sabato 11 febbraio 2017

Bruschette gorgonzola e pere....arrivano le sfide della vita!!



Sono in corsa più che di corsa...tra mille imprevisti e cambiamenti che in tre settimane mi hanno messa alla prova, hanno giocato a stravolgermi su ogni fronte, da quello familiare e più strettamente personale a quello lavorativo.
Ma sono in corsa e le sfide amo giocarmele tutte...
Sul fronte più delicato, quando le persone che amo corrono rischi...cerco di non farmi paralizzare dalla paura...i legami veri diventano più forti nelle difficoltà e le anime cercano di toccarsi il più possibile.
Nel lavoro qualcosa è cambiato ma colgo ogni giorno il valore delle persone nuove con le quali ho il piacere di interfacciarmi.
E poi...più mi allontano da casa e più ne sento la mancanza, riconosco il valore del suo calore intrinseco.

Stasera, con le canzoni di Sanremo in sottofondo che da bambina coloravano le serate con il mio papà che registrava tutto sulle vecchie cassette, ora mi vede rannicchiata qui sul divano persa nello scrivere e nel pensare che quando vivi tutto respirando fino a far entrare quanta più aria possibile nei polmoni, quando vivi intensamente tutto fino in fondo senza risparmiarti.....allora la vita sembra più lunga, le dai il senso che merita ogni istante.




Ed allora mi stringo nelle braccia del mio compagno come se San Valentino fosse ogni sera...perché le persone che ami dovresti tenertele forti finché ti è possibile.

E poi un po' di consolazione nel comfort food...a Roma ho passato una piacevolissima serata con le mie colleghe ridendo davanti a delle buonissime bruschette ed una fredda birra artigianale...
....ho voluto riconsolarmi a casa con una di quelle bontà!!!!



Ingredienti: 
(ometto le quantità perché ne potete preparare quante ve ne servono. In genere due bruschette a persona)

fette di pane per bruschette 
gorgonzola al mascarpone
fettine di pere
olio evo
miele

Procedimento:
Versare un filo d'olio sul pane tagliato a fette per le bruschette e passare qualche minuto nel forno sotto il grill.
Ancora calde spalmarle di girgonzola al mascarpone, ricoprire con una fettina di pera ed irrorare con un filo di miele.



"Non far sapere al contadino quanto è buono il formaggio con le pere" è una grande verità.
Quando ho morso per la prima volta queste bruschette mi si sono rivelati in un attimo tutti i sapori felicemente contrastanti: il sapore caldo del pane bruschettato sul quale si scioglieva il gorgonzola con la sua nota acidula spezzata dalla leggera dolcezza della pera e dalla nota zuccherina più accentuata del miele.
Una vera sinfonia di sapori....come la vita che va presa per il suo acidolo e la sua dolcezza.
Ed allora....bruschettiamo???

domenica 22 gennaio 2017

Koughelhopf con frutta secca... fortificare il luogo di controllo interno per non aver paura di osare!!!!!

Quando supero i primi quindici giorni di Gennaio sono sicura di essere entrata a pieno regime in ogni mia attività...lavoro, famiglia...progetti a tutto tondo che cominciano pian piano  a prendere forma...ora più che mai non è possibile mollare perché con il riposo delle vacanze alle spalle e tutto un anno che si apre davanti la grinta è tanta ed i sogni hanno avuto modo di decantare come uova in un pollaio prima della schiusa e sono stati scelti con cura. 
Traslo nella vita quello che faccio nel mio lavoro: si progetta almeno tutto il primo semestre con una riunione motivazionale che da la spinta per partire....idee chiare e via con il piede giusto. 
Si calendarizzano lavoro e ferie e trasformo anche questo in un pretesto per idee nuove su qualche viaggio che potrebbe in futuro prendere forma.

Progetto anche se sono pronta agli imprevisti! 

Sto leggendo un bellissimo libro che mi è capitato tra le mani per caso: sembra che in Danimarca da quarant'anni genitori sereni hanno un metodo intrinseco per crescere figli felici che a loro volta cresceranno persone felici!!


La "MOTIVAZIONE" personale è nota come LUOGO DI CONTROLLO INTERIORE, ovvero il grado in cui possediamo un certo controllo sulla nostra vita e gli eventi che la riguardano.
Se questa capacità si sposta verso l' ESTERNO, si crede in una vita controllata dall'ambiente e dal fato per cui si diventa ansiosi e maggiormente predisposti all'ansia ed alla depressione.
Invece, sviluppando la capacità di "affrontare le sfide" della vita facendo pian piano progressi, provando, cadendo, riprovando ed imparando a farcela, amplifica la nostra zona di controllo interiore e permette la crescita della nostra AUTOSTIMA!
Ciò evitera' quello stato paralizzante che non permette di agire, di realizzare ciò che sognamo solo perché non abbiamo neanche il coraggio di provarci.


L'avro' ripetuto spesso in questi anni ed ancora resto dell'idea che ciò che fa bucare un obiettivo è la mancanza di coraggio...
Guardo con ammirazione chi osa più di me, chi ha più brio di me, chi ha un pieno di energie doppio del mio pur avendo difficoltà maggiori di quelle che avrei io in questo momento...perché dalle persone positive imparo ed ho sempre imparato tanto, perché l'ammirazione per queste persone mi dice di mettere a volte l'eccessiva razionalità e paura un po' da parte...l'essere troppo rigidi e poco creativi lascia fermi al palo.
Quanti talenti ci sono nascosti in ognuno di noi...già sapere riconoscerli e farli emergere dona un sapore diverso alla vita!!


Anche nella mia cucina devo ricominciare...le feste hanno lasciato sapore di buono e tempi lunghi di preparazione che avevo a disposizione. 
Ed allora approfitto del sabato per riprendermi il tempo e cucinare qualcosa che debba lievitare!! 
Scelgo il Kougelhopf, un dolce di origine alsaziana che avevo appuntato durante le feste senza aver più preparato. In rete ce ne sono tante di ricette ma io mi sono attenuta ad un libro "quaderni di cucina" che sfoglio da anni perché fa parte della mia libreria...sembrava che già mi appartenesse. 
Ho voluto sostituire l'uvetta con la frutta secca perché ne avevo una buona scorta da quando ho scoperto un'azienda di Avella che ne produce a km0 ed è buonissima. Le bambine si sono innamorate della sua cioccolata di nocciola che ha scalfito la reputazione di quella pubblicizzata e più nota...immaginate quanto debba essere buona!!!
Ho poi aggiunto al limone anche la cannella per renderlo più speziato.

Ingredienti:
350 gr farina 00
200 ml di latte
80 gr zucchero di canna
3 uova
21 gr. lievito di birra disidratato (una bustina mastrofornaio)
scorza grattugiata di un limone
90 gr. di frutta secca mista (io frutta Sodano: nocciole, mandorle, noci, arachidi, anacardi, pistacchi)
un pizzico di cannella
80 gr. burro fuso
sale un pizzico
burro e farina q.b. per lo stampo

Procedimento:
Mescolare in una terrina la farina con il lievito disidratato. creare un buco al centro e versarci le uova appena sbattute, il burro fuso, il latte, lo zucchero di canna, un pizzico di sale e la scroza grattugiata del limone.
Mescolare bene tutti gli ingredienti e dopo che lo zucchero sia sciolto e non ci siano grumi di farina aggiungere la frutta secca e mescolare.
Imburrare ed infarinare uno stampo per ciambella con bordi alti e scandllati della capienza di due litri e versareci l'impasto che sarà circa a metà dell'altezza.
Ricoprire il ruoto con carta velina e con un panno perché stia caldo il lievitazione.
Aspettare finché il composto sia raddoppiato ( io circa 2ore e 15 minuti).
In forno già a temperatura infornare a 180* finché non sia bruna la superficie(circa 40 minuti per il mio con la tortiera non molto altea del babà).
Sfornare e lasciare raffreddare. Porlo su un vassoio ricoperto di zucchero a velo.

Provo un senso di benessere per aver provato una ricetta progettata, ovvero appuntata da tempo e che richiedeva tempo per la lievitazione.
Qualche piccola variabile e prodotti giusti l'hanno reso un dolce buono ed interessante, ottimo per una prima colazione o per essere accompagnato ad un tea. Per un dessert a fine pasto è più adatto se accompagnato ad una buona cioccolata, magari quella dell'azienda Sodano di Avella che abbiamo scoperto!!
Si, progettare e saper osare è la strada giusta da seguire!!!
Buona settimana!!!

sabato 7 gennaio 2017

Ravioli di pesce con gamberetti e salmone....un nuovo anno, neve e speranza!


Nevica.....da circa venti anni la neve non si posava in modo così fermo in città, o almeno qui, sul mio balcone, dove la vicinanza dal mare è di poche centinaia di metri. 
Ieri, sera dell'Epifania, una vera tormenta di fiocchi bianchi e leggeri ha ricoperto tutte le auto parcheggiate in strada ed a mezzanotte, con le bambine, siamo scesi avvolti in calde sciarpe a rincorrerci ed a gettarci addosso soffici palle di neve!
L'inverno è tornato e non riesce a farsi non amare...con il Natale, con serate in famiglia a ritmi più lenti, le tombolate dal sapor di mandarini appena sbucciati e divertenti giochi da tavola.
Poche uscite sono bastate per respirare i luoghi che amo...Sorrento in una giornata fredda e ventosa ha mostrato tutta la sua bellezza, un mare mosso e blu, il Vesuvio come punto fermo di fronte...
Per le strade illuminate trovo chiese aperte e presepi del '700 ovunque...un messaggio di speranza che non abbandona nessuno.
E l'arte presepiale Napoletana merita di essere visitata...ogni angolo rappresenta scene di vita quotidiana del tempo che riprendono movimento... mercatini ricchi di ogni bene, tavole imbandite, case da sbirciarci dentro con camere arredate di mobili d'epoca, tendine alle finestre e biancheria merlettata riprodotta in piccola scala. Ai pastori sono stati cuciti vestiti veri con stoffe ricercate e piccoli particolari da osservare con attenzione...si resta incantati a lungo alla ricerca di minuziosi particolari...







In questi paesaggi lo stesso mare sullo sfondo con la spiaggia e le barche ormeggiate non può mancare!
Sorrento alle prime luci del tramondo si accende di piccole lucine ovunque...


Vogliamo farci mancare un giro nella città di Napoli? Lavorandoci sempre in auto per una passeggiata ho preferito la metro....la fermata di via Toledo mi lascia a bocca aperta...sembra di essere sotto il mare...
...risali e ti trovi tra la gente che passeggia per i negozi del corso,
 passi per la galleria ed il teatro San Carlo, sei nella spettacolare Piazza Plebiscito all'imbrunire del giorno...
.... ancora per percorrere Spaccanapoli, una strada che divide realmente la città a metà...e tutto mi sembra così tanto appartenermi...


Anche quest'anno, ho affiancato piatti della tradizione a piccole novità come questi ravioli rivisitati per la vigilia dove da noi si mangia esclusivamente a base di pesce.


Ingredienti per la pasta dei ravioli:
250 gr. di farina 00
250 gr. di farina di semola rimacinata (io Pezzuti)
5 uova
un filo di olio EVO
un pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno:
600 gr. di ricotta
100 gr, di salmone affumicato 
200 gr. di gamberetti sgusciati
buccia grattugiata di un limone
sale q.b.
un filo d'olio EVO
mezzo bicchiere di vino bianco

Ingredenti per il sugo:
700 gr. di gamberetti
250 gr. di pomodorini datterini
250 gr. di pomodorini rossi
250 gr. di pomodorini gialli
uno spicchio di aglio
una tazzina di vino bianco
olio EVO
sale
prezzemolo

Procedimento:
Preparare i ravioli mescolando le due farine, unendo le uova con un pizzico di sale, un filo di olio e lavorare la pasta. Formare un panetto e lasciare riposare mentre si prepara il ripieno.
Sgusciare i gamberetti ed inserirli nel mixer con il salmone affumicato. Frullare il tutto e passare in una pentola dove si è posto un filo di olio. Aggiungere il vino e cuocere due minuti. Fare raffreddare.
Per preparare il ripieno passare la ricotta con uno schiacciapatate, aggiungerci il composto di pesce, aggiustare di sale e grattugiare la buccia di un limone.
Ora non resta che preparare i ravioli farcendoli.
Per il sugo scaldare un poco di olio nel quale far soffriggere un aglio che poi si toglie.
Aggiungere i gamberetti per un paio di minuti, poi un poco di vino e lasciare sfumare.
Infine aggiungere i diversi pomodorini, aggiustare di sale e far cuocere una decina di minuti.
Una volta cotti i ravioli in acqua bollente e salata scolarli e preparati i piatti condirli con il sugo.
Aggiungere un po' di prezzemolo e servire.

Ho voluto fare della pasta diversa, mescolando alla farina 00 quella di semola rimacinata. Ha dato dei risultati speciali tanto che la pasta così facilmente lavorabile mi ha permesso di preparare velocemente anche delle tagliatelle.
Nel ripieno dei ravioli il sapore neutro della ricotta ha fatto prevalere la delicatezza del gamberetto e la nota affumicata del salmone. Una grattugiata di limone ha sposato insieme gli ingredienti esaltandone il sapore del mare nel piatto. 
Un condimento fatto di pomodorini di tre specie diverse come datterini, pomodorini rossi e gialli del piennolo hanno accompagnato dei gamberetti non sgusciati che ricoprendo i ravioli hanno completato il piatto.
Notavo la lentezza dei commensali nel mangiare i ravioli uno ad uno, dividendoli prima a meta' per fare attenzione ad ogni nota di sapore il piatto offrisse!
Li ripreparero' presto perché mi hanno detto eran troppo pochi...la realtà è che mentre provi un connubbio così ben sposato di sapori difficilmente te ne riesci a staccare...come da tutte le cose che piacciono...come da questi tempi di festa ormai al termine!!
Ma l'inverno offrirà, come la neve caduta, ancora le sue meraviglie!!!!

mercoledì 28 dicembre 2016

Bicchierini oreo ripieni di gelato "tiramisù" e panna......anche il nulla ha un suo perché!!!!



Metto su la macchinetta del caffè e ne aspetto lo sbuffo ed il borbottio del liquido scuro in uscita, il profumo intenso che si spande in cucina ed io seduta sullo sgabello mentre scrivo....voci in sottofondo di bambini in festa che delle vacanze riescono a prenderne il meglio, "ore vuote come uova di cioccolato"....dice Baglioni in una sua canzone....
E' bello crogiolarsi nel "non tempo", nella sensazione di essere guidati da un orologio magico che possieda un ingranaggio per fermare tutto.
Viaggiare non ha prezzo, userei tutti i miei soldi che avanzano da oneri di ogni tipo per partire ed andare dove il pensiero di sicuro mi precede....
....in una casa nel Dorset circondata dalla campagna inglese della contea a sudovest, in un attico a Parigi con i tetti neri ed i comignoli aldilà della finestra, in una baita in Trentino seduta sul tappeto davanti ad un camino acceso nel pieno di una tormenta in alta montagna, in un appartamento della periferia Londinese magari verso Earl's Court  dai tratti tanto familiari, o immersa in una calda sauna della casetta sul lago ormai ghiacciato in Finlandia.....

Mi rannicchio sul divano guardando il canale su Sky dove aiutano persone a vedere appartamenti da acquistare in giro per il mondo, sogno ad occhi apperti dinanzi allo schermo dell'i-pad che dal blog di Anna "shabbyandcharme" permette di entrare in case fantastiche, l'ultima in Andalusia, cerco paesaggi e colori invernali su Pinterest e la neve sembra giungere fino a qui....
Ci vuole poco per fantasticare e così la mia casa diventa un mondo giocoso...case innevate, candy shop, il trenino di Babbo Natale con doni per tutti....


Ed a Natale ho impacchettato regali con carta da imballaggio e fili di spago...tanto sono il nulla e sarebbero stati rotti....ma intanto si è giocato di fantasia....vi piacciono?




Anche questi bicchierini "Oreo" sono carini da guardare prima che da assaggiare però vi assicuro che sono anche buoni! Ne girano tanti in rete ma io non li conoscevo prima che un ragazzino innamorato della cucina non me li facesse conoscere.

Ingredienti:
Una decina di biscotti oreo
50 gr. di burro
gelato a piacere (io gusto tiramisu')
panna montata


Procedimento:
Frullare nel robot da cucina i biscotti con il burro finchè si amalgamino le briciole. Se necessario aggiungere un altro po' di burro. Rivestire con il composto un paio di bicchieri di plastica e riporre nel congelatore per un'ora circa.
Estrarre i bicchierini e con le forbici tagliare il bicchiere di plastica intorno. Riempire il bicchierino Oreo con gelato al tiramisù e panna montata.


Sono semplicissimi, buoni e belli da guardare. Tra i cinque sensi "la vista" ha il pregio di precedere quanto gusterai. È così un po' con tutto, con il cibo che mangi, con i luoghi che vivrai, con gli oggetti che toccherai.....rappresentano il bello anche se apparentemente vuoto...ma in fondo hanno un loro perché!!!!!
Buon fine anno amici del ciberspazio!!!!!

sabato 10 dicembre 2016

Polipetti alla luciana con i ceci....facciamo l'albero che le feste sono quasi arrivate!!


Trovo che come per la realizzazione dei nostri sogni sia il percorso la parte migliore, anche per le feste di Natale sono proprio la preparazione e l'attesa che ne amplificano la valenza! 
Vi assicuro che non ci si può stancare di lasciarsi cullare dai momenti magici del Natale a patto che ci si predisponga con lo spirito giusto, con l'atteggiamento dei bambini che è sicuramente da imitare. In casa, con loro, è più facile trovare la sintonia perché mentre siamo impegnati a rendere per loro la realtà avvolta di magia ci si finisce per "cascarci".
Sorridiamo poco noi adulti, ci blocchiamo presi da mille paure di cose ancora non accadute, congeliamo la nostra immaginazione in sacchetti da freezer, lasciamo in cantina lo scatolone dei ricordi....
Ricordi che sono preziosissimi da rispolverare in momenti simili perché c'è stato fortunatamente qualcuno che ha lavorato tanti anni fa per noi, perché noi quello scatolo tutto impolverato lo avessimo potuto un giorno riaprire..
A volte, per tanti giusti motivi, si vivono le feste anche peggio del resto dell'anno. Ci si sente obbligati ad un atteggiamento da manuale ritrovandosi ad attuare una forzatura su se stessi. Magari perché ci sono i problemi che incombono e stridono con un'atmosfera fatata o addirittura si soffre per persone care che non sono più qui e mancano tantissimo ...meglio i giorni di routine quotidiana in cui tutti indaffarati non si ha il tempo di avere nostalgia.
Ed allora gli addobbi, le luci, le riviste che raccontano di bianco e di neve, le ricette che si postano su un fondo luccicoso sembrano non funzionare!!
Proviamo a fare un esercizio?
Giu' lo scatolone impolverato in cantina, via la paura dell'incerto, forte la consapevolezza che le persone assenti sono al nostro fianco.
Confusione, chiasso, risate...imitare questi bambini presi solo dalla gioia di abbellire il proprio albero diventa coinvolgente...perché quando lo si accende si illumina anche qualcosa dentro!!!
Bisognerebbe essere come uno stelo d'erba in un campo che si lascia piegare dal vento...è solo così che si riesce a far vibrare quella corda di emozioni dentro di noi.

Quest'anno ho lavorato anche il giorno della vigilia dell'Immacolata, una festa nella tradizione di pochi, e sembrava dovesse saltare il famoso cenone di cui ormai sono io la fautrice da quando mia nonna e mia zia non ci sono più. Ed allora le persone che mi sono attorno cosa hanno fatto? Hanno organizzato tutto loro ed a me è toccato solo vedere le bambine fare l'albero e mettere la  tavola. Alle 20.00 in dieci a tavola, per un attimo qualche problema alle spalle ed un brindisi per l'inizio delle feste. 
Ma qualcosa sono riuscita a preparare, un piatto classico della nostra cucina partenopea alla quale aggiungo da tempo dei ceci che arricchiscono il piatto.

Ingredienti:
1 kg di polipetti
2 scatole di pomodorini
un barattolo di ceci cotti
un bicchiere di vino bianco
olio EVO 
sale 
pepe
prezzemolo


Procedimento:
Pulire i polipetti, lavateli e poneteli in una pentola di coccio senza acqua ne condimenti. Dopo 10 minuti versate il vino e lasciate evaporare senza coperchio. A questo punto aggiungete i pomodorini in scatola, il prezzemolo e l'olio. Salate, pepate e fate cuocere per 10 minuti. Aggiungere i ceci cotti in scatola e continuare ancora la cottura per ulteriori 10 minuti.

La ricetta è di un mio libricino stile "Bignami" di ricette napoletane dal titolo "Frijmmo e magnammo" che da una vita staziona nella mia cucina nei giorni di festa tanto da avere le pagine consunte, un po' macchiate, e con le note a penna di modifiche fatte anno per anno per non dimenticare i diversi accorgimenti apportati strada facendo.
Il sugo di questo piatto è dolce e sapido di mare al tempo stesso. Lo si accompagna con crostini o pane casareccio da inzuppare.
Una possibile alternativa è poterci condire degli spaghetti cotti al dente...è il commento che viene sempre fuori quando si sta per finire di mangiarli..."qui ci vorrebbe uno spaghettino!!!".

domenica 27 novembre 2016

Spigola all'acqua pazza.....ed il calendario dell'Avvento!






Il consumismo, che regola lo stato di benessere di ogni paese industriale perché se non si compra la merce la moneta e l'economia non girano, fa si che non cali neanche il sipario sulla festa di "Tutti i Santi" del primo Novembre che già ogni vetrina è pronta ed agghindata in attesa del Natale. 
Vedo panettoni gia' stratificati in piramidi nei supermercati, la frutta secca che accompagna gli scaffali della frutta, cioccolate e ceste natalizie infiocchettate mi fanno girar la testa dinanzi ad ogni coloniale solo per il gusto di guardarle.
Gli addobbi per l'albero, la neve artificiale che scende dietro le vetrine, i primi pungitopo imbiancati fanno dimenticare quanto faccia caldo ancora adesso da queste parti.
Porto dentro il cuore il mio Natale di bambina che dopo una passeggiata serale al freddo insipava l'aria calda entrando in casa e guardava incantata l'albero luccicoso che ci aspettava.
La nonna per renderlo più colorato ci regalava le cioccolate a forma di Babbo Natale o di monete dorate da appendere ed in attesa che il Natale arrivasse ogni giorno ne facevo scomparire qualcuna scartocciandola di nascosto.
Poi si sa, le culture si influenzano e si fondono, e quello che qui in Italia è il periodo dell'Avvento cadenzato dalle candele che si accendono una per volta nelle quattro domenica prima del Natale si è aggiunto il calendario dell'Avvento di origine Tedesca che fa un countdown ogni giorno dal 1 al 24 dicembre con finestrelle o sacchettini da aprire!!!
Da quando le mie figlie sono nate di calendari dell'Avvento ne ho comprati di diversi, poi abbiamo cominciato a crearne dei nostri con pacchettini di carta e disegni natalizi...
Quest'anno sono pronte per prendere tra le mani ago e filo e così, con pannolencio rosso, adesivi e mollettine natalizie numerate se lo son create quasi da sole!!!
Le ho aiutate nel ritagliare i sacchetti, ho infilato il filo nel grosso ago ma loro hanno fatto il resto.
Ed adesso che è pronto lo abbiamo appeso, lo riempirò di dolci sorprese che cadenzeranno il ritmo dell'attesa.



Manca poco ed arriverà anche la prima delle vigilie...quella dell'Immacolata. Di consueto si mangerà pesce ed intanto facciamo le prove dei piatti. E' la volta di una spigola cotta all'acqua pazza.


Ingredienti:
1 spigola di allevamento di mare
1 spicchio di aglio
3 cucchiai di olio EVO
mezzo bicchiero di acqua
mezzo bicchiere di vino bianco secco
una decina di pomodorini
sale q.b.
prezzemolo

Procedimento:
Pulire la spigola dalle interiora e sciacquarla bene. Adagiarla in una pentola con olio, aglio. Lavare i pomodorini, tagliarli a metà ed aggiungerli al pesce. Salare poco per insaporire leggermente i pomodorini. Far cuocere per una decina di minuti con l'aggiunta dell'acqua e del vino ed ultimare la cottura. Schiaccare con i rebbi della forchetta i pomodorini perchè ne esca il sugo. La spigola sarà cotta dopo circa 20 minuti,  se ne è certi quando l'occhio del pesce è tutto bianco.Ultimare con un ciuffo di prezzemolo tritato.

Questo classico sughetto detto "acqua pazza" fatto di pomodorini, acqua e vino è un classico della cucina Campana che permette di cuocere pesci o soute di vongole e cozze in un modo molto gustoso. Il liquido che si forma mentre consente al pesce di cuocere si impregna a sua volta del suo sapore rendendolo davvero un piatto dal sapore di mare.
Si sa che con il pesce ci sta bene il pane soprattutto quando alla fine lo si puo' inzuppare in tanto sapore.
Una volta tolte le spine si impiatta proprio ricoperto di "acqua pazza".
Pronti all'inzuppo?

mercoledì 9 novembre 2016

Sugo alla Bolognese di casa....Torino e Salerno gemellate per le luminarie di Natale!!!



Il viso all'insù, il nostro come quello dei bambini meravigliati quando, spuntando fuori dal parcheggio sotterraneo del centro storico di Torino, ci siamo ritrovati in piazza San Carlo accolti da grossi lampioni multicolore!
Un ponte di autunno, un viaggio improvviso e coccole per una famiglia sempre di corsa che non riesce a riunirsi per fermare il tempo! 
Un' intimità ritrovata che non ha prezzo perché quando siamo soli noi quattro funziona così...otto ore di viaggio spezzate da una sosta in Toscana, a visitare la bellissima cittadina di Monte San Savino in provincia di Arezzo, per mangiare alla "Pecora nera" la fiorentina di Chianina, la ribollita , la trippa ed i cantuccini di casa.
E così otto ore di viaggio si sentono meno e nessun segno di cedimento di due bimbe curiose che hanno accettato l'invito di vedere Torino prima di tutto di notte.

Poi di giorno per due lunghi giorni, per otto ore di fila.....Torino maestosa , Torino regale, Torino con i colori delle foglie in autunno al "parco del Valentino" lungo il Po'", che in questa stagione è ancora più bello!!".


Le stanze di un "castello medievale" permettono di rivivere i banchetti e le cucine di corte con camini enormi, poi sono i sacchettini di gianduiotti e grosse caldarroste a cadenzare le lunghe camminate.... Piazza Castello, la Mole Antonelliana, i bellissimi negozi del corso sotto i grandi porticati, gli artisti di strada, la Sacra Sindone, il "Museo Egizio".....
Esausti la sera a far spesa in una tipica salumeria della fantastica periferia torinese, Moncalieri, a comprare i formaggi tipici come quello di Pinerolo ed il gorgonzola al cucchiaio....ed alla ricerca della salsiccia di Bra' che, sigh...non abbiamo trovato pronta....
Presso un carinissimo residence, "Le Serre", che affaccia sui tetti delle case sottostanti, ci attendeva la sera un nido tutto nostro.
Un cucinino per prepararci la cena,  un comodo divano nel quale sprofondare in quattro con cioccolata calda e tisane tra le mani davanti alla tv con i piedi sul tavolino davanti. Un soppalco di caldo legno come di legno un tetto con lucernario a ricoprire un soffice letto stile Heidi! Un mattino nebbioso sul giardino antistante visto dalle finestre come in un' atmosfera surreale.
E con la fine di questo prezioso ponte eccoci al rientro, carichi come non mai e per la domenica successiva ancora in cucina, stavolta la nostra cucina...e stavolta il mio compagno prepara la sua Bolognese...
ho ceduto a lui il mestolo per un bel ragu' fatto di ingredienti semplici egenuini, ricco di carne macinata e di sugo acquistati al chilometro zero presso l'azienda "Del Corso" (di cui ti parlai qui)....e gli rubo la ricetta!!

Ingredienti:
300 gr. di carne macinata
Una bottiglia di 1/2 litro di sugo
mezza cipolla
una carota grande
sedano
1/2 litro di vino bianco (io "
Coda di volpe")
sale q.b.
2 cucchiai di olio EVO


Procedimento:
Tagliare a dadini piccolissimi la carota, la cipolla ed il sedano.
Mettere in una pentola l'olio nel quale far soffriggere le verdurine, poi aggiungere il macinato e far rosolare il tutto. Aggiungere il vino bianco e cuocere a fuoco lento per quasi quaranta minuti, finchè le carote non siano completamente cotte.
A questo punto aggiungere la passata di pomodoro, salare quanto basta e completare altri dieci minuti la cottura.




E così il sugo è pronto...fatto sobbollire lentamente e con l'aggiunta del pomodoro solo in ultimo fa si che il macinato e le carote siano completamente amalgamate, e queste ultime donano un dolciastro giusto alla Bolognese.
Ho usato delle tagliatelle paglia e fieno della Rummo ma anche prepararle in casa avrebbe un suo perchè...il sugo si impregnerebbe bene nella pasta porosa.
Quando ne rimane lo si può conservare in frigo dentro un barattolo di vetro per qualche giorno. Magari per una cena appetitosa infrasettimanale dove il lungo tempo di cottura non lo peremetterebbe. Giusto per coccolarsi anche nella nostra casa più calda, più accogliente, e noi ancora con la voglia di stare insieme....
Ed ora anche qui usciamo con il viso all'insù ed ancora ci ritroviamo ricoperti dalle stesse luci delle luminarie, quelle che da anni Salerno e Torino gemellate si scambiano...
....e la magia del Natale comincia a girare nell'aria!!!!