martedì 30 giugno 2026

Orata alla brace…..e vi porto con me in giro a Pompei!


"Città che non mantiene mai le sue promesse,
città fatta di iuci e di fotografia
di Maradona e di Sofia...
ma è la mia città
tra l'inferno e il cielo..."

Pino Daniele....Un angelo vero

Vorrei poterti far ascoltare questa canzone di Pino per farti comprendere quanto amiamo la nostra terra.
Una terra Campana come quella di Pompei che ci è stata preservata da papà Vesuvio con la sua esplosione che secoli fà, nel 79 d.C., dopo un terribile boato, ricoprì con vari strati di lapilli, pomice e ceneri la città, restituendocela quasi intatta con la scoperta fatta solo nel 1700.
Un Vesuvio che tra l'inferno ed il cielo ha fatto un regalo alla nostra civiltà; donarci non solo un' architettura geniale degli antichi Romani rinvenuta tra ville, strade, botteghe e affreschi. Geniali lo sono stati per costruzioni di torrette lungo le strade utili a formare dislivelli negli acquedotti facendo uscire acqua dalle fontane, ergendo sassi lungo le strade per sopraelevare il passaggio da un lato ad un altro e non cadere nell'acqua o fango, dipingendo affreschi utilizzando una miscela di molluschi a dare il colore rosso pompeiano divenuto famoso. Ed ancora la scoperta del cibo rinvenuto nei magazzini a dirci cosa mangiavano, dell'uva per la terra florida vulcanica che ancora oggi si continua a produrre, e le panetterie con un sistema di macinatura sul posto alla vista dei clienti con pietre ed asini perchè chi l'acquistava era sicuro di non rompersi un dente che sarebbe significato morire di setticemia. Avevano una cultura che si era evoluta dal paganesimo, avevano superstizioni testimoniate da immagini di avi e divinità protettori e da ciondoli fallici portafortuna disegnati dai mercanti contro il malocchio a protezione delle attività floride. Una storia affascinante che ci è stata narrata da una guida, Luca, entusiasta e appassionato di queste storie e questa terra.
Lui ci ha raccontato che i Pompeiani avvertirono già dal 62 d.C. i fenomeni sismici ed a causa di danni e crolli la nobiltà romana lasciò la città alla borghesia che ne acquisì gli spazi ma anche un posto strategico per fare affari con il mondo partendo con numerose navi dal porto.
Migliaia di aneddoti snocciolati in due ore sebbene ci avesse colti un'acquazzone estivo violento lungo la visita.
Io ed i miei colleghi ne abbiamo assaporato, come si fa per un buon piatto, ogni parola per capire come i pompeiani vivevano, facevano affari e cosa ci fosse prima dell'eruzione. Addirittura la città di Roma, nonostante la sua grandezza, restituisce meno a causa delle irruzioni e dei saccheggi dei barbari post-impero Romano che qui non sono stati possibili perchè il Vesuvio ha tenuto tutto nascosto fino al rinvenimento.
Ecco perchè i Napoletani amano il Vesuvio che copre con una tragedia ma protegge e restituisce nei secoli la "STORIA". Queste alcune immagini del giro tra strade, negozi, ville, anfiteatro, terme e palestra.
Ricorrente l'immagine fallica alata che rappresentava prosperità e fertilità trasformato poi dai napoletani nel cornetto portafortuna.
Per capire come morirono tutti i Pompeiani colpiti dalle ceneri e lapilli vi sono conservati i calchi in gesso ottenuti dagli archeologi durante gli scavi.
I Pompeiani erano lussuriosi e pieni di bordelli come il più famoso, "il Lupanare". E dai calchi son stati rinvenuti anche amanti in posizioni intime ea anche dello stesso sesso.
Vi invito a fare un giro per la Campania ma vi anticipo che non vi basterebbe un solo viaggio. La possibilità di rimanerci per settimane o tornandoci a più riprese vi farebbe capire a fondo la sua storia, vedere le sue bellezze, respirarne la cultura.
Noi stessi campani ne conosciamo soltanto una parte ed oltre a viverla ed assaporarla tutti i giorni cerchiamo di essere turisti durante l'anno per ammirarla in tutti i suoi angoli.
E ci vuol tempo a disposizione ma anche una buona guida per cogliere in alcuni posti come Pompei cosa ci viene restituito.
Ed ora un'idea di come si cena nelle calde serate estive qui da noi.
Ingredienti:
Un'orata
prezzemolo
aglio
sale
limone
olio EVO
Procedimento:
Un pò di brace in giardino e comprando pesce fresco, che sia orata, spigola o branzino, lo si pulisce dalle interiora e dopo averlo sciacquato bene lo si riempie con aglio a spicchi, fette di limone e prezzemolo. Si condisce con olio e sale sempre all'interno e si mette a cuocere sulla brace girandolo a metà cottura perchè sia cotto daentrambi i lati.
Io ho preso proprio la gliglia che lo contiene onde non romperlo nel girarlo.
Consiglio un taglio trasversale fatto con coltello su ogni lato per poterne tenere sotto controllo la cottura.
Quando la carne è completamente bianca l'orata è cotta.
Sarà saporitissiama e sugosa. Si pulisce ed adagiano le parti di carne bianca in un piatto da portata.
Accompagnato da insalata condita sarà una cena estiva perfetta.
Ed allora vi auguro un BUON INIZIO ESTATE all'insegna della giusta curiosità per girare e conoscere le nostre bellezze. Ed ancora spero abbiate tempoo per cene leggere e buone per serate in terrazza o giardino.
A presto!

domenica 24 maggio 2026

Lumache di terra ……benessere e bellessere!

Tempo di acquazzoni e lumache...basta un piccolo orto sotto casa pieno di insalata e le nostre amiche ci brulicano gioiosamente.
Proprio un anno fa il mio collega ed amico Danilo che mi aveva fatto vedere un video con gattini appena nati mi chiamava per dirmi di comprare una sportina ed andare a prenderne uno entro sera dopo che gli avevo rotto l'anima per settimane affinchè non si rimangiasse la parola e me ne regalasse uno. Così un giorno mi chiama: "Elena è arrivato il momento, la mamma li va nascondendo nelle campagne qui intorno per la paura del rumore delle motoseghe dei vicini che mettono a posto i giardini. Corri o non li troverai più".
E così in fretta e furia io e le ragazze siam partite in direzione Mercogliano, una frazione di Avellino.
All'arrivo Danilo ci fa entrare con la macchina nel parcheggio della sua villetta. E' tutta circondata dal giardino e da un orto ben curato di cui la moglie Lidia si prende cura quando rientra il pomeriggio da lavoro.
Insalata, erbette di campo e fragole spuntano in quadrati di terra tenuti ordinati, e mentre lei cerca i gattini che si sono per l'ennesima volta nascosti, io noto qualcosa in movimento.
Una gran quantità di grosse lumache passeggiano lentamente, uscite fuori per la frescura di un veloce acquazzone primaverile che ha donato all'aria l'odore di terra bagnata.
"Oddio le lumache. Che buone che sono" grido a Danilo ed alla moglie Lidia...".
"Io ne vado matta da quando ad una festa del castello a Cava de' Tirreni le avevo scoperte da un mercante della fiera che le vendeva acconciate in un bicchierino di plastica."
Un gattino rosso, oggi il nostro Ruby, si fa prendere facilmente gettandola in barba ai fratellini giunti tardi per l'adozione. E mentre le mie figlie se lo accarezzano emettendo nel frattempo gridolini di gioia, Lidia mi riempe un sacchetto con insalata e fragole buonissime.
E' passato un anno da allora, ed oggi Ruby se la gode così la sua e nostra casa.
E nel frattempo Danilo, attento come sempre, quest'anno che dovevamo rivederci per un pranzo, ha ben pensato di farmi un gustosissimo omaggio. Una gran quantità di splendide lumache!!!
Che io sappia, in pochi mangiano le lumache!
A volte uno dei fruttivendoli al mercatino rionale della mia città ne ha un sacco pieno in attesa che qualcuno le acquisti.
In realtà le lumachine di terra sono di un buono e basta pensare ai nostri vicini francesi con le loro "ESCARGOTS alla bourguignonne" per comprendere quanto siano un piatto fine e prelibato.
Anni fa le mangiai a Parigi; te li portano come antipasto con una cremina a base di prezzemolo e aglio sull'apertura. Mentre le mangiavo la mia famiglia era tra lo scettico ed il curioso ma fortunatamente per me nessuno le volle assaggiare...eh eh.
Ma la fama delle lumache non si ferma alla gastronomia.
Possiamo costatare che oggi così come per millenni la ricerca del benessere interiore va di pari passo al bellessere esteriore. Il tutto per ambire ad una qualità di vita che possa essere la migliore possibile. Un obiettivo che ciascuna persona sana di mente si pone.
A supporto di ciò nascono centri di benessere come i funghi, i prodotti di bellezza sono molto ricercati, l'estetica e la chirurgia placano il desiderio a tutti i costi di fermare il tempo.
Inoltre presidi farmacologici innovativi puntano ad allungare la vita e la ricerca elabora nuove molecole promettenti studiate per snellire e tornare in forma.
E' pur vero che saper mangiare sano è oggi come non mai una vera impresa. Da un lato il benessere ed il cibo industriale hanno introdotto il problema dell'eccesso di calorie che inglobiamo a fronte di una vita che per ritmi e tecnologia che avanza ci rende sempre più letargici e sedentari.
E veniamo allora alla fama che la bava di lumaca si è guadagnata negli ultimi anni divenendo uno degli eccipienti fondamentali nella skincare quotidiana.
Seguendo le indicazioni di AI mi dice che la crema a base di bava di lumaca, che io da più di un anno applico tutte le sere sul viso dopo che il mio spacciatore profumiere me ne trova di diverse tipologie, ha la proprietà di rendere la pelle IDRATATA, ELASTICA, LA LENISCE, MINIMIZZA LE MACCHIE E LA RENDE PIù LUMINOSA.
All'interno sono presenti sostanze come ALLANTOINA, ACIDO GLICOLICO, COLLAGENE, ELASTINA, MUCOPOLISACCARIDI E VITAMINE A, C ed E. Io ne ho trovato molto giovamento ed anche come contorno occhi ci sono creme specifiche.
La sera mi regalo il mio quarto d'ora di benessere quotidiano prima di dormire e spesso sorrido perchè sul comodino al fianco del letto compaiono creme a base di siero di vipera e veleno di api....insomma mi sento tanto una stregona con le sue pozioni di giovinezza ...eh eh!!
E torniamo allora alla mia ricetta delle lumachine di terra:

Ingredienti:
1 kg di lumachine
spicchi di aglio
peperoncino fresco e secco
prezzemolo
olio EVO
sale q.b.

Preparazione:
Tenerle per 3-4 giorni in una cassetta a spurgare sciaquandole due volte al giorno perchè tutto il terriccio all'interno vada via.
Una volta pronte vanno cotte coperte di acqua fredda a fuoco lento perchè escano fuori. Passati 20 minuti circa si spegne il fuoco e si scolano.. In una padella si fa soffriggere olio, aglio e peperoncino e si aggiungono le lumache. Si fanno insaporire girandole ed aggustandole di sale. A fine cottura si aggiunge abbondante prezzemolo sminuzzato.

Se dovessero chiedermi che sapore hanno io risponderei che sono delicate ma sanno anche di sottobosco, di quel sentore che molti ricercano nei funghi o nel più pregiato tartufo, ed ancora nel vino rosso.
Io le preferisco poi fredde, assaporate tirandole fuori dal guscio con l'aiuto di uno stuzzicadenti.
Si conservano in frigo per tre, quattro giorni.
Le gusto come aperitivo
E gustandomele vi dò appuntamento al prossimo post!!

martedì 5 maggio 2026

Pangoccioli con il tang zhong…..e familiarizzare con l’ AI !

AI, intelligenza artificiale.
Alzi la mano chi di voi negli ultimi tempi non abbia avuto a che fare con "lei".
E si parlo di "lei" dal momemto che, anche se sia artificiale, la immaginiamo come una persona apparentemente dotata di intelligenza anche superiore alla nostra, data la portata di così tante informazioni in essa immesse, capace di elaborare in tempi sorprendentemente rapidi risposte ed elaborati che noi avremmo un pò sudato a creare.
Inizialmente se si ha a che fare con "lei" c'è il primo effetto WOW!
Come la più ammaliante delle sirene ci tenta al pari della maga Circe con Ulisse, al pensiero confortante che ci sarà qualcuno in grado di fare un pò di lavoro al nostro posto con risultati più completi e soprattutto in tempi desiderati. E se qualcosa non ci convince sarà sicuramente stata colpa nostra perchè a detta sua "Non gli abbiamo dato il PROMPT giusto".
Improvvisamente ci sentiamo incompleti nel creare elaborati altamente performanti. Al suo cospetto sembriamo lumache brulicanti sull'insalata e ci sembra più semplice rivolgerci a "lei"....perchè si sa, il cervello umano è creato per risparmiare energia e trovare escamotage onde ridurre gli sforzi ai minimi termini come suo punto di forza.
Un giorno le figlie mi dicono:"Ma come mamma non usi chatGPT?"
Ed io che odio essere ritenuta non al passo con la tecnologia che avanza me la scarico sul cellulare e man mano che capisco con quale velocità mi risponde su ogni cosa comincio a vederla come la lampada di Aladino. Mi sforna ricette con tutte le possibili varianti, mi spiega dettagliatamente come rivestire una finta torta di polistirolo per il compleanno di mia figlia, mi suggerisce con foto di materiali immessi come confezionare bomboniere o centro tavola.
Sicuramente un aiuto notevole sebbene il mio cervello abituato ad essere sempre attivo mi suggerisce varianti meno ingessate di quel che continua a rifilarmi....bà, avrò sbagliato prompt, penso tra me e me.
Poi a lavoro indicono una riunione nella quale annunciano che quest'anno "conoscere e saper usare "AI" sarà nel nostro piano di sviluppo e crescita professionale. Le cose cominciano a farsi serie. Se non la sai usare rischi di essere scambiato per l'uomo di Neandertal con la clava tra le mani.
I primi corsi sono allettanti....facilità di utilizzo e risultati apparentemente TOP. Addirittura una delle cose che il sistema fa è aiutarti a creare promt giusti al posto tuo.
Ma tutti si saranno chiesti....perchè non l'hanno inventata prima e come avranno fatto le generazioni precedenti a vivere senza di lei.
Poi esce il "morto nel calzone" come si dice da noi, ovvero non è tutto oro quel che luccica.
Innanztutto le aziende creano sistemi di AI interni perchè se ti azzardi a far uscire informazioni sensibili al di fuori usando sistemi AI generici ti metti e metti la tua azienda letteralmente nei guai.
Poi scopri che se dopo aver ottenuto il risultato non umanizzi il tutto controllandolo attentamente rischi di fare errori madornali....ed ovviamente lei, AI, declina gentilmente ogni responsabilità".
Dalla cronaca viene fuori ad esempio che l'avvocato di un prestigioso studio legale, in America, sia nei guai perchè accusato di aver creato l'arringa con AI. Un' altra azienda di ricerca se la sta passando male perchè accusata di aver generato un farmaco senza sperimentazione clinica reale. E vogliamo parlare di video su Istagram che vedi e che non capisci più se sono reali o artificiali, o foto di persone insieme che magari insieme non stanno.....capaci di far fallire relazioni, mettere nei guai gente in vista, condividere in rete dati personali sensibili che diventano pericolosamente di dominio pubblico ed alla mercè di tutti...e chi più ne ha più ne metta.
Insomma altro che la dinamite quando dall'essere stata inventata per essere utile e stata poi usata per fare la guerra......secondo me indirranno un altro premio Nobel per scusarsi di questa opportunità pericolosa caduta nelle mani sbagliate.
La verità è che come tutte le cose grandiosi AI ha una grossa potenzialità ma va usata in scienza e coscienza!!
Occorrerà conoscerla e saperla utilizzare nel modo giusto ma siamo certamente all'ennesima svolta epocale
L'altro giorno a mia figlia è venuta voglia di fare i pangoccioli con l'aiuto della planetaria e subito abbiamo cercato in rete le diverse ricette. Interessante la possibilità di renderli morbidi ed umidi anche per più di un giorno con la tecnica di panificazione di origine asiatica.
E vediamo come mi sono servita di lei per capire, una volta trovata la ricetta, cosa fosse questo "tang zhong"
Questo pre-impasto cotto fatto di farina e acqua (o latte) in un rapporto di 1:5, viene fatto cuocere fino a 65°C finchè diventa come una besciamella. Durante la cottura l'amido della farina gelatinizza trattenendo più liquidi che rilasceranno all'impasto un'umidità capace di rendere il manufatto fresco per più giorni. I giapponesi la usano in quei panetti che portano con la crema al latte nei ristoranti di sushi.
Ingredienti per 12 pangoccioli:

Per il tang zhong:
40 g. farina 0
200 ml di acqua

Per l'impasto:
560 g. farina 0
100 g. zucchero
20 g. lievito di birra
200 ml latte
1 uovo intero ed 1 tuorlo
10 g sale
50 g. burro
aroma di vaniglia
200g gocce di cioccolato

Procedimento;
Impastare gli ingredienti nella planetaria e dopo aver preparato il tang zhong unirlo all'impasto. Aspettare che gli ingredienti si incordino. Aggiungere le gocce di cioccolato e girare con la frusta ad uncino. Tirare fuori l'impasto dalla planetaria e riposto in una ciotola lo si lascia lievitare coperta da uno stofinaccio in un luogo caldo per 2 ore e 30 minuti circa. Creare 12 palline da 90g che cresceranno ancora per 1 ora e 30 minuti circa (io le ho messe in forno con la luce accesa). Cuocere in forno ventilato preriscaldato a 180°C per 15 minuti. Sfornare e lasciare raffreddare.
Saranno buoni per una merenda o la colazione ed andranno a ruba molto velocemente.
Ed intanto che il mondo ed anche noi ci prepariamo a prendere il meglio dall'IA traendone tutti i benefici possibili, sperando di usarla in modo responsabile e minimizzando i danni dell'uso incorretto vi dò appuntamento al prossimo post!!

mercoledì 8 aprile 2026

Casatiello napoletano…… la Resurrezione!!

Eccoci qui dopo che per pochissimi giorni siamo stati a preparare cibo che servirebbe a sfamare gente per settimane.
E'appena trascorsa la settimana Santa, quella che vede in trepidazione tutti per l'acquisto di ingredienti che sono serviti a creare prelibatezze dolci e salate: pastiere, casatielli e pizze rustiche sono stati sulle nostre tavole insieme a salumi, formaggi, ricotta salata, uova, carciofi, asparagi e fave fresche. Una corsa all'acquisto di colombe e uova di cioccolato hanno chiuso il cerchio delle cose buone. Ed ogni casa possiede la sua ricetta e la sua usanza...i rituali insomma, quelli che fanno bene al cuore ed allo spirito.
Uno spirito che basta poco a diventare inquieto se non ha dei punti fermi e delle certezze. E se alcuni punti fermi riusciamo ad averli si ha la forte paura di poterli perdere.
Partiamo dai propri affetti innanzitutto, per chi ha un compagno di vita, i propri figli, i propri genitori, gli zii e cugini o amici a cui si è legati.
Un giro di affetti che riempiono la nostra vita fatta anche di impegni personali, di lavoro e progetti che disegnamo nella mente con il desiderio di volerli realizzare.
Cosa rende però la vita più salda dato che le paure e le preoccupazioni offuscano spesso i nostri pensieri?
Ciascuno di noi ha la propria realtà interiore, il fulcro dei propri sentimenti ed emozioni, le proprie priorità, il proprio "credo". Un "credo" sviluppatosi per esperienze personali sin da appena nati e che hanno generato in noi "la nostra REALTA'".
E se con le parole si riesce ad esprimere soltanto una infinitesima parte di ciò che proviamo e pensiamo, al contrario il mondo interiore di ciascuno di noi è immenso.
Abbiamo una coscienza che ci guida nel cosa fare, come comportarci ed in cosa credere.
Il mio credo è che esiste la vita dopo la morte, che la nostra coscienza fatta di pura energia, oggi unita al nostro corpo, un giorno si libererà in altre dimensioni. E poichè sento dalla nascita un Dio buono a me vicino che mi ha accompagnata nel mio percorso in tanti momenti belli e meno della vita, ho consolidato la mia certezza fatta soprattutto di FEDE, quella forza interiore che ti dà certezza dell' aldilà senza prove scientifiche.
E qui casca l'asino...mi direste....senza prove scientifiche cosa vuoi dire se non una tua probabile intuizione ed anche errata magari?
Chi ti fa credere che davvero esista qualcosa oltre?
Sebbene io sia un "chimico", gli studi scientifici non mi hanno allontanato dalle certezze che sento ma mi hanno aiutato ancora di più. Sin dalle prime lezioni universitarie il mio professore di Generale davanti a tanta megnificenza della scienza diceva che per quanto il nostro sapere si avvicina al cerchio della verità con infiniti punti, essa non riuscirà mai a toccarlo completamente. Ed il prof. nella sua fede credeva che quella perfezione fosse Dio. Ed anche quando il professore Zichichi venne a tenerci un seminario all'Università e cominciò a parlare della teoria dell'esistenza di molteplici dimensioni oltre alle quattro classiche di spazio e tempo fu un discorso affascinante che dava idea di qualcosa che va oltre ciò che possiamo vedere.
La fisica moderna oggi cerca di capire cosa ci sia oltre a quanto affermato dalla fisica classica dato che non riesce quest'ultima a spiegare una realtà altrimenti limitata ai nostri occhi. Che essa sia incompleta si può dedurre ad esempio dal fatto che anni fa era eresia credere all'esistenza dei "buchi neri" ma oggi ci sono dimostrazioni della loro esistenza e sono stati anche fotografati.Oggi la fisica quantistica riesce ad interpretare meglio la natura delle cose.
E qui vi suggerisco di leggere un libro che mi sta piacendo moltissimo dal titolo "RESURREZIONE" (Federico Faggin et al.) dove la scienza incontra la Spiritualità con nuovi paradigmi che cercano di dare una spiegazione all'esistenza della vita dopo la morte. E' affascinante capire che non si ritiene completa la spiegazione classica secondo la quale "la coscienza " sia creata dal cervello e che quindi morendo cesserebbe di esistere con tutto quanto noi siamo.
La coscienza è ritenuta invece "pura energia" ovvero sostanza che sa di amore, gioia, pace.
Ed il cervello è un mezzo che permette alla nostra coscienza di esprimersi in questa vita terrena ma al contrario del nostro corpo la coscienza è eterna.
La morte è il fine di una vita che poi si trasforma.
Dato che dalla fisica quantistica riusciamo a spiegare la vera natura dell'elettrone che non è solo particella che ruota intorno al nucleo ma allo stesso tempo è anche un'onda capace di essere dappertutto, ne converrebbe anche il senso di NOI quali esseri umani come la particella ma anche espressione di "pura energia"come un'onda capace di stare con probabilità in diversi punti dello spazio.
Ed il nostro libero arbitrio, la nostra capacità di scegliere viene dalla nostra coscienza.
Tutto ciò sarebbe inspiegabile con la fisica classica perchè noi saremmo dei computer capaci di eseguire solo cose a comando ma così non è.
Ed allora il libero arbitrio ne è la dimostrazione. Ci rende liberi di scegliere qualsiasi cosa aldilà di comandi dettati. Noi siamo degli "stati quantici indeterminati" con infinite possibilità.
Siamo la somma di materia, energia ed informazione.
E qui ho pensato a quanto si pensava già 2000 anni fa. Si professava che Gesù fosse l'uomo, ovvero materia, espressione di un Dio che è Energia e di uno Spirito Santo che è l'informazione tra energia e materia. Un'altra intuizione potremmo dire del nostro Credo: cosa si vuol dire quando si afferma che Dio sia Uno e Trino.
Ciò mi fa pensare che la nostra fede non sia altro che una pura intuizione della realtà!!!
E se vi viene voglia di leggere questo libro affascinane che vi aprirà la mente e vi darà fiducia nell'affrontare ogni cosa, io nel frattempo vi dò un'altro spunto di Resurrezione più terrena....l'assaggio del Casatiello Napoletano, un sapore così intriso di ingredienti che fusi insieme sono un connubio sublime capace di catapultarvi in una altra dimensione, eh eh!!!!
Ingredienti:
500 gr. di farina 00
350 gr. di acqua
1 bustina di lievito essiccato mastro fornaio
mezzo cucchiaio di sale
mezzo cucchiaio di zucchero
60 gr. di strutto
pepe una manciata
Per il ripieno:
salame, mortadella, formaggio a pasta dura, uova sode, pecorino e formaggio grana grattuggiato
Preparazione:
Mettere al centro di una fontana fatta di farina acqua, lievito, sale, zucchero strutto e pepe. Impastare fino a formarne un panetto. Io ho messo tutti gli ingredienti nella planetaria. Mettere a crescere per circa 3 ore. Trascorso il tempo infarinare un piano di lavoro sul quale stendere il panetto in un rettangolo. Farcirlo per intero con tutti gli ingredienti del ripieno fatti a pezzettini e spolverando con i formaffi grattuggiati. Arrotolare il triangolo su se stesso e chiuderlo a ciambella mettendolo nel contenitore a ciambella. Farlo crescere altre 2 ore finchè non raggiunga i bordi. Spennellare la superfice con rosso d'uovo ed infornare in forno preriscaldatp a 180°C per 1 ora. Sfornare e far raffreddare.
Per la tradizione mia nonna ci metteva delle uova crude sopra chiuse da due striscioline che formavano una croce in ricordo della crocifissione.
E' buonissimo per una scampagnata e per accompagnare i pinzimoni della stagione fatto di finocchi e carciofi. Con le fave fresche e capretto con patate cotto al forno era il classico pranzo del pic nic del lunedì d'Albis.
Spero di non avervi tediato con la fisica quantistica ma se non lo avete già fatto gettateci un occhio perchè il nostro animo inquieto spesso cerca spiegazioni e la scienza mai come oggi ha il potere di aprire nuovi orizzonti.
Buona Pasqua di Resurrezione a tutti voi! Al prossimo post!!

sabato 21 marzo 2026

Pane azzimo…..ed una continua diaspora per il mondo.

Sono un'incostante. Ce lo siamo detto ridendo anche io ed un mio amico l'altro giorno perchè adducevo il fatto che noi del segno dei gemelli non riusciamo a star fermi troppo sulla stessa cosa. Un periodo quell'interesse ci accende e poi, improvvisamente, sembra diventare noioso.
Lui che nel tempo perso scrive e pubblica libri sull'alimentazione mi aveva fatto vedere solo poche settimane prima un libro quasi finito sul pomodoro spiegandomi l'importanza del beta-carotene e tutta la diatriba degli alimenti geneticamente modificati. Poi, l'altro giorno, durante una pausa caffè, mi dice che è stato fulminato dallo scrivere su altro, un' illuminazione che gli è venuta. "Ed il pomodoro?" gli ho detto. "No, mi sono stancato. E' quasi finito ma adesso sono preso da quest'altra idea".
Mi è venuto da sorridere perchè è un tratto che riconosco. Sono capace di tenere due libri sul comodino ed altri 3 aperti sul Kindle di argomenti completamente diversi che leggo a secondo dell'umore lasciando l'uno e riprendendo l'altro senza alcun problema. Anzi, sono per me molti mondi aperti su cui riflettere e vedere cosa partorisca nel tempo il mio personale senso critico. Non sento la necessità di finirne uno per prenderne un'altro. La continuità mi annoierebbe. E non solo nella lettura.
Il libro che aveva stuzzicato la mia attenzione proprio qualche settimana fa è stato scritto dal giornalista Marco Travaglio che, quando è presente come opinionista nei programmi telesivisi, mi piace sentire come la pensa. Il libro si intitola "Israele e i palestinesi in poche parole". Volevo capirci di più dato questo accanimento degli israeliani su Gaza.
Ma, il 28 febbraio gli Israeliani, con il supporto degli USA, hanno attaccato anche l'IRAN e quello che stavo leggendo la sera è diventato per me ancora più attuale. Se metteste il naso tra queste pagine ne rimarreste attoniti; la storia corre di guerra in guerra in una faida tra i popoli del Medio-Oriente che negli anni non hanno trovato mai pace...se fossi stato in Travaglio avrei cominciato a narrare dal Vecchio Testamento della Bibbia, quando si parla di questo popolo inquieto, in cerca della terra promessa, che tra mille peripezie, passando anche per l'Egitto, si affidò a Mosè per uscire fuori dalla schiavitù. Nonostante fosse definito il "popolo eletto", veramente non ha trovato mai pace ed ancora fino ai nostri tempi.
Quanti libri di storie sugli ebrei e sulla Shoà avrò letto. Ma anche tante storie di palestinesi che hanno subìto dagli Israeliani. Un popolo che da vittima è poi diventato un popolo indifendibile. E come dice Travaglio: "Israele da Davide contro Golia si è trasformato in Golia contro Davide". E questo si è alternato più e più volte.
Ai miei occhi vi è il delirio di un popolo scontento, irrequieto, sempre in diaspora per il mondo alla ricerca di terre da occupare, di una terra che fosse la propria. Ma anche un popolo di grandi menti, uomini di affari, studiosi, banchieri che hanno popolato il mondo con posizioni di rilievo.
E poi ci sono le grandi potenze che giocano a scacchi sulle loro terre contendendosi vittorie e ritirate attratti dall'oro nero e adducendo la scusa di voler portare democrazia contro le tirannie. Ma mi chiedo se è con la guerra che ciò si possa ottenere. Al contrario vengono a formarsi faide terroristiche perchè da odio nasce odio e non se ne vede la fine.
Vi dirò che sebbene io sia un tipo sempre positivo sento per questi e per vari altri motivi di dover alleggerire un pò i pensieri.
E di giorno in giorno intanto siamo giunti nel periodo che precede la Pasqua e già in giro si vedono uova di cioccolato e colombe di tutti i colori. Si comincia ad intravedere l'arrivo della Primavera con gli alberi in fiore e possiamo cominciare ad indossare giacchette e camicette decisamente più leggere.
E proprio pensando alla Pasqua ebraica mi sono venute in mente le canzoni della Veglia Pasquale di quando ero nel coro da ragazza. In chiesa, in quell'ora che precedeva la mezzanotte, in un'atmosfera sacra, illuminati solo dal bagliore delle candele, si leggeva del popolo di Israel in fuga dall'Egitto guidati da Mosè. Un solco tra le acque del mar Rosso che si aprì al loro passaggio e poi si richiuse su cavalli e cavalieri egiziani all'inseguimento che ne rimasero travolti. Oggi la spiegazione scientifica di ciò che accadde è chiamata "WIND SETDOWN" (abbassamento per vento), ovvero di un vento che soffiando da oriente in modo molto forte avesse spinto le acque di una zona poco profonda rendendo visibile il fondale sabbioso su cui passare. Poi accadde che il vento, cessando improvvisamente, avesse travolto gli Egiziani.
Ed allora immagino quel popolo di Israele che prima di partire avesse raccolto tutte le proprie cose ed avesse pensato a cosa poter mangiare durante la fuga. Prepararono in gran fretta un pane azzimo che non avesse avuto necessità di lievitare e che cotto su pietre roventi si sarebbe poi potuto conservare a lungo.
Oggi durante la pasqua Ebraica questo pane viene mangiato per mantenerne memoria.
Ingredienti:
400 gr.farina
180 ml acqua
Preparazione:
Si impasta la farina con l'acqua fino ad avere un panetto elastico. Senza attendere se ne fanno dei panetti più piccoli che vanno stesi con il matterello in modo molto sottile. Su una padella rovente vengono cotti i dischi da entrambi i lati. Io ho preferito la friggitrice ad aria che sicuramente a quei tempi non esisteva. Per dischi di 2mm di spessore ho fatto cuocere a 200°C per 3-4 minuti su ciascun lato.
Il pane azzimo è attuale oggi come non mai perchè veloce da preparare.
A me ricorda per certi versi, se reso molto sottile e croccante, il PANE KARASAU sardo. Ho letto che si considera un pane azzimo anche il BANNOCK, un tipico pane scozzese. E perchè no, pure la nostra famosa PIADINA ROMAGNOLA.
Può essere un tipo di pane da preferire per chi è intollerante ai lieviti o vuole utilizzare farine integrali di diverso tipo abbassandone il valore glicemico oltre che variandone il sapore a secondo dei gusti personali. Può essere aggiunto un pò di olio nell'impasto e del sale o delle spezie tipo curcuma, curry, paprika, aglio in polvere o rosmarino in superfice. Ideale con companatico per chi, come me che sono sempre in giro, diventa lo snack che si mantiene per giorni in un sacchetto di carta.
E scrocchiando sotto i denti questo buon pane vi strizzo l'occhio dandovi appuntamento al prossimo post!!

martedì 24 febbraio 2026

Chiacchiere fritte…..e saper abitare il tempo!

Cosa può significare secondo voi "SAPER ABITARE IL TEMPO"?
Sembra un'incongruenza, una dissonanza. Il tempo si può abitare? Eppure si, si può provare a farlo. E come? Con il provare a vivere SAPENDOCI ESSERE veramente: qui ed ora. E non solo fisicamente, bensì interiormente.
Mi spiego meglio ....
Sfogliando digitalmente la rivista "Dove " di Gennaio mi ha intrigato questo articolo di apertura che sottolineava ciò che dei viaggi io ho sempre pensato. Il viaggio non è soltanto uno spostamento fisico di diversi chilometri, una quantità indefinita di mete da raggiungere o una mera performance istagrammabile da esibire.
C'è chi in passato metteva le famose bandierine sul mappamondo per collezionare mete e poter dire:"Qui io ci sono stata!".
Poi c'è chi fa il viaggio che "si porta" quast'anno, che segue il trend...tutti verso la stessa meta più gettonata del momento.
Ma quale pùò essere LA VERA ESSENZA DEL VIAGGIO al di là della quantità di chilometri percorsi e di posti raggiunti.
Il viaggio va vissuto come ESPERIENZA tra le più appaganti ed arricchenti.
Sicuramnete le mete estere hanno il loro fascino perchè ci si immerge in luoghi, tradizioni, culture, cibi talvolta completamente diversi da quanto viviamo noi. E lo stesso nostro Paese nel quale abbiamo la fortuna di vivere è ricco di bellezze culturali, storia, piatti tipici, miti e leggende che non conosciamo.
Allora cosa serve davvero secondo voi per rendere il viaggio un'esperienza unica?
Occorre LA GIUSTA PREDISPOSIZIONE D'ANIMO!
E soprattutto occorre prendersi il GIUSTO TEMPO per farlo.
Ecco il tempo da abitare, quel lasso di secondi e minuti preziosi da dedicare a cosa veramene fa stare bene. Che sia una passeggiata nella stessa nostra città o in quella di fianco o lontano ma fatta con occhi diversi, "occhi attenti" nel vedere ciò che la corsa del quotidiano ci annebbia.
L'articolo recita:"I LUOGHI NON VANNO CONSUMATI MA VISSUTI". E quindi bisognerebbe avere la capacità di perdersi, come in un'immersione, in ciò che si sta guardando. Con la capacità di godere di quanto la natura generosamente e gratuitamente ci dona.
Un tramonto, un'onda che si infrange sulla battigia, una barca a vela in lontananza, un baretto fronte mare che offre tavolini spartani per sorseggiare un caffè, una locanda rustica con piantine a decorare il tuo tavolino. Piccole cose, dettagli, che distrattamente ignoriamo ma che renderebbero la nostra esperienza veramnte unica.
E' per questo probabilmente che ciascuno di noi conserva ricordi diversi di posti più o meno famosi; perchè vissuti in modo personale e legati al tempo in cui in esso ci abbiamo abitato.
Un nostro amico, Roberto Nucci , che vive da anni in Finlandia, è venuto a trovarci quest'estate in un weekend di giugno per partecipare ad un concorso artistico. Quando anni fa stemmo da lui a Kuopio vivemmo un'intera settimana da veri finlandesi. Credo di avervi raccontato le esperienze indimenticabili sui laghi Kallavesi a pescare trote salmonate che abbiamo imparato ad affumicare, dei picnic su isolotti sperduti raggiunti in barca, di aver visto persone che uscendo da una sauna in riva al lago si gettavano completamente nudi in acqua, di aver giocato interi pomeriggi a minigolf, fatto di sera il karaoke nei locali del posto.
Roberto è un artista, fa cabaret, dipinge, ha un mondo interiore "mega" ed io con lui mi trovo tantissimo. Quest'estate volevamo fargli vivere una bella domenica tra mare, piscina ed una cena in un bel posto. Credo ci siamo riusciti perchè anche a Novembre, di ritorno per concorrere, a Napoli, al concorso Zelig presso il teatro Boulevar a Materdei, è comunque tornato a stare da noi a Salerno. Ve lo racconto perchè lui ha un modo di vivere che sa proprio di come abitare il tempo. Roberto ha "i suoi tempi", il suo modo di vedere il mondo con occhi di grande osservatore, E quando la sera lo abbiamo portato a fare un giro per le vie del centro storico di Salerno sono stata io che ho praticamente riscoperto grazie a lui la mia città. Lui fotografava meravigliato portoni storici che io non avevo mai osservato, nicchie votive antiche, mattonelle di ottone incastrate tra i ciottoli delle vie con su riportati i nomi dei medici dell'antica prima Scuola Medica Salernitana risalente al periodo dell'alto Medioevo intorno al 1100d.c. E così passeggiando semrbrava che il tempo si fosse veramente fermato, che avesse smesso di correre contro di noi. Eravamo noi padroni del tempo, capaci di ABITARE IL TEMPO.
E questo che è passato è stato tempo di "chiacchiere". E non solo quelle che si fanno in compagnia davanti ad una tisana calda d'inverno ma anche dolci che preparati e fritti vengono pucciati in una salsa al cioccolato per onorare il tempo del Carnevale.
Quest'anno le ho preparate io, con la macchinetta di nonna per tirare la pasta. Mentre friggevano hanno cacciato le famose bollicine che diventate poi croccanti scrocchiano sotto i denti e fanno cadere tutto lo zucchero a velo sui vestiti.
Ingredienti:
300 gr. di farina (più altra per infarinare il piano)
50 gr. di zucchero
2 uova
60 gr. di latte
30 gr. di burro
i bicchierino di liquore strega
olio per friggere zucchero a velo
Preparazione
Mettere la farina in una ciotola ed aggiungere lo zucchero e tutti gli altri ingredienti. Lavorare la pasta finchè diventi un panetto omogeneo. Farne diverse palline e cominciare a lavorarle ognuna ripassandole più volte nella macchinetta della pasta a grandezza massima (nella mia è il numero 1). Poi ripassarle rendendole sempre più sottili fino ad arrivare a grandezza 4 (molto sottili garantendo le bolle in cottura).Tagliarle a striscette e se si vuole anche intagliando un pò la chiacchiera al centro facendo passarci attraverso uno dei due lati della striscia (un metodo che imparai anni fa da un vecchio manuale di Lisa Biondi). Mettere abbondante olio per friggere in padella e versare un pò alla volta le chiacchiere. Una volta colorate su un lato si girano e poi si tirano su facendo assorbire l'olio in eccesso su carta assorbente. Una volta fredde si mettono in un piatto da portata vengono irrorate di zucchero a velo.
E' cominciato il periodo di Quaresima in attesa della Pasqua e della primavera che finalmente renderà le giornate più miti e soprattutto con più luce...altro tempo che guadagneremo, altro tempo che ci sarà donato a patto che ne sapremo fare buon uso!!!

sabato 7 febbraio 2026

Pasta alla genovese….e un inverno senza limiti!

Che cosa è il limite nella nostra vita? Da dove vengono i limiti che ci poniamo? Sono veramente reali oppure nascono nella nostra testa...
Ci penso spesso a quali limiti ho ritenuto invalicabili nel mio percorso di vita. Penso che probabilmente il mio carattere di base SFIDANTE ha fatto si che una volta arrivato il presunto limite ero già al passaggio della soluzione. "Problem solving" lo chiamano gli americani ed io lo adoro. Non so se sia un talento innato ma credo che sicuramente ci si può allenare nelle sfide quotidiane. Se mi accorgo che non riesco ad arrivare da A a B allora d'istinto penso che ci sarà sicuramente un percorso alternativo per raggiungerlo ugualmente. Ovviamente la caparbietà e la tenacia devono essere due ingredienti fontamentali. Funziona proprio così: penso al mio obiettivo e la mia mente elabora il percorso così da provarci....e se qualcosa non funziona per il verso giusto? Non ci si può lasciare abbattere dagli ostacoli non calcolati, OCCORRE STARE AL GIOCO. L'importante è tenerci veramente a ciò che si desidera ottenere. Con impegno e coraggio il risultato prima o poi arriva....ed alla fine ci si sente appagati e consapevoli di un altro traguardo raggiunto che fa innescare una grande AUTOSTIMA. La conseguenza? Si può puntare a progettare altro ed altro ancora senza paura.
Ora detto così sembra tutto semplice ma nel quotidiano diciamocela tutta, quando qualcosa non va secondo i nostri piani arrivano paure limitanti, pensieri paralizzanti che mirano alla nostra autostima. E quest'ultima,raggiunta briciola dopo briciola, è capace di sgretolarsi in un istante solo perchè una vocina nemica non ci fa credere più in noi stessi o dà la colpa a tutti gli eventi di un mondo avverso e contrario.
Io ci ho lavorato tanto su me stessa e continuo a farlo osservando le persone che mi circodano migliori di me o cercando letture che mi aprano la mente....è così mi è venuto in aiuto un libro che ho divorato in pochissimo e poi letto e riletto....parla della TEORIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE, una teoria che spiega come i nostri PENSIERI siano legati alle nostre EMOZIONI e di conseguenza ai nostri COMPORTAMENTI.
Il punto è captare i nostri PENSIERI DISTORTI E FUORVIANTI, capaci di farci percepire le situazioni in modo distorto ed irrazionale, giudicandoci duramente e danneggiando la nostra autostima. A tal punto vediamo tutto in negativo o addirittura cadiamo nel catastrofismo. Le NOSTRE EMOZIONI di paura, rabbia, autolesionismo possono prendere il sopravvento. Ne consegue il COMPORTAMENTO che ci danneggerà, quello di evitare le situazioni, di ritrarsi dalle esperienze per paura e ciò alimenta il nostro stato di malessere. ECCO IL METODO....OCCORRE UNA RISTRUTTURAZIONE COGNITIVA rielaborando i pensieri negativi riconducendoli in una prospettiva positiva. Occorre cambiare il PROPRIO DIALOGO INTERIORE. Un bel colpetto sulla spalla ed Una vocina che ci ricorda.... quanti successi hai raggiunto in passato? Se l'emozione di insicurezza viene accantonata ne verranno fuori COMPORTAMENTI più sfidanti. Insomma.... il limite che ci siamo posti nella testa se ne andrà a farsi benedire.
Faccio un esempio su un mio progetto avuto da anni nella testa: mettere su una casa vacanze nella casa in Costiera Amalfitana che un tempo era dei miei nonni. Ho studiato libri, manuali e guide del settore, ma quante volte le paure interiori di non esserne capace mi hanno frenato. Poi è arrivato il momento di provarci, del richiedere le autorizzazioni ed è successo di tutto. Domanda respinta dal comune, parametri della casa non idonei, addirittura mappe catastali sbagliate in quanto per un condono edilizio avevano invertito gli appartamenti del piano inferiore e superiore. Ho chiesto aiuto per trovare il tecnico giusto, ho passato giorni ad escogitare come procedere con le autorizzazioni e con i lavori perchè tutto fosse conforme.
Domanda accettata finalmente dopo mesi! E'arrivato il momento di allestire il tutto in modo conforme....ho fatto ritinteggiare interni ed esterni, ho acquistato tende, sedie, riallestito con pochi soldi ed idee prese in giro una camera da letto. Partivo le mattine presto dei miei fine settimana per raggiungere casa e controllare il tutto. Questo e tanto altro che fosse servito per realizzare il progetto nonostante a volte tante situazioni sembravano remarmi contro.
Quando il progetto è andato in porto mi sono sentita più capace di osare. Oggi la struttura non la gestisco io ma mio fratello con mia cognata e da due anni ci sono passati turisti provenienti da mezzo mondo, lasciando recensioni molto positive per la bellezza del posto ma anche grazie alla loro speciale accoglienza. In questo progetto ci vedo un successo che mi ha resa maggiormente consapevole di essere capace di abbattere dei limiti solo mentali.
Trovate la struttura ricettiva Vistamare Amalfi in via Sopramare cercandola su Booking oppure per ricevere informazioni a questa mail siano.elena73@gmail.com
Inoltre di fronte casa mio cugino ha aperto con la moglie un home restaurant (amalfi_vecchi_a_vigna su Istagram) su una terrazza che dà sul porto di Amalfi affacciandosi su terrazzi pieni di limoni.
E mentre penso a tutte queste cose mi incammino nei vicoli dei quartieri spagnoli una domenica mattina per andare a trovare mia figlia che si è trasferita qui a Napoli per studiare psicologia (con tutti questi manuali che leggo avrà pur preso qualcosa da sua madre...eh eh!). Le parlerò di questa teoria sorprendente, penso, ed intanto le mie narici si riempiono di un profumo che impregna tutta l'aria...e si, le trattorie stanno preparando la loro mitica Genovese. E' un tipico sugo bianco popolare napoletano fatto con cipolle e pezzi di spezzatino di manzo, che avvolge generosamente degli ziti spezzati. Il sugo nell'assaggio si scioglie in bocca. Ed allora rientrando penso che lo proverò a rifare in un giorno di fine settimana, quando si ha il tempo di cucinare in maniera lenta come si faceve una volta.
Ingredienti:
1 kg di cipolle dorate
800 gr. di spezzatino di manzo
un bicchiere di vino bianco
2 carote, sedano
olio EVO
sale q.b.
ziti spezzati
parmigiano Reggiano
Procedimento: Prima di tutto si puliscono e tagliano le cipolle piangendo a dirotto per l'acido solfidrico altamente volatile che si sprigiona, anche se qui da noi si fa la battuta "non puoi vedere la suocera?". Si prepara un soffritto con cipolla e sedano che si fa soffriggere in olio EVO. Si aggiunge la carne tagliata a tocchetti e si fa rosolare su tutti i lati. Si sfuma il tutto con il vino e quando è completamente sfumato si aggiungono le cipolle. A fuoco lento e molto lentamente si farà cuocere il tutto. La cipolla rilascerà il suo brodo e pian piano si amalgherà con la carne che tenderà a sfilacciarsi. Si aggiusta di sale. Possono occorrere dalle 2 alle 3 ore e quando il sugo avrà una consistenza omogenea si potrà spegnere il fuoco. Quando si sarà pronti per il pranzo si cuocerà la pasta al dente.
La morte della Genovese è con gli ziti spezzati a mano ma ormai se ne trovano di già tagliati in commercio.
Si condisce la pasta con il sugo e ci spolvera con abbondante parmigiano reggiano grattugiato e se piace con un'aggiunta di pepe.
E' il piatto consolatorio ideale per un fine settimana invernale dove la ricerca sono calore e coccole come fa il mio gatto tutto avvolto in questa calda coperta.