In piena estate le giornate sembrano avere una durata doppia rispetto all'inverno. E' proprio vero che la LUCE è vita e finchè non fa buio si ha voglia di uscire,di passare le giornate in spiaggia o di andare in esplorazione di posti nuovi.
Ancora al lavoro per qualche giorno e tocca accontentarsi di un fine settimana; ma può bastare se si scelgono mete vicine che date per scontate una vita poi non si conoscono realmente.
Quando il mio compagno ha cominciato a scrollare il telefono qualche sera fa è stato con il desiderio di trovare un posto di montagna fresco per dimenticare il caldo cittadino rovente che ci attanaglia.
Incredibile la marea di posti che i social propongano per passare giornate diverse, a pochi passi, ma ben pensate.
La Lucania è una di queste mete.
Basta poco più di un'ora per arrivare da Salerno a Potenza dopodichè la Basilicata propone, lungo la via Basentana, una miriade di borghi incastonati tra le montagne che aspettano soltanto di essere visitati.
Ovviamente gli stranieri ci precedono in questo e sabato scorso ne abbiamo trovati tanti in visita nel borgo di CASTELMEZZANO. Ci ritroviamo di fronte ad uno spettacolo meraviglioso. Il paese sembra sottostare ai piedi di montagne somiglianti alle dolomiti da cui ne prendono nome "DOLOMITI LUCANE".
E' un borgo ben tenuto con strutture ricettive bnb per restarci la notte, bar per gustare ricchi aperitivi e trattorie dove assaporare la cucina lucana classica caratterizzata dalla presenza di peperone crusco a condire strascinati e ravioli che abbiamo mangiato alla trattoria "Del vecchio scarpone" dal gusto molto particolare.
Ma è un posto che attrae anche ragazzi ed intere famiglie perchè queste dolomiti sono percorribili da una "SLITTOVIA" su rotaia che scende per 1180m con discesa mozzafiato dalla montagna del Peschiere al borgo del paese. Genitori che accompagnano figli o ragazzi da soli che su di un Bob vivono emozioni adrenaliniche tra natura e paesaggio.
Per i più estremi la vallata viene invece attraversata con il classico "Volo dell'Angelo" percorrendola imbrachiati ed aggangiati ad un filo di acciaio.
Ma le emozioni non finiscono qui perchè dal cimitero del paese parte un sentiero contadino di 2 km che consente, con scarpette da ginnastica, di scendere nei boschi per risalire verso le dolomiti passando per fiumi e cascate. Lungo il percorso si è accompagnati da voci di streghe a raccontare leggende tramandate oralmente con canti celtici in sottofondo lungo IL PERCORSO DELLE SETTE PIETRE. Le sette tappe restituiscono i temi del destino, l'incanto,ilmsortilegio, le streghe, il volo, il ballo ed il delirio.
Ne viene fuori un libro "Vito ballava con le streghe" di Mimmo Sammartino.
E' qui che ci siamo inoltrati dopo pranzo nella foresta verso un fiume a valle tra il fresco degli alberi. Un' esperienza veramente rigenerante.
Nel tardo pomeriggio ci siamo spostati nel vicino borgo di ANZI per una visita notturna prenotata all'Osservatorio planetario. Ma di questo vi racconterò nel prossimo post.
E proprio perchè in estate, a meno che non ci si fermi in una trattoria a gustare prelibatezze del posto, fa tanto caldo e la voglia di cucinare nel senso letterale del termine viene meno, le serate a casa sono cadenzate da insalate di pomodori con fresella o contorni veloci e leggeri.
Mi è piaciuta l'idea della tartare di carne proprio perchè cruda ma che accompagnata da cose fresche diventa un piatto gettonato.
Ingredienti:
2 piccole tartare di scottona
pomodorini gialli e rossi
1 acocado ben maturo
olio
sale
pepe
limone
maionese
Procedimento:
Pulire l'avocado e tagliarne il frutto a pezzetti. Tagliare anche i pomodorini. Condire il tutto con sale, olio, limone e pepe.
Adagiare la tartare nel piatto e ricoprirla con gli ingredienti preparati. Qualche ciuffo di maionese a terminare il piatto.
Vi lascio degustare la tartare riaggiornandoci quanto prima......verso il periodo delle stelle cadenti.
E vi lascio con le parole del libro menzionato:
"C'è una storia di pietra lunga duemila metri e anche di più.
E' una storia di racconti e di visioni.
Di segni impressi lungo il percorso delle sette pietre.
Dice di quelle donne, le masciare, che si ungevano con l'olio fatato raccolto nella cavità di un albero di ulivo.
Dice di quando attraversavano la notte sulla groppa di cani bianchi.
Dice di Vito, il contadino, e di quando, preso da fattura d'amore, ballava con le streghe.








