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domenica 25 ottobre 2020

La parmigiana di melanzane di mia nonna ed una bella giornata d'autunno!!

Questo è il momento in cui si cercano certezze, punti fermi. Io lo faccio con un piatto, la parmigiana di melanzana di mia nonna! E si, la parmigiana, quando ero bambina e mi aggiravo tra i fornelli non arrivando che con il mento all'altezza della cucina,era il momento in cui vedevo mia nonna affettare le melanzane, sbattere le uova, infarinare e friggerle, e tutto mi sembrava collaudato in maniera perfetta. Conoscevo quali sarebbero state le ciotole utilizzate, pregustavo l'odore che si sarebbe sprigionato in cottura, prevedevo che la prima fase sarebbe finita con una montagna di melanzane fritte che già da sole, così, erano un piatto davvero speciale. La mia manina cominciava a prenderne qualcuna da mangiare ancora calda, dal sapore che si scioglieva in bocca. Le quantità erano sempre generose perchè quello era il segno che di lì a poco la famiglia si sarebbe riunita per una festa.
Una parte di esse avrebbe formato una mega parmigiana di melanzane in una pirofila che l'avrebbe contenuta e che ancora conservo, dalle misure così extra-large che nel mio attuale forno entra un pò di sbiego...e sì..nonna aveva un forno di dimensioni maggiori perchè per famiglia un tempo si intendeva la misura extra-large. Inutile dire che in tempi di Covid il nucleo familiare debba ridursi ai minimi termini ma per me la normalità di un'atmosfera festiva era e resta il casino generale, la casa messa a soqquadro, le voci che si mescolano e si sovrappongono, i piatti della festa, le mani che si intrecciano per scambiarsi le portate...una gioia che permea casa di sapore buono e che resta anche quando vanno tutti via, le luci si affievoliscono e l'ordine ritorna.
Intanto fuori è Autunno e per sentirne la presenza basta ritornare in riva al mare...il cielo è cambiato, non è più totalmente limpido, ma le nuvole fanno un gioco di immagini speciali specchiandosi nell'acqua. Mi rigenera una passeggiata tra fiume e mare a vedere come i colori in questa stagione cambiano.
Ritornando alla foce del Bussento le anatre sentono il rumore dei nostri passi ed allegramente si avvicinano in gruppo.
Rientriamo in casa ed accendo il camino. L'ambiente che fino a qualche settimana fa era intrisa di creme profumate ed asciugamani colorati ora assume un aspetto sornione. Risportiamo il divano più vicino al tepore delle fiamme scoppiettanti ed anche se è sera tardi mettiamo le castagne a cuocere....un'atmosfera magica si sprigiona sui nostri volti in penombra e sembra che sia tutto normale, fuori non ci sia nulla di strano.
Vogliamo vedere se la speciale parmigiana di nonna possa riportare sapore di buono? Ingredienti: 4 melanzane sale q.b. 3 uova farina q.b. olio per friggere sugo di pomodoro mozzarella parmiggiano grattugiato
Procedimento: Pelare e tagliare a metà le melanzane riportando dei taglietti a croce sulla superficie. Salare e lasciare a riposo per 30 minuti. Nel frattempo preparare un sugo di pomodoro soffriggendo la cipolla, aggiungendo sugo di pomodoro, salarlo e cuocerlo per circa trenta minuti lasciandolo un pò liquido. Strizzare le melanzane, togliere la buccia, tagliarle a fette. Infarinarle, passarle nelle uova sbattute e salate e friggerne poco per volta. Creare in una pirofila la parmigiana. Irrorare la base della pirofila con il sugo, preparare uno strato fitto di melanzane, aggiungere la mozzarella a tocchetti e la grana e procedere con altri strati fino a riempire la pirofila. Irrorare l'ultimo strato con tanto parmiggiano regiano. Infornare per 30 minuti a 180° o comunque finchè non si sia asciugato il sugo e formata una crosticina in superfice. Farla raffreddare e servire a fette. Fotoricetta:
L'angolo delle idee: In autunno è il periodo della raccolta dei peperoncini che seccandosi diventeranno forti. L'idea è prendere ago e filo passango l'ago attraverso il gambo dei peperoncini ad uno ad uno fino a formarne una campana da appendere.
L'immagine scelta: Il nostro Cookie la prima volta davanti al camino...guardando le foto di quelle case della campagna inglese di cui tanto sono innamorata è una scena che si ripresenta spesso...ed ecco qui la fortuna di poterla vivere dal vivo.
Vi auguro un buon autunno, la ricerca di punti fermi in questo momento di incertezze, la resilienza necessaria perchè la normalità che ciascuno di noi desidera ritorni presto.

domenica 27 settembre 2020

Una buona zucca per l' autunno che inizia!!

Eccomi alle porte dell'autunno ricomparire nella casetta di Enela...mi sento come la cicala che se n'è andata canticchiando tutta l'estate ritornando senza aver lasciato traccia di quanto vissuto...ma prometto di recuperare in questi ultimi mesi che ci separeranno dalla fine di un 2020 che credo in molti vorremmo salutare velocemente. Fuori piove tanto, comincia a far freschetto, ma i toni più caldi del cibo rendono consoltorio il primo weekend vissuto tra la cucina ed il divano...le castagne nel forno, uno schiaccianoci che ci passiamo tra le mani per le nocciole tostate e la zucca che riempie di arancione tutta la tavola. Ho rinchiuso in un barattolo tutti i peperoncini cresciuti e seccati sulla piantina in terrazza e grigliando la zucca ne è venuto fuori un vasetto per un contorno interessante. Aglio, olio e peperoncino su zucca insaporita di sale con aggiunta di poco aceto di mele al fine di rendere il tutto più stuzzicante.
Sebbene il quotidiano ci sembri anomalo perchè anche nel lavoro e per la scuola dei ragazzi che comincerà domani è tutto così precario e vissuto alla giornata, noi quattro ricorderemo quest'anno per un regalo dolcissimo che ha allietato le nostre vite. Un cucciolo stracoccoloso che abbiamo cercato, seguito dalla prima ecografia della mamma, visto le foto della nascita, seguito giorno dopo giorno finchè un mese fa siamo riusciti a portarcelo a casa. SI chiama Cookie, al momento 3 kg di gioia. Accompagna le nostre giornate, responsabilizza le ragazze nel prendersene cura, fa un sacco di simpatici pasticci rosicchiando di qua e di la ciò che trova a tiro, rincorre pupazzi e palline per gioco scivolando in modo buffo su se stesso per qualche cera di troppo che talvolta passo sul pavimento. Segue i nostri ritmi di giorno e di notte, ci segue negli spostamenti anche talvolta lunghi in auto dormendo tutto il tempo pur di star con noi,ama gironzolare per il quartiere ma anche tornare in quella che sente già la sua casa, stropicciandosi nella sua morbida cuccetta che trasporta per casa di qua e di là a secondo di dove ci spostiamo noi.
Ed adesso vi lascio qui la nostra ricetta della pasta con la zucca che abbiamo mangiato per il pranzo domenicale ma può andar bene anche per una serata freddina quando si rientra da una giornata piena alla ricerca di calore e sapori buoni: Ingredienti (per 4 persone): 500 gr. di zucca pulita e fatta a tocchetti cipolla a pezzetti uno spicchio d'aglio olio EVO qualche tocchetto di guanciale sale q.b 280 gr di pasta mista prezzemolo peperoncino Fotoricetta:
Procedimento: Soffriggere cipolla e guanciale in poco olio EVO. Aggiungere la zucca a tocchetti, rosolare e salare, aggiungere poca acqua e far cuocere. Quando la forchetta passerà nella zucca passare tutto col minipinner. Aggiungere un pò d'acqua e buttare la pasta mista. A cottura ultimata aggiungere prezzemolo, peperoncino e servire. Noi usiamo la pasta mista che poi serve a fare un pò di riciclo: spaghetti, tubetti, gnocchetti, farfalle...più formati ci sono e più il piatto diventa sfizioso. L'angolo delle idee: I barattoli sono una grande trovata per conservare qualche giorno in frigo contorni cotti in anticipo ritrovandoseli pronti nelle serate autunnali: zucchine o carote agrodolce, la zucca o melanzane grigliate...il vetro dà un senso di fresco e portato in tavola dona freschezza alle verdure.
L'immagine scelta: Il nostro Cookie che dorme adeguandosi al maltempo che fuori imperversa.....che amore!!!!
Ed allora teneramente auguro un buon inizio autunno a tutti voi!!!!

domenica 17 maggio 2020

Arancini take away sognando il mare !

Anche Maggio è arrivato con il colore setoso delle sue rose, con il rosso acceso delle fragole nel loro massimo stato di maturazione che ti fanno venir voglia di mangiarle così, al naturale, mantenendole per il picciolo.
Finalmente il nero ed il grigio dei vestiti invernali lasciano i  nostri armadi e giù un arcobaleno di sfumature accese ricoprono i cassetti; giallo, verde, azzurro, arancione.. un inno alla leggerezza ed al buon umore.
I miei costumi sparsi sul letto fanno intravedere il mare azzurro, l'infrangersi delle onde sulla battigia, le pietrine tiepide della sera sulle quali passeggiare, la sabbia che ricopre la pelle dorata. Odorano di ammorbidente ma li adorerò ancor di più quando saranno impregnati di crema solare, di mango, di cocco e di tutte quelle sfumature di essenze di cui sono fatte le morbide creme per il corpo.
Che voglia di riprendere la borsa di paglia riposta sul soppalco per riempirla di asciugamani, occhiali da sole ed un bel libro per le ore vuote da riempire,
per poi ritornare sotto la doccia all'aperto, rivestita di mattonelle stile patchwork che ora vanno tanto di moda, mentre bagnoschiuma setosi scorrono giù per il corpo portandosi via la salsedine salmastra di un'intera giornata.
Dicono che quest'anno sarà diverso, che ci si starà un po' più distanziati, ma sono sicura che si troverà il modo per raggiungere la spiaggia, fosse solo la sera, verso l'ora del tramonto rossastro di un sole tanto vicino, con il calore che la terra rilascia dopo essersene impossessata per un'intera giornata assolata.
Io, poi, con la mia carnagione chiara dei nordici non amo le ore calde e per me la sera è il momento più congeniale per stare al mare.
Ci si potrebbe organizzare proprio per una cena a riva, con cibo take away secondo le ultime normative, magari portando con sè un cestino di vimini che in una tovaglia a quadretti rinchiuda qualcosa di buono come degli arancini appena fritti da mangiare così, in tovaglioli color azzurro mare, accompagnati da una buona birra ghiacciata.
La ricetta dei miei arancini ho imparato a farla anni fa prendendo spunto dal mio libricino di ricette di cucina napoletana "Frijmmo e magnammo" e ve la propongo.
Ingredienti (per 20 arancini):
350 gr. di riso
2 uova + 1 uovo per l'impanatura
60 gr. di parmigiano grattugiato
15 gr. di burro
metà scatola di piselli cotti sgocciolati
tocchetti di pancetta
cipolla
100 gr. di fiordilatte
pochi cucchiai di sugo di pomodoro
sale
pepe
pangrattato
olio per friggere
Procedimento:
Cuocere il riso in abbondante acqua bollente salata, scolarlo e condirlo con il burro, il parmigiano, le uova il sale ed il pepe. Io ne ho preso metà porzione e condito anche con qualche cucchiaio di sugo di pomodoro per avere l'alternativa di arancini rossi ed arancini bianchi.
Nel frattempo far soffriggere un po' d'olio EVO con la cipolla tritata e qualche tocchetto di pancetta nel quale far insaporire per una decina di minuti i piselli cotti sgocciolati aggiungendo un po' della loro acqua.
Unire al riso raffreddato i piselli ed il fiordilatte fatto a tocchetti.
Con le mani bagnate creare delle palle di riso, passarle nell'uovo sbattuto e condito con un po' di sale e poi passarle nel pangrattato.
Friggerle in olio bellente a fuoco medio, asciugarle su carta assorbente.

Gli arancini sono buonissimi caldi ma anche freddi per uno snack accompagnato da bollicine.
Io ne preparo sempre il doppio della porzione per congelarne crudi in una busta per alimenti e tenerli pronti da friggere ad ogni buona occasione.
L'angolo delle idee:
E proprio la voglia di mare e di spazi aperti mi ha messo alla ricerca di idee per i pic-nic che quest'anno ci sono mancati in Primavera.
Guardate questo cesto (Pinterest), con i colori azzurri, piattini e forchettine rilavabili per evitare l'abbandono di plastica, e con dei bicchieri di latta che manterrebbero in modo ottimale la temperatura. Non sarebbe propro adatto in spiaggia mentre il sole tramonta?
L'immagine scelta:
Ho trovato su Pinterest anche un quadro che fa intravedere la foce estuaria di un fiume ed il faro sul piccolo promontorio del mare all'orizzonte. Mi ha tanto ricordato la foce del Bussento sotto casa, pieno di dolci paperotti che sono ad un passo dal mare e dal faro di Scario.
Godiamoci queste ultime note di Primavera, perché qualsiasi cosa stiamo vivendo ora verrà comunque l'estate e tutta la bellezza che trascina con sé. Baci!!


venerdì 10 gennaio 2020

Un nuovo decennio si apre...e noi brindiamo!!!

Tante lucine, che ancora oggi a casa mia si rincorrono, hanno salutato il nuovo anno che con il suo numero tondo  tondo,"2020", apre un nuovo decennio.
Quante bottiglie di spumante abbiamo stappato fin da prima di Natale perché le persone incontrate sono state davvero tante.

Ho vissuto mattine senza sveglia per accogliere il nuovo giorno lentamente, le sere diventavano gradatamente notti avendo voglia di stare ancora svegli nel vedere film accantonati da tempo. 
Adesso che la routine è ripartita le ore sono troppo corte per fare tutto, la stanchezza prende il sopravvento e mi ritrovo, come svenuta, senza sensi sul divano. L' arrivo del mattino al suono della sveglia è un trauma e sfilare da sotto il piumone per affrontare l’aria gelida e’ un grande atto di coraggio.
Ed allora ripercorro i giorni passati guardando indietro come a mettere la testa dentro un baule dal quale attingere ricordi come fossero oggetti, e rivedo le strade di una Napoli che percorro ogni giorno correndo mentre per qualche ora, in ferie, ho avuto la possibilita’ di goderne guardandomi intorno con occhi diversi, ascoltando il suo chiacchiericcio, inebriandomi dello sbuffo di un caldo caffe’ per le vie di Spaccanapoli, entrando in Cattedrale e stupirmi davanti al luccichio di quel tesoro di San Gennaro che proprio le fantomatiche rapine dei film notturni mi avevano riacceso la curiosita’.
L’arte presepiale napoletana strizza l’occhiolino all’obiettivo del mio telefonino. Resti li davanti come incantata per minuti a scorgerne tutti i particolari: vestiti ottocenteschi cuciti a mano con rifiniture minuziose, case ammobiliate con l'arte povera di un tempo, meloni e campane di pomodorini del piennolo appesi davanti alle porte, tavole imbandite con piatti e dolciumi… non puoi assolutamente fermarti ad uno sguardo veloce. E ne rappresentano lo stile di vita del Sud, la voglia di incontro, di convivialità, di avere sempre una porta spalancata per chiunque con fare leggero e scanzonato… è il senso dell'accoglienza, l' imprinting del nostro DNA.
Le bancarelle riempiono i vicoli di fantasia tra pulcinella e cornetti portafortuna. La scaramanzia, i riti scacciaguai e la ricerca della fortuna sono l'anima di una Napoli che ama la vita.
Poter piegare la pizza a portafoglio e mangiarla calda sbrodolandosi di pomodoro ad ogni morso mentre si percorrono le sue viuzze piene di confusione è concedersi un vero lusso.
La mia accoglienza? Tanti i piatti messi in tavola per stare in compagnia, parenti ed amici che si sono intervallati per tombolate, passeggiate sotto le luminarie della mia Salerno che splendida ha donato emozioni ad ogni angolo...lampadari lungo il corso, l'albero della vita, uno zoo di animali luminosi ad incantare grandi e piccoli. Per poi alzare la testa sotto le acque di Nettuno, entrare in Cattedrale e vedere nel buio scendere giù la neve a suon di canzoni.
Qualcuno ha preferito farsi accompagnare, qualche altro è poi venuto a casa a riscaldarsi facendo due chiacchiere davanti ad una calda tisana e sgranocchiando struffoli croccanti pieni di miele e confettini.
In qualche buffet ho preparato dei rustici per contrastare con un po' di salato l'estrema dolcezza del momento.
Ingredienti:
Due rotoli di pasta sfoglia rettangolari
200 gr. di ricotta di pecora
150 gr. di spinaci congelati
70 gr. di grana grattugiata
1 rosso d'uovo
Procedimento:
Preparare il ripieno mescolando la ricotta con gli spinaci sbollentati a parte e strizzati. Mescolare all'impasto la grana per rendere il tutto più saporito.
Srotolare la pasta sfoglia e tagliare a metà lungo il lato più lungo.
Riempire ciascun rettangolo con un tubo di impasto al centro.
Arrotolare il rettangolo riempiendo bene gli estremi e porre i tubi di sfoglia in freezer per almeno 20 minuti.
Una volta indurito prendere i tubi dal freezer e tagliare tanti rustici da porre su una teglia spennellandoli di rosso d'uovo.
Infornare secondo le istruzioni della pasta sfoglia (circa 25-30 minuti a 200°)


Sono una soluzione veloce per amici che arrivano all'improvviso perché i tubi di sfoglia farciti possono rimanere in freezer finchè non debbano essere cotti.
Si possono farcire anche di wurstel o di qualsiasi ripieno la fantasia proponga.
L'angolo delle idee:
Per l'Epifania ho preparato tanti tortellini con una vecchia ricetta tramandata in famiglia. Qui l'avevo già proposta.

L'immagine scelta:

Così come ho preparato gli addobbi prima del tempo ce ne vorrà altrettanto per togliere tutto… amo godere delle luci del mio albero almeno per tutto il mese di Gennaio, un mese che ha bisogno di una sferzata di calore sul suo freddo che avanza.
Auguro di vero cuore un buon 2020 a tutti voi!!!

sabato 15 luglio 2017

Insalata di farro con gamberetti, asparagi e melone...le lunghe sere d'estate predispongono al buonumore!


Lavoro e vivo con una mega-agenda sempre a portata di mano dove riporto una marea di informazioni e di cose da fare che poi cerco di spuntare quasi tutte quotidianamente.
Non avrei pensato che a pochi giorni dalla metà di luglio le settimane fossero ancora così fitte di impegni.
Come per un maratoneta gli ultimi centimetri al traguardo debbano essere i più terribili, ogni anno accade lo stesso per i giorni che da ora in poi mi separano alla meta delle vacanze.
Gli anni insegnano sicuramente qualcosa ed ho assunto quella mia predisposizione positiva che viene a galla quando sto per annaspare. 
Alla guida, mentre percorro i miei consueti molteplici chilometri, guardo gli alberi ai lati della strada. Le foglioline, mosse impercettibilmente da un venticello estivo, sembrano non curarsi del caldo torrido. I riflessi del sole le rendono luccicose. 
Scruto attraverso i finestrini delle auto in corsa. C'è chi, come me, è preso dal quotidiano, ma altre macchine sono ripiene di mezza casa a bordo, con pacchetti e borse di ogni tipo...mi piace pensare al loro periodo vacanziero che sta per cominciare ed all'atmosfera allegra che debba esserci nell'abitacolo in movimento.
Anche i camper mi mettono allegria, una piccola casa viaggiante che ti porti dietro per visitare in piena libertà l'Italia e mezza Europa...o solo per starsene al fresco in quei campeggi-villaggi in compagnia di tanta gente. L'anno scorso, a San Vito lo Capo, guardavo dalla verandina del nostro appartamento i dirimpettai in roulotte che facevano cene e baldoria tutti insieme!!! E che organizzazione, non mancava veramente nulla!!!

Tra le persone che incontro qualcuno è già rientrato da un primo assaggio d'estate ed ha racconti meravigliosi che fanno sognare.....io amo aspettare perché so che quando staccherò la spina dalla routine sarà totalmente e senza mezze misure, e passerò in quella dimensione parallela lontano dai mille impegni e responsabilità.
Intanto approfitto delle serate più lunghe che permettono anche di fare un po' più tardi ad una festa, in compagnia di amici su un terrazzo panoramico che affaccia su Napoli....lo ammetto, quando quella sera, dopo che mi hanno fatto vedere casa ristrutturata, siamo saliti sul terrazzo..mi giro e vedo le case, il golfo, il Vesuvio in lontananza...mi è venuto da piangere per quanto fosse bella...e poi calici di vino fresco, una paella in cottura e le lucine notturne che accendevano la città!

È anche il periodo per una puntatina ai negozi con la merce in saldo....le ore allungate e le incombenze scolastiche dei figli ormai chiuse aiutano comunque ad avere del tempo diverso a disposizione. Un po' di shopping estivo, delle candele ed un nuovo cuscino colore blu mare!!

Nelle sere d'estate anche le cene cambiano. Si passa a cibi freschi e di rapida cottura, si prediligono le insalate, le verdure grigliate, la frutta di stagione e bibite fresche in colorati bicchieri pieni di ghiaccio.
Ecco una proposta che ho rubacchiato da un pranzo di lavoro al quale ho aggiunto l'idea degli asparagi perché la cucina è guidata anche dai colori e qui mancava un tocco di verde!


Ingredienti:
200 gr. di farro
150 gr di gamberetti sgusciati
100 gr. di cime di asparagi
1/2 melone giallo
sale 
olio EVO
limone
menta fresca

Procedimento:
Cuocere il farro secondo i suoi tempi. Io mezz'ora in acqua salata perché abbia mantenuto una cottura al dente.Fare raffreddare.
In una padella antiaderente far soffriggere un po' di olio e versare i ga,beretti sgusciati e le cimette di asparagi. Aggiungere un po' d'acqua, salare e procedere con la cortura di circa un quarto d'ora. Io ho aggiunto man mano poca acqua perché soprattutto glo asparagi si cuocessero.
Tagliare a tocchetti del melone giallo.
Unire al farro i gamberetti con gli asparagi ed il melone. Aggiungere un filo di olio ed irrorare con il succo di un limone.
Aggiungere qualche fogliolina di menta e servire!

Potete cuocere anche il farro prima, magari abbondante, e conservarlo qualche giorno in frigo ricoperto di pellicola. Facile tirarlo fuori a porzioni e condirlo con tutta la fantasia che dispensa e frigo offrono in questo periodo.
Un tavolino fuori ed il gioco è fatto!!

domenica 25 settembre 2016

Potage o crostini di fave e pancetta......ed un inviato a Torino molto speciale!!!


Per lavoro sono stata alcuni giorni in Puglia, nella zona di Ostuni, e nelle pause pranzo ho dato un colpo secco al mio colesterolo, dal valore gia' ai limiti, rimpilzandomi di latticini: treccine calde appena fatte tanto callose da richiedere lunghi tempi di masticazione, burratine e stracciata a non finire!!
Per fortuna che il tutto sia stato bilanciato da un legume, la fava, che a me fa impazzire! Decorticata e cotta, poi ridotta in pure', davvero insuperabile...
Non potevo, ritornando a casa, non fare un salto al mercatino rionale per cercare le fave secche decorticate!!!

E mentre questa settimana piena zeppa di lavoro giunge al termine ho il mio compagno che impreca da Torino perche' avrebbe voluto che fossi li con lui per visitare una citta' che merita...
ma soprattutto per l'appuntamento annuale della fiera "Terra Madre salone del gusto 2016" con i presidi Slow food che in questi giorni vede "il parco del Valentino" occupato da stands ricchi di cibo.
E' forte la presenza delle eccellenze Campane che conosco bene perche' costituiscono il mio cibo quotidiano!
Il piatto che mangi a cena con la famiglia, gli amici, per il pranzo della domenica, per le feste di Natale o Pasqua, che sanno di tradizioni di casa, che ricordano i metodi di conservazione dei cibi in dispensa dei propri nonni.

In un tempo in cui si fa demagogia su quanto possa fare male il cibo, la carne, il latte ed i suoi derivati, in cui si inneggia a filosofie di mangiare diverso ed a volte sbilanciato verso un alimento piuttosto che un altro, c'e' lo slow food, un cibo lontano dalla produzione di massa industriale perche' puo' soddisfare fabbisogni piu' limitati, ma che lascia il segno appagando il palato di chi lo prova.
Ed allora in questa circostanza ho chiesto al mio compagno, con tono supplichevole, di essere i miei occhi, il mio inviato speciale, cercando di fotografare cio' che secondo lui mi sarebbe piaciuto di piu' stando li'....
Ecco a voi un giro virtuale...
I pomodorini del piennolo, un'eccellenza dei Paese Vesuviani, un pomodorino piccolo e dolce che viene conservato per i mesi invernali in queste forme a campana da appendere e dal quale e' possibile pian piano staccarne pochi per dare sapore a sughi, bruschette, pizze, piatti di pesce...
I dolci napoletani...una muraglia di baba' da bagnare con acqua e rum, le sfogliatelle, la pastiera.....difficile scegliere quale preferire.
Il succo di melograno, un frutto che viene spesso sottovalutato ma che ultimamente sta ritornando in auge.
I formaggi, dai freschi come la mozzarella di bufala o "la zizzona di Battipaglia" alla ricotta di bufala per preparazioni piu' delicate rispetto a quella di mucca o pecora che viene utilizzata piu' per cucinare, alle caciotte e caciocavalli piu' stagionati. Ecco ad esempio il "pecorino di Bagnoli".
I legumi come i fagioli di Controne, i ceci detti "Maracuocci di Lentiscosa" che ridotti in farina danno vita alla buonissima "maracucciata", poi zuppe di farro e cereali.
La preparaziome della milza, questa parte di interiora che noi Salernitani amiamo cucinare il giorno del Santo Patrono, San Matteo, farcito con un' imbottitura speciale di prezzemolo, aglio e peperoncino, cotta nell'olio e poi nell'aceto....io ne sono golosissima.
Ed ancora i fichi del cilento che vengono seccati per le feste natalizie, le nocciole di Giffoni Vallepiana, i limoni della Costa d'Amalfi con la quale viene prodotto il limoncello, la colatura di alici o le acciughe salate di Cetara per rendere una spaghettata semplice gustosissima, il broccolo aprilatico di Partenopoli, il carciofo bianco di Petina, la numerosa varieta'di oli e vini delle diverse province.

Ed ora torniamo alle mie fave. Ho pensato all'abbinamento con la pancetta per un potage caldo che da consolazione nelle prime fresche sere autunnali oppure, una volta raffreddato diventa un vero purè da spalmare su crostini fatti di pane casareccio, un goloso finger food apripasto per una cena con amici, da provare magari accompagnato da un calice di bollicine!

Ingredienti:
250 gr. di fave secche decorticate
cubetti di pancetta 
sale q.b.
olio Evo

Procedimento:
Mettere in ammollo per una notte le fave secche, l'indomani cuocerle ricoperte di acqua a filo nella pentola a pressione per una ventina di minuti.
Una volta cotte ridurle con il minipinner. Salare quanto basta.
Rosolare con poco olio la pancetta a cubetti in una padella.
Versare il potage caldo in una ciotola adagiandovi sopra la pancetta croccante e condire con un leggerissimo filo di olio Evo.

Servire!!
Se volete preparare i crostini basta aspettare che il potage si raffreddi e poi spalmarcelo sopra. Ugualmente si può insaporire il tutto con la pancetta croccante e l'olio Evo.



Alcune idee prese dal mio soggiorno pugliese: un pure' di fave con la cicoria, delle bruschettine ricoperte di pure' con sopra un gambero arrotolato nella pancetta oppure un primo piatto di cicatielli alle vongole adagiato in un piatto su purea di fave.
Dopo questa carrellata di prelibatezze è imbarazzante scegliere, vero? Baci!!!

domenica 5 giugno 2016

Cozze al gratin di casa mia......e la propria città vista con occhi nuovi!!!



Lo penso spesso...andiamo tanto in giro per il mondo con la sete di conoscere ma ancora sotto casa c'è un mondo da scoprire che ignoriamo.
La parte alta della mia citta',sopra il centro storico di Salerno, e' stata una piacevole scoperta solo da poche settimana perché la scuola delle mie bambine, aderendo all'iniziativa "adotta un monumento", ha dato loro la possibilità di diventare "guide turistiche"per un giorno aprendo le porte di chiese e conventi risalenti al 1400 di cui, ammetto, ignoravo proprio l'esistenza. 
Diciamo che quando ero piccola queste erano anche zone degradate che, riprese oggi, sono diventate una vera bomboniera artistica e meta di tanti turisti.
 Nella riqualificazione i muri delle vecchie case sono diventate un foglio dove far rivivere le poesie di Alfonso Gatto, un poeta salernitano.

Seguendo l'entusiasmo di una scolaresca che per il piacere di stare insieme andrebbe ovunque, ci siamo incamminate anche noi mamme in questo luogo che guardiamo sempre dal lungomare senza optatare mai per la salita.
Un agglomerato di case, unite tra loro da stradine e scale, che giungono fino ai " giardini della Minerva", un posto molto panoramico che vanta la presenza di antiche piante medicinali risalenti all'antichissima Scuola Medica Salernitana del medioevo.
Il centro storico oggi e' un'alternanza di antichissime attivita' come la Pasticceria Pantaleone e nuovi pub, paninoteche, trattorie e birrerie che sono diventate il cuore della movida salernitana.


E poi ci sono i piatti di mare, quelle portate che ti porti dentro dalla nascita, che vedevano la pescheria di Piazza Portanova una nostra meta fissa quando la domenica andavamo a trovare i nonni ad Amalfi.
Qui era fisso acquistare almeno due chili di cozze che assieme ad un cartoccio di Santarose (classiche sfogliatelle ricce con l'aggiunta di crema pasticciera) erano il biglietto da visita per una giornata conviviale.
Oggi le cozze noi le facciamo aprire sul fuoco ma nonno le apriva una ad una ancora crude
con grande maestria usando un coltellino per poi farcirle e gratinarle al forno.
Come tutte le ricette che passano da una generazione ad un'altra vari sono inevitabili vari accorgimenti ma la base resta quella, un' impanatura fatta di buon pangrattato (meglio se fatto con pane bruschettato in casa), grana grattugiato,un trito finissimo di prezzemolo ed aglio, olio e acqua filtrata di cottura delle cozze.
Le aggiunte di casa sono state il pepe nero ed ultimissima la buccia del limone grattugiata (di mio fratello e mia cognata)!!
Ingredienti:
1 kg di cozze
150 gr. di pangrattato
50 gr. di grana grattugiata
2 spicchi d'aglio
prezzemolo tritato
pepe
olio EVO
scorza grattugiata di limone






Procedimento:
Pulire le cozze ed eliminare lo strepponcino interno strappandolo.
Aprire le cozze in una pentola sul fuoco con pochissima acqua. Una volta cotte alzarle dall'acqua e filtrarla con un colino a maglie strettissime. Lasciare solo il guscio con il frutto eliminando invece il guscio vuoto.
Preparare la panatura con pangrattato, grana, trito fine di prezzemolo e aglio, pepe.
Ricoprire le cozze ed adagiarle in una teglia da forno. Irrorare ciarcuna con poca acqua di cottura delle cozze filtrata ed un filo di olio EVO.
Infornare fino a doratura a 180 gradi. Ultimi cinque minuti sotto il grill del forno.
Servire calde!


E' un piatto che usiamo dopo un primo di pesce ma anche come antipasto o come aperitivo con un vino bianco e' appetitoso e stuzzicante.
Quando si da un morso sulla panatura croccante mista alla cozza si sente tutto il sapore del mare.
Credo che sia uno dei miei piatti di casa preferiti!!!