domenica 27 novembre 2016

Spigola all'acqua pazza.....ed il calendario dell'Avvento!






Il consumismo, che regola lo stato di benessere di ogni paese industriale perché se non si compra la merce la moneta e l'economia non girano, fa si che non cali neanche il sipario sulla festa di "Tutti i Santi" del primo Novembre che già ogni vetrina è pronta ed agghindata in attesa del Natale. 
Vedo panettoni gia' stratificati in piramidi nei supermercati, la frutta secca che accompagna gli scaffali della frutta, cioccolate e ceste natalizie infiocchettate mi fanno girar la testa dinanzi ad ogni coloniale solo per il gusto di guardarle.
Gli addobbi per l'albero, la neve artificiale che scende dietro le vetrine, i primi pungitopo imbiancati fanno dimenticare quanto faccia caldo ancora adesso da queste parti.
Porto dentro il cuore il mio Natale di bambina che dopo una passeggiata serale al freddo insipava l'aria calda entrando in casa e guardava incantata l'albero luccicoso che ci aspettava.
La nonna per renderlo più colorato ci regalava le cioccolate a forma di Babbo Natale o di monete dorate da appendere ed in attesa che il Natale arrivasse ogni giorno ne facevo scomparire qualcuna scartocciandola di nascosto.
Poi si sa, le culture si influenzano e si fondono, e quello che qui in Italia è il periodo dell'Avvento cadenzato dalle candele che si accendono una per volta nelle quattro domenica prima del Natale si è aggiunto il calendario dell'Avvento di origine Tedesca che fa un countdown ogni giorno dal 1 al 24 dicembre con finestrelle o sacchettini da aprire!!!
Da quando le mie figlie sono nate di calendari dell'Avvento ne ho comprati di diversi, poi abbiamo cominciato a crearne dei nostri con pacchettini di carta e disegni natalizi...
Quest'anno sono pronte per prendere tra le mani ago e filo e così, con pannolencio rosso, adesivi e mollettine natalizie numerate se lo son create quasi da sole!!!
Le ho aiutate nel ritagliare i sacchetti, ho infilato il filo nel grosso ago ma loro hanno fatto il resto.
Ed adesso che è pronto lo abbiamo appeso, lo riempirò di dolci sorprese che cadenzeranno il ritmo dell'attesa.



Manca poco ed arriverà anche la prima delle vigilie...quella dell'Immacolata. Di consueto si mangerà pesce ed intanto facciamo le prove dei piatti. E' la volta di una spigola cotta all'acqua pazza.


Ingredienti:
1 spigola di allevamento di mare
1 spicchio di aglio
3 cucchiai di olio EVO
mezzo bicchiero di acqua
mezzo bicchiere di vino bianco secco
una decina di pomodorini
sale q.b.
prezzemolo

Procedimento:
Pulire la spigola dalle interiora e sciacquarla bene. Adagiarla in una pentola con olio, aglio. Lavare i pomodorini, tagliarli a metà ed aggiungerli al pesce. Salare poco per insaporire leggermente i pomodorini. Far cuocere per una decina di minuti con l'aggiunta dell'acqua e del vino ed ultimare la cottura. Schiaccare con i rebbi della forchetta i pomodorini perchè ne esca il sugo. La spigola sarà cotta dopo circa 20 minuti,  se ne è certi quando l'occhio del pesce è tutto bianco.Ultimare con un ciuffo di prezzemolo tritato.

Questo classico sughetto detto "acqua pazza" fatto di pomodorini, acqua e vino è un classico della cucina Campana che permette di cuocere pesci o soute di vongole e cozze in un modo molto gustoso. Il liquido che si forma mentre consente al pesce di cuocere si impregna a sua volta del suo sapore rendendolo davvero un piatto dal sapore di mare.
Si sa che con il pesce ci sta bene il pane soprattutto quando alla fine lo si puo' inzuppare in tanto sapore.
Una volta tolte le spine si impiatta proprio ricoperto di "acqua pazza".
Pronti all'inzuppo?

mercoledì 9 novembre 2016

Sugo alla Bolognese di casa....Torino e Salerno gemellate per le luminarie di Natale!!!



Il viso all'insù, il nostro come quello dei bambini meravigliati quando, spuntando fuori dal parcheggio sotterraneo del centro storico di Torino, ci siamo ritrovati in piazza San Carlo accolti da grossi lampioni multicolore!
Un ponte di autunno, un viaggio improvviso e coccole per una famiglia sempre di corsa che non riesce a riunirsi per fermare il tempo! 
Un' intimità ritrovata che non ha prezzo perché quando siamo soli noi quattro funziona così...otto ore di viaggio spezzate da una sosta in Toscana, a visitare la bellissima cittadina di Monte San Savino in provincia di Arezzo, per mangiare alla "Pecora nera" la fiorentina di Chianina, la ribollita , la trippa ed i cantuccini di casa.
E così otto ore di viaggio si sentono meno e nessun segno di cedimento di due bimbe curiose che hanno accettato l'invito di vedere Torino prima di tutto di notte.

Poi di giorno per due lunghi giorni, per otto ore di fila.....Torino maestosa , Torino regale, Torino con i colori delle foglie in autunno al "parco del Valentino" lungo il Po'", che in questa stagione è ancora più bello!!".


Le stanze di un "castello medievale" permettono di rivivere i banchetti e le cucine di corte con camini enormi, poi sono i sacchettini di gianduiotti e grosse caldarroste a cadenzare le lunghe camminate.... Piazza Castello, la Mole Antonelliana, i bellissimi negozi del corso sotto i grandi porticati, gli artisti di strada, la Sacra Sindone, il "Museo Egizio".....
Esausti la sera a far spesa in una tipica salumeria della fantastica periferia torinese, Moncalieri, a comprare i formaggi tipici come quello di Pinerolo ed il gorgonzola al cucchiaio....ed alla ricerca della salsiccia di Bra' che, sigh...non abbiamo trovato pronta....
Presso un carinissimo residence, "Le Serre", che affaccia sui tetti delle case sottostanti, ci attendeva la sera un nido tutto nostro.
Un cucinino per prepararci la cena,  un comodo divano nel quale sprofondare in quattro con cioccolata calda e tisane tra le mani davanti alla tv con i piedi sul tavolino davanti. Un soppalco di caldo legno come di legno un tetto con lucernario a ricoprire un soffice letto stile Heidi! Un mattino nebbioso sul giardino antistante visto dalle finestre come in un' atmosfera surreale.
E con la fine di questo prezioso ponte eccoci al rientro, carichi come non mai e per la domenica successiva ancora in cucina, stavolta la nostra cucina...e stavolta il mio compagno prepara la sua Bolognese...
ho ceduto a lui il mestolo per un bel ragu' fatto di ingredienti semplici egenuini, ricco di carne macinata e di sugo acquistati al chilometro zero presso l'azienda "Del Corso" (di cui ti parlai qui)....e gli rubo la ricetta!!

Ingredienti:
300 gr. di carne macinata
Una bottiglia di 1/2 litro di sugo
mezza cipolla
una carota grande
sedano
1/2 litro di vino bianco (io "
Coda di volpe")
sale q.b.
2 cucchiai di olio EVO


Procedimento:
Tagliare a dadini piccolissimi la carota, la cipolla ed il sedano.
Mettere in una pentola l'olio nel quale far soffriggere le verdurine, poi aggiungere il macinato e far rosolare il tutto. Aggiungere il vino bianco e cuocere a fuoco lento per quasi quaranta minuti, finchè le carote non siano completamente cotte.
A questo punto aggiungere la passata di pomodoro, salare quanto basta e completare altri dieci minuti la cottura.




E così il sugo è pronto...fatto sobbollire lentamente e con l'aggiunta del pomodoro solo in ultimo fa si che il macinato e le carote siano completamente amalgamate, e queste ultime donano un dolciastro giusto alla Bolognese.
Ho usato delle tagliatelle paglia e fieno della Rummo ma anche prepararle in casa avrebbe un suo perchè...il sugo si impregnerebbe bene nella pasta porosa.
Quando ne rimane lo si può conservare in frigo dentro un barattolo di vetro per qualche giorno. Magari per una cena appetitosa infrasettimanale dove il lungo tempo di cottura non lo peremetterebbe. Giusto per coccolarsi anche nella nostra casa più calda, più accogliente, e noi ancora con la voglia di stare insieme....
Ed ora anche qui usciamo con il viso all'insù ed ancora ci ritroviamo ricoperti dalle stesse luci delle luminarie, quelle che da anni Salerno e Torino gemellate si scambiano...
....e la magia del Natale comincia a girare nell'aria!!!!

venerdì 14 ottobre 2016

Torta di mele semplicemente.......keep calm and love autumn!!!



Sebbene ci siano giorni precisi a cadenzare l'arrivo di una stagione io non la sento presente se non è nell'aria, nei colori, nei profumi e nelle temperature...e adesso l'autunno per me è davvero arrivato!
Ho appena richiuso lo scatolone con gli indumenti estivi, ho preso soltanto i panni di mezza stagione perché maglie e giacche pesanti ancora non sono adatti....le miriadi di paia di stivali si, da quelli non me ne separero' fino a primavera!!!
Una domenica uggiosa arrivata dopo un sabato lavorativo mi ha fatto rannicchiare sotto la trapuntina nel letto fino a tardi. 
E quasi senza pensarci ho infornato una semplicissima torta di mele che ha donato profumo al pranzo domenicale, consolante mentre l'aria frizzantina entra dal balcone semichiuso.
Anche se tra qualche giorno la mia camera da letto sarà mobilitata per lavori necessari ad un impianto elettrico obsoleto ed all'umidita' formatasi in un angolo, cerco di mantenere la calma, di mettermi per un' oretta all'opera vicino alla vecchia macchina da cucire di mia nonna con uno scampolo di stoffa e ricavarne un rivestimento nuovo come copriletto, per i cuscini e la tavola.


Le bambine sono sempre con il pensiero a Londra..vorrebbero tornarci per la terza volta, ed intanto si son create un puzzle che la rappresenti, un cuscino con la bandiera bretone, il puzzle 3d del Big Ban. Potevo non essere a tema con loro?

Consapevole che le attività e la vita lavorariva abbiano ripreso il loro pieno ritmo ho voluto non strafare ripromettendomi un tam tam di progetti quanto più possibile attuabili...vorrei imparare a portare a termine di più il poco che posso piuttosto che immaginare l'impossibile....ed intanto dico a me stessa...keep calm and love autumn!!!

La ricetta l'ho presa nel web da qui:
Ingredienti:
300 gr. di farina
250 gr. di zucchero
70 gr. di burro
3 uova
un bicchiere di latte
un limone, scorza grattugiata e succo per bagnare le mele
3 mele 
1 bustina di lievito per dolci
zucchero di canna (mia aggiunta)

Procedimento:
Riscaldare il forno a 180°C.
Tagliare le mele a spicchi e bagnarle con il succo del limone.
Separare i tuorli dagli albumi.
Sbattere i tuorli con lo zucchero finché si sciolga lo zucchero. Aggiungere il burro a temperatura ambiente ed amalgamare il tutto.
Mescolare la farina al lievito ed aggiungere pian piano all'impasto alternando con il latte. Aggiungere la buccia grattugiata del limone. 
Sbattere a neve gli albumi ed amalgamare delicatamente all'impasto.
Versare il tutto in una tortira foderata con carta forno. Adagiare a raggiera gli spicchi di mele e ricoprire la superficie con lo zucchero di canna perché la superficie venga caramellata.
Infornare a 180°C statico per 40 minuti.
Sfornare ed attendere che si raffreddi.


La mela è il frutto che ci accompagnerà in tutti i mesi a venire nelle sue molteplici qualità...ricordo di aver sempre impastato torte di mele da quando, ancora ragazzina, ho mosso i miei primi passi nel mondo dei dolci...ma credo di essermi ripetuta poche volte nelle ricette...anche qui sul blog e' stata prima la volta di uno strudel, poi la torta di Maurizio Santin con l'aggiunta di marmellata, ancora dei dolcini simil-cuordimela...stavolta nella sua semplicità spicchi di mela irrorati di limone affondati in un dolce da merenda che presenta tutta la sua sofficità all'interno ma una buona crosticina sulla superficie dovuta allo zucchero di canna caramellato nel forno.
Morbida e profumata dona un dolce risveglio il lunedi...ovviamente se n'è avanzata una fetta!

domenica 25 settembre 2016

Potage o crostini di fave e pancetta......ed un inviato a Torino molto speciale!!!


Per lavoro sono stata alcuni giorni in Puglia, nella zona di Ostuni, e nelle pause pranzo ho dato un colpo secco al mio colesterolo, dal valore gia' ai limiti, rimpilzandomi di latticini: treccine calde appena fatte tanto callose da richiedere lunghi tempi di masticazione, burratine e stracciata a non finire!!
Per fortuna che il tutto sia stato bilanciato da un legume, la fava, che a me fa impazzire! Decorticata e cotta, poi ridotta in pure', davvero insuperabile...
Non potevo, ritornando a casa, non fare un salto al mercatino rionale per cercare le fave secche decorticate!!!

E mentre questa settimana piena zeppa di lavoro giunge al termine ho il mio compagno che impreca da Torino perche' avrebbe voluto che fossi li con lui per visitare una citta' che merita...
ma soprattutto per l'appuntamento annuale della fiera "Terra Madre salone del gusto 2016" con i presidi Slow food che in questi giorni vede "il parco del Valentino" occupato da stands ricchi di cibo.
E' forte la presenza delle eccellenze Campane che conosco bene perche' costituiscono il mio cibo quotidiano!
Il piatto che mangi a cena con la famiglia, gli amici, per il pranzo della domenica, per le feste di Natale o Pasqua, che sanno di tradizioni di casa, che ricordano i metodi di conservazione dei cibi in dispensa dei propri nonni.

In un tempo in cui si fa demagogia su quanto possa fare male il cibo, la carne, il latte ed i suoi derivati, in cui si inneggia a filosofie di mangiare diverso ed a volte sbilanciato verso un alimento piuttosto che un altro, c'e' lo slow food, un cibo lontano dalla produzione di massa industriale perche' puo' soddisfare fabbisogni piu' limitati, ma che lascia il segno appagando il palato di chi lo prova.
Ed allora in questa circostanza ho chiesto al mio compagno, con tono supplichevole, di essere i miei occhi, il mio inviato speciale, cercando di fotografare cio' che secondo lui mi sarebbe piaciuto di piu' stando li'....
Ecco a voi un giro virtuale...
I pomodorini del piennolo, un'eccellenza dei Paese Vesuviani, un pomodorino piccolo e dolce che viene conservato per i mesi invernali in queste forme a campana da appendere e dal quale e' possibile pian piano staccarne pochi per dare sapore a sughi, bruschette, pizze, piatti di pesce...
I dolci napoletani...una muraglia di baba' da bagnare con acqua e rum, le sfogliatelle, la pastiera.....difficile scegliere quale preferire.
Il succo di melograno, un frutto che viene spesso sottovalutato ma che ultimamente sta ritornando in auge.
I formaggi, dai freschi come la mozzarella di bufala o "la zizzona di Battipaglia" alla ricotta di bufala per preparazioni piu' delicate rispetto a quella di mucca o pecora che viene utilizzata piu' per cucinare, alle caciotte e caciocavalli piu' stagionati. Ecco ad esempio il "pecorino di Bagnoli".
I legumi come i fagioli di Controne, i ceci detti "Maracuocci di Lentiscosa" che ridotti in farina danno vita alla buonissima "maracucciata", poi zuppe di farro e cereali.
La preparaziome della milza, questa parte di interiora che noi Salernitani amiamo cucinare il giorno del Santo Patrono, San Matteo, farcito con un' imbottitura speciale di prezzemolo, aglio e peperoncino, cotta nell'olio e poi nell'aceto....io ne sono golosissima.
Ed ancora i fichi del cilento che vengono seccati per le feste natalizie, le nocciole di Giffoni Vallepiana, i limoni della Costa d'Amalfi con la quale viene prodotto il limoncello, la colatura di alici o le acciughe salate di Cetara per rendere una spaghettata semplice gustosissima, il broccolo aprilatico di Partenopoli, il carciofo bianco di Petina, la numerosa varieta'di oli e vini delle diverse province.

Ed ora torniamo alle mie fave. Ho pensato all'abbinamento con la pancetta per un potage caldo che da consolazione nelle prime fresche sere autunnali oppure, una volta raffreddato diventa un vero purè da spalmare su crostini fatti di pane casareccio, un goloso finger food apripasto per una cena con amici, da provare magari accompagnato da un calice di bollicine!

Ingredienti:
250 gr. di fave secche decorticate
cubetti di pancetta 
sale q.b.
olio Evo

Procedimento:
Mettere in ammollo per una notte le fave secche, l'indomani cuocerle ricoperte di acqua a filo nella pentola a pressione per una ventina di minuti.
Una volta cotte ridurle con il minipinner. Salare quanto basta.
Rosolare con poco olio la pancetta a cubetti in una padella.
Versare il potage caldo in una ciotola adagiandovi sopra la pancetta croccante e condire con un leggerissimo filo di olio Evo.

Servire!!
Se volete preparare i crostini basta aspettare che il potage si raffreddi e poi spalmarcelo sopra. Ugualmente si può insaporire il tutto con la pancetta croccante e l'olio Evo.



Alcune idee prese dal mio soggiorno pugliese: un pure' di fave con la cicoria, delle bruschettine ricoperte di pure' con sopra un gambero arrotolato nella pancetta oppure un primo piatto di cicatielli alle vongole adagiato in un piatto su purea di fave.
Dopo questa carrellata di prelibatezze è imbarazzante scegliere, vero? Baci!!!

mercoledì 31 agosto 2016

Ciambellone al limoncello....la Costiera e tempi diversi dalla routine!!!


Gli anni passati partivo per le vacanze con una borsa piena di tutti i progetti che non ero riuscita a concludere durante l'anno: piu' di un libro da  leggere lasciato a meta', gomitoli ed uncinetti dal filo pendente speranzosi di essere ultimati, gelatiera, minirobottino, bilancia e misurini per realizzare i piatti in pending annotati qua e la', il kit da cucito con scampoli di stoffa colorati....poi tornavo frustrata per aver fatto poco o nulla di quanto ripropostomi.

Quest'anno il mio atteggiamento realistico verso cio' che sarei stata capace di realizzare nel mio lungo periodo di vacanze mi ha dato ragione: solo un libro da ultimare, il quaderno di inglese del corso che sto seguendo da fine maggio, il mio portacolore con matite e penne colorate ed un block notes per annotare tutte quelle idee e progetti per l'anno a venire....stop!!!
Giornate lunghe e senza lavoro non sono giornate vuote ma diverse dalla routine, con ore dedicate a visitare posti nuovi, a stare con le bambine per una partita a carte, una passeggiata, un tuffo al mare o semplicemente per ascoltarle di piu'...e quante cose hanno da dire...e quanto serve per conoscerle meglio ed amarle di piu'!!!
Basta percorrere i sentieri dietro casa per portarle ad ispezionare la Costiera da angolazioni diverse...la chiesetta di S. Anna risalente al 1600 che fu usata come lazzaretto per la famosa peste descritta dal Manzoni. All'interno e' conservata un'antica tela del '500 e fuori vi sono due campane del '600 che ancora oggi il 26 luglio richiamando i fedeli per la messa.
Di fronte alla chiesa vi e' una "torre fortilizia" dell'era provenzale che affaccia su Amalfi. Fu usata prima come fortino e torre d'avvistamento, poi nell'era Angioina del X sec., divenne la chiesa di S. Sebastiano ed ancora oggi ne riporta una croce visibile anche da Pontone, da Scala, da Ravello e dalla valle dei mulini.

Qualche giornata troppo caotica per scendere al mare a causa della frotta di stranieri che invadono Amalfi propendono per starsene qui a casa e poi la sera salire in paese, a Pogerola,

magari sulla terrazza del bar per una fresca granita al limone!!

O qui sulla terrazza di casa... magari a preparare un dolce semplice al gusto di limone usando cucchiai e bicchieri come misurini in stile British, dato che dietro non mi son portata tutti gli attrezzi!!!



Ingredienti:
14 cucchiai colmi di farina 00
14 cucchiai rasi di zucchero
4 uova intere
1 bicchiere di olio di semi
1 bicchiere di latte
1 bustina di lievito per dolci
una tazziana da caffe' colma di limoncello
buccia grattugiata di un limone non trattato

Procedimento:
Riscaldare il forno a 180*.
Sbattere le 4 uova intere con lo zucchero finche' il composto non sia uno zabaione nel quale lo zucchero risulti sciolto e non piu' granulare.
Aggiungere poco alla volta la farina alternandola con l'olio ed il latte. 
Aggiungere la bustina di lievito per dolci setacciata.
Aggiungere il limoncello e la buccia grattugiata del limone.
Riporre il composto in una teglia da ciambellone rivestita di carta forno ed infornare a 180* statico per 45-50 minuti con prova stecchino.
Sfornare e far raffreddare prima di servire.

Qui l'essenza di limone ha prevalso ma si puo' scegliere anche la vaniglia o un altro liquore a piacere. Magari arricchirlo con gocce di cioccolato o uvetta ma aggiunte solo prima di infornare e dopo averle infarinate.
Inutile dire che anche in una casa vacanza non e' possibile fare a meno del profumo che si sprigiona da una torta in cottura. 
Avere un dolce per casa mette sempre leggerezza, invoglia ad una colazione genuina, ad una merenda che separi le fasi di una giornata abbastanza lineare. E' sempre li sulla tavola della cucina perche' chiunque passi ne puo' tagliare una fetta...finche' non finisce!!!
E magari se ne puo' infornare subito un'altro!!!



domenica 21 agosto 2016

Caserecce con zucchine e gamberetti.....ed un viaggio in Sicilia!!



Qualche indizio.....un cous cous di farina di grano duro con pesce e verdure, il panino cusato ripieno di pomodorini, pecorino e acciughe, la cremosa granita dai gusti variegati di mandorla o pistacchio ricoperta di panna in cui inzuppare una morbida brioche con tuppo, i gamberoni rossi, le paste di mandorla, la ricotta che e' quasi pannosa e regala a cannoli, cassatine e calzoncelli un sapore unico. Poi gli arancini giganti rossi o bianchi, con sugo di macinato o pistacchi....
.....anche questa e' la SICILIA!!!!

E' da un po' che desideravo rivederla!!!!
Scrivo questo post nel pieno delle mie vacanze estive anche se lo pubblichero' appena in possesso del pc di casa...
Ho pensato avesse un certo fascino scrivere stando seduta da qui, sulla verandina del nostro bungalow, guardando il mare in lontananza, le bambine che rincorrono un pallone insieme ai cuginetti e due bimbe belghe che parlano francese sorridendo di continuo!!

I miei ricordi si fermavano a Messina, Taormina ed Agrigento vista con gli occhi di una spensierata quindicenne in gita scolastica, poi qualche anno fa fugaci incursioni a Palermo o a Catania per motivi lavorativi...

Stavolta ci son tornata in vacanza....quanto si puo' girare....tantissimo!!!!
Se decidi di guardare questa costa sicula dal mare, un traghetto prende il largo dal porto di San Vito lo Capo per una minicrociera verso la riserva dello Zingaro. Tra calette bianche, rosse, un mare blu cobalto nel quale fare un bagno rinfrescante i marinai offrono una pausa pranzo...."pennette alla trapanese"....pomodorini freschi, mandorle e pangrattato. Lungo un panorama selvaggio ogni tanto compare un piccolo borgo marino.

In salita, verso Erice, uno dei borghi piu' antichi della Sicilia. Passeggiando tra i vicoli e le stradine ciottolose senti diffondersi un odore forte di mandorle. Proviene dai laboratori che per il caldo lavorano con le porte socchiuse lasciando intravedere giovani pasticcieri in fermento che impastano  e sfornano, mentre chiacchierano e ridono, dolcissimi e raffinatissimi pasticcini. Impossibile non riempirne un sacchetto da portarsi dietro mentre si visita il luogo. Ed eccoti dinanzi castelli arroccati su uno strapiombo mozzafiato.

Mentre scendi dal monte cala l'ennesimo di questi bellissimi tramonti siciliani.

E la storia ellenica che giunse fin qui?...se Taormina e' bellissima non c'e' meno fascino a Segesta. Tra il tempio e l'anfiteatro e' veramente imbarazzante scegliere!!!



Tra mare e monti una ricetta come questa ci sta proprio bene...




Ingredienti:
tre zucchine
un quarto di gamberetti
olioEvo
uno spicchio di aglio
sale q.b.
pepe nero
prezzemolo
350gr. di caserecce


Procedimemto:
Lavare e tagliare le zucchine a tocchetti. Sciacquare i gamberetti. Separare le teste dal corpo.
In una pentola soffriggere l'aglio che poi rimuovi e cala le zucchine, i gamberetti con il guscio e le teste. Aggiungere il prezzemolo, un po' d'acqua, salare e far cuocere a fuoco lento finche' i rebbi della forchetta non entrino nella zucchina. Schiacciare le teste dei gamberetti durante la cottura perche' ne esca tutto il sapore dopodichè toglierli.
Cucinare le caserecce in acqua salata e quando sono al dente passarle nella pentola delle zucchine e gamberetti. Amalgamare il tutto e servire in tavola con aggiunta di pepe nero se piace.

Questa pasta è di una semplicità disarmante eppure la dolcezza delle zucchine unita al sapore di mare, come tanti piatti in cui ormai si uniscono pesce e verdure, è un sodalizio perfetto.
E' un piatto ormai scontato ma i procedimenti consueti riportano di sgusciare i gamberetti per farne il fumetto che consente di insaporire zucchine e gamberetti. Io invece ho provato a mettere tutto insieme, gamberi con i gusci, teste e zucchine. Poichè dalle teste dei gamberetti freschi ne vien fuori il vero sapore di mare, credo che da oggi in poi questo sarà il procedimento che utilizzerò nella preparazione.
E cucinare, viaggiare... per noi un mondo di ricordi in piu'!!!!