In questo caldo pomeriggio d'estate, dopo ben tre settimane di una casa che ha fatto il pienone arrivando ad essere anche in 12 persone con letti ordinari e gonfiabili a ricoprire ogni centimetro quadrato di pavimento, mi ritrovo con una casa semivuota.
Mesi fa chiacchierando con una specializzanda al policlinico che seguo per lavoro alla quale raccontavo dei figli che si fanno grandi e di Laura che si è trasferita mi disse:" Elena tu soffri della sindrome del nido vuoto".
Aveva ragione!
Tanto vado in iperadrenalina a nido pieno perchè richiede energie ed impegno essendo non semplice con il caldo estivo coordinare spesa, pasti e spostamenti, quanto poi vedendoli pian piano partire la casa mi sembra enorme e solitaria.
Però stamattina, mentre galleggiavo spaparanzata a largo di acque cristalline sul mio nuovo lettino gonfiabile fatto di due salsicciotti tenuti assieme da una morbida rete (invenzione geniale di quest'estate 2026), mi sentivo al pari di una vip sul suo yacht nel suo dolce far niente. E mi è venuto in mente che il post delle stelle cadenti poi non lo avevo più scritto.
Ed allora ritorniamo al mio fine settimana di luglio in Basilicata quando dopo aver visitato Castelmezzano, il paese con le dolomiti Lucane che vi ho raccontato nel post precedente, percorrendo strade tra fitti boschi siamo arrivati al vicino paese di ANZI.
Avevamo prenotato una visita serale al Planetario dove era prevista la visione della LUNA con un potente telescopio elettronico.
Il paesino, a picco sul costone di un monte, si percorre tra viottoli illuminati da antichi lampioni fino ad arrivare in cima all'Osservatorio che svetta assieme alla chiesa sovrastando il suo promontorio.
Da qui abbiamo goduto di uno spettacolare tramonto prima di accedere alla visione delle stelle.
I planetari hanno il loro fascino.
Eravamo in 16 a seguire questa lezione sulla cupola celeste che ci sovrasta.
Spente le luci del planetario, con gli occhi puntati al cielo della nostra galassia, un esperto ci ha guidato a riconoscere le costellazioni dello zodiaco, i carri dell'Orsa maggiore e minore. Un ripasso per me che abituata a guardare il cielo con mio nonno, maresciallo di marina, so abbastanza bene come ci si orienta nel riconoscere la stella polaris, il polo nord ed a misurare la posizione in latitudine rispetto all'equatore quando si è in mare aperto senza punti di riferimento.
E per finire un'esperienza unica alla scoperta della luna con tre giri per ciascun componente del gruppo osservando attraverso il telescopio i suoi crateri ed i suoi mari.
Un'ultima vista al paese di Anzi dall'alto.
E giù per i suoi vicoli ed i suoi lampioni sulla strada del ritorno pensavo che sentir raccontare della nostra galassia e di tutto ciò che nell'Universo può esserci ha un fascino misto a conoscenza e mistero.
Soprattutto il concetto di spazio e tempo diventano relativi rispetto ai risicati conteggi spazio-temporali vitali a cui siamo abituati.
Agosto è stato il mese delle stelle cadenti o almeno magicamente ci piace pensarla così.
Sappiamo che in realtà in questo periodo dell'anno attraversiamo questa zona del nostro sistema solare in cui è più fitta la presenza di polvere spaziale di stelle che entrando a contatto con l'atmosfera terreste brucia creando una scia luminosa.
Ma a noi piace pensare che siano stelle che cadono nella notte dei desideri.
Ci siamo salutati con l'appuntamento ad agosto dell'anno prossimo per vedere con lenti protettive l'eclissi di sole che ci sarà.
E qui che al mare, tra un tuffo ed un cocktail al tramonto, l'estate sta per finire, abbiamo pensato ad un pranzo domenicale servendomi del caseificio e della macelleria del posto per comprare una buona ricotta di pecore e buona carne per farne braciolette.
Ingredienti:
4 ferrine sottili per braciola
prezzemolo
aglio
scaglie di Grana Padano
500mgr. di pasta formato mafaldine
1 bottiglia di passata di pomodoro
1 scatola di pelati
cipolla
sale q.b.
olio,Evo
basilico
Procedimento;
Preparare 4 braciole mettendo al centro di ogni fettina il prezzemolo, l'aglio tagliato,a lamella e scaglie di Grana Padano. Soffriggere in olio Evo un pezzo di cipolla a fettine sottili ed aggiungere le braciole cuocendole su ogni lato. Una volta cotte aggiungere la passata di pomodoro ed il quantitativo di una scatola di pelati passata al mixer. Far cuocere il ragù a fuoco lento salando il tutto.
Portare l'acqua della pasta ad ebollizione, salarla e versarci le mafaldine da far cuocere come da indicazioni sul pacco. Scolarle rimetterle nella pentola di cottura con la ricotta ed il ragù rigirando il tutto a fuoco basso.
Preparare i piatti guarniti con un ciuffo di ricotta e del basilico.
Ottime le braciole come secondo piatto di portata.
Vi lascio con questo piatto sperando che le temperature estive sopra la norma comincino a calare dandoci una tregua e facendoci recuperare maggiori energie per essere più operarivi.
Appuntamento al prossimo post!
Baci!!











Nessun commento:
Posta un commento