lunedì 24 agosto 2026

Mafaldine e ricotta al ragù con braciole……..con lo sguardo all’insù a guardar le stelle!!!

In questo caldo pomeriggio d'estate, dopo ben tre settimane di una casa che ha fatto il pienone arrivando ad essere anche in 12 persone con letti ordinari e gonfiabili a ricoprire ogni centimetro quadrato di pavimento, mi ritrovo con una casa semivuota.
Mesi fa chiacchierando con una specializzanda al policlinico che seguo per lavoro alla quale raccontavo dei figli che si fanno grandi e di Laura che si è trasferita mi disse:" Elena tu soffri della sindrome del nido vuoto".
Aveva ragione!
Tanto vado in iperadrenalina a nido pieno perchè richiede energie ed impegno essendo non semplice con il caldo estivo coordinare spesa, pasti e spostamenti, quanto poi vedendoli pian piano partire la casa mi sembra enorme e solitaria.
Però stamattina, mentre galleggiavo spaparanzata a largo di acque cristalline sul mio nuovo lettino gonfiabile fatto di due salsicciotti tenuti assieme da una morbida rete (invenzione geniale di quest'estate 2026), mi sentivo al pari di una vip sul suo yacht nel suo dolce far niente. E mi è venuto in mente che il post delle stelle cadenti poi non lo avevo più scritto.
Ed allora ritorniamo al mio fine settimana di luglio in Basilicata quando dopo aver visitato Castelmezzano, il paese con le dolomiti Lucane che vi ho raccontato nel post precedente, percorrendo strade tra fitti boschi siamo arrivati al vicino paese di ANZI.
Avevamo prenotato una visita serale al Planetario dove era prevista la visione della LUNA con un potente telescopio elettronico.
Il paesino, a picco sul costone di un monte, si percorre tra viottoli illuminati da antichi lampioni fino ad arrivare in cima all'Osservatorio che svetta assieme alla chiesa sovrastando il suo promontorio.
Da qui abbiamo goduto di uno spettacolare tramonto prima di accedere alla visione delle stelle.
I planetari hanno il loro fascino.
Eravamo in 16 a seguire questa lezione sulla cupola celeste che ci sovrasta.
Spente le luci del planetario, con gli occhi puntati al cielo della nostra galassia, un esperto ci ha guidato a riconoscere le costellazioni dello zodiaco, i carri dell'Orsa maggiore e minore. Un ripasso per me che abituata a guardare il cielo con mio nonno, maresciallo di marina, so abbastanza bene come ci si orienta nel riconoscere la stella polaris, il polo nord ed a misurare la posizione in latitudine rispetto all'equatore quando si è in mare aperto senza punti di riferimento.
E per finire un'esperienza unica alla scoperta della luna con tre giri per ciascun componente del gruppo osservando attraverso il telescopio i suoi crateri ed i suoi mari.
Un'ultima vista al paese di Anzi dall'alto.
E giù per i suoi vicoli ed i suoi lampioni sulla strada del ritorno pensavo che sentir raccontare della nostra galassia e di tutto ciò che nell'Universo può esserci ha un fascino misto a conoscenza e mistero.
Soprattutto il concetto di spazio e tempo diventano relativi rispetto ai risicati conteggi spazio-temporali vitali a cui siamo abituati.

Agosto è stato il mese delle stelle cadenti o almeno magicamente ci piace pensarla così.
Sappiamo che in realtà in questo periodo dell'anno attraversiamo questa zona del nostro sistema solare in cui è più fitta la presenza di polvere spaziale di stelle che entrando a contatto con l'atmosfera terreste brucia creando una scia luminosa.
Ma a noi piace pensare che siano stelle che cadono nella notte dei desideri.
Ci siamo salutati con l'appuntamento ad agosto dell'anno prossimo per vedere con lenti protettive l'eclissi di sole che ci sarà.
E qui che al mare, tra un tuffo ed un cocktail al tramonto, l'estate sta per finire, abbiamo pensato ad un pranzo domenicale servendomi del caseificio e della macelleria del posto per comprare una buona ricotta di pecore e buona carne per farne braciolette.

Ingredienti:
4 ferrine sottili per braciola
prezzemolo
aglio
scaglie di Grana Padano
500mgr. di pasta formato mafaldine
1 bottiglia di passata di pomodoro
1 scatola di pelati
cipolla
sale q.b.
olio,Evo
basilico

Procedimento;
Preparare 4 braciole mettendo al centro di ogni fettina il prezzemolo, l'aglio tagliato,a lamella e scaglie di Grana Padano. Soffriggere in olio Evo un pezzo di cipolla a fettine sottili ed aggiungere le braciole cuocendole su ogni lato. Una volta cotte aggiungere la passata di pomodoro ed il quantitativo di una scatola di pelati passata al mixer. Far cuocere il ragù a fuoco lento salando il tutto.
Portare l'acqua della pasta ad ebollizione, salarla e versarci le mafaldine da far cuocere come da indicazioni sul pacco. Scolarle rimetterle nella pentola di cottura con la ricotta ed il ragù rigirando il tutto a fuoco basso.
Preparare i piatti guarniti con un ciuffo di ricotta e del basilico.
Ottime le braciole come secondo piatto di portata.
Vi lascio con questo piatto sperando che le temperature estive sopra la norma comincino a calare dandoci una tregua e facendoci recuperare maggiori energie per essere più operarivi.
Appuntamento al prossimo post!
Baci!!

lunedì 27 luglio 2026

Tartare di scottona con pomodorini ed avocado…….ed una gita sulle dolomiti lucane tra leggende e streghe!!

In piena estate le giornate sembrano avere una durata doppia rispetto all'inverno. E' proprio vero che la LUCE è vita e finchè non fa buio si ha voglia di uscire,di passare le giornate in spiaggia o di andare in esplorazione di posti nuovi.
Ancora al lavoro per qualche giorno e tocca accontentarsi di un fine settimana; ma può bastare se si scelgono mete vicine che date per scontate una vita poi non si conoscono realmente.
Quando il mio compagno ha cominciato a scrollare il telefono qualche sera fa è stato con il desiderio di trovare un posto di montagna fresco per dimenticare il caldo cittadino rovente che ci attanaglia.
Incredibile la marea di posti che i social propongano per passare giornate diverse, a pochi passi, ma ben pensate.
La Lucania è una di queste mete.
Basta poco più di un'ora per arrivare da Salerno a Potenza dopodichè la Basilicata propone, lungo la via Basentana, una miriade di borghi incastonati tra le montagne che aspettano soltanto di essere visitati.
Ovviamente gli stranieri ci precedono in questo e sabato scorso ne abbiamo trovati tanti in visita nel borgo di CASTELMEZZANO. Ci ritroviamo di fronte ad uno spettacolo meraviglioso. Il paese sembra sottostare ai piedi di montagne somiglianti alle dolomiti da cui ne prendono nome "DOLOMITI LUCANE".
E' un borgo ben tenuto con strutture ricettive B&B per restarci la notte, bar per gustare ricchi aperitivi e trattorie dove assaporare la cucina lucana classica caratterizzata dalla presenza di peperone crusco a condire strascinati e ravioli che abbiamo mangiato alla trattoria "Del vecchio scarpone" dal gusto molto particolare.

Ma è un posto che attrae anche ragazzi ed intere famiglie perchè queste dolomiti sono percorribili da una "SLITTOVIA" su rotaia che scende per 1180m con discesa mozzafiato dalla montagna del Peschiere al borgo del paese. Genitori che accompagnano figli o ragazzi da soli che su di un Bob vivono emozioni adrenaliniche tra natura e paesaggio.
Per i più estremi la vallata viene invece attraversata con il classico "Volo dell'Angelo" percorrendola imbracati ed aggangiati ad un filo di acciaio.
Ma le emozioni non finiscono qui perchè dal cimitero del paese parte un sentiero contadino di 2 km che consente, con scarpette da ginnastica, di scendere nei boschi per risalire verso le dolomiti passando per fiumi e cascate. Lungo il percorso si è accompagnati da voci di streghe a raccontare leggende tramandate oralmente con canti celtici in sottofondo lungo IL PERCORSO DELLE SETTE PIETRE. Le sette tappe restituiscono i temi del destino, l'incanto,il sortilegio, le streghe, il volo, il ballo ed il delirio.
Ne viene fuori un libro "Vito ballava con le streghe" di Mimmo Sammartino.
E' qui che ci siamo inoltrati dopo pranzo nella foresta verso un fiume a valle tra il fresco degli alberi. Un' esperienza veramente rigenerante.
Nel tardo pomeriggio ci siamo spostati nel vicino borgo di ANZI per una visita notturna prenotata all'Osservatorio planetario. Ma di questo vi racconterò nel prossimo post.
E proprio perchè in estate, a meno che non ci si fermi in una trattoria a gustare prelibatezze del posto, fa tanto caldo e la voglia di cucinare nel senso letterale del termine viene meno, le serate a casa sono cadenzate da insalate di pomodori con fresella o contorni veloci e leggeri.
Mi è piaciuta l'idea della tartare di carne proprio perchè cruda ma che accompagnata da cose fresche diventa un piatto gettonato.

Ingredienti:
2 piccole tartare di scottona
pomodorini gialli e rossi
1 avocado ben maturo
olio
sale
pepe
limone
maionese

Procedimento:
Pulire l'avocado e tagliarne il frutto a pezzetti. Tagliare anche i pomodorini. Condire il tutto con sale, olio, limone e pepe. Adagiare la tartare e ricoprirla con gli ingredienti preparati. Qualche ciuffo di maionese a terminare il piatto.
Vi lascio degustare la tartare riaggiornandoci quanto prima......credo verso il periodo delle stelle cadenti✨

E vi lascio con le parole del libro menzionato:
"C'è una storia di pietra lunga duemila metri e anche di più.
E' una storia di racconti e di visioni.
Di segni impressi lungo il percorso delle sette pietre.
Dice di quelle donne, le masciare, che si ungevano con l'olio fatato raccolto nella cavità di un albero di ulivo.
Dice di quando attraversavano la notte sulla groppa di cani bianchi.
Dice di Vito, il contadino, e di quando, preso da fattura d'amore, ballava con le streghe.

martedì 30 giugno 2026

Orata alla brace…..e vi porto con me in giro a Pompei!


"Città che non mantiene mai le sue promesse,
città fatta di iuci e di fotografia
di Maradona e di Sofia...
ma è la mia città
tra l'inferno e il cielo..."

Pino Daniele....Un angelo vero

Vorrei poterti far ascoltare questa canzone di Pino per farti comprendere quanto amiamo la nostra terra.
Una terra Campana come quella di Pompei che ci è stata preservata da papà Vesuvio con la sua esplosione che secoli fà, nel 79 d.C., dopo un terribile boato, ricoprì con vari strati di lapilli, pomice e ceneri la città, restituendocela quasi intatta con la scoperta fatta solo nel 1700.
Un Vesuvio che tra l'inferno ed il cielo ha fatto un regalo alla nostra civiltà; donarci non solo un' architettura geniale degli antichi Romani rinvenuta tra ville, strade, botteghe e affreschi. Geniali lo sono stati per costruzioni di torrette lungo le strade utili a formare dislivelli negli acquedotti facendo uscire acqua dalle fontane, ergendo sassi lungo le strade per sopraelevare il passaggio da un lato ad un altro e non cadere nell'acqua o fango, dipingendo affreschi utilizzando una miscela di molluschi a dare il colore rosso pompeiano divenuto famoso. Ed ancora la scoperta del cibo rinvenuto nei magazzini a dirci cosa mangiavano, dell'uva per la terra florida vulcanica che ancora oggi si continua a produrre, e le panetterie con un sistema di macinatura sul posto alla vista dei clienti con pietre ed asini perchè chi l'acquistava era sicuro di non rompersi un dente che sarebbe significato morire di setticemia. Avevano una cultura che si era evoluta dal paganesimo, avevano superstizioni testimoniate da immagini di avi e divinità protettori e da ciondoli fallici portafortuna disegnati dai mercanti contro il malocchio a protezione delle attività floride. Una storia affascinante che ci è stata narrata da una guida, Luca, entusiasta e appassionato di queste storie e questa terra.
Lui ci ha raccontato che i Pompeiani avvertirono già dal 62 d.C. i fenomeni sismici ed a causa di danni e crolli la nobiltà romana lasciò la città alla borghesia che ne acquisì gli spazi ma anche un posto strategico per fare affari con il mondo partendo con numerose navi dal porto.
Migliaia di aneddoti snocciolati in due ore sebbene ci avesse colti un'acquazzone estivo violento lungo la visita.
Io ed i miei colleghi ne abbiamo assaporato, come si fa per un buon piatto, ogni parola per capire come i pompeiani vivevano, facevano affari e cosa ci fosse prima dell'eruzione. Addirittura la città di Roma, nonostante la sua grandezza, restituisce meno a causa delle irruzioni e dei saccheggi dei barbari post-impero Romano che qui non sono stati possibili perchè il Vesuvio ha tenuto tutto nascosto fino al rinvenimento.
Ecco perchè i Napoletani amano il Vesuvio che copre con una tragedia ma protegge e restituisce nei secoli la "STORIA". Queste alcune immagini del giro tra strade, negozi, ville, anfiteatro, terme e palestra.
Ricorrente l'immagine fallica alata che rappresentava prosperità e fertilità trasformato poi dai napoletani nel cornetto portafortuna.
Per capire come morirono tutti i Pompeiani colpiti dalle ceneri e lapilli vi sono conservati i calchi in gesso ottenuti dagli archeologi durante gli scavi.
I Pompeiani erano lussuriosi e pieni di bordelli come il più famoso, "il Lupanare". E dai calchi son stati rinvenuti anche amanti in posizioni intime ea anche dello stesso sesso.
Vi invito a fare un giro per la Campania ma vi anticipo che non vi basterebbe un solo viaggio. La possibilità di rimanerci per settimane o tornandoci a più riprese vi farebbe capire a fondo la sua storia, vedere le sue bellezze, respirarne la cultura.
Noi stessi campani ne conosciamo soltanto una parte ed oltre a viverla ed assaporarla tutti i giorni cerchiamo di essere turisti durante l'anno per ammirarla in tutti i suoi angoli.
E ci vuol tempo a disposizione ma anche una buona guida per cogliere in alcuni posti come Pompei cosa ci viene restituito.
Ed ora un'idea di come si cena nelle calde serate estive qui da noi.
Ingredienti:
Un'orata
prezzemolo
aglio
sale
limone
olio EVO
Procedimento:
Un pò di brace in giardino e comprando pesce fresco, che sia orata, spigola o branzino, lo si pulisce dalle interiora e dopo averlo sciacquato bene lo si riempie con aglio a spicchi, fette di limone e prezzemolo. Si condisce con olio e sale sempre all'interno e si mette a cuocere sulla brace girandolo a metà cottura perchè sia cotto daentrambi i lati.
Io ho preso proprio la gliglia che lo contiene onde non romperlo nel girarlo.
Consiglio un taglio trasversale fatto con coltello su ogni lato per poterne tenere sotto controllo la cottura.
Quando la carne è completamente bianca l'orata è cotta.
Sarà saporitissiama e sugosa. Si pulisce ed adagiano le parti di carne bianca in un piatto da portata.
Accompagnato da insalata condita sarà una cena estiva perfetta.
Ed allora vi auguro un BUON INIZIO ESTATE all'insegna della giusta curiosità per girare e conoscere le nostre bellezze. Ed ancora spero abbiate tempoo per cene leggere e buone per serate in terrazza o giardino.
A presto!

domenica 24 maggio 2026

Lumache di terra ……benessere e bellessere!

Tempo di acquazzoni e lumache...basta un piccolo orto sotto casa pieno di insalata e le nostre amiche ci brulicano gioiosamente.
Proprio un anno fa il mio collega ed amico Danilo che mi aveva fatto vedere un video con gattini appena nati mi chiamava per dirmi di comprare una sportina ed andare a prenderne uno entro sera dopo che gli avevo rotto l'anima per settimane affinchè non si rimangiasse la parola e me ne regalasse uno. Così un giorno mi chiama: "Elena è arrivato il momento, la mamma li va nascondendo nelle campagne qui intorno per la paura del rumore delle motoseghe dei vicini che mettono a posto i giardini. Corri o non li troverai più".
E così in fretta e furia io e le ragazze siam partite in direzione Mercogliano, una frazione di Avellino.
All'arrivo Danilo ci fa entrare con la macchina nel parcheggio della sua villetta. E' tutta circondata dal giardino e da un orto ben curato di cui la moglie Lidia si prende cura quando rientra il pomeriggio da lavoro.
Insalata, erbette di campo e fragole spuntano in quadrati di terra tenuti ordinati, e mentre lei cerca i gattini che si sono per l'ennesima volta nascosti, io noto qualcosa in movimento.
Una gran quantità di grosse lumache passeggiano lentamente, uscite fuori per la frescura di un veloce acquazzone primaverile che ha donato all'aria l'odore di terra bagnata.
"Oddio le lumache. Che buone che sono" grido a Danilo ed alla moglie Lidia...".
"Io ne vado matta da quando ad una festa del castello a Cava de' Tirreni le avevo scoperte da un mercante della fiera che le vendeva acconciate in un bicchierino di plastica."
Un gattino rosso, oggi il nostro Ruby, si fa prendere facilmente gettandola in barba ai fratellini giunti tardi per l'adozione. E mentre le mie figlie se lo accarezzano emettendo nel frattempo gridolini di gioia, Lidia mi riempe un sacchetto con insalata e fragole buonissime.
E' passato un anno da allora, ed oggi Ruby se la gode così la sua e nostra casa.
E nel frattempo Danilo, attento come sempre, quest'anno che dovevamo rivederci per un pranzo, ha ben pensato di farmi un gustosissimo omaggio. Una gran quantità di splendide lumache!!!
Che io sappia, in pochi mangiano le lumache!
A volte uno dei fruttivendoli al mercatino rionale della mia città ne ha un sacco pieno in attesa che qualcuno le acquisti.
In realtà le lumachine di terra sono di un buono e basta pensare ai nostri vicini francesi con le loro "ESCARGOTS alla bourguignonne" per comprendere quanto siano un piatto fine e prelibato.
Anni fa le mangiai a Parigi; te li portano come antipasto con una cremina a base di prezzemolo e aglio sull'apertura. Mentre le mangiavo la mia famiglia era tra lo scettico ed il curioso ma fortunatamente per me nessuno le volle assaggiare...eh eh.
Ma la fama delle lumache non si ferma alla gastronomia.
Possiamo costatare che oggi così come per millenni la ricerca del benessere interiore va di pari passo al bellessere esteriore. Il tutto per ambire ad una qualità di vita che possa essere la migliore possibile. Un obiettivo che ciascuna persona sana di mente si pone.
A supporto di ciò nascono centri di benessere come i funghi, i prodotti di bellezza sono molto ricercati, l'estetica e la chirurgia placano il desiderio a tutti i costi di fermare il tempo.
Inoltre presidi farmacologici innovativi puntano ad allungare la vita e la ricerca elabora nuove molecole promettenti studiate per snellire e tornare in forma.
E' pur vero che saper mangiare sano è oggi come non mai una vera impresa. Da un lato il benessere ed il cibo industriale hanno introdotto il problema dell'eccesso di calorie che inglobiamo a fronte di una vita che per ritmi e tecnologia che avanza ci rende sempre più letargici e sedentari.
E veniamo allora alla fama che la bava di lumaca si è guadagnata negli ultimi anni divenendo uno degli eccipienti fondamentali nella skincare quotidiana.
Seguendo le indicazioni di AI mi dice che la crema a base di bava di lumaca, che io da più di un anno applico tutte le sere sul viso dopo che il mio spacciatore profumiere me ne trova di diverse tipologie, ha la proprietà di rendere la pelle IDRATATA, ELASTICA, LA LENISCE, MINIMIZZA LE MACCHIE E LA RENDE PIù LUMINOSA.
All'interno sono presenti sostanze come ALLANTOINA, ACIDO GLICOLICO, COLLAGENE, ELASTINA, MUCOPOLISACCARIDI E VITAMINE A, C ed E. Io ne ho trovato molto giovamento ed anche come contorno occhi ci sono creme specifiche.
La sera mi regalo il mio quarto d'ora di benessere quotidiano prima di dormire e spesso sorrido perchè sul comodino al fianco del letto compaiono creme a base di siero di vipera e veleno di api....insomma mi sento tanto una stregona con le sue pozioni di giovinezza ...eh eh!!
E torniamo allora alla mia ricetta delle lumachine di terra:

Ingredienti:
1 kg di lumachine
spicchi di aglio
peperoncino fresco e secco
prezzemolo
olio EVO
sale q.b.

Preparazione:
Tenerle per 3-4 giorni in una cassetta a spurgare sciaquandole due volte al giorno perchè tutto il terriccio all'interno vada via.
Una volta pronte vanno cotte coperte di acqua fredda a fuoco lento perchè escano fuori. Passati 20 minuti circa si spegne il fuoco e si scolano.. In una padella si fa soffriggere olio, aglio e peperoncino e si aggiungono le lumache. Si fanno insaporire girandole ed aggustandole di sale. A fine cottura si aggiunge abbondante prezzemolo sminuzzato.

Se dovessero chiedermi che sapore hanno io risponderei che sono delicate ma sanno anche di sottobosco, di quel sentore che molti ricercano nei funghi o nel più pregiato tartufo, ed ancora nel vino rosso.
Io le preferisco poi fredde, assaporate tirandole fuori dal guscio con l'aiuto di uno stuzzicadenti.
Si conservano in frigo per tre, quattro giorni.
Le gusto come aperitivo
E gustandomele vi dò appuntamento al prossimo post!!

martedì 5 maggio 2026

Pangoccioli con il tang zhong…..e familiarizzare con l’ AI !

AI, intelligenza artificiale.
Alzi la mano chi di voi negli ultimi tempi non abbia avuto a che fare con "lei".
E si parlo di "lei" dal momemto che, anche se sia artificiale, la immaginiamo come una persona apparentemente dotata di intelligenza anche superiore alla nostra, data la portata di così tante informazioni in essa immesse, capace di elaborare in tempi sorprendentemente rapidi risposte ed elaborati che noi avremmo un pò sudato a creare.
Inizialmente se si ha a che fare con "lei" c'è il primo effetto WOW!
Come la più ammaliante delle sirene ci tenta al pari della maga Circe con Ulisse, al pensiero confortante che ci sarà qualcuno in grado di fare un pò di lavoro al nostro posto con risultati più completi e soprattutto in tempi desiderati. E se qualcosa non ci convince sarà sicuramente stata colpa nostra perchè a detta sua "Non gli abbiamo dato il PROMPT giusto".
Improvvisamente ci sentiamo incompleti nel creare elaborati altamente performanti. Al suo cospetto sembriamo lumache brulicanti sull'insalata e ci sembra più semplice rivolgerci a "lei"....perchè si sa, il cervello umano è creato per risparmiare energia e trovare escamotage onde ridurre gli sforzi ai minimi termini come suo punto di forza.
Un giorno le figlie mi dicono:"Ma come mamma non usi chatGPT?"
Ed io che odio essere ritenuta non al passo con la tecnologia che avanza me la scarico sul cellulare e man mano che capisco con quale velocità mi risponde su ogni cosa comincio a vederla come la lampada di Aladino. Mi sforna ricette con tutte le possibili varianti, mi spiega dettagliatamente come rivestire una finta torta di polistirolo per il compleanno di mia figlia, mi suggerisce con foto di materiali immessi come confezionare bomboniere o centro tavola.
Sicuramente un aiuto notevole sebbene il mio cervello abituato ad essere sempre attivo mi suggerisce varianti meno ingessate di quel che continua a rifilarmi....bà, avrò sbagliato prompt, penso tra me e me.
Poi a lavoro indicono una riunione nella quale annunciano che quest'anno "conoscere e saper usare "AI" sarà nel nostro piano di sviluppo e crescita professionale. Le cose cominciano a farsi serie. Se non la sai usare rischi di essere scambiato per l'uomo di Neandertal con la clava tra le mani.
I primi corsi sono allettanti....facilità di utilizzo e risultati apparentemente TOP. Addirittura una delle cose che il sistema fa è aiutarti a creare promt giusti al posto tuo.
Ma tutti si saranno chiesti....perchè non l'hanno inventata prima e come avranno fatto le generazioni precedenti a vivere senza di lei.
Poi esce il "morto nel calzone" come si dice da noi, ovvero non è tutto oro quel che luccica.
Innanztutto le aziende creano sistemi di AI interni perchè se ti azzardi a far uscire informazioni sensibili al di fuori usando sistemi AI generici ti metti e metti la tua azienda letteralmente nei guai.
Poi scopri che se dopo aver ottenuto il risultato non umanizzi il tutto controllandolo attentamente rischi di fare errori madornali....ed ovviamente lei, AI, declina gentilmente ogni responsabilità".
Dalla cronaca viene fuori ad esempio che l'avvocato di un prestigioso studio legale, in America, sia nei guai perchè accusato di aver creato l'arringa con AI. Un' altra azienda di ricerca se la sta passando male perchè accusata di aver generato un farmaco senza sperimentazione clinica reale. E vogliamo parlare di video su Istagram che vedi e che non capisci più se sono reali o artificiali, o foto di persone insieme che magari insieme non stanno.....capaci di far fallire relazioni, mettere nei guai gente in vista, condividere in rete dati personali sensibili che diventano pericolosamente di dominio pubblico ed alla mercè di tutti...e chi più ne ha più ne metta.
Insomma altro che la dinamite quando dall'essere stata inventata per essere utile e stata poi usata per fare la guerra......secondo me indirranno un altro premio Nobel per scusarsi di questa opportunità pericolosa caduta nelle mani sbagliate.
La verità è che come tutte le cose grandiosi AI ha una grossa potenzialità ma va usata in scienza e coscienza!!
Occorrerà conoscerla e saperla utilizzare nel modo giusto ma siamo certamente all'ennesima svolta epocale
L'altro giorno a mia figlia è venuta voglia di fare i pangoccioli con l'aiuto della planetaria e subito abbiamo cercato in rete le diverse ricette. Interessante la possibilità di renderli morbidi ed umidi anche per più di un giorno con la tecnica di panificazione di origine asiatica.
E vediamo come mi sono servita di lei per capire, una volta trovata la ricetta, cosa fosse questo "tang zhong"
Questo pre-impasto cotto fatto di farina e acqua (o latte) in un rapporto di 1:5, viene fatto cuocere fino a 65°C finchè diventa come una besciamella. Durante la cottura l'amido della farina gelatinizza trattenendo più liquidi che rilasceranno all'impasto un'umidità capace di rendere il manufatto fresco per più giorni. I giapponesi la usano in quei panetti che portano con la crema al latte nei ristoranti di sushi.
Ingredienti per 12 pangoccioli:

Per il tang zhong:
40 g. farina 0
200 ml di acqua

Per l'impasto:
560 g. farina 0
100 g. zucchero
20 g. lievito di birra
200 ml latte
1 uovo intero ed 1 tuorlo
10 g sale
50 g. burro
aroma di vaniglia
200g gocce di cioccolato

Procedimento;
Impastare gli ingredienti nella planetaria e dopo aver preparato il tang zhong unirlo all'impasto. Aspettare che gli ingredienti si incordino. Aggiungere le gocce di cioccolato e girare con la frusta ad uncino. Tirare fuori l'impasto dalla planetaria e riposto in una ciotola lo si lascia lievitare coperta da uno stofinaccio in un luogo caldo per 2 ore e 30 minuti circa. Creare 12 palline da 90g che cresceranno ancora per 1 ora e 30 minuti circa (io le ho messe in forno con la luce accesa). Cuocere in forno ventilato preriscaldato a 180°C per 15 minuti. Sfornare e lasciare raffreddare.
Saranno buoni per una merenda o la colazione ed andranno a ruba molto velocemente.
Ed intanto che il mondo ed anche noi ci prepariamo a prendere il meglio dall'IA traendone tutti i benefici possibili, sperando di usarla in modo responsabile e minimizzando i danni dell'uso incorretto vi dò appuntamento al prossimo post!!

mercoledì 8 aprile 2026

Casatiello napoletano…… la Resurrezione!!

Eccoci qui dopo che per pochissimi giorni siamo stati a preparare cibo che servirebbe a sfamare gente per settimane.
E'appena trascorsa la settimana Santa, quella che vede in trepidazione tutti per l'acquisto di ingredienti che sono serviti a creare prelibatezze dolci e salate: pastiere, casatielli e pizze rustiche sono stati sulle nostre tavole insieme a salumi, formaggi, ricotta salata, uova, carciofi, asparagi e fave fresche. Una corsa all'acquisto di colombe e uova di cioccolato hanno chiuso il cerchio delle cose buone. Ed ogni casa possiede la sua ricetta e la sua usanza...i rituali insomma, quelli che fanno bene al cuore ed allo spirito.
Uno spirito che basta poco a diventare inquieto se non ha dei punti fermi e delle certezze. E se alcuni punti fermi riusciamo ad averli si ha la forte paura di poterli perdere.
Partiamo dai propri affetti innanzitutto, per chi ha un compagno di vita, i propri figli, i propri genitori, gli zii e cugini o amici a cui si è legati.
Un giro di affetti che riempiono la nostra vita fatta anche di impegni personali, di lavoro e progetti che disegnamo nella mente con il desiderio di volerli realizzare.
Cosa rende però la vita più salda dato che le paure e le preoccupazioni offuscano spesso i nostri pensieri?
Ciascuno di noi ha la propria realtà interiore, il fulcro dei propri sentimenti ed emozioni, le proprie priorità, il proprio "credo". Un "credo" sviluppatosi per esperienze personali sin da appena nati e che hanno generato in noi "la nostra REALTA'".
E se con le parole si riesce ad esprimere soltanto una infinitesima parte di ciò che proviamo e pensiamo, al contrario il mondo interiore di ciascuno di noi è immenso.
Abbiamo una coscienza che ci guida nel cosa fare, come comportarci ed in cosa credere.
Il mio credo è che esiste la vita dopo la morte, che la nostra coscienza fatta di pura energia, oggi unita al nostro corpo, un giorno si libererà in altre dimensioni. E poichè sento dalla nascita un Dio buono a me vicino che mi ha accompagnata nel mio percorso in tanti momenti belli e meno della vita, ho consolidato la mia certezza fatta soprattutto di FEDE, quella forza interiore che ti dà certezza dell' aldilà senza prove scientifiche.
E qui casca l'asino...mi direste....senza prove scientifiche cosa vuoi dire se non una tua probabile intuizione ed anche errata magari?
Chi ti fa credere che davvero esista qualcosa oltre?
Sebbene io sia un "chimico", gli studi scientifici non mi hanno allontanato dalle certezze che sento ma mi hanno aiutato ancora di più. Sin dalle prime lezioni universitarie il mio professore di Generale davanti a tanta megnificenza della scienza diceva che per quanto il nostro sapere si avvicina al cerchio della verità con infiniti punti, essa non riuscirà mai a toccarlo completamente. Ed il prof. nella sua fede credeva che quella perfezione fosse Dio. Ed anche quando il professore Zichichi venne a tenerci un seminario all'Università e cominciò a parlare della teoria dell'esistenza di molteplici dimensioni oltre alle quattro classiche di spazio e tempo fu un discorso affascinante che dava idea di qualcosa che va oltre ciò che possiamo vedere.
La fisica moderna oggi cerca di capire cosa ci sia oltre a quanto affermato dalla fisica classica dato che non riesce quest'ultima a spiegare una realtà altrimenti limitata ai nostri occhi. Che essa sia incompleta si può dedurre ad esempio dal fatto che anni fa era eresia credere all'esistenza dei "buchi neri" ma oggi ci sono dimostrazioni della loro esistenza e sono stati anche fotografati.Oggi la fisica quantistica riesce ad interpretare meglio la natura delle cose.
E qui vi suggerisco di leggere un libro che mi sta piacendo moltissimo dal titolo "RESURREZIONE" (Federico Faggin et al.) dove la scienza incontra la Spiritualità con nuovi paradigmi che cercano di dare una spiegazione all'esistenza della vita dopo la morte. E' affascinante capire che non si ritiene completa la spiegazione classica secondo la quale "la coscienza " sia creata dal cervello e che quindi morendo cesserebbe di esistere con tutto quanto noi siamo.
La coscienza è ritenuta invece "pura energia" ovvero sostanza che sa di amore, gioia, pace.
Ed il cervello è un mezzo che permette alla nostra coscienza di esprimersi in questa vita terrena ma al contrario del nostro corpo la coscienza è eterna.
La morte è il fine di una vita che poi si trasforma.
Dato che dalla fisica quantistica riusciamo a spiegare la vera natura dell'elettrone che non è solo particella che ruota intorno al nucleo ma allo stesso tempo è anche un'onda capace di essere dappertutto, ne converrebbe anche il senso di NOI quali esseri umani come la particella ma anche espressione di "pura energia"come un'onda capace di stare con probabilità in diversi punti dello spazio.
Ed il nostro libero arbitrio, la nostra capacità di scegliere viene dalla nostra coscienza.
Tutto ciò sarebbe inspiegabile con la fisica classica perchè noi saremmo dei computer capaci di eseguire solo cose a comando ma così non è.
Ed allora il libero arbitrio ne è la dimostrazione. Ci rende liberi di scegliere qualsiasi cosa aldilà di comandi dettati. Noi siamo degli "stati quantici indeterminati" con infinite possibilità.
Siamo la somma di materia, energia ed informazione.
E qui ho pensato a quanto si pensava già 2000 anni fa. Si professava che Gesù fosse l'uomo, ovvero materia, espressione di un Dio che è Energia e di uno Spirito Santo che è l'informazione tra energia e materia. Un'altra intuizione potremmo dire del nostro Credo: cosa si vuol dire quando si afferma che Dio sia Uno e Trino.
Ciò mi fa pensare che la nostra fede non sia altro che una pura intuizione della realtà!!!
E se vi viene voglia di leggere questo libro affascinane che vi aprirà la mente e vi darà fiducia nell'affrontare ogni cosa, io nel frattempo vi dò un'altro spunto di Resurrezione più terrena....l'assaggio del Casatiello Napoletano, un sapore così intriso di ingredienti che fusi insieme sono un connubio sublime capace di catapultarvi in una altra dimensione, eh eh!!!!
Ingredienti:
500 gr. di farina 00
350 gr. di acqua
1 bustina di lievito essiccato mastro fornaio
mezzo cucchiaio di sale
mezzo cucchiaio di zucchero
60 gr. di strutto
pepe una manciata
Per il ripieno:
salame, mortadella, formaggio a pasta dura, uova sode, pecorino e formaggio grana grattuggiato
Preparazione:
Mettere al centro di una fontana fatta di farina acqua, lievito, sale, zucchero strutto e pepe. Impastare fino a formarne un panetto. Io ho messo tutti gli ingredienti nella planetaria. Mettere a crescere per circa 3 ore. Trascorso il tempo infarinare un piano di lavoro sul quale stendere il panetto in un rettangolo. Farcirlo per intero con tutti gli ingredienti del ripieno fatti a pezzettini e spolverando con i formaffi grattuggiati. Arrotolare il triangolo su se stesso e chiuderlo a ciambella mettendolo nel contenitore a ciambella. Farlo crescere altre 2 ore finchè non raggiunga i bordi. Spennellare la superfice con rosso d'uovo ed infornare in forno preriscaldatp a 180°C per 1 ora. Sfornare e far raffreddare.
Per la tradizione mia nonna ci metteva delle uova crude sopra chiuse da due striscioline che formavano una croce in ricordo della crocifissione.
E' buonissimo per una scampagnata e per accompagnare i pinzimoni della stagione fatto di finocchi e carciofi. Con le fave fresche e capretto con patate cotto al forno era il classico pranzo del pic nic del lunedì d'Albis.
Spero di non avervi tediato con la fisica quantistica ma se non lo avete già fatto gettateci un occhio perchè il nostro animo inquieto spesso cerca spiegazioni e la scienza mai come oggi ha il potere di aprire nuovi orizzonti.
Buona Pasqua di Resurrezione a tutti voi! Al prossimo post!!

sabato 21 marzo 2026

Pane azzimo…..ed una continua diaspora per il mondo.

Sono un'incostante. Ce lo siamo detto ridendo anche io ed un mio amico l'altro giorno perchè adducevo il fatto che noi del segno dei gemelli non riusciamo a star fermi troppo sulla stessa cosa. Un periodo quell'interesse ci accende e poi, improvvisamente, sembra diventare noioso.
Lui che nel tempo perso scrive e pubblica libri sull'alimentazione mi aveva fatto vedere solo poche settimane prima un libro quasi finito sul pomodoro spiegandomi l'importanza del beta-carotene e tutta la diatriba degli alimenti geneticamente modificati. Poi, l'altro giorno, durante una pausa caffè, mi dice che è stato fulminato dallo scrivere su altro, un' illuminazione che gli è venuta. "Ed il pomodoro?" gli ho detto. "No, mi sono stancato. E' quasi finito ma adesso sono preso da quest'altra idea".
Mi è venuto da sorridere perchè è un tratto che riconosco. Sono capace di tenere due libri sul comodino ed altri 3 aperti sul Kindle di argomenti completamente diversi che leggo a secondo dell'umore lasciando l'uno e riprendendo l'altro senza alcun problema. Anzi, sono per me molti mondi aperti su cui riflettere e vedere cosa partorisca nel tempo il mio personale senso critico. Non sento la necessità di finirne uno per prenderne un'altro. La continuità mi annoierebbe. E non solo nella lettura.
Il libro che aveva stuzzicato la mia attenzione proprio qualche settimana fa è stato scritto dal giornalista Marco Travaglio che, quando è presente come opinionista nei programmi telesivisi, mi piace sentire come la pensa. Il libro si intitola "Israele e i palestinesi in poche parole". Volevo capirci di più dato questo accanimento degli israeliani su Gaza.
Ma, il 28 febbraio gli Israeliani, con il supporto degli USA, hanno attaccato anche l'IRAN e quello che stavo leggendo la sera è diventato per me ancora più attuale. Se metteste il naso tra queste pagine ne rimarreste attoniti; la storia corre di guerra in guerra in una faida tra i popoli del Medio-Oriente che negli anni non hanno trovato mai pace...se fossi stato in Travaglio avrei cominciato a narrare dal Vecchio Testamento della Bibbia, quando si parla di questo popolo inquieto, in cerca della terra promessa, che tra mille peripezie, passando anche per l'Egitto, si affidò a Mosè per uscire fuori dalla schiavitù. Nonostante fosse definito il "popolo eletto", veramente non ha trovato mai pace ed ancora fino ai nostri tempi.
Quanti libri di storie sugli ebrei e sulla Shoà avrò letto. Ma anche tante storie di palestinesi che hanno subìto dagli Israeliani. Un popolo che da vittima è poi diventato un popolo indifendibile. E come dice Travaglio: "Israele da Davide contro Golia si è trasformato in Golia contro Davide". E questo si è alternato più e più volte.
Ai miei occhi vi è il delirio di un popolo scontento, irrequieto, sempre in diaspora per il mondo alla ricerca di terre da occupare, di una terra che fosse la propria. Ma anche un popolo di grandi menti, uomini di affari, studiosi, banchieri che hanno popolato il mondo con posizioni di rilievo.
E poi ci sono le grandi potenze che giocano a scacchi sulle loro terre contendendosi vittorie e ritirate attratti dall'oro nero e adducendo la scusa di voler portare democrazia contro le tirannie. Ma mi chiedo se è con la guerra che ciò si possa ottenere. Al contrario vengono a formarsi faide terroristiche perchè da odio nasce odio e non se ne vede la fine.
Vi dirò che sebbene io sia un tipo sempre positivo sento per questi e per vari altri motivi di dover alleggerire un pò i pensieri.
E di giorno in giorno intanto siamo giunti nel periodo che precede la Pasqua e già in giro si vedono uova di cioccolato e colombe di tutti i colori. Si comincia ad intravedere l'arrivo della Primavera con gli alberi in fiore e possiamo cominciare ad indossare giacchette e camicette decisamente più leggere.
E proprio pensando alla Pasqua ebraica mi sono venute in mente le canzoni della Veglia Pasquale di quando ero nel coro da ragazza. In chiesa, in quell'ora che precedeva la mezzanotte, in un'atmosfera sacra, illuminati solo dal bagliore delle candele, si leggeva del popolo di Israel in fuga dall'Egitto guidati da Mosè. Un solco tra le acque del mar Rosso che si aprì al loro passaggio e poi si richiuse su cavalli e cavalieri egiziani all'inseguimento che ne rimasero travolti. Oggi la spiegazione scientifica di ciò che accadde è chiamata "WIND SETDOWN" (abbassamento per vento), ovvero di un vento che soffiando da oriente in modo molto forte avesse spinto le acque di una zona poco profonda rendendo visibile il fondale sabbioso su cui passare. Poi accadde che il vento, cessando improvvisamente, avesse travolto gli Egiziani.
Ed allora immagino quel popolo di Israele che prima di partire avesse raccolto tutte le proprie cose ed avesse pensato a cosa poter mangiare durante la fuga. Prepararono in gran fretta un pane azzimo che non avesse avuto necessità di lievitare e che cotto su pietre roventi si sarebbe poi potuto conservare a lungo.
Oggi durante la pasqua Ebraica questo pane viene mangiato per mantenerne memoria.
Ingredienti:
400 gr.farina
180 ml acqua
Preparazione:
Si impasta la farina con l'acqua fino ad avere un panetto elastico. Senza attendere se ne fanno dei panetti più piccoli che vanno stesi con il matterello in modo molto sottile. Su una padella rovente vengono cotti i dischi da entrambi i lati. Io ho preferito la friggitrice ad aria che sicuramente a quei tempi non esisteva. Per dischi di 2mm di spessore ho fatto cuocere a 200°C per 3-4 minuti su ciascun lato.
Il pane azzimo è attuale oggi come non mai perchè veloce da preparare.
A me ricorda per certi versi, se reso molto sottile e croccante, il PANE KARASAU sardo. Ho letto che si considera un pane azzimo anche il BANNOCK, un tipico pane scozzese. E perchè no, pure la nostra famosa PIADINA ROMAGNOLA.
Può essere un tipo di pane da preferire per chi è intollerante ai lieviti o vuole utilizzare farine integrali di diverso tipo abbassandone il valore glicemico oltre che variandone il sapore a secondo dei gusti personali. Può essere aggiunto un pò di olio nell'impasto e del sale o delle spezie tipo curcuma, curry, paprika, aglio in polvere o rosmarino in superfice. Ideale con companatico per chi, come me che sono sempre in giro, diventa lo snack che si mantiene per giorni in un sacchetto di carta.
E scrocchiando sotto i denti questo buon pane vi strizzo l'occhio dandovi appuntamento al prossimo post!!