domenica 21 maggio 2017

Crostata con banane e cioccolata....un libro come ipoteca sui sogni da realizzare!!


Mi sembra quasi irreale stasera avere un attimo di tempo per scrivere un post...mi sembra quasi irreale avere del tempo a disposizione per fare qualcosa di diverso dall'ordinario.
Se la capacità di fare andasse di pari passo con i miei pensieri, la mia vita sarebbe andata oltre i confini della realtà...lo so sembra un film di fantascienza, ma davvero il mio mondo interiore è così talmente zeppo di sogni e progetti da realizzare che spesso diventa anche frustrante il non sapere da che parte e soprattutto quando cominciare.
Mi dico che sono solo sogni ma sanno tanto di buono...e spesso vedere le persone intorno a me realizzarne qualcuno mi da energia, mi da positività, mi spinge a crederci con più forza!!!
Cerco di fare bene per ora lavoro e famiglia, il primo è complesso ed esigente, il secondo è coinvolgente. 
La sera tardi mi ritrovo svenuta di stanchezza sul divano senza avere neanche la forza per trascinarmi nel letto.
Le gambe indolenzite , gli occhi semichiusi...un torpore di benessere mi prende avvolgendomi nelle braccia di Morfeo, e serve necessariamente riprendere le forze e le energie per un nuovo giorno in arrivo.
Intanto, chi mi è dinanzi con l'eta' ed ha ormai superato la fase lavoro-famiglia a tempo pieno, ha investito le proprie energie per fare altro...forse per fare cio' che a lungo aveva in passato sognato!
Un mio caro amico, che per anni ha ritagliato scampoli di tempo non lavorativo per dedicarsi al giornalismo amatoriale sia su carta stampata che in tv e radio locali, ha messo a frutto il suo "nuovo tempo" per trasformare l'amore della propria terra natia, Cetara, in un libro!
"Tradizioni, storia, usi e costumi del popolo Cetarese".

Io e Gennaro ci siamo conosciuti per lavoro e per qualche anno l'azienda ci ha fatto collaborare braccio a braccio...era un destino cominciato anni prima perché, entrambi con origini in Costiera Amalfitana, abbiamo poi scoperto l'amicizia forte che aveva legato il suo papà a mio nonno. Un giorno, in una riunione, Gennaro mi porto' una foto che riportava mio nonno, giovanissimo, che lo teneva in braccio nel giorno del suo battesimo perché gli aveva fatto da padrino.
Le vite delle persone si intrecciano in modo straordinario e sono stata felice di essere presente ad una delle presentazioni del suo libro nel centro storico di Salerno, nel "complesso monumentale di Santa Sofia", dal quale un' incantevole tramonto ha visto poi imbrunire la sera sui tetti della mia citta'.


"Un lavoro certosino, audace, da vero guerriero cetarese", cita una recensione. Mi da l'idea del tempo che Gennaro ha passato tra antiche biblioteche e libri impolverati fino a raccogliere a ritroso ogni cenno storico interessante...riesco a leggere e rivivere l'antico tempo di invasioni ed alleanze Saracene per conquistare Salerno via mare.
E poi la vita di questo piccolo borgo marinaro, della vita di pescatori che hanno fatto conoscere a tutto il mondo la "colatura di alici"....ricordo che una zia di Gennaro la preparava ancora in casa....
Ed intanto che leggo questo libro crogiolandomi tra ricordi e nuove conoscenze inforno una crostata con cioccolata e banane, un nuovo dessert che ho trovato in "Cucinare bene " di marzo 2012.

Ingredienti:
Per la frolla:
220 gr. di farina
110 gr. di zucchero
110 gr. di burro
1 uovo

Per la farcitura:
2 banane
100gr. di cioccolato fondente
200 ml di panna
70 gr. di zucchero
2 uova
10 gr. di cacao dolce
20 gr. di zucchero a velo


Procedimento:
Preparare la frolla aggiungendo il burro tagliato a tocchetti alla farina. Dopo averne fatto delle briciole aggiungere lo zucchero e l'uovo e lavorare il panetto rapidamente. Avvolgere in carta velina e lasciare riposare in frigo per 30 minuti.
Nel frattempo sciogliere la cioccolata in 100 ml di panna. A parte montare spumose le uova con lo zucchero ed a parte montare i 100 ml di panna rimasti. Amalgamare lentamente la panna alle uova.
Prelevare la pasta frolla dal frigo e porla stesa in una teglia rivestita di carta forno. Bucherellare la superficie con una forchetta. 
Versare la cioccolata sciolta nella panna.
Ricoprire con le banane tagliate a rondelle.
Ricoprire il tutto con il composto di uova e panna.
Infornare in forno caldo a 180 gradi per 30 minuti.
Prova stecchino e sfornare.
Una volta raffreddata ricoprire meta' crostata con il cacao e metà con lo zucchero a velo.

Bastano piccole fettine per addolcire il palato. E' una crostata delicata, un vero dessert per il fine pranzo domenicale o ancor più per accompagnare il tea delle cinque.
Le banane si amalgamano in cottura così bene con la cioccolata da crearne un sapore unico e delicato. La frolla avvolge il composto e per leggere un libro che coinvolge diventa il connubio perfetto.
Conviene davvero ipotecare un po' di tempo per realizzare i propri sogni!!


domenica 30 aprile 2017

Focaccia alla genovese con cipolle e pesto....le cinque terre e l'acquario di Genova!


Dicono che alcune cose emozionano il cuore dei bimbi ma ammetto che il mondo marino ha preso anche me....
Quando siamo arrivati a La Spezia questo era cosa vedevamo dalla finestra dell'appartamento dove abbiamo soggiornato..
Il mare....ogni volta che lo guardi con i suoi colori che cambiano secondo il cielo, il fondale e la vegetazione intorno ti suscita meraviglia e ti accorgi che porta tanti benefici all'umore...ci sono persone che nate in un posto di mare come me si sentono presto smarriti se sostano per troppo tempo dove non sia possibile vederlo.
Sapere poi che il fondale è così ricco, un mondo multicolore e fantastico, lo rende ancora più magico!!
Coralli, cavallucci e stelle marine, meduse colorate ed evanescenti, pesci piccoli e grandi, innoqui o feroci, creature dolcissime e giocose come i delfini.
E poi quei piccoli pinguini dal becco arancione ed il petto tutto bianco che quasi fanno ciao ai bimbi che passano, le foche ed i trichechi....speri solo che, come nei circhi, questi animali siano tenuti bene (come credo) e poco conoscano il mondo che li appartiene perché non ne abbiano troppa nostalgia...

Poi un trenino fa avanti ed indietro da La Spezia a Levanto per tappe continue alle cinque terre. 

Piccoli paesini lungo la costa che danno un tocco vivace di colore puntellando le rocce a strapiombo sul mare....qualcuno parte proprio dal porticciolo ( Vernazza, Riomaggiore), qualche altro un po' più su (Manarola, Corniglia) e poi Monterosso al Mare che con un suo lungomare e la spiaggia consente di riconoscerli tutti guardando in lontananza.





Cosa si mangia qui in Liguria? Ricerchiamo le cose più tipiche anche se forse una preparazione casalinga sarebbe più fedele alla tradizione.
Il pesto, la focaccia genovese, la farinata con i ceci....pesce davvero buono...una discussione con un oste un po' geloso delle proprie ricette ed il proprio territorio che quasi si è offeso quando gli abbiamo chiesto cosa fossero "i muscoli imbottiti" presenti nel menu dato che ce li aveva appena fatti assaggiare......è che noi, come il resto d'Italia, li chiamiamo volgarmente "Cozze".
Cerco di imitare la loro focaccia...un connubio cipolle-pesto davvero interessante.
Ingredienti:
500 gr. farina
1 cucchiaio raso di zucchero
1 cucchiaio raso di sale
1 bustina di lievito disidratato
Acqua q. b. per far venire un panetto lavorabile
olio EVO
2 cipolle bianche
origano

Procedimento:
Mescolare la farina con il lievito disidratato. Aggiungere il sale e lo zucchero e mescolare. Con l'acqua aggiungere fino a formare un panetto lavorabile. Se troppo appiccicoso aggiungere un poò di farina per formare una pasta più consistente.
Lavorare la pasta per circa 10 minuti e poi metterla a crescere fino al raddoppio del volume (io circa 3 ore). Nel frattempo tagliare le cipolle e metterle in una ciotola con acqua fredda.
Rivestire la teglia del forno con carta forna, ungerla di olio Evo e stendere la pasta della focaccia. Con le dita formare tanti buchi sulla focaccia stesa ed aspettare che cresca altri 30 minuti.
Ricoprire l'impasto con un pò d'olio e poi rivestire di cipolle. Io metà l'ho rivestitas di solo olio ed origano.
Cuocere in forno per 20 minuti a 210° statico. Dopo 15 minuti schiacciare con una forchetta un pò le cipolle perchè cuociano meglio.
Servire calda rivestita con cucchiaiate di pesto al basilico.
Questa focaccia è scioglievole in bocca e chiedo di provare la versione con aggiunta di pesto perchè io l'ho trovata ancora più stuzzicante. Se vi resta ed è fredda sewmbra che si indurisca un pò. Io dopo un giorno l'ho riscaldata due minuti al microonde epoi ho aggiunto del pesto...era ancora buonissima.

Insomma la focaccia ha preso forma come questo viaggio sognato da tempo....una la giusta pausa prima di riprendere la routine!!


domenica 9 aprile 2017

Fiocchi di neve di Poppella....lo so è Pasqua non Natale ma....


La prima volta che ho visto queste palline bianche ricoperte di tanto zucchero a velo è stato prima di Natale. 
Eravamo al bar con delle colleghe, in un break riunione, ed in un bar di via Toledo a Napoli c'era un catasta di candidi bocconcini in bella vista a fianco del bancone.
Mi spiegarono di quest'ultimo nato della creazione Partenopea ideato non da loro ma nella pasticceria Poppella alla Sanità, che stava facendo impazzire chi dava un morso a piccole e sofficissime brioscine ripiene di candida crema al latte e ricotta sulla quale una generosa velata di zucchero completava l'opera!
Per mesi ci ho rimuginato su...poi nel web sono comparse le prime ricette ed intanto è arrivata la Primavera, e con lei siamo pronti al periodo Pasquale...impazzano colombe ed uove di cioccolata, quintali di grano, ricotta ed essenze millefiori per le pastiere, tutti i salumi e formaggi affiancati a cataste di uova per dar vita a casatielli e torte rustiche......ed io che faccio?
Entro in sordina un po' stordita in quest' atmosfera, tento di mettermi in sintonia con i colori pastello, cerco di stiracchiare il mio animo abbastanza stropicciato per le novità ed i cambiamenti che ho vissuto in questi mesi....ma soprattutto faccio fatica a predispormi in modo amorevole anche verso chi non mi predispone proprio al buonismo ed alla pace che il periodo richiederebbe.
Uso allora un vecchio metodo, quello che da bambina mi rendeva versatile e serena...abbellivo uova sode con i colori e la fantasia, creavo quintali di pastiere con mia nonna e mia zia da regalare a tutti i parenti ed affini...ed una domanda mi nasce spontanea da dentro...erano serene loro in questo atto generoso di dono o era anche per loro, allora, un modo per far stare serena me che ero bambina...

Lavoretti alla mano e con le bimbe decoriamo l'albero di Pasqua, poi mettiamo su un laboratorio creativo Pasquale....ho trovato in un negozio bustine lasciate in un angolo gia' in saldo a metà prezzo (nessuno se le filava) con dentro piccoli pezzettini adesivi per dare vita a paperotti, coniglietti, farfalle e pulcini.....
......e l'incantesimo avviene, tra risate, occhietti vispi e fantasia abbiamo dato vita alle nostre decorazioni per casa...
Rigenerante sentirsi dire: "Grazie mamma, è stato divertente, hai avuto una bellissima idea"...

Ingredienti:
Per le brioscine:
250gr. di farina 00
50gr. di farina 00 per lavorare l'impasto
50gr. di burro
50 gr. di zucchero
1 uovo
1 bustina di lievito di birra disidratato (quasi tutta, ne ho lasciato un po')
100 ml di latte
un pizzico di sale
1 tuorlo d'uovo per spennellare la superficie

Per la crema:
200 gr. di ricotta
200 ml di panna dolce da montare
25 gr. di zucchero a velo
250 ml di latte
50 gr. di zucchero 
25 gr. di farina

Procedimento:
In una terrina mescolare lo zucchero, la farina ed il lievito disidratato. Aggiungere il burro a temp. ambiente e l'uovo. A filo aggingere il latte e lavorare l'impasto inizialmente appiccicoso. Poi con gli altri 50 gr. di farina rendere l'imoasto più liscio e consistente. Lasciare raddoppiare sotto un canovaccio (circa 2-3 ore).
Riprendere l'impasto e formare le palline da 25gr. l'una da poggiare distanziate su due teglie rivestite di carta forno. Aspettare altre due ore di crescita.
Nel frattempo preparare la crema al latte mescolando 50 gr. di zucchero e 25 gr. di farina sul quale versare a filo il latte senza formare grumi. Mettere sul fuoco e quando è addensata lasciare raffreddare.
A parte setacciare la ricotta e mescolarla allo zucchero a velo. 
Aggiungerla alla "crema al latte" raffreddata.
Montare la panna ed aggiungerla lentamente per completare il tutto.
Mettere in frigo ricoperta di pellicola trasparente.
Quando le brioscine saranno lievitate spennellare la superficie con un tuorlo d'uovo ed infornare una placca alla volta a 180° per 15 minuti.
Farcire della crema con sacca a' posch le brioscine tiepide e poi irrorare di zucchero a velo.

Non sono difficili ma i tempi di lievitazione sono lunghi per cui le "palle di neve" vanno preparate in una giornata tranquilla,quando si ha il tempo di aspettare e di assaporare il piacere di un preparato che prende volume e poi infornato ne sprigionerà il profumo.
Queste brioscine, una volta farcite, vanno mangiate fresche. Tenute in frigo ci possono rimanere fino a due giorni. Molti consigliano di farcirle tiepide perché la crema entra più facilmente con la siringa. Io le ho farcite l'indomani e quindi le ho tagliate a metà.
Oggi pomeriggio, una calda domenica di Aprile, ci siamo messi al balcone con queste morbide brioscine per assaporarle con un caffè....fresche, dolci ma non troppo, sbrodolose di ripieno, ottime per riconciliarsi con la vita...
Ed allora che dirvi? Che Pasqua sia.....

domenica 19 marzo 2017

Zeppola di San Giuseppe extra-large con la pasta schoux......e tempi lunghi di una tartaruga!!!


Difficilmente in questo blog riesco a stare al passo con il tempo...difficile che ci sia il dolce per Hallowen, San Valentino, Carnevale...incredibile a dirsi ho avuto un sabato pomeriggio per cimentarmi, la prima volta nella mia vita, con la pasta schoux.
Ottime per preparare  le zeppole di San Giuseppe, il dolce tipico del 19 marzo. 
Che sia per la festa del papà o per chi festeggia il Santo, le pasticceria della Campania in questi giorni sono strapiene di queste zeppole fritte oppure cotte al forno, farcite di crema pasticciera e decorate con una ciliegia sciroppata al centro.
Ci ho provato ed è sempre valida la regola che tutto sta nel lanciarsi, ciò che spesso la pigrizia e la paura di non essere all'altezza frena, e scopri che si possono usare piccolissimi ritagli di tempo proprio simili agli scampoli di una stoffa colorata, per dare vita a cose nuove e per sentirsi orgogliosi del risultato raggiunto!
Ed io i ritagli di tempo cerco di rubarmeli tutti, pochi ma intensi.., ho sempre a portata di mano un libro per leggere trafelata qualche pagina, oppure prendere la mia borsetta piena di gomitoli colorati, un uncinetto da inforcare appena possibile, e comincio a preparare la casa per la Primavera con tinte allegre...sperimentare un punto nuovo per completare di bordo azzurro un' anonima asciugamano di spugna bianca!
E cosa spunta ancora da questa borsa? Delle strisce per farne sciarpette per le mie nipotine!
Ma sciarpette per la Primavera? Nooo...non ce l'ho fatta...saranno per il prossimo inverno e con un piccolo sorriso continuo a lavorarci in quei pochi minuti di tempo preziosi rubati al giorno che fugge...e penso di essere come quella tartaruga simpaticissima che spuntava da una delle letture del mio libro delle scuole elementari...la tartaruga voleva preparare il corredino per la figlia ed intanto lei cresce; passa a prepararle il corredo per la casa e la figlia nel frattempo ha anche già partorito....la tartaruga non si perde d'animo...impacchetta tutto quello che è pronto e lo regala direttamente alla nipote...ha saltato ben una generazione ma è riuscita a portare a termine il tutto...
E così sarà per me...spero presto di mostrarvi i risultati dei lavori finalmente terminati!!!

Ed intanto sostituisco le zeppole con un solo zeppolone extra-large...una pasta schoux gigante che è poi cresciuta al forno e tutta farcita ha addolcito questo week-end.

Ingredienti:
250 ml di acqua
100gr. di burro
150 gr. di farina 00
un cucchiaino di zucchero
1 pizzico di sale
4 uova
zucchero a granella
zucchero a velo

Procedimento:
Accendere il forno a 200 gradi ventilato.
In un pentolino portate ad ebbollizione l'acqua con i pezzettini di burro che si sciolgono dentro. Poi aggiungere la farina, lo zucchero ed il sale e continuare a girare finché la pasta non si stacchi dalle pareti.
Togliere l'impasto dal fuoco e fare intiepidire per qualche minuto.
Aggiungere a questo punto un uovo alla volta amalgamando bene il primo prima di aggiungere il successivo finche non siano stati uniti tutti e quattro.
Imburrare ed infarinare uno stampo da ciambellone. 
Versare l'impasto in una tasca sac a poche monouso e tagliare la punta.
Versare l'impasto tutto intorno al buco centrale dello stampo per dare la forma della zeppola.
Ricoprire la superficie con lo zucchero a granella.
Infornare a 200gradi ventilato per 30 minuti.
Lo schous si gonfierà tanto in cottura, poi in uscita dal forno si abbasserà un po'.
Aspettare che sia freddo e togliere dallo stampo.
Tagliare la zeppola al centro e farcire.
Irrorare di zucchero a velo.

Chi avrebbe mai detto che preparare la pasta per gli schoux fosse così semplice e con ingredienti a portata di casa....ho sempre immaginato una preparazione da professionisti della pasticceria...ed invece è bastato seguire le istruzioni ed il gioco è fatto!!
È possibile farcire lo schoux anche con crema chantilly e fragoline di bosco oppure sbizzarrirsi con la fantasia.
Baci ed abbracci lenti lenti...

sabato 4 marzo 2017

Agnello con funghi trifolati.....una giornata uggiosa tra i laghi di Miseno e la casa Vanvitelliana !!!



Anche una giornata uggiosa e coperta di nuvole grigie può diventare un piccolo capolavoro se, con un pizzico di coraggio, si prova a cercare qualcosa di nuovo non troppo lontano da casa.
Un sabato anonimo acquista un nome a Miseno, nel comune di Bacoli verso la punta estrema della zona flegrea, mirabile spettacolo di paesaggi tra terra e mare.
Ricordo le giornate fanciullesche di picnic primaverili verso la Solfatara, Pozzuoli, Cuma, attorno ai laghi di Lucrino e Averno.
Poi con gli studi classici tutte assunse un altro aspetto: Miseno divenne il trombettiere di Enea, citato nell'Eneide, che fu sacrificato dalla Sibilla Cumana per  permettere ad Enea di accedere all'Ade discendendo negli inferi opponendosi al traghettatore Caronte che non ne voleva permettere il passaggio.
Andiamo da "Caronte" è stato l'incipit della nostra gita...una trattoria a conduzione familiare sul lago d' Averno che conosciamo da tempo, sempre super affollata.
Stavolta il cattivo tempo, con la pioggia che bagnava gli anatroccoli appena nati, ha lasciato il posto semivuoto e ci siamo aggiudicati il tavolo accanto alla finestra sul lago...sembrava di essere a livello dell'acqua e che Caronte fosse li, ad un passo da noi!
Tutto a base di pesce, prezzi contenuti...il loro piatto forte sono i tubetti o paccheri con il cuoccio ed i frutti di mare.
Poi in viaggio verso il lago Fusaro, famoso per la coltivazione delle rinomate ostriche impiantate nel '700 da re Ferdinando IV di Borbone e presenti su tutte le tavoli reali d'Europa.
In realtà le bambine erano attratte dal vedere la casa della Fatina Turchina di Pinocchio del film di Comencini vista e rivista su "you tube". Ci assomiglia ma il film non fu girato qui.
Qui invece re Ferdinando IV, amante di caccia e pesca, fece costruire dal famoso architetto Vanvitelli, su una piccola emersione di terra del lago, questo Reale Casino Borbonico
Inizialmente non c'era il pontile e vi si poteva accedere solo con le barche.


E' una pianta dodecadonale in stile tardo barocco sviluppato su due livelli.
Catapultati indietro nel tempo abbiamo immaginato nella sala circolare gli incontri conviviali e le serate di gala con altri sovrani ed esponenti della nobiltà.
Al piano superiore, attraverso le ampie finestre incorniciate di legno bianco, una veduta spettacolare nonostante il tempo uggioso....lo studio privato del re e poi la sala delle Meraviglie con quadri raffiguranti le quattro stagioni. Questo in foto rappresenta "l'alberata", viti ad albero presenti in costiera Sorrentina a quei tempi.
Intanto il tempo peggiora e torniamo a casa....cosa si può preparare di buono per cena?
Un cosciotto di agnello bello in carne finisce in forno. Intanto funghi trifolati in padella lo aspettano per consolidarne il sapore...

Ingredienti:
un cosciotto di agnello intero
funghi misti freschi
olio evo q.b.
sale q.b.
rosmarino 
prezzemolo
peperoncino
aglio

Procedimento:
Sciacqure il cosciotto di agnello, tampomare con carta assorbente e mettere in una pirofila ricoprendolo di sale e rosmarino. Irrorarlo con filo di olio e ricoperto di carta alluminio va cotto in forno a circa 200 gradi per circa 30 minuti. Poi si scopre e prosegue la cottura ancora per un'ora.
Intanto trifolare i funghi misti tagliuzzati in olio riscaldato in cui l'aglio è stato fatto soffriggere. Aggiungere abbondante prezzemolo tritato ed un poco di peperoncino. Aggiustare di sale. Sfumare con un poco di vino bianco ed aggiungere poca acqua regolandosi fino a che siano cotti senza attaccare.
A cottura ultimata dell'agnello tagliare tutta la carne a pezzi intorno all'osso e mescolarla ad i funghi trifolati cotti. 
Insaporire per cinque minuti e servire.

La carne di agnello non è grassa ma saporita per cui non si usano molti condimenti. Generalmente si associa alle patate che cotte insieme nel forno ne prendono tutto il sapore. La scelta dei funghi ne diventa una valida alternativa. Un secondo completo valido anche per un pranzo Pasquale.
Per noi una cena gustosa, dopo che il pesce ci ha raffinato il palato a pranzo, e l'idea della caccia della famiglia reale dei Borboni seguita da banchetti conviviali che ci ha portato di nuovo l'acquolina.
Un abbraccio a tutti

sabato 11 febbraio 2017

Bruschette gorgonzola e pere....arrivano le sfide della vita!!



Sono in corsa più che di corsa...tra mille imprevisti e cambiamenti che in tre settimane mi hanno messa alla prova, hanno giocato a stravolgermi su ogni fronte, da quello familiare e più strettamente personale a quello lavorativo.
Ma sono in corsa e le sfide amo giocarmele tutte...
Sul fronte più delicato, quando le persone che amo corrono rischi...cerco di non farmi paralizzare dalla paura...i legami veri diventano più forti nelle difficoltà e le anime cercano di toccarsi il più possibile.
Nel lavoro qualcosa è cambiato ma colgo ogni giorno il valore delle persone nuove con le quali ho il piacere di interfacciarmi.
E poi...più mi allontano da casa e più ne sento la mancanza, riconosco il valore del suo calore intrinseco.

Stasera, con le canzoni di Sanremo in sottofondo che da bambina coloravano le serate con il mio papà che registrava tutto sulle vecchie cassette, ora mi vede rannicchiata qui sul divano persa nello scrivere e nel pensare che quando vivi tutto respirando fino a far entrare quanta più aria possibile nei polmoni, quando vivi intensamente tutto fino in fondo senza risparmiarti.....allora la vita sembra più lunga, le dai il senso che merita ogni istante.




Ed allora mi stringo nelle braccia del mio compagno come se San Valentino fosse ogni sera...perché le persone che ami dovresti tenertele forti finché ti è possibile.

E poi un po' di consolazione nel comfort food...a Roma ho passato una piacevolissima serata con le mie colleghe ridendo davanti a delle buonissime bruschette ed una fredda birra artigianale...
....ho voluto riconsolarmi a casa con una di quelle bontà!!!!



Ingredienti: 
(ometto le quantità perché ne potete preparare quante ve ne servono. In genere due bruschette a persona)

fette di pane per bruschette 
gorgonzola al mascarpone
fettine di pere
olio evo
miele

Procedimento:
Versare un filo d'olio sul pane tagliato a fette per le bruschette e passare qualche minuto nel forno sotto il grill.
Ancora calde spalmarle di girgonzola al mascarpone, ricoprire con una fettina di pera ed irrorare con un filo di miele.



"Non far sapere al contadino quanto è buono il formaggio con le pere" è una grande verità.
Quando ho morso per la prima volta queste bruschette mi si sono rivelati in un attimo tutti i sapori felicemente contrastanti: il sapore caldo del pane bruschettato sul quale si scioglieva il gorgonzola con la sua nota acidula spezzata dalla leggera dolcezza della pera e dalla nota zuccherina più accentuata del miele.
Una vera sinfonia di sapori....come la vita che va presa per il suo acidolo e la sua dolcezza.
Ed allora....bruschettiamo???

domenica 22 gennaio 2017

Koughelhopf con frutta secca... fortificare il luogo di controllo interno per non aver paura di osare!!!!!

Quando supero i primi quindici giorni di Gennaio sono sicura di essere entrata a pieno regime in ogni mia attività...lavoro, famiglia...progetti a tutto tondo che cominciano pian piano  a prendere forma...ora più che mai non è possibile mollare perché con il riposo delle vacanze alle spalle e tutto un anno che si apre davanti la grinta è tanta ed i sogni hanno avuto modo di decantare come uova in un pollaio prima della schiusa e sono stati scelti con cura. 
Traslo nella vita quello che faccio nel mio lavoro: si progetta almeno tutto il primo semestre con una riunione motivazionale che da la spinta per partire....idee chiare e via con il piede giusto. 
Si calendarizzano lavoro e ferie e trasformo anche questo in un pretesto per idee nuove su qualche viaggio che potrebbe in futuro prendere forma.

Progetto anche se sono pronta agli imprevisti! 

Sto leggendo un bellissimo libro che mi è capitato tra le mani per caso: sembra che in Danimarca da quarant'anni genitori sereni hanno un metodo intrinseco per crescere figli felici che a loro volta cresceranno persone felici!!


La "MOTIVAZIONE" personale è nota come LUOGO DI CONTROLLO INTERIORE, ovvero il grado in cui possediamo un certo controllo sulla nostra vita e gli eventi che la riguardano.
Se questa capacità si sposta verso l' ESTERNO, si crede in una vita controllata dall'ambiente e dal fato per cui si diventa ansiosi e maggiormente predisposti all'ansia ed alla depressione.
Invece, sviluppando la capacità di "affrontare le sfide" della vita facendo pian piano progressi, provando, cadendo, riprovando ed imparando a farcela, amplifica la nostra zona di controllo interiore e permette la crescita della nostra AUTOSTIMA!
Ciò evitera' quello stato paralizzante che non permette di agire, di realizzare ciò che sognamo solo perché non abbiamo neanche il coraggio di provarci.


L'avro' ripetuto spesso in questi anni ed ancora resto dell'idea che ciò che fa bucare un obiettivo è la mancanza di coraggio...
Guardo con ammirazione chi osa più di me, chi ha più brio di me, chi ha un pieno di energie doppio del mio pur avendo difficoltà maggiori di quelle che avrei io in questo momento...perché dalle persone positive imparo ed ho sempre imparato tanto, perché l'ammirazione per queste persone mi dice di mettere a volte l'eccessiva razionalità e paura un po' da parte...l'essere troppo rigidi e poco creativi lascia fermi al palo.
Quanti talenti ci sono nascosti in ognuno di noi...già sapere riconoscerli e farli emergere dona un sapore diverso alla vita!!


Anche nella mia cucina devo ricominciare...le feste hanno lasciato sapore di buono e tempi lunghi di preparazione che avevo a disposizione. 
Ed allora approfitto del sabato per riprendermi il tempo e cucinare qualcosa che debba lievitare!! 
Scelgo il Kougelhopf, un dolce di origine alsaziana che avevo appuntato durante le feste senza aver più preparato. In rete ce ne sono tante di ricette ma io mi sono attenuta ad un libro "quaderni di cucina" che sfoglio da anni perché fa parte della mia libreria...sembrava che già mi appartenesse. 
Ho voluto sostituire l'uvetta con la frutta secca perché ne avevo una buona scorta da quando ho scoperto un'azienda di Avella che ne produce a km0 ed è buonissima. Le bambine si sono innamorate della sua cioccolata di nocciola che ha scalfito la reputazione di quella pubblicizzata e più nota...immaginate quanto debba essere buona!!!
Ho poi aggiunto al limone anche la cannella per renderlo più speziato.

Ingredienti:
350 gr farina 00
200 ml di latte
80 gr zucchero di canna
3 uova
21 gr. lievito di birra disidratato (una bustina mastrofornaio)
scorza grattugiata di un limone
90 gr. di frutta secca mista (io frutta Sodano: nocciole, mandorle, noci, arachidi, anacardi, pistacchi)
un pizzico di cannella
80 gr. burro fuso
sale un pizzico
burro e farina q.b. per lo stampo

Procedimento:
Mescolare in una terrina la farina con il lievito disidratato. creare un buco al centro e versarci le uova appena sbattute, il burro fuso, il latte, lo zucchero di canna, un pizzico di sale e la scroza grattugiata del limone.
Mescolare bene tutti gli ingredienti e dopo che lo zucchero sia sciolto e non ci siano grumi di farina aggiungere la frutta secca e mescolare.
Imburrare ed infarinare uno stampo per ciambella con bordi alti e scandllati della capienza di due litri e versareci l'impasto che sarà circa a metà dell'altezza.
Ricoprire il ruoto con carta velina e con un panno perché stia caldo il lievitazione.
Aspettare finché il composto sia raddoppiato ( io circa 2ore e 15 minuti).
In forno già a temperatura infornare a 180* finché non sia bruna la superficie(circa 40 minuti per il mio con la tortiera non molto altea del babà).
Sfornare e lasciare raffreddare. Porlo su un vassoio ricoperto di zucchero a velo.

Provo un senso di benessere per aver provato una ricetta progettata, ovvero appuntata da tempo e che richiedeva tempo per la lievitazione.
Qualche piccola variabile e prodotti giusti l'hanno reso un dolce buono ed interessante, ottimo per una prima colazione o per essere accompagnato ad un tea. Per un dessert a fine pasto è più adatto se accompagnato ad una buona cioccolata, magari quella dell'azienda Sodano di Avella che abbiamo scoperto!!
Si, progettare e saper osare è la strada giusta da seguire!!!
Buona settimana!!!