domenica 25 settembre 2016

Potage o crostini di fave e pancetta......ed un inviato a Torino molto speciale!!!


Per lavoro sono stata alcuni giorni in Puglia, nella zona di Ostuni, e nelle pause pranzo ho dato un colpo secco al mio colesterolo, dal valore gia' ai limiti, rimpilzandomi di latticini: treccine calde appena fatte tanto callose da richiedere lunghi tempi di masticazione, burratine e stracciata a non finire!!
Per fortuna che il tutto sia stato bilanciato da un legume, la fava, che a me fa impazzire! Decorticata e cotta, poi ridotta in pure', davvero insuperabile...
Non potevo, ritornando a casa, non fare un salto al mercatino rionale per cercare le fave secche decorticate!!!

E mentre questa settimana piena zeppa di lavoro giunge al termine ho il mio compagno che impreca da Torino perche' avrebbe voluto che fossi li con lui per visitare una citta' che merita...
ma soprattutto per l'appuntamento annuale della fiera "Terra Madre salone del gusto 2016" con i presidi Slow food che in questi giorni vede "il parco del Valentino" occupato da stands ricchi di cibo.
E' forte la presenza delle eccellenze Campane che conosco bene perche' costituiscono il mio cibo quotidiano!
Il piatto che mangi a cena con la famiglia, gli amici, per il pranzo della domenica, per le feste di Natale o Pasqua, che sanno di tradizioni di casa, che ricordano i metodi di conservazione dei cibi in dispensa dei propri nonni.

In un tempo in cui si fa demagogia su quanto possa fare male il cibo, la carne, il latte ed i suoi derivati, in cui si inneggia a filosofie di mangiare diverso ed a volte sbilanciato verso un alimento piuttosto che un altro, c'e' lo slow food, un cibo lontano dalla produzione di massa industriale perche' puo' soddisfare fabbisogni piu' limitati, ma che lascia il segno appagando il palato di chi lo prova.
Ed allora in questa circostanza ho chiesto al mio compagno, con tono supplichevole, di essere i miei occhi, il mio inviato speciale, cercando di fotografare cio' che secondo lui mi sarebbe piaciuto di piu' stando li'....
Ecco a voi un giro virtuale...
I pomodorini del piennolo, un'eccellenza dei Paese Vesuviani, un pomodorino piccolo e dolce che viene conservato per i mesi invernali in queste forme a campana da appendere e dal quale e' possibile pian piano staccarne pochi per dare sapore a sughi, bruschette, pizze, piatti di pesce...
I dolci napoletani...una muraglia di baba' da bagnare con acqua e rum, le sfogliatelle, la pastiera.....difficile scegliere quale preferire.
Il succo di melograno, un frutto che viene spesso sottovalutato ma che ultimamente sta ritornando in auge.
I formaggi, dai freschi come la mozzarella di bufala o "la zizzona di Battipaglia" alla ricotta di bufala per preparazioni piu' delicate rispetto a quella di mucca o pecora che viene utilizzata piu' per cucinare, alle caciotte e caciocavalli piu' stagionati. Ecco ad esempio il "pecorino di Bagnoli".
I legumi come i fagioli di Controne, i ceci detti "Maracuocci di Lentiscosa" che ridotti in farina danno vita alla buonissima "maracucciata", poi zuppe di farro e cereali.
La preparaziome della milza, questa parte di interiora che noi Salernitani amiamo cucinare il giorno del Santo Patrono, San Matteo, farcito con un' imbottitura speciale di prezzemolo, aglio e peperoncino, cotta nell'olio e poi nell'aceto....io ne sono golosissima.
Ed ancora i fichi del cilento che vengono seccati per le feste natalizie, le nocciole di Giffoni Vallepiana, i limoni della Costa d'Amalfi con la quale viene prodotto il limoncello, la colatura di alici o le acciughe salate di Cetara per rendere una spaghettata semplice gustosissima, il broccolo aprilatico di Partenopoli, il carciofo bianco di Petina, la numerosa varieta'di oli e vini delle diverse province.

Ed ora torniamo alle mie fave. Ho pensato all'abbinamento con la pancetta per un potage caldo che da consolazione nelle prime fresche sere autunnali oppure, una volta raffreddato diventa un vero purè da spalmare su crostini fatti di pane casareccio, un goloso finger food apripasto per una cena con amici, da provare magari accompagnato da un calice di bollicine!

Ingredienti:
250 gr. di fave secche decorticate
cubetti di pancetta 
sale q.b.
olio Evo

Procedimento:
Mettere in ammollo per una notte le fave secche, l'indomani cuocerle ricoperte di acqua a filo nella pentola a pressione per una ventina di minuti.
Una volta cotte ridurle con il minipinner. Salare quanto basta.
Rosolare con poco olio la pancetta a cubetti in una padella.
Versare il potage caldo in una ciotola adagiandovi sopra la pancetta croccante e condire con un leggerissimo filo di olio Evo.

Servire!!
Se volete preparare i crostini basta aspettare che il potage si raffreddi e poi spalmarcelo sopra. Ugualmente si può insaporire il tutto con la pancetta croccante e l'olio Evo.



Alcune idee prese dal mio soggiorno pugliese: un pure' di fave con la cicoria, delle bruschettine ricoperte di pure' con sopra un gambero arrotolato nella pancetta oppure un primo piatto di cicatielli alle vongole adagiato in un piatto su purea di fave.
Dopo questa carrellata di prelibatezze è imbarazzante scegliere, vero? Baci!!!

mercoledì 31 agosto 2016

Ciambellone al limoncello....la Costiera e tempi diversi dalla routine!!!


Gli anni passati partivo per le vacanze con una borsa piena di tutti i progetti che non ero riuscita a concludere durante l'anno: piu' di un libro da  leggere lasciato a meta', gomitoli ed uncinetti dal filo pendente speranzosi di essere ultimati, gelatiera, minirobottino, bilancia e misurini per realizzare i piatti in pending annotati qua e la', il kit da cucito con scampoli di stoffa colorati....poi tornavo frustrata per aver fatto poco o nulla di quanto ripropostomi.

Quest'anno il mio atteggiamento realistico verso cio' che sarei stata capace di realizzare nel mio lungo periodo di vacanze mi ha dato ragione: solo un libro da ultimare, il quaderno di inglese del corso che sto seguendo da fine maggio, il mio portacolore con matite e penne colorate ed un block notes per annotare tutte quelle idee e progetti per l'anno a venire....stop!!!
Giornate lunghe e senza lavoro non sono giornate vuote ma diverse dalla routine, con ore dedicate a visitare posti nuovi, a stare con le bambine per una partita a carte, una passeggiata, un tuffo al mare o semplicemente per ascoltarle di piu'...e quante cose hanno da dire...e quanto serve per conoscerle meglio ed amarle di piu'!!!
Basta percorrere i sentieri dietro casa per portarle ad ispezionare la Costiera da angolazioni diverse...la chiesetta di S. Anna risalente al 1600 che fu usata come lazzaretto per la famosa peste descritta dal Manzoni. All'interno e' conservata un'antica tela del '500 e fuori vi sono due campane del '600 che ancora oggi il 26 luglio richiamando i fedeli per la messa.
Di fronte alla chiesa vi e' una "torre fortilizia" dell'era provenzale che affaccia su Amalfi. Fu usata prima come fortino e torre d'avvistamento, poi nell'era Angioina del X sec., divenne la chiesa di S. Sebastiano ed ancora oggi ne riporta una croce visibile anche da Pontone, da Scala, da Ravello e dalla valle dei mulini.

Qualche giornata troppo caotica per scendere al mare a causa della frotta di stranieri che invadono Amalfi propendono per starsene qui a casa e poi la sera salire in paese, a Pogerola,

magari sulla terrazza del bar per una fresca granita al limone!!

O qui sulla terrazza di casa... magari a preparare un dolce semplice al gusto di limone usando cucchiai e bicchieri come misurini in stile British, dato che dietro non mi son portata tutti gli attrezzi!!!



Ingredienti:
14 cucchiai colmi di farina 00
14 cucchiai rasi di zucchero
4 uova intere
1 bicchiere di olio di semi
1 bicchiere di latte
1 bustina di lievito per dolci
una tazziana da caffe' colma di limoncello
buccia grattugiata di un limone non trattato

Procedimento:
Riscaldare il forno a 180*.
Sbattere le 4 uova intere con lo zucchero finche' il composto non sia uno zabaione nel quale lo zucchero risulti sciolto e non piu' granulare.
Aggiungere poco alla volta la farina alternandola con l'olio ed il latte. 
Aggiungere la bustina di lievito per dolci setacciata.
Aggiungere il limoncello e la buccia grattugiata del limone.
Riporre il composto in una teglia da ciambellone rivestita di carta forno ed infornare a 180* statico per 45-50 minuti con prova stecchino.
Sfornare e far raffreddare prima di servire.

Qui l'essenza di limone ha prevalso ma si puo' scegliere anche la vaniglia o un altro liquore a piacere. Magari arricchirlo con gocce di cioccolato o uvetta ma aggiunte solo prima di infornare e dopo averle infarinate.
Inutile dire che anche in una casa vacanza non e' possibile fare a meno del profumo che si sprigiona da una torta in cottura. 
Avere un dolce per casa mette sempre leggerezza, invoglia ad una colazione genuina, ad una merenda che separi le fasi di una giornata abbastanza lineare. E' sempre li sulla tavola della cucina perche' chiunque passi ne puo' tagliare una fetta...finche' non finisce!!!
E magari se ne puo' infornare subito un'altro!!!



domenica 21 agosto 2016

Caserecce con zucchine e gamberetti.....ed un viaggio in Sicilia!!



Qualche indizio.....un cous cous di farina di grano duro con pesce e verdure, il panino cusato ripieno di pomodorini, pecorino e acciughe, la cremosa granita dai gusti variegati di mandorla o pistacchio ricoperta di panna in cui inzuppare una morbida brioche con tuppo, i gamberoni rossi, le paste di mandorla, la ricotta che e' quasi pannosa e regala a cannoli, cassatine e calzoncelli un sapore unico. Poi gli arancini giganti rossi o bianchi, con sugo di macinato o pistacchi....
.....anche questa e' la SICILIA!!!!

E' da un po' che desideravo rivederla!!!!
Scrivo questo post nel pieno delle mie vacanze estive anche se lo pubblichero' appena in possesso del pc di casa...
Ho pensato avesse un certo fascino scrivere stando seduta da qui, sulla verandina del nostro bungalow, guardando il mare in lontananza, le bambine che rincorrono un pallone insieme ai cuginetti e due bimbe belghe che parlano francese sorridendo di continuo!!

I miei ricordi si fermavano a Messina, Taormina ed Agrigento vista con gli occhi di una spensierata quindicenne in gita scolastica, poi qualche anno fa fugaci incursioni a Palermo o a Catania per motivi lavorativi...

Stavolta ci son tornata in vacanza....quanto si puo' girare....tantissimo!!!!
Se decidi di guardare questa costa sicula dal mare, un traghetto prende il largo dal porto di San Vito lo Capo per una minicrociera verso la riserva dello Zingaro. Tra calette bianche, rosse, un mare blu cobalto nel quale fare un bagno rinfrescante i marinai offrono una pausa pranzo...."pennette alla trapanese"....pomodorini freschi, mandorle e pangrattato. Lungo un panorama selvaggio ogni tanto compare un piccolo borgo marino.

In salita, verso Erice, uno dei borghi piu' antichi della Sicilia. Passeggiando tra i vicoli e le stradine ciottolose senti diffondersi un odore forte di mandorle. Proviene dai laboratori che per il caldo lavorano con le porte socchiuse lasciando intravedere giovani pasticcieri in fermento che impastano  e sfornano, mentre chiacchierano e ridono, dolcissimi e raffinatissimi pasticcini. Impossibile non riempirne un sacchetto da portarsi dietro mentre si visita il luogo. Ed eccoti dinanzi castelli arroccati su uno strapiombo mozzafiato.

Mentre scendi dal monte cala l'ennesimo di questi bellissimi tramonti siciliani.

E la storia ellenica che giunse fin qui?...se Taormina e' bellissima non c'e' meno fascino a Segesta. Tra il tempio e l'anfiteatro e' veramente imbarazzante scegliere!!!



Tra mare e monti una ricetta come questa ci sta proprio bene...




Ingredienti:
tre zucchine
un quarto di gamberetti
olioEvo
uno spicchio di aglio
sale q.b.
pepe nero
prezzemolo
350gr. di caserecce


Procedimemto:
Lavare e tagliare le zucchine a tocchetti. Sciacquare i gamberetti. Separare le teste dal corpo.
In una pentola soffriggere l'aglio che poi rimuovi e cala le zucchine, i gamberetti con il guscio e le teste. Aggiungere il prezzemolo, un po' d'acqua, salare e far cuocere a fuoco lento finche' i rebbi della forchetta non entrino nella zucchina. Schiacciare le teste dei gamberetti durante la cottura perche' ne esca tutto il sapore dopodichè toglierli.
Cucinare le caserecce in acqua salata e quando sono al dente passarle nella pentola delle zucchine e gamberetti. Amalgamare il tutto e servire in tavola con aggiunta di pepe nero se piace.

Questa pasta è di una semplicità disarmante eppure la dolcezza delle zucchine unita al sapore di mare, come tanti piatti in cui ormai si uniscono pesce e verdure, è un sodalizio perfetto.
E' un piatto ormai scontato ma i procedimenti consueti riportano di sgusciare i gamberetti per farne il fumetto che consente di insaporire zucchine e gamberetti. Io invece ho provato a mettere tutto insieme, gamberi con i gusci, teste e zucchine. Poichè dalle teste dei gamberetti freschi ne vien fuori il vero sapore di mare, credo che da oggi in poi questo sarà il procedimento che utilizzerò nella preparazione.
E cucinare, viaggiare... per noi un mondo di ricordi in piu'!!!!


lunedì 25 luglio 2016

Gelato all'albicocca e nocciole....eccole le vacanze!!!!






Ci sono le cose che cambiano...e poi ci sono i tuoi gesti consueti, quelli che ti accompagnano nel ciclico andare del tempo, una danza circolare colorata delle stagioni che non si possono non amare...tutte!
Per cambiamenti ho aggiunto un altro pezzetto alla mia piccola casa, una mini-libreria, un modo per rimettere ordine tra i miei libri e le mie riviste che non solo fanno polvere ma che ammassati da qualche parte non incentivano all'uso perche' solo trovarli e' una gran fatica.
E cosi' e' andata che gironzolando un sabato pomeriggio all'IKEA vicino casa siamo ritornati a casa non solo con le solite candele e tappetini ma anche con un plico ben pesante da montare.
Dopo il soccorso del mio amico falegname ho impiegato solo poche ore per mettere a posto di tutto. 
Ho fatto pulizia delle cose inutilizzate, ho ricavato un angolino per le tisane delle sere invernali, una candela, dei cuori, una dolce coniglietta ed ora mi godo l'ordine che a dirla tutta in una casa e' sempre troppo poco!!!

Poi c'e' lo stanzino di casa....
Qui c'e' accantonato di tutto, un personale gioco di prestigio fare entrare in cosi' pochi metri quadri tanta roba....valigie vuote per le partenze e gli arrivi, l'albero di Natale con gli addobbi, la scarpiera che riporta in mostra dagli infradito agli stivali, l'angolo degli elettrodomestici piu' disparati: dal robottino, alla macchinetta dei pancake, al contenitore della fonduta....poi aspetta, aspetta che tiro fuori "la gelatiera"!!!

Il mio gesto consueto di ogni estate e' proprio trovare nel freezer un posticino per mettere a congelare il cestello della gelatiera...
Ed anche se poi di gelati ne preparo pochissimi rispetto a quelli che compriamo gia' pronti e divoriamo, il  cestello resta li' tutto il tempo, fiero nel suo vestitino ghiacciato, in attesa che gli si dia anche per poco l'onore di poter preparare il gelato "homemade" dell'anno, che andra' via a gara di cucchiaiate sul nostro tavolino fuori in queste sere dove non sai dove trovare refrigerio!!!
E' piu' semplice e veloce preparare i gelati alla frutta perche' gli ingredienti mescolati sono gia' tutti freddi e non occorre riscaldare latte o uova che poi vanno abbattuti in temperatura lrima di essere preparato.

Ingredienti:

300 gr. di polpa di albicocche
120gr. di zucchero a velo
160 ml di latte freddo
150 ml di panna fredda
nocciole tritate per decorare


Procedimento:
Sbucciare e privare del nocciolo le albicocche dopodiche' frullarle con lo zucchero a velo.
Inserire il tutto nel cestello della gelatiera ed unire il latte e la panna. Far andare per 35-40 minuti dopodiche' spegnere. Lasciare qualche minuto dopodiche' riporre in un contenitore e riporlo in freezer per qualche ora. Al momento di servire guarnire con le noccioline.

Il gusto delle albicocche resta integro nel gelato e le nocciole aggiunte lo rendono piu' invitante facendo si che resti sul palato piu' a lungo per sentirne a pieno il sapore.


E' semplicissimo da fare tanto che anche i bambini si possono divertire a produrlo...e cosi' una volta pronto lo mangeranno anche loro!!!

sabato 2 luglio 2016

Tagliatelle bianche ai finferli....Laura e la sua prima comunione!!!!

 

Le giornate piu' lunghe portano a vivere di piu'...me ne sono convinta l'anno scorso quando in Finlandia a mezzanotte era ancora giorno e noi continuavamo ad uscire, a fare la spesa in supermarket perennemente aperti, giravamo in macchina per i cottages disposti sui diversi isolotti legati tra loro da sottili lembi di terra, di diversa forma e colore, con giardinetti illuminati da lampade pendenti, dove una panca bianca nel patio antistante piena di morbidi cuscini faceva crescere il desiderio di averne uno tutto proprio.
Questo giugno e' stato per me proprio un mese vissuto cosi' intensamente...le giornate si sono allungate e senza rendermene conto le giornate sono durate quasi il doppio del normale, terminando il lavoro e concedendo le ore serali a trattenermi di piu' fuori casa. 
Abbiamo avuto la manifestazione dello "street food" qui a Salerno e tra un cibo spagnolo, greco o texano siamo scesi per tutte e tre le serate.
Approfittando anche delle sagre nei paesi circostanti abbiamo passato serate diverse ed allegre su queste "colline in festa". E' stato un buon modo per allentare la tensione di un lungo anno trascorrendo ore all'aria aperta.
E' arrivata anche la Prima Comunione di Laura, un percorso di anni fatto di momenti di crescita ed impegno interiori importanti....e' stato bello condividere cio' con le persone piu' care...a fine festa per ricordo una dolce coniglietta in ceramica vietrese, ognuna con vestiti e colori diversi.
Queste conigliette sono opera di ALFONSO STILE, un giovane ceramista di Agropoli che non finisce mai di stupirmi. Dopo aver creato i presepi che vi ho fatto vedere qui stavolta mi e' venuto incontro cercando di capire cosa potesse piacere a Laura. Nella nostra terra abbiamo davvero dei talenti speciali e lui ha la capacita' di modellare e dar vita ad oggetti unici. Con il tempo sto imparando a conoscerlo sempre di piu' e spero che abbia il successo che merita.

Poi sono arrivati diversi compleanni tra i quali quello della piccola Elvira ed anche la mia 43esima estate, poi il primo ritorno in Costiera Amalfitana bagnato da un tuffo in un'acqua meravigliosa accompagnato poi da nubi ed acquazzoni dispettosi.

Insomma il tempo e' volato ed ai fornelli ammetto di essere stata poco.......una mozzarella con i pomodori, una pizza, un pollo allo spiedo pronto, un'insalata!!!



Pero' mia cognata ha raccolto con lo zio e mi ha regalato questi funghi, i FINFERLI, che nascono anche in estate.
Sebbene abbia scoperto siano una specie molto diffusa e mangiata ammetto che non li conoscevo.....si i porcini, i chiodini, gli champignons....ma i finferli proprio no!!
Ci ho fatto delle tagliatelle perche' adoro la pasta con i funghi in generale...ho deciso di prepararli bianchi e senza panna per apprezzarne il sapore che e' davvero intenso.

Ingredienti:
250 gr. di tagliatelle all'uovo
300 gr. di finferli
olio EVO
aglio
sale
due foglie di alloro
due carote
coste di sedano
prezzemolo

Procedimento:
Lavare i funghi togliendo il terriccio e scaldarli.
In una pentola far riscaldare dell'olio con aglio ed una foglia di alloro. Unire le catore ed il sedano dadolati lasciando cuocere per qualche minuto. Aggiungere i finferli, aggiustare di sale e sfruttando l'acqua rilasciata dai funghi continuare a fuoco medio finchè non siano cotti.
Cuocere le tagliatelle in acqua salata secondo istruzioni ed ancora al dente passarli nei funghi. Mantecare per qualche secondo a fiamma bassa, impiattare, spolverare di prezzemolo e servire!!!

E buone sere d'estate!!!!

domenica 5 giugno 2016

Cozze al gratin di casa mia......e la propria città vista con occhi nuovi!!!



Lo penso spesso...andiamo tanto in giro per il mondo con la sete di conoscere ma ancora sotto casa c'è un mondo da scoprire che ignoriamo.
La parte alta della mia citta',sopra il centro storico di Salerno, e' stata una piacevole scoperta solo da poche settimana perché la scuola delle mie bambine, aderendo all'iniziativa "adotta un monumento", ha dato loro la possibilità di diventare "guide turistiche"per un giorno aprendo le porte di chiese e conventi risalenti al 1400 di cui, ammetto, ignoravo proprio l'esistenza. 
Diciamo che quando ero piccola queste erano anche zone degradate che, riprese oggi, sono diventate una vera bomboniera artistica e meta di tanti turisti.
 Nella riqualificazione i muri delle vecchie case sono diventate un foglio dove far rivivere le poesie di Alfonso Gatto, un poeta salernitano.

Seguendo l'entusiasmo di una scolaresca che per il piacere di stare insieme andrebbe ovunque, ci siamo incamminate anche noi mamme in questo luogo che guardiamo sempre dal lungomare senza optatare mai per la salita.
Un agglomerato di case, unite tra loro da stradine e scale, che giungono fino ai " giardini della Minerva", un posto molto panoramico che vanta la presenza di antiche piante medicinali risalenti all'antichissima Scuola Medica Salernitana del medioevo.
Il centro storico oggi e' un'alternanza di antichissime attivita' come la Pasticceria Pantaleone e nuovi pub, paninoteche, trattorie e birrerie che sono diventate il cuore della movida salernitana.


E poi ci sono i piatti di mare, quelle portate che ti porti dentro dalla nascita, che vedevano la pescheria di Piazza Portanova una nostra meta fissa quando la domenica andavamo a trovare i nonni ad Amalfi.
Qui era fisso acquistare almeno due chili di cozze che assieme ad un cartoccio di Santarose (classiche sfogliatelle ricce con l'aggiunta di crema pasticciera) erano il biglietto da visita per una giornata conviviale.
Oggi le cozze noi le facciamo aprire sul fuoco ma nonno le apriva una ad una ancora crude
con grande maestria usando un coltellino per poi farcirle e gratinarle al forno.
Come tutte le ricette che passano da una generazione ad un'altra vari sono inevitabili vari accorgimenti ma la base resta quella, un' impanatura fatta di buon pangrattato (meglio se fatto con pane bruschettato in casa), grana grattugiato,un trito finissimo di prezzemolo ed aglio, olio e acqua filtrata di cottura delle cozze.
Le aggiunte di casa sono state il pepe nero ed ultimissima la buccia del limone grattugiata (di mio fratello e mia cognata)!!
Ingredienti:
1 kg di cozze
150 gr. di pangrattato
50 gr. di grana grattugiata
2 spicchi d'aglio
prezzemolo tritato
pepe
olio EVO
scorza grattugiata di limone






Procedimento:
Pulire le cozze ed eliminare lo strepponcino interno strappandolo.
Aprire le cozze in una pentola sul fuoco con pochissima acqua. Una volta cotte alzarle dall'acqua e filtrarla con un colino a maglie strettissime. Lasciare solo il guscio con il frutto eliminando invece il guscio vuoto.
Preparare la panatura con pangrattato, grana, trito fine di prezzemolo e aglio, pepe.
Ricoprire le cozze ed adagiarle in una teglia da forno. Irrorare ciarcuna con poca acqua di cottura delle cozze filtrata ed un filo di olio EVO.
Infornare fino a doratura a 180 gradi. Ultimi cinque minuti sotto il grill del forno.
Servire calde!


E' un piatto che usiamo dopo un primo di pesce ma anche come antipasto o come aperitivo con un vino bianco e' appetitoso e stuzzicante.
Quando si da un morso sulla panatura croccante mista alla cozza si sente tutto il sapore del mare.
Credo che sia uno dei miei piatti di casa preferiti!!!




sabato 14 maggio 2016

Torta alla crema con fragole e lamponi...maggio corre veloce!!


Questo mese di Maggio corre veloce come sempre e tutte le attività delle bambine stanno per chiudersi. Dovrebbe sopraggiungere la voglia di rallentare ma è il contrario.... prove, esami, saggi!!

Un anno di corse al catechismo per Laura che farà la Prima Comunione. È pronta e contenta... non potevano mancare i confetti per l'occasione!! È un punto fermo per le feste di casa preparare qualcosa tutte insieme, un laboratorio creativo nel quale le bambine giocando imparano la manualità di nodini e fiocchetti.




A fine giugno si chiuderà anche un altro anno di danza per entrambe...ormai sono cresciute, le lascio davanti scuola e loro entrano negli spogliatoi, si vestono da sole ed entrano in sala prove. 
Ieri sera, venerdi, ero stanca come lo era Laura che mi chiedeva quasi supplichevole di saltare la lezione.
Ho un po' insistito e lei mi teneva il broncio....
Sono salita per le scale che portano dietro un vetro dal quale posso vederle ballare e così la musica ha cominciato a difforndersi nell'aria. 
Prima una musica classica, poi una musica più leggera e allegra!!!
La musica fa miracoli, entra dentro, nelle segrete stanze dell'anima,  ha il potere di attraversarti, scioglierti, ti regala libertà...
...mentre Elvira, la più piccola, sorrideva e si divertiva, Laura si è risvegliata pian piano. 
Al rientro si è goduta la serata fino a tardi!
Intanto il mio balcone riprende luce tra fiori e foglie rinnovate....il tempo è ancora capriccioso ma appena c'è una schiarita mi precipito fuori come fa una lumaca dopo la pioggia!!

Una torta con fragole e lamponi mi sembra proprio per questo tempo...maggio è soprattutto il mese delle fragole nel loro massimo grado di maturazione ed a me spesso piace mangiarle anche così come sono....

Ingredienti:
150 gr. di burro
150 gr. di farina 00
150 gr. di fecola di patate
150 gr. di zucchero
2 uova
3 cucchiai di latte
la buccia di un limone grattugiata 
1/2 bustina di lievito per dolci (pan degli angeli)
crema pasticciera (io come scritto qui)
gel per guarnire (io Tortagel di paneangeli)
fragole
lamponi

Procedimento:
Preparare l'impasto amalgamando al burro a temperatura ambiente lavorato con zucchero e uova le farine ed il latte. Infine aggiungere la buccia del limone grattugiata e la bustina di lievito per dolci.
Rivestire un ruoto per crostata con carta forno e spalmare l'impasto che è abbastanza morbido. Rivestire la superficie con carta argentata ed infornare in forno preriscaldato e ventilato a 170 gradi per 20 minuti circa. Sollevare un po' la carta argentata assicurandosi che sia cotto e sfornare.
Mentre si aspetta che il dolce raffreddi preparare la crema pasticciera ( io ho seguito il metodo riportato qui).
A questo punto lavare e tagliare le fragole a metà.
Togliere la torta dal ruoto e rimuovendo la carta forno adagiarla su di un vassoio.
Rimuovere lentamente la carta argentata in superficie.
Ricoprire con l'aiuto di una sac'a poche la torta con la crema pasticciera. Distribuire due cerchi di fragole ed il centro di lamponi.
Preparare la gelatina come da istruzioni sulla confezione e ricoprire la frutta.
Lasciare raffreddare e poi conservare in frigo prima di servire.

Non è una crostata ma una torta più morbida dovuta alla presenza della fecola. La crema pasticciera le dona quel legame con la frutta dal colore rosso che, esaltato da un filo di gelatina, permette anche di goderne il vero sapore senza ulteriori zuccheri aggiunti.
Per me il lavoro fino a fine luglio è ancora tanto ma presto arriverà l'estate e sono certa che l'aria più leggera sarà un vero toccasana per la mente ed il corpo.
Buona settimana per ciascuno di voi!!!