette e varianti per cui ne ho fatta una a modo mio.
In Campania una delle nostri modi di cuocerle e' con i broccoli a foglia lunga, i cosiddetti friarielli, ed un sughetto di pomodorini.
Invece a Bari usano anche quei broccoli che noi qui in Campania chiamiamo "broccoli di Natale", un fiorone unico al quale si toglie il gambo e se ne cuoce il resto.
Li ho trovati migliori perché quasi si sciolgono e si sposano a perfezione con la pasta.
Un'acciuga per dare quel sapore salmastro... ed il piatto è pronto!


Ingredienti:
500 gr. orecchiette baresi
3 acciughe
700 gr. di broccoli baresi
1 spicchio di aglio
olio evo
sale q.b.


Procedimento:
Tagliare il gambo unico dei broccoli di Natale, sciacquarli e ridurli in più parti.
Far bollire una pentola con dell'acqua, salarla non troppo per via delle acciughe, ed al momento di gettare la pasta mettere insieme anche i broccoli.
Nel frattempo, in una pentola, soffriggere l'olio con l'aglio ed infine le acciughe.
Quando le orecchiette ed i broccoli sono cotti, scolarli e passarli nella pentola con il condimento.
Insaporire il tutto per qualche minuto, se necessario aggiungere un po' di acqua di cottura ed impiattare.

Ricetta semplicissima! Certo questa pasta fatta a mano, con della farina di semola rimacinata ha davvero un quid in più! 
E' diversa dalla pasta secca con la quale hai anche difficoltà a trovarne il giusto punto di cottura perchè al centro sembra restare più dura. Qui si sente il profumo della pasta cruda e fresca! 
Ecco perché una futura mission sarà imparare a farla!!!

domenica 4 giugno 2017

Ciambellone giorno e notte con latte e olio.....un giro in barca e benvenuta estate!!!


Posso ufficilamente dichiarare la mia estate arrivata! 
Fino a tre giorni fa non avevo proprio voglia di scoprirmi con vestiti leggeri e giravo in jeans e giacchettine, non avevo neanche tirato fuori la borsa del mare, i costumi, le asciugamano ed i solari...poi è bastato un invito generoso di amici in barca ed in un attimo ci siamo ritrovati tra calette meravigliose e coste mozzafiato, a tuffarci in un' acqua verde e blu già calda per essere solo inizio giugno.
Ho sempre pensato che il mare lo puoi scrutare da due angolazioni diverse e diverse sono le emozioni che ti regala.
Da terra ti invita a giornate oziose sotto l'ombrellone o a giochi di spiaggia ed a bagni divertenti.
Dal mare è un sogno di vita parallela...essere in barca è come avere una piccola casa sull'acqua...puoi metterti a poppa e sentire il vento nei capelli mentre si sfreccia a velocità sostenuta tagliando le onde, puoi chiacchierare con gli amici mentre bevi qualcosa di fresco, ti coccoli sotto la stiva tra morbidi cuscini, puoi divertirti a preparare qualcosa in un cucinino che assomiglia alla casa di Barbie in miniatura.



I miei amici ci passano l'intera estate ed hanno meravigliosi menu' collaudati che preparano ad ogni uscita...pizze messe in lievitazione dalla sera prima farcite con fantasia, risotti freddi, insalatone, frittate di zucchine....insomma veri e propri pic nic sull'acqua! Ed una generosa voglia di condividere!!
Poi la parte divertente...si prova a pescare qualcosa con la lenza mentre i vicini di barca si avvicinano per un saluto ed uno scambio di cibarie, c'è chi frigge addirittura delle alici, chi ha pescato telline sugli scogli, chi viene per l'ora del dolce e del caffè!!! 
Un tuffo ed un altro ancora....una giornata che vola in un lampo ma che regala lo sprint per le tante giornate di lavoro che ancora sono avanti.
Cosa può essere portato in barca? Cosa c'è di più classico di un ciambellone giorno e notte? Sarebbe una ricetta impubblicabile per quanto sia scontata ma poiché una versione come questa, con latte e olio, è per me nuova, la metto qui e ne sancisco gli ingredienti da ricordare per ripeterla anche a casa, mangiata in terrazzo, il giorno dopo!!

Ingredienti:
400 gr. di farina 00
320 gr. di zucchero
2 uova
250 ml di latte
150 ml di olio di semi (io una piccola parte di EVO)
1 bustina di lievito per dolci
50 gr. di cacao amaro
una tazzina di limoncello
zucchero a velo


Procedimento:
Sbattere le uova con lo zucchero a zabaione.
Mescolare la farina al lievito e poi aggiungero gradatamente al composto alternandolo con i liquidi, latte e olio. Aggiungere la tazzina di limoncello.
Ungere di burro ed infarinare una tortiera per ciambellone. Versare 3/4 del composto. Aggiungere all'altro quarto il cacao amaro e mescolare. Riporlo a cucchiaiate sparse sul composto bianco.
Cuocere in forno preriscaldato a 170 gradi statico per 50 minuti, prova stecchino.
Una volta raffreddato trasferirlo su piatto e ricoprirlo di zucchero a velo.

Sono convinta di vivere in un posto meraviglioso...quando rientrando dovevamo attraccare nel porto abbiamo guardato la piccola acropolis di Agropoli da giu'...una vera bomboniera, come le tante piccole città che costeggiano l'intera costa Campana, una delle piu' lunghe e quindi più ricche di sorprese!
Buon inizio estate!!!


domenica 21 maggio 2017

Crostata con banane e cioccolata....un libro come ipoteca sui sogni da realizzare!!


Mi sembra quasi irreale stasera avere un attimo di tempo per scrivere un post...mi sembra quasi irreale avere del tempo a disposizione per fare qualcosa di diverso dall'ordinario.
Se la capacità di fare andasse di pari passo con i miei pensieri, la mia vita sarebbe andata oltre i confini della realtà...lo so sembra un film di fantascienza, ma davvero il mio mondo interiore è così talmente zeppo di sogni e progetti da realizzare che spesso diventa anche frustrante il non sapere da che parte e soprattutto quando cominciare.
Mi dico che sono solo sogni ma sanno tanto di buono...e spesso vedere le persone intorno a me realizzarne qualcuno mi da energia, mi da positività, mi spinge a crederci con più forza!!!
Cerco di fare bene per ora lavoro e famiglia, il primo è complesso ed esigente, il secondo è coinvolgente. 
La sera tardi mi ritrovo svenuta di stanchezza sul divano senza avere neanche la forza per trascinarmi nel letto.
Le gambe indolenzite , gli occhi semichiusi...un torpore di benessere mi prende avvolgendomi nelle braccia di Morfeo, e serve necessariamente riprendere le forze e le energie per un nuovo giorno in arrivo.
Intanto, chi mi è dinanzi con l'eta' ed ha ormai superato la fase lavoro-famiglia a tempo pieno, ha investito le proprie energie per fare altro...forse per fare cio' che a lungo aveva in passato sognato!
Un mio caro amico, che per anni ha ritagliato scampoli di tempo non lavorativo per dedicarsi al giornalismo amatoriale sia su carta stampata che in tv e radio locali, ha messo a frutto il suo "nuovo tempo" per trasformare l'amore della propria terra natia, Cetara, in un libro!
"Tradizioni, storia, usi e costumi del popolo Cetarese".

Io e Gennaro ci siamo conosciuti per lavoro e per qualche anno l'azienda ci ha fatto collaborare braccio a braccio...era un destino cominciato anni prima perché, entrambi con origini in Costiera Amalfitana, abbiamo poi scoperto l'amicizia forte che aveva legato il suo papà a mio nonno. Un giorno, in una riunione, Gennaro mi porto' una foto che riportava mio nonno, giovanissimo, che lo teneva in braccio nel giorno del suo battesimo perché gli aveva fatto da padrino.
Le vite delle persone si intrecciano in modo straordinario e sono stata felice di essere presente ad una delle presentazioni del suo libro nel centro storico di Salerno, nel "complesso monumentale di Santa Sofia", dal quale un' incantevole tramonto ha visto poi imbrunire la sera sui tetti della mia citta'.


"Un lavoro certosino, audace, da vero guerriero cetarese", cita una recensione. Mi da l'idea del tempo che Gennaro ha passato tra antiche biblioteche e libri impolverati fino a raccogliere a ritroso ogni cenno storico interessante...riesco a leggere e rivivere l'antico tempo di invasioni ed alleanze Saracene per conquistare Salerno via mare.
E poi la vita di questo piccolo borgo marinaro, della vita di pescatori che hanno fatto conoscere a tutto il mondo la "colatura di alici"....ricordo che una zia di Gennaro la preparava ancora in casa....
Ed intanto che leggo questo libro crogiolandomi tra ricordi e nuove conoscenze inforno una crostata con cioccolata e banane, un nuovo dessert che ho trovato in "Cucinare bene " di marzo 2012.

Ingredienti:
Per la frolla:
220 gr. di farina
110 gr. di zucchero
110 gr. di burro
1 uovo

Per la farcitura:
2 banane
100gr. di cioccolato fondente
200 ml di panna
70 gr. di zucchero
2 uova
10 gr. di cacao dolce
20 gr. di zucchero a velo


Procedimento:
Preparare la frolla aggiungendo il burro tagliato a tocchetti alla farina. Dopo averne fatto delle briciole aggiungere lo zucchero e l'uovo e lavorare il panetto rapidamente. Avvolgere in carta velina e lasciare riposare in frigo per 30 minuti.
Nel frattempo sciogliere la cioccolata in 100 ml di panna. A parte montare spumose le uova con lo zucchero ed a parte montare i 100 ml di panna rimasti. Amalgamare lentamente la panna alle uova.
Prelevare la pasta frolla dal frigo e porla stesa in una teglia rivestita di carta forno. Bucherellare la superficie con una forchetta. 
Versare la cioccolata sciolta nella panna.
Ricoprire con le banane tagliate a rondelle.
Ricoprire il tutto con il composto di uova e panna.
Infornare in forno caldo a 180 gradi per 30 minuti.
Prova stecchino e sfornare.
Una volta raffreddata ricoprire meta' crostata con il cacao e metà con lo zucchero a velo.

Bastano piccole fettine per addolcire il palato. E' una crostata delicata, un vero dessert per il fine pranzo domenicale o ancor più per accompagnare il tea delle cinque.
Le banane si amalgamano in cottura così bene con la cioccolata da crearne un sapore unico e delicato. La frolla avvolge il composto e per leggere un libro che coinvolge diventa il connubio perfetto.
Conviene davvero ipotecare un po' di tempo per realizzare i propri sogni!!


domenica 30 aprile 2017

Focaccia alla genovese con cipolle e pesto....le cinque terre e l'acquario di Genova!


Dicono che alcune cose emozionano il cuore dei bimbi ma ammetto che il mondo marino ha preso anche me....
Quando siamo arrivati a La Spezia questo era cosa vedevamo dalla finestra dell'appartamento dove abbiamo soggiornato..
Il mare....ogni volta che lo guardi con i suoi colori che cambiano secondo il cielo, il fondale e la vegetazione intorno ti suscita meraviglia e ti accorgi che porta tanti benefici all'umore...ci sono persone che nate in un posto di mare come me si sentono presto smarriti se sostano per troppo tempo dove non sia possibile vederlo.
Sapere poi che il fondale è così ricco, un mondo multicolore e fantastico, lo rende ancora più magico!!
Coralli, cavallucci e stelle marine, meduse colorate ed evanescenti, pesci piccoli e grandi, innoqui o feroci, creature dolcissime e giocose come i delfini.
E poi quei piccoli pinguini dal becco arancione ed il petto tutto bianco che quasi fanno ciao ai bimbi che passano, le foche ed i trichechi....speri solo che, come nei circhi, questi animali siano tenuti bene (come credo) e poco conoscano il mondo che li appartiene perché non ne abbiano troppa nostalgia...

Poi un trenino fa avanti ed indietro da La Spezia a Levanto per tappe continue alle cinque terre. 

Piccoli paesini lungo la costa che danno un tocco vivace di colore puntellando le rocce a strapiombo sul mare....qualcuno parte proprio dal porticciolo ( Vernazza, Riomaggiore), qualche altro un po' più su (Manarola, Corniglia) e poi Monterosso al Mare che con un suo lungomare e la spiaggia consente di riconoscerli tutti guardando in lontananza.





Cosa si mangia qui in Liguria? Ricerchiamo le cose più tipiche anche se forse una preparazione casalinga sarebbe più fedele alla tradizione.
Il pesto, la focaccia genovese, la farinata con i ceci....pesce davvero buono...una discussione con un oste un po' geloso delle proprie ricette ed il proprio territorio che quasi si è offeso quando gli abbiamo chiesto cosa fossero "i muscoli imbottiti" presenti nel menu dato che ce li aveva appena fatti assaggiare......è che noi, come il resto d'Italia, li chiamiamo volgarmente "Cozze".
Cerco di imitare la loro focaccia...un connubio cipolle-pesto davvero interessante.
Ingredienti:
500 gr. farina
1 cucchiaio raso di zucchero
1 cucchiaio raso di sale
1 bustina di lievito disidratato
Acqua q. b. per far venire un panetto lavorabile
olio EVO
2 cipolle bianche
origano

Procedimento:
Mescolare la farina con il lievito disidratato. Aggiungere il sale e lo zucchero e mescolare. Con l'acqua aggiungere fino a formare un panetto lavorabile. Se troppo appiccicoso aggiungere un poò di farina per formare una pasta più consistente.
Lavorare la pasta per circa 10 minuti e poi metterla a crescere fino al raddoppio del volume (io circa 3 ore). Nel frattempo tagliare le cipolle e metterle in una ciotola con acqua fredda.
Rivestire la teglia del forno con carta forna, ungerla di olio Evo e stendere la pasta della focaccia. Con le dita formare tanti buchi sulla focaccia stesa ed aspettare che cresca altri 30 minuti.
Ricoprire l'impasto con un pò d'olio e poi rivestire di cipolle. Io metà l'ho rivestitas di solo olio ed origano.
Cuocere in forno per 20 minuti a 210° statico. Dopo 15 minuti schiacciare con una forchetta un pò le cipolle perchè cuociano meglio.
Servire calda rivestita con cucchiaiate di pesto al basilico.
Questa focaccia è scioglievole in bocca e chiedo di provare la versione con aggiunta di pesto perchè io l'ho trovata ancora più stuzzicante. Se vi resta ed è fredda sewmbra che si indurisca un pò. Io dopo un giorno l'ho riscaldata due minuti al microonde epoi ho aggiunto del pesto...era ancora buonissima.

Insomma la focaccia ha preso forma come questo viaggio sognato da tempo....una la giusta pausa prima di riprendere la routine!!