domenica 26 novembre 2017

Arista al latte con aromi, limone e prosciutto....un borgo....Sant'Agata dei Goti!




Arrivo in affanno, dietro mille cose da fare, ed il blog come al solito resta indietro. Ma la voglia di ritornare a raccontare è sempre tanta....ed allora eccomi qua.

In autunno inoltrato basta un ponte dei Santi per una pausa che diventa opportunità....una gita fuori porta verso il borgo antico beneventano di Sant'Agata dei Goti. Percorro per lavoro, almeno una volta la settimana, la via Telesina, attraversando terre che da entrambi i lati sono pieni di ordinati filari di vigne che ormai virano ai caldi colori arancio-rosso dopo aver dato il proprio nettare sublime anche per quest'annata. Ma non mi ero mai inoltrata piu' avanti di Telese.
L'Italia e' piena di luoghi da visitare ovunque, e vedo che pur viaggiando in lungo e largo dentro e fuori la mia regione ancora ci sono, vicino casa, posti che non conosco.

Su un costone di roccia di tufo, a strapiombo da un lato e dall'altro, si affacciano i confini di questo paese. I primi che si accamparono qui furono i Romani. In seguito divenne feudo colonizzato prima dai Longobardi, poi dai Normanni ed ancora dagli Svevi e dagli Angioini.

Percorrendo le sue strade incorro nel castello ducale, nelle piccole piazze centrate da fontane e nei tanti palazzi nobiliari. Numerose le chiese tra le quali il duomo che conserva in una nicchia la patrona Sant'Agata, una martire siciliana alla quale furono strappati i seni, e per questo oggi invocata dalle donne che affrontano questo male. 
Mi piace sempre puntare la testa all'insu'...e poiche' qui e' pieno di camini sono attratta da comignoli di ferro battuto....
Alle porte del paese uno spettacolare acquedotto Carolino voluto da Vanvitelli nel 1765 per convogliare le acque copiose verso le fontane della bellissima Reggia di Caserta.






Passeggiamo per le viuzze ricoperte di quadroni di lucida pietra quasi marmorea, riviviamo ere lontane, entriamo in negozi di artigiani che lavorano la ceramica, il legno, ricami e merletti....
Entrare in una delle tante trattorie dove piatti a base di zucca, funghi e mele annurche coltivate in questa zona la fanno da padrona nei piatti e dolci del giorno.
La mela annurca diventa composta per accompagnare i formaggi, ripieno di torte casalinghe, ingrediente per liquori, mangiata cosi' nella sua semplicita'...piccola, croccante, dal sapore leggermente acidulo del limone.
In compagnia anche dei miei genitori giochiamo a fare i turisti, scattiamo foto, rallentiamo il passo dei giorni comuni.
Ritorniamo a casa sull'imbrunire del giorno con la sensazione di essere stati per qualche ora lontani ed in un'altro tempo che fu.

La domenica invece la passiamo a casa riunendoci attorno alla tavola con un piatto che dia il senso del clima piu' freddo che avanza.

Un'arista di maiale che decido di farcire con l'aiuto della retina che la contiene: prosciutto crudo, fettine di limone ed erbe aromatiche.

Ingredienti:
arista di maiale in retina
due fette di prosciutto crudo

fettine di mezzo limone
rosmarino
salvia
pepe nero
sale
olio Evo
mezzo bicchiere di latte
patate tagliate a fettine


Procedimento:
Sciacquare e tamponare l'arista. Farcire sotto la retina con il prosciutto crudo, le fettine di limone, la salvia, il rosmarino. Adagiare l'arista in una pirofila per forno unta con l'olio Evo. Aggiungere al fondo mezzo bicchiere di latte. Aggiungere le patate tagliate a fettine sottili.
Salare e spolverare con pepe nero.
Infornare in forno preriscaldato a 170 gradi ventilato per 30 minuti. Ricoprire con carta argentata ed ultimare la cottura per altri 20 minuti.
Tagliare in fette, ricoprire con fondo di cottura e servire!


E' una carne bianca, tenera, saporita dal prosciutto quasi sciolto e dalle spezie. Ideale per tavolate un po' piu' numerose, fare le porzioni risulta piu' semplice.
Le giornate si stanno accorciando sempre piu' ma ne prendiamo il buono del calore di casa!
E' un anno particolare e tante cose buone e meno prendono i miei pensieri....spero di entrare in sintonia con questo periodo dell'anno che tanto amo...e spero di riapprodare presto qui..nella mia piccola casa virtuale. Un abbraccio!!!


sabato 21 ottobre 2017

Teglia di zucca e patate al forno....andar per sagre e castagneti!!

Vivo la domenica come il giorno di riposo per eccellenza! 
Il sabato e' sempre piu' frenetico per le cento e piu' cose lasciate in pendenza, per la casa che deve essere ripresa daccapo, qualche volta capita che sia anche un giorno lavorativo. 
La domenica invece e' segnata sempre di rosso sulla mia agenda e tutto deve essere lento....il risveglio, il rituale della macchinetta sul fuoco, la scelta del pranzo, lo sprofondare sul divano in pieno pomeriggio, una cena veloce a base di pizza, toast oppure hot dog.
La domenica divento pigra a dispetto della mia vita frenetica, divento riluttante ad uscire perche' sono sempre in viaggio, divento un orso a dispetto di giornate piene di incontri, persone, appuntamenti. 
Mi piace girare per le stanze calde ed accoglienti di casa, riordinare i cassetti provando abbinamenti possibili, navigare in rete tra un blog ed un altro alla ricerca di qualcosa di nuovo. 
Se il mio compagno uscirebbe sempre io sono felice di star ferma...
Poi pero' degli amici sono riusciti a convincerci ad andare per sagre e cosi dall'eccezione alla regola ne e' venuta fuori una bellissima giornata di autunno con una comitiva di 16 persone tra adulti e bambini.
Le sagre di paese sono generalmente estive ma da noi, laddove il tempo lo permetta, si protraggono fino a novembre con castagne, funghi e buon vino. ( questa a Roccadaspide qualche anno fa).
A Calvanico, un paesino arroccato tra le montagne alle spalle di Salerno, ti ritrovi a camminare tra strette viuzze di paese accompagnata dal profumo di sughi in lenta cottura che fuoriesce dalle finestre. Le vecchine, sentendo il vociare in un posto cosi' solitario, per curiosita' escono sull'uscio di casa chiedendoti da dove provieni.
Nella piazza della sagra sono tantissime le tavole apparecchiate per la degustazione di pappardelle ai funghi, pennette al sugo di funghi e castagne, zuppa di funghi con la salsiccia ne castagne, calzoncelli dolci e crostate farcite di crema di castagne.
Poi un braciere enorme nel quale cuociono scoppiettanti caldarroste dal cuore morbido, dolce e l'esterno bruciachioso, croccante, e tutto in giro senti l'odore di legna che arde.
Dopo pranzo si smaltisce con una salita verso i castagneti a raccogliere, tra i ricci caduti in strada, le castagne da portare a casa. Bellissime, grandi, ne abbiamo fatto bottino! Le bambine con le loro amichette non facevano che gridare di gioia ad ogni castagna buona che fuoriusciva da ricci ancora non raccolti tanto da attirare l'attenzione del proprietario del castagneto che a vederci in cosi' tanti avrebbe voluto spararci. Una marachella che ci ha fatto ridere a crepapelle e ci ha fatto messaggiare fino a sera tra noi che dovremmo essere gli "adulti" della situazione.


Dopo una giornata cosi' rientrare e sprofondare sul divano e'stato ancora piu' divertente!!
E sempre nelle corde autunnali vi lascio questa teglia di zucca e patate che ho provato durante un pranzo fugace in Puglia.
Ingredienti:
un pezzo di zucca 
patate
capperi
olive nere
sale
olio evo
pangrattato
grana padano grattugiato
origano
rosmarino
Procedimento:
Tagliare a fettine sottili la zucca e le patate sbucciate e lavate. Disporle in una teglia da forno ed aggiungere i capperi dissalati e le olive nere. Salare e condire con olio a filo. Mescolare bene il tutto poi ricoprire la superficie con pangrattato e grana padano, poi le spezie rosmarino ed origano.
Preriscaldare il forno e cuocere a 170° statico finche' le patate e la zucca non risultino cotte perché la forchetta le attraversa. Ultimare 5 minuti con grill.

E' una teglia gustosissima e molto facile da preparare. Il profumo che fuoriesce dal forno invita alla cena! E' un contorno economico e se ci si conserva un po' di zucca, (generalmente se ne compra un bel pezzo di questi tempi) facilmente gli ingredienti sono tutti in casa.
Poi intagliando le castagne raccolte la serata diventa proprio speciale!!


domenica 1 ottobre 2017

Pasta mista con la zucca....e la voglia di cambiamenti!



Ci avranno pensato a lungo anche quelli del Marketing IKEA su quale potesse essere lo spot più appropriato in occasione del lancio del nuovo catalogo...nuova stagione, nuovi colori.....quando arrivi in negozio trovi scritto a caratteri cubitali "Siamo fatti per cambiare".
Ci hanno preso in pieno! Il cambiamento è una condizione che ci accompagna sempre ma che si fa più forte con l'arrivo dell'autunno, quando la stagione estiva, quella della pausa breve o lunga che sia stata, ci lascia. 
Tutto ricomincia, la scuola, il lavoro, e sembra che d'ora in avanti le giornate avranno ore interminabili. È un effetto paradosso perché in realtà le giornate diventano più corte ma si riesce a fare il doppio. Si riuscirà di nuovo ad incastrare ogni cosa...e l'aria che lentamente rinfresca soprattutto di prima mattina e la sera regala una sferzata di energia.
Il consolatorio ruotare delle stagioni porta i suoi benefici. L'autunno ricompare con colori caldi....l'arancione della zucca, le prime castagne intagliate e scoppiettanti che riprovi a far cuocere in padella come delle caldarroste...le noci e la frutta secca che d'ora in avanti faranno compagnia a fine pranzo per perdere tempo ed intrattenersi di più prima di alzarsi.
Magari alla lunga stancheranno ma per adesso le prime mele e pere invogliano ad un dolce semplice e genuino. Voglia di caldo, di casa, di accoccolarsi in salotto davanti alla tv mentre anche quel po' di balcone prima socchiuso ora lascia fuori i rumori della città.
Riprendo il mio uncinetto e pesco nelle buste richiuse sui ripiani dello scabuzzino tutti i colori che mi potrebbero piacere. Gioco nel metterli insieme e già assaporo quando potremo utilizzare questo playd nelle sere invernali. Una maglia dietro l'altra, riga su riga, la copertina prende forma!










Le minestre in casa riappaiono e con esse anche la pasta mista con la quale cucinare fagioli, ceci, piselli, patate, o perché no...una buona zucca di stagione.
La pasta mista è una gran trovata della nostra Campania, un escamotage per recuperare tutti i pacchettini mai finiti dei diversi tipi di pasta per metterli insieme...tubettini, pennette, spaghetti da spezzare, resti di tagliatelle rotte e chi più ne ha ne metta! Il gioco della giusta cottura sta nell'acqua da aggiungere per cuocerla facendo si che non sia mai stracotta ma al dente....poi va fatta riposare un attimo prima di servirla e la cottura termina così in maniera perfetta.

Ingredienti:
250 gr. di pasta mista
400 gr. di zucca dadolata
acqua q.b.
aglio
olio EVO
sale
foglie di basilico
pepe

Procedimento:
Eliminare la buccia dalla zucca e ridurla a dadini. In una padella larga soffriggere un po' di aglio nell'olio. Togliere l'aglio e calare i dadini di zucca. Soffriggere un po' dopodiché aggiungere poca acqua fino a coprirla a filo. Aggiungere sale q.b. e far cuocere finche' la forchetta entri completamente nei dadini di zucca.
In una pentolina per la minestra mettere questa zucca cotta e passarla al mix. Aggiungere circa 250 ml di acqua, aggiustre di sale e quando bolle buttare la pasta. Cuocere la pasta al dente. Nel mescolarla lentamente l'acqua si asciugherà. Avere un po' di acqua in ebollizione a dispozizione da aggiungere casomai durante la cottura la minestra si dovesse asciugare troppo. A fine cottura aggiungere un filo di olio EVO e qualche foglia di basilico. Impiattare ed a chi piace si può spolverare poco pepe.
Questo piatto ha il sapore dolciastro della zucca e rustico della pasta. Il pepe dona quella nota speziata che accorda i sapori. L'ideale è ottenerne una pasta brodosa ma non troppo...giusto nel fondo del piatto per gustarne la consistenza. Ne mangeresti, come per tutte le minestre, non un piatto solo!
Buon autunno a tutti!!!!

giovedì 14 settembre 2017

Ossobuco di tacchino con patate e pomodorini al forno....si ricomincia!!

Come riprendere i fili di un blog abbandonato per circa due mesi....in vacanza avevo scritto due post mai pubblicati per mancanza di rete...poi nel rileggerli mi son sembrati obsoleti è così li ho messi da parte. 
Intanto le ferie son finite e sebbene ricche di incontri e spostamenti la salute mi ha fatto brutti scherzi...credevo che con la ripresa del lavoro passasse tutto ed invece mi ritrovo acciaccata, a casa, mentre il mondo fuori riparte.
Accendo il pc...dalla posta elettronica spuntano centinaia di foto auto-inviatemi sulla mail per far spazio sul telefonino. Le scorro e rivivo i momenti vissuti, decido di ammazzare il tempo facendo ordine e mettendole al sicuro per non perderle.
In agosto vi avrei voluto parlare di mare, dei diversi mari che ho visto, ognuno diverso ma bello a suo modo....
In Cilento, a Scario, una parte di costa Cilentana incontaminata, le spiaggette sono lungo una nuda costa rocciosa...un traghetto ti consente di scegliere il posto che più ti piace...oltre la famosa Baia degli Infreschi ce ne sono molte altre tra le quali anche la spiaggia dei Francesi. Qui vi è una trattoria raggiungibile solo dal mare, con tavoli di legno e musica dal vivo, nascosto dietro una folta vegetazione alle spalle della spiaggia....ed Elvira, per il suo nome"la tana del lupo", dopo i primi passi sul sentiero tra gli alberi, ha pensato che fosse troppo suggestivo, ed a differenza della sprovveduta Cappuccetto Rosso, ha deciso fosse meglio non mangiarci....
Poi la Puglia verso Porto Cesareo....un mare diverso, lunghe distese di spiagge sabbiose e litorali che consentono a lidi e villaggi di organizzare animazioni per chi abbia voglia di divertirsi. Nel Salento il sole va via tardirdissimo e le persone vivono giornate interminabili in spiaggia organizzati con ombrelloni, tende, tavolini, sedioline e barbecue per serate lunghe e bagni di notte...festa grande la notte di San Lorenzo sotto i fuochi d'artificio del vicino stabilimento balneare.... le bambine si son divertite tantissimo...
Ed infine la Costiera Amalfitana, casa mia da quando son nata.....una spiaggia rocciosa, un'acqua blu e fredda, i paesini sempre lì puntellati a strapiombo sul mare....dovunque ti capiti di vedere una ringhiera o un muretto devi necessariamente affacciarti...il mare ed i panorami che ti si aprono sono sempre un sogno di questa costa che chiamano "Divina".
Gli ultimi cinque giorni sono stati il regalo che ci siamo fatti come famiglia in senso stretto...noi quattro, soli, mission Budapest.
Io sono affascianta ed attratta dall'Europa, ci trovo sempre calore, storia, origini che un po' sento mi appartengono.
Anni fa, senza figli, volevamo raggiungere Budapest via Danubio da Vienna ma poi scegliemmo di virare per Praga. Fu un viaggio bellissimo e pensavamo che forse con i bimbi un giorno sarebbe stato più restrittivo girare così tanto. Ed invece abbiamo due figlie che amano viaggiare, vedere cose nuove, scoprire usanze e cibi diversi dai nostri.  Vivono il viaggio in aereo, la camera d'albergo, le cartine della città da scoprire, le metro, i tram, la funivia, la ricerca dello Starbucks o l'Hard Rock di turno come un'avventura elettrizzante.

Fotografano monumenti, strade, ci fanno autoscattare selfie a più non posso. Ridono all'impazzata quando il papà decide che siamo troppo stanchi e per raggiungere la cattedrale sia meglio affittare un riscio'...ed il tipo per pochi euro ci porta correndo per tutte le strade di Budapest....
Strade larghe, palazzi alti, bellissimi, sempre più curati o in ristrutturazione...una città che sta vivendo rinascita e cambiamento.
Rimangono affascinate a sentire la guida nella Sinagoga Grande dell'antico quartiere ebraico di Pest. Questa è la più grande di Europa, ci racconta. Gli ebrei, abili mercanti, odiati dall'imperatrice MariaTeresa d'Austria, nel periodo del regno Austro-Ungarico, furono relegati in questa parte della città ...ed infatti qui c'è l'anima del commercio ed un mercato immenso. La guida si ferma non solo sulla sinagoga e sulla cultura ebraica, ma ci racconta la triste storia dei ghetti e del terribile periodo nazista...e Laura che ha appena finito la quinta elementare collega gli studi fatti e la storia...e camminare tra quelle tombe della memoria fa scendere lacrime.
E la parte di Buda? Attraversi il "ponte delle catene" e raggiugi il Castello con una funicolare....

....una città imperiale dai tempi di re Stefano che rese l'Ungheria florida ed indipendente. Divenuto Santo Stefano per aver convertito l'Ungheria al Cristianesimo a lui è dedicata la cattedrale a Pest.
Poi l'era della principessa Sissi, che con il suo matrimonio permise, nei secoli a venire, l'unione con l'Austria.....belli la corona, il vestito nunziale e la chiesa di Mattia (foto sopra) dove si svolgevano matrimoni ed incoronazioni....qui le stradine che si articolano sulla collina permettono una vista panoramica mozzafiato della Pest e del Parlamento di fronte.
Seguendo una guida comprata abbiamo scovato una chiesa che ogni quarto d'ora di rintocco faceva partire un bellissimo carillon. e nell'attesa consumavamo un pranzo al sacco immersi tra le scene di un film in costume che stavano girando.
La sera ci perdevamo a caso per le strade del centro, immergendoci nella vivace movida ricca di locali e di giovani raccolti attrono ad un tavolo con bottiglie di birra o di vino da condividere...la cucina tipica e piccoli mercatini di street food con gulasch, langos ,o questo tipico dolce a forma di cono cotto sui carboni...
Come esperienza a Budapest non potevano mancare le terme. Le acque calde e con proprietà curative scoperte già dagli antichi Romani e poi dai Turchi, sgorgano copiose dalle colline. I centri termali, fantastici in estate, son qui una cultura anche invernale, quando la neve fuori fa cercare calore..ce ne sono tante ma abbiamo scelto quelle più adatte ai bambini....le terme di Szechenyi.

Dodici piscine termali, tre aperte ed il resto al chiuso, a diverse gradazioni di temperatura, ci hanno regalato una giornata di puro relax.
Poi una passeggiata al parco lì vicino dove spunta il castello delle fiabe (Castello Vajdahunyad).

Ammetto di non aver cucinato molto in questo mese, il periodo più laborioso e'stato in Costiera. Questo non era un piatto estivo ma dopo tanti giorni di cucina a base di pesce si aveva voglia di cambiare. Così ho preparato questo ossobuco di tacchino con patate e pomodorini.
È piaciuto è così vi lascio la ricetta.

Ingredienti:
6 pezzi di ossobuco di tacchino
509 gr, di patate
pomodorini fresci
rosmarino
pepe nero
prezzemolo fresco
vino bianco
olio 
sale

Procedimento:
In un a pirofila riporre gli ossobuchi lavati ed aggiungere patate tagliate a fette e pomodorini tagliati a metà privi di semini. Aggiustare di sale ed aggiungere olio, mezzo bicchiere di vino. Speziare con rormarino, pepe nero e prezzemolo fresco. Mettere in forno per un' ora a 180°.
Far intiepidire e servire.

Per noi è stata una scoperta questo tipo di carne, poco usato dalle nostre parti. Una ricetta deliziosa che funge anche da piatto unico.
Anche se in ritardo...buona ripresa a tutti!!!


sabato 15 luglio 2017

Insalata di farro con gamberetti, asparagi e melone...le lunghe sere d'estate predispongono al buonumore!


Lavoro e vivo con una mega-agenda sempre a portata di mano dove riporto una marea di informazioni e di cose da fare che poi cerco di spuntare quasi tutte quotidianamente.
Non avrei pensato che a pochi giorni dalla metà di luglio le settimane fossero ancora così fitte di impegni.
Come per un maratoneta gli ultimi centimetri al traguardo debbano essere i più terribili, ogni anno accade lo stesso per i giorni che da ora in poi mi separano alla meta delle vacanze.
Gli anni insegnano sicuramente qualcosa ed ho assunto quella mia predisposizione positiva che viene a galla quando sto per annaspare. 
Alla guida, mentre percorro i miei consueti molteplici chilometri, guardo gli alberi ai lati della strada. Le foglioline, mosse impercettibilmente da un venticello estivo, sembrano non curarsi del caldo torrido. I riflessi del sole le rendono luccicose. 
Scruto attraverso i finestrini delle auto in corsa. C'è chi, come me, è preso dal quotidiano, ma altre macchine sono ripiene di mezza casa a bordo, con pacchetti e borse di ogni tipo...mi piace pensare al loro periodo vacanziero che sta per cominciare ed all'atmosfera allegra che debba esserci nell'abitacolo in movimento.
Anche i camper mi mettono allegria, una piccola casa viaggiante che ti porti dietro per visitare in piena libertà l'Italia e mezza Europa...o solo per starsene al fresco in quei campeggi-villaggi in compagnia di tanta gente. L'anno scorso, a San Vito lo Capo, guardavo dalla verandina del nostro appartamento i dirimpettai in roulotte che facevano cene e baldoria tutti insieme!!! E che organizzazione, non mancava veramente nulla!!!

Tra le persone che incontro qualcuno è già rientrato da un primo assaggio d'estate ed ha racconti meravigliosi che fanno sognare.....io amo aspettare perché so che quando staccherò la spina dalla routine sarà totalmente e senza mezze misure, e passerò in quella dimensione parallela lontano dai mille impegni e responsabilità.
Intanto approfitto delle serate più lunghe che permettono anche di fare un po' più tardi ad una festa, in compagnia di amici su un terrazzo panoramico che affaccia su Napoli....lo ammetto, quando quella sera, dopo che mi hanno fatto vedere casa ristrutturata, siamo saliti sul terrazzo..mi giro e vedo le case, il golfo, il Vesuvio in lontananza...mi è venuto da piangere per quanto fosse bella...e poi calici di vino fresco, una paella in cottura e le lucine notturne che accendevano la città!

È anche il periodo per una puntatina ai negozi con la merce in saldo....le ore allungate e le incombenze scolastiche dei figli ormai chiuse aiutano comunque ad avere del tempo diverso a disposizione. Un po' di shopping estivo, delle candele ed un nuovo cuscino colore blu mare!!

Nelle sere d'estate anche le cene cambiano. Si passa a cibi freschi e di rapida cottura, si prediligono le insalate, le verdure grigliate, la frutta di stagione e bibite fresche in colorati bicchieri pieni di ghiaccio.
Ecco una proposta che ho rubacchiato da un pranzo di lavoro al quale ho aggiunto l'idea degli asparagi perché la cucina è guidata anche dai colori e qui mancava un tocco di verde!


Ingredienti:
200 gr. di farro
150 gr di gamberetti sgusciati
100 gr. di cime di asparagi
1/2 melone giallo
sale 
olio EVO
limone
menta fresca

Procedimento:
Cuocere il farro secondo i suoi tempi. Io mezz'ora in acqua salata perché abbia mantenuto una cottura al dente.Fare raffreddare.
In una padella antiaderente far soffriggere un po' di olio e versare i ga,beretti sgusciati e le cimette di asparagi. Aggiungere un po' d'acqua, salare e procedere con la cortura di circa un quarto d'ora. Io ho aggiunto man mano poca acqua perché soprattutto glo asparagi si cuocessero.
Tagliare a tocchetti del melone giallo.
Unire al farro i gamberetti con gli asparagi ed il melone. Aggiungere un filo di olio ed irrorare con il succo di un limone.
Aggiungere qualche fogliolina di menta e servire!

Potete cuocere anche il farro prima, magari abbondante, e conservarlo qualche giorno in frigo ricoperto di pellicola. Facile tirarlo fuori a porzioni e condirlo con tutta la fantasia che dispensa e frigo offrono in questo periodo.
Un tavolino fuori ed il gioco è fatto!!

domenica 25 giugno 2017

Orecchiette con broccoli ed acciughe.....ed un giro per Bari!


Il mio prossimo incipit per l'estate?.....devo imparare a fare le orecchiette baresi!!!!
Da piccola trovavo rilassante guardare mia nonna seduta nella sua poltrona a sferruzzare con ferri o uncinetto quei grossi gomitoloni....con cadenze ritmiche e coordinate rintoccava un punto dietro l'altro....era ipnotico e calmava l'anima....di li capii che nella mia borsa ci sarebbe staro sempre un uncinetto ed un filo di gomitolo colorato per attenuare i momenti di stress! E funziona!
È la stessa sensazione che ho provato incantandomi dinanzi a queste donne baresi alle prese con le orecchiette!!
Movimenti precisi e cadenzati di vecchine che, nel cuore di Bari, davanti la propria porta di casa che da nei viottoli della città antica, allestiscono ogni giorno dei veri laboratori di pasta fresca artigianale...una sedia, un tavoliere con su acqua e farina, e le proprie mani che si muovono ritmicamente e con precisione per poi dare l'ultimo segno concavo alla pasta.
Poi su un lato una tavola di legno per essiccarle ed il gioco è fatto!
Ti avvicini, e te ne riempiono una busta piena.
Magari anche qualche tarallino che qui cucinano con un'olio buonissimo!
Vai via con un bottino che equivale al sacchetto di Pinocchio con le monete d'oro!

Strano a dirsi, mi fermo da anni nella zona residenziale di Bari per lavoro, ma non ero mai entrata in città.
Una bellissima e classica città pugliese, una città di mare,
con chiese e castelli di pietra bianca, con l'odore della salsedine accompagnata dal vento di brezza marina, e viottoli tutti da scoprire.
Ma il bianco è alternato ai colori dei fiori, alle trattorie chiassose in cui si cucina del pesce ad arte.
Passo davanti ad una casa dai mille colori e non posso trattenermi dal fotografarla...è pura gioia!





Poi la sera a casa, di ritorno, le orecchiette vanno provate...
Ci sono tante ricette e varianti per cui ne ho fatta una a modo mio.
In Campania una delle nostri modi di cuocerle e' con i broccoli a foglia lunga, i cosiddetti friarielli, ed un sughetto di pomodorini.
Invece a Bari usano anche quei broccoli che noi qui in Campania chiamiamo "broccoli di Natale", un fiorone unico al quale si toglie il gambo e se ne cuoce il resto.
Li ho trovati migliori perché quasi si sciolgono e si sposano a perfezione con la pasta.
Un'acciuga per dare quel sapore salmastro... ed il piatto è pronto!


Ingredienti:
500 gr. orecchiette baresi
3 acciughe
700 gr. di broccoli baresi
1 spicchio di aglio
olio evo
sale q.b.


Procedimento:
Tagliare il gambo unico dei broccoli di Natale, sciacquarli e ridurli in più parti.
Far bollire una pentola con dell'acqua, salarla non troppo per via delle acciughe, ed al momento di gettare la pasta mettere insieme anche i broccoli.
Nel frattempo, in una pentola, soffriggere l'olio con l'aglio ed infine le acciughe.
Quando le orecchiette ed i broccoli sono cotti, scolarli e passarli nella pentola con il condimento.
Insaporire il tutto per qualche minuto, se necessario aggiungere un po' di acqua di cottura ed impiattare.

Ricetta semplicissima! Certo questa pasta fatta a mano, con della farina di semola rimacinata ha davvero un quid in più! 
E' diversa dalla pasta secca con la quale hai anche difficoltà a trovarne il giusto punto di cottura perchè al centro sembra restare più dura. Qui si sente il profumo della pasta cruda e fresca! 
Ecco perché una futura mission sarà imparare a farla!!!