giovedì 8 novembre 2018

Ciambellone con zucca e mandorle...che nostalgia di fare dolci!!

Il lungo ponte di inizio Novembre ci ha riportati a staccare un attimo la spina.
Mi sono resa conto che con il riprendere di tutte le attività sono già arrivata al massimo livello di ritmi frenetici e direi poco umani.
L'autunno incalza con i suoi colori caldi e sembra che porti un messaggio di Madre Natura al cuore di ciascuno di noi...recuperare la calma!!
Anche le zucche arancioni, simbolo ormai incondizionato della festa di Halloween, sono state vendute a prezzi talmente scontati che diventava impossibile non accaparrarsene un pezzo.
Una parte è finita nel risotto, un'altra arrostita per contorno, ma un piccolo pezzo l'ho riposto da parte con il desiderio di farci un dolce.
Quanto tempo che non ne preparavo uno! Non che i dolci a casa manchino, anzi mia cognata sforna prelibatezze di continuo con tutto l'ardire della sua giovane età, mi ricorda quando ero nella fase della sperimentazione.
Ma nel riprendere le ciotole, pesare gli ingredienti, sbattere le uova con lo zucchero finchè il colore non sia cambiato...tutto mi ha riportato a ritmi lenti, cadenzati, conosciuti...una gestualità ritrovata che mi appartiene, che mi ha risollevato in momenti in cui ero giù di tono.


E vogliamo parlare del potere che ha vedere il tuo dolce venire su in cottura? Ed il profumo che ne viene dal forno? Sono gioie alle quali non si può rinunciare...devo ritrovare decisamente il tempo per riprendere le sane abitudini. Questa ciambella è ideale per prime colazioni e time-tea pomeridiani.




Ingredienti:


270 gr. zucca pesata pulita
240 gr. farina 00
3 uova
200 gr. di zucchero
30 mandorle con la buccia
80 gr.di gocce di cioccolata
1 bustina lievito per dolci Pan degli angeli
1 arancia spremuta
buccia di un'arancia grattugiata
zucchero a velo per guarnire




Procedimento:
Pulire la zucca, ridurla a quadrotti e passarla al mix con l'olio e le mandorle.
Montare le uova con lo zucchero finché quest'ultimo non si sia sciolto ed il composto diventi banco. Aggiungere la farina a cucchiaiate alternandola con il mix di zucca e mandorle. Aggiungere il succo e la buccia di arancia. Mescolare la bustina di lievito setacciata. Alla fine mescolare lentamente le gocce di cioccolata leggermente infarinate perché in cottura non scendino tutte sul fondo.
Versare il composto in una teglia a ciambella di 22 cm. circa ed infornare in forno preriscaldato a 175° statico per circa 50 minuti (prova stecchino). Una volta raffreddata sformare e cospargere con zucchero a velo. Il consiglio è mangiarla lentamente perché il giorno dopo è ancora più buona!!!


Intanto il nostro rifugio, piccolo e modesto come tutto ciò di cui mi sono sempre circondata perché rispecchiano in pieno il mio modo di essere, sta prendendo forma e soprattutto calore. Calore di una famiglia che ci si ritrova dopo settimane di corse per impegni e stanchezza accumulata, calore di piccoli progetti condivisi messi su perché ci fanno stare bene.
Non so chi di voi abbia passato l'infanzia davanti a camini di campagna. Noi non ne abbiamo mai avuti in una casa in città ma i parenti di entrambe le famiglie vivevano in posti più tranquilli ed il camino era un umile compagno nelle fredde domeniche pomeriggio invernali o nelle magiche feste di Natale.
Tutti ci ritrovavamo accanto al fuoco scoppiettante...senza tanta luce...nella penombra...
Poi cresciuta tutto è andato perso...ma i miracoli di Babbo Natale esistono...non so se ricordate della pallina speciale che riposi con l'albero l'anno scorso...sembrava un progetto di difficile realizzazione….ma alla fine siamo stati caparbi ed anche fortunati...il progetto si è realizzato ed ora ne stiamo godendo i frutti.

Lo spazio delle idee:
Ad oggi manca un mese all'Immacolata per cui già la ricerca di oggettini e lavoretti per addobbare gli ambienti in cui viviamo è partita.


Questa la foto di angioletti che ho trovato in un mercatino e che mi hanno letteralmente conquistata.

L'immagine scelta:
L'immagine è di una piccola candela brucia spezie sulla quale ho messo quelle del vin brulè! Avrete una luce soffusa in casa ma anche un odore di ginepro, cannella, anice stellato che si diffonderà in ogni angolo della vostra casa rendendola speciale.











domenica 21 ottobre 2018

Una dispensa da riempire come fanno gli scoiattoli....




E si, avete presente quei piccoli scoiattoli che dopo aver raccolto ghiande o nocciole corrono allegre lungo un ponte di legno per portarle nella propria tana? Poi al primo freddo si chiuderanno la porticina alle spalle ed, al calduccio, affronteranno in letargo il lungo inverno coccolandosi con quanto hanno messo in dispensa.
Anche noi ci prepariamo a conservare e rinchiudere i sapori estivi in barattoli, contenitori o bottiglie per usarli durante il lungo periodo che ci distaccherà dal prossimo evento generoso con madre natura.
Ed ecco che le ultime foglie della pianta di basilico tenuta gelosamente sul balcone fino all’ultimo raggio di sole finiscono in contenitori che congelo perche’ il sabato sera, quando si sprigionera’ dal forno l’odore della pizza, non ne manchera’ il colore verde ed il profumo.
Tutto quel finocchietto selvatico che ha invaso per l’intero agosto le mura rocciose delle terrazze della Costiera Amalfitana sono finite invece per un mese in un barattolo sotto alcool ed ora siamo pronti a filtrarne il liquido diventato profumatissimo. Diluendolo con lo sciroppo fatto di acqua e zucchero si ottiene un digestino per la fine del pranzo domenicale.




Ingredienti:
500 ml di alcool
rametti di finocchietto essiccato
500 ml di acqua
450 gr. di zucchero
Procedimento:
Chiudere alcool e finocchietto in un barattolo per un mese dopodiché preparare uno sciroppo con acqua e zucchero e lasciato raffreddare puo' essere mescolato all'alcool, filtrato ed imbottigliato. Servire fresco.


Ed i pomodori??? 

Erano tanti anni che non ne facevo piu’ di passate in bottiglie.
Le ultime risalgono ai lontani tempi in compagnia dei nonni. Le varianti erano sempre le due famiglie.

La nonna paterna aveva la versione della passata imbottigliata a crudo...un vero rito...il giorno prima passato a lavare decine di cassette di pomodori e di bottiglie invasate di basilico...poi sveglia alle tre di notte, tappa dal panettiere che sfornava pane caldo, e via a lavorare per una giornata intera a passare con la macchina elettrica, imbottigliare e cuocere centinaia di bottiglie.
Verso ferragosto si procedeva al contenuto piu’ esiguo delle passate dei nonni materni in Costiera Amalfitana. Poche cassette di pomodori fatti prima bollire in un pentolone sulla cucina economica e poi passate a mano....meno batattoli....una giornata piu’ rilassante ed a ritmi piu’ vacanzieri.

Quest’anno abbiamo provato anche noi a fare una prova...due sole cassette comprate un sabato pomeriggio per strada senza premeditazione andando in Cilento. Servivano un passaverdure ed una ventina di barattoli trovati fortuitamente in un negozio, un pentolone “caldaia” recuperato in casa per sterilizzare, passare e ricuocere il tutto.
 
Un sabato passato come i vecchi tempi, a creare conserve bollendone il contenuto fino alle 3 di notte....ma ora abbiamo queste preziose conserve con il loro buon sapore e tanta soddisfazione. Mangiare di domenica la pasta al sugo facendo click con barattoli “home made” ha un gusto speciale.


Parlandone con amici esistono davvero molteplici varianti di ricette per invasare...il risultato e’ che ciascuno ha una dispensa piena di marmellate, sughi, verdure, liquori e tanti accostamenti strani...il risultato e’ che tutto cio’ arricchisce le tavole nei lunghi mesi invernali con sapori genuini e tutto cio’ non ha prezzo.


Lo spazio delle idee:
L'idea di grucce shabby per appendere i vestiti nell'armadio in modo simpatico. Negli anni ho cominciato ad apprezzare l'ordine ma è difficile nella fretta tenere le cose in un armadio in maniera perfetta. Il senso del bello aiuta..vedere cose colorate mette di buon umore! Ho preso queste immagini da Pinterest con l'idea di divertirsi pian piano nel rivestire le grucce a piacimento magari con tutti gli scampoli della lana che rimangono da altri lavori...sono sicuro che l'insieme darà più armonia al caos..



L'immagine scelta:
Non potevano mancare gli scoiattoli...per l'idea della stagione che cambia e della sua bellezza!!!









domenica 23 settembre 2018

Si riparte....comincio a togliere qualche ragnatela...

Entro in punta di piedi o meglio immaginando di remare lungo il fiume in canoa....toc toc??
Da quanto tempo manco, c’e’ polvere e vedo ragnatele dappertutto....sembra la casa delle bambole del libro pop-up che leggevo alle mie bambine quando erano molto piccole nella casa in Costiera...quante estati passate sul letto della cameretta piu’ fresca per immergerci in una lettura fantasiosa che andava oltre lo scritto dato che loro sapevano soltanto guardare le immagini.
La casa della bambola Annabella, tutta da rifare perche’ messa maluccio, ristrutturata con colori diversi per ogni ambiente, diventava finalmente speciale!!
Una cucina piena di tazze colorate e ciotole per dolcetti, una vasca da bagno con teneri paperotti galleggianti e bottiglie di soffice bagnoschiuma, un morbidissimo divano pieno di cuscini colorati da dove guardare la tv, una camera da letto sovrastato da un piumone caldo per le notti d’inverno.
Ritorno qui, nelcestinodienela, volendo un po’ cambiare le cose poiché anche la vita ha portato cambiamenti...inoltre da tempo non sfornello piu’ spesso come una volta e collegare ogni post ad una ricetta innovativa diventerebbe difficile. 
Pero’ e’ un vero peccato non raccontarsi, far passare i pensieri, le immagini, i luoghi, le idee senza lasciarne segno...si perche’ questo mio blog e’ una continuazione virtuale di un diario di bordo e la traversata e’ ancora in corsa...fermarne qui i momenti e’ un po’ come renderli senza tempo...duraturi all’infinito.

Riparto con una nuova terra per me tutta da scoprire...il Cilento! Mi piace pensare che sia stato il destino ad avermici portato per conoscerne la storia, il mare,i monti.





Qui ci sono filari di viti ed olivi secolari....fichi messi ad essiccare che la salsedine del mare ne arricchisce il sapore, pannocchie scure che poi macinate ne danno una farina scura che dona al pane sfornato un sapore più deciso…

Insomma un posto dove rimettere le tende e morbidi cuscini, nuove tazze sulle mensole e ciotole colorate.... dove ho lasciato i costumi di questa estate piratesca alla scoperta di nuove spiagge...dove c'è un piccolo camino che vuol riprendere vita con il rinfrescare dell'autunno, dover portare un caldo piumone per addolcire l’inverno.
L'augurio è che sia una ripartenza di emozioni nuove....


Inauguro qui due nuovi spazi….mi è partita da un po' la Pinterest mania e trovo ogni giorno immagini ed idee bellissime. Ne riporterò alcune qui...

Lo spazio delle idee:
bastano dei barattoli da riciclare ed un po' di filo ed uncinetto per creare piccole lanterne che aiuteranno a fare atmosfera con il sopraggiungere della sera.


L’immagine scelta:
Arriva l'autunno e questo pontile mi ricorda un po' anche i laghi finlandesi dove ormeggiavano le barchette con le quali andare in escursione ed a pescare.


sabato 26 maggio 2018

La frittata di maccheroni......un giro a Barcellona...hola’!!!!

Rieccomi...di corsa e con la testa piena di pensieri, cosi’ tanto mescolati tra loro, buoni e meno buoni, che non riesco a gestirli in maniera ordinata. Pensieri che fanno a botte per emergere e primeggiare ed a seconda di chi prenda il sopravvento mi cambiano volto ed atteggiamento.
In questi due mesi di cose ne ho fatte tante e considerando che il lavoro e’ nel periodo piu’ impegnativo anche ritagliarmi un attimo di tempo per tirare il fiato sembra un lusso.
Pero’ tra affanni e tentativi di disdire siamo riusciti a regalarci tre giorni fugacissimi per un viaggio a Barcellona, viaggiando di notte al fine di sfruttare i pochi giorni a disposizione ed ottimizzando gli itinerari per vedere il piu’ possibile.
L’arrivo in metro spuntando ai piedi della Sagrada Familia ci ha presentato da subito l’ estro geniale di Gaudi che ci ha rincorso per tutti i giorni incantandoci e conquistandoci sempre di piu’. Il parco Guell, le case da lui disegnate, i palazzi con particolari che solo un visionario come lui avrebbe potuto realizzare.



E poi le strade rumorose di una citta’ sempre allegra, persi davanti ad una sangria rosso rubino, incantati al cospetto di una delle piu’ buone paelle che abbia mai mangiato al ristorante "Salamanca"   , lungo il mare della Barceloneta, che merita di essere menzionato perche’ rispetto a quelle di posti piu’ turistici non ha paragoni.




E’ grande Barcellona, piena di quartieri, di locali, di negozi.....perdersi nei vicoletti del quartiere gotico per poi spuntare di piazza in piazza, passeggiare lungo la Rambla tra il vocio dei passanti ed artisti di strada, arrivare all’ “Arco di Trionfo” passando anche per i quartieri popolari dove il vivere piu’ modesto non toglie il sorriso e la voglia dei ragazzi di rincorrere un pallone.







Verso sera saliamo sulla collina...li una fontana magica ci vede in migliaia ai suoi piedi, tutti incantati come bambini mentre lei prende vita a suon di musica, tra zampilli piccoli ed immensi coordinati e riempendosi di mille e piu’ colori.



 

Anche il quartiere della zona Universitaria e’ particolare...la vena rivoluzionaria della Catalogna nei volti di chi si infiamma per un’ ideologia di indipendenza...un fuoco negli occhi di giovani seduti a terra, in gruppi, davanti ad una birra, in quella fase della giovinezza nella quale fortunatamente si crede di poter cambiare le cose!
E tra uno scatto ed un sorriso si torna a casa piu’ ricchi, con occhi piu’ pieni!!

Qui e’ tempo di domeniche con pranzi meno impegnativi....anche se non c’e’ il tempo per un pic-nic, si fa avanti la voglia di una “pizza di maccheroni”, una mega frittata di pasta che da noi e’ sinonimo di gite fuori porta.

Ingredienti:
400 gr di pennette
6 uova
400  gr. di pelati
uno spicchio di aglio
olio q.b.
sale
formaggio grana grattugiato

Procedimento:
In un tegame preparare il sugo di pomodoro soggriggendo un filo d’olio con un pezzetto d’aglio e versando poi una barattolo di pelati da 400 gr. frullato. Aggiustare di sale e far cuocere per una ventina di minuti a fuoco lento.
Nel frattempo cuocere le pennette secondo i tempi di cottura indicati, scolare e mettere in una scodella.
Quando il sugo e’ pronto versarne qualche cucchiaio sulle pennette per colorarle. Lasciarle raffreddare completamente e farle riposare quanto piu’ possibile perche’ si leghino.
Rompere le sei uova in una ciotola, salarle, aggiungere abbondante formaggio grana grattuggiato e sbatterle.
Riscaldare una grossa pentola ricoprendone con un filo di olio il fondo, versare la pasta e livellarla, versarci sopra le uova sbattute.
Cuocere a fuoco medio finche’ sotto non sia cotta. Con l’aiuto di un piatto girare la frittata di pasta come una frittata, poi riungere il fondo della padella e fare scivolare la frittata di pasta per cuocerne l’altro lato. 
Quando si sara’ fatta la crosticina anche sotto spegnere.
Aspettare che sia completamente raffreddata per poi tagliarla a spicchi come una torta.

La “frittata di maccheroni” (foto iniziale) e’ buonissima. E’ uno di quegli espedienti delle famiglie Campane di riciclare la pasta abbondante che viene cotta e poi resta a fine pranzo nella pentola. Con l’aggiunta di uova diventa la classica pasta da portare in viaggio. C’e’ chi l’arricchisce con formaggio e pezzi di salame...tanto per svuotare il frigorifero, e piu’ si aggiunge piu’ diventa saporita.


Vi lascio con il desiderio di tornare qui presto!!!

sabato 31 marzo 2018

Casatiello pasquale dolce con tanti confetti.....è Pasqua!

Quando ero piccola ed arrivavo dai nonni in Costiera Amalfitana sapevo che non avrei avuto in regalo un uovo di cioccolato...loro compravano per ciascuno di noi nipoti un casatiello dolce ricoperto di confetti, caramelle ed al centro una simpatica pecorella di zucchero. La pecorella mamma la conservava un anno intero nella vetrinetta della cristalliera ed ogni qualvolta la si apriva per portar fuori una tazzina o un bicchiere per gli ospiti ne veniva fuori un profumo zuccheroso da negozio di coloniali.
Ancora oggi, nelle vetrine del bar Savoia al centro di Amalfi, queste tortine colorate sono esposte in vetrina.
Quest’anno decido di prepararlo per la prima volta e mentre lo decoro ho figlie e nipoti che girano per casa, giocano e riempiono queste ore vuote di festa proprio come anni fa facevo io con i miei cuginetti.
Spero con il cuore che il loro animo sia sereno come allora lo era il mio. Ho avuto un'infanzia cosi' piena di bei momenti che ancora ne vivo di rendita...cerco di donare ore liete a loro perche’ ne custodiscano lo stesso bagaglio, perche' abbiano la possibilita’ un giorno di poter rivolgere sempre uno sguardo alla propria infanzia e trarne serenita'.
Intanto l'aria si riscalda e ripulisco il balconcino tralasciato durante le fredde giornate invernali. Tiro il respiro fino in fondo e mentre getto erbacce sperando in nuovi fiori penso a quanto negli anni abbia imparato ad apprezzare la Pasqua piu' del Natale. E' una festa che dona forza e speranza sulle brutture della vita. Mette a nudo le nostre debolezze e tutti i nostri molteplici timori, ci da orientamento come una stella polare quando abbiamo perso la bussola.
Ed adesso non vi mette di buon umore guardare questi ovetti cosi' colorati?
Ingredienti:
4 uova
250 gr. di zucchero
250 gr. di farina
125 gr di zucchero a velo
2 cucchiai di acqua
confetti e confettini
Procedimento:
Preriscaldare il forno. Sbattere a zabaione le uova con lo zucchero. Aggiunge ed amalgamare la farina setacciata. Imburrare o rivestire una tortiera con carta forno e versare dentro l’impasto. Infornare a 180° per 30 minuti.
Sfornare e lasciare raffreddare. Mescolare lo zucchero a velo con i due cucchiai di acqua. Passare sul fuoco per riscaldare senza portare a ebollizione. Versare sulla torta ancora calda e mettere subito confetti e confettini prima che si raffreddi la glassa in modo che si possano attaccare sopra.

Non ho trovato nei negozi qui intorno la pecorella di zucchero. Pero' vi assicuro che porta allegria questo casatiello colorato accanto alle pastiere....
Vi auguro una serena Pasqua di speranza e rinascita!!

sabato 3 marzo 2018

Tronchetto con panna e nutella....vi porto a palazzo reale da sua maesta’ Ferdinando!

Mia nonna quando arrivava il mese di febbraio diceva...."corto e amaro”!
Ed infatti il tempo e’ stato ballerino e variabile chiudendosi con uno stato influenzale che mi ha tolto le forze.....prima una perturbazione africana ha reso insopportabili giacche e maglioni, poi grandinate improvvise hanno rischiato di forarmi il tetto dell’auto ed ogni mattina ho guidato tra una nebbia fitta ed una sfiocchettata di neve che magari e’ durata una sola giornata e si e’ sciolta al primo sole!
Mentre rincorro qualche ultimo saldo per comprare l'ennesima borsa che ho la capacita' di strausare e distruggere nell'arco temporale infinitesimamente piccolo, le commesse gia' stanno impacchettando e togliendo ogni cosa per far posto a merce dai colori chiari e pastello....e si, veramente poche settimane e nell'aria ci sarà la sensazione di una primavera ormai vicina.
Le feste si sono frettolosamente rincorse e sovrapposte....un Carnevale a ridosso di San Valentino, bocche piene di chiacchiere fritte e cioccolatini...
Mettendo da parte quella pigrizia che mi fa desiderare il calduccio di casa almeno nel week-end, accetto l’invito di un’amica che ha capacita’ organizzative nel trovare idee e saper mettere insieme persone che stanno bene insieme pur non vedendosi per lungo tempo....destinazione Palazzo Reale a corte di sua maesta’ re Ferdinando di Borbone.
Facciamo un salto indietro nel tempo e ci trasformiamo in duchi e contesse per questo ivito reale!
Entriamo a palazzo accolti, ai piedi della maestosa, bianca e marmorea scalinata reale, da “re nasone”, il re che Napoli e gli stessi scugnizzi napoletani tanto amarono. Ci racconta del suo amore per il baba’ che ci mostra orgoglioso tra le mani, appena offertogli da uno dei maestri pasticcieri che conoscono i suoi gusti.
Ci racconta del suo amore per la caccia e di quanto odi presenziare a quei noiosi balli di corte che la moglie organizza. Saliamo le scale e giriamo incantati di stanza in stanza ammirando lampadari, quadri, arazzi, tappeti che cambiano colore a seconda del tema rappresentato. Guardiamo attraverso le grandi vetrate che affacciano su una meravigliosa piazza Plebiscito.
Incontriamo sua maesta’ Maria Carolina che grida:”Ferdinando...dove si e’ cacciato, lo avete visto?....abbiamo tutti questi invitati per il ballo e lui scappa e non si fa trovare”. 
Noi ed i bambini divertiti stiamo al gioco nascondendo il re che ci mostra porte e passaggi segreti per scappare, mentre la regina ci fa fare le prove per il ballo.
Entriamo nel bellissimo teatro reale accomodandoci nelle morbide poltrone rivestite di velluto rosso, circondati da statue meravigliose che sembrano di marmo bianco ma in realta’ sono, incredibilmente a vedersi, di carta pesta; ci spiegano sia capace di assorbire meno i suoni donando alla sala un’acustica straordinaria.
La cappella reale conserva un presepe napoletano con pastori vestiti di panni cuciti con grande maestria.....poi arriviamo nella grande sala del ballo.
Qui re Ferdinando e la regina hanno un ultimo divertente battibecco prima che tutti possiamo ballare con loro.
Il periodo Borbonico risale ad un momento di grande benessere per il Regno di Napoli e per il sud. Re Ferdinando governo’ per circa 65 anni amando questa terra ed i Napoletani. Aveva un carattere burlone, ebbe ben 17 figli e sebbene avesse fatto un matrimonio combinato e non scelto sappiamo che lui e la regina austriaca si amarono tantissimo.
Usciamo da palazzo e ci immergiamo nella folla di una Napoli carnevalesca. Mangiamo pizzette piegate a portafoglio, sfogliatelle, il baba’, un caffe’ del professore al Gambrinus.
Scendiamo verso il borgo di Santa Lucia, ci riuniamo vicini e ci facciamo scattare una foto con il Vesuvio alle spalle in questa meravigliosa domenica di sole tiepido.
Vi lascio un dolce rotolo a panna e cioccolato per racchiudere tutto il sapore dolce e sul finire nevoso che questo febbraio ha portato con se’.
Ingredienti:
100 gr. di farina 00
4 uova
100 gr. di zucchero semolato
25 gr. di burro sciolto a bagnomaria
1 cucchiaino di lievito per dolci
un vasetto di Nutella
250 gr, di panna da montare
scaglie di cioccolata amara
scaglie di cioccolata bianca

Procedimento:
Riscaldare il forno a 170* ventilato (180* normale).
Mettere insieme le uova e lo zucchero in una ciotola sbattendo finche’ assumino la consistenza di uno zabaione. Aggiungere a filo il burro sciolto, la farina ed il lievito setacciati.
Distribuire il composto sulla teglia rettangolare del forno rivestita di carta forno bagnata e strizzata.
Cuocere per 25 minuti finche’ la superficie sara’ dorata.
Sfornare e farcire con la cioccolata spalmabile (io Nutella).
Arrotolare dalla parte del lato piu’ corto e porlo nel piatto.
Montare la panna e ricoprire il rotolo.
Farcire con scaglie di cioccolata fondente ed al latte.

Se piace si puo’ bagnare un po’ il rotolo con bagna per pandispagna e la consistenza sara’ morbida e da dolce dessert.
Il sapore è scioglievole, scontato per l'accoppiata cioccolato-panna che però non scontenta mai nessuno. E' uno di quei dolci veloci che tiri fuori quando hai poco tempo....e scorrendo giù la forchettina ne prendi un goloso boccone e fai pace con il mondo...
Buon inizio marzo a tutti!!!