Sono un'incostante. Ce lo siamo detto ridendo anche io ed un mio amico l'altro giorno perchè adducevo il fatto che noi del segno dei gemelli non riusciamo a star fermi troppo sulla stessa cosa. Un periodo quell'interesse ci accende e poi, improvvisamente, sembra diventare noioso.
Lui che nel tempo perso scrive e pubblica libri sull'alimentazione mi aveva fatto vedere solo poche settimane prima un libro quasi finito sul pomodoro spiegandomi l'importanza del beta-carotene e tutta la diatriba degli alimenti geneticamente modificati. Poi, l'altro giorno, durante una pausa caffè, mi dice che è stato fulminato dallo scrivere su altro, un' illuminazione che gli è venuta. "Ed il pomodoro?" gli ho detto. "No, mi sono stancato. E' quasi finito ma adesso sono preso da quest'altra idea".
Mi è venuto da sorridere perchè è un tratto che riconosco. Sono capace di tenere due libri sul comodino ed altri 3 aperti sul Kindle di argomenti completamente diversi che leggo a secondo dell'umore lasciando l'uno e riprendendo l'altro senza alcun problema. Anzi, sono per me molti mondi aperti su cui riflettere e vedere cosa partorisca nel tempo il mio personale senso critico. Non sento la necessità di finirne uno per prenderne un'altro. La continuità mi annoierebbe. E non solo nella lettura.
Il libro che aveva stuzzicato la mia attenzione proprio qualche settimana fa è stato scritto dal giornalista Marco Travaglio che, quando è presente come opinionista nei programmi telesivisi, mi piace sentire come la pensa. Il libro si intitola "Israele e i palestinesi in poche parole". Volevo capirci di più dato questo accanimento degli israeliani su Gaza.
Ma, il 28 febbraio gli Israeliani, con il supporto degli USA, hanno attaccato anche l'IRAN e quello che stavo leggendo la sera è diventato per me ancora più attuale. Se metteste il naso tra queste pagine ne rimarreste attoniti; la storia corre di guerra in guerra in una faida tra i popoli del Medio-Oriente che negli anni non hanno trovato mai pace...se fossi stato in Travaglio avrei cominciato a narrare dal Vecchio Testamento della Bibbia, quando si parla di questo popolo inquieto, in cerca della terra promessa, che tra mille peripezie, passando anche per l'Egitto, si affidò a Mosè per uscire fuori dalla schiavitù. Nonostante fosse definito il "popolo eletto", veramente non ha trovato mai pace ed ancora fino ai nostri tempi.
Quanti libri di storie sugli ebrei e sulla Shoà avrò letto. Ma anche tante storie di palestinesi che hanno subìto dagli Israeliani. Un popolo che da vittima è poi diventato un popolo indifendibile. E come dice Travaglio: "Israele da Davide contro Golia si è trasformato in Golia contro Davide". E questo si è alternato più e più volte.
Ai miei occhi vi è il delirio di un popolo scontento, irrequieto, sempre in diaspora per il mondo alla ricerca di terre da occupare, di una terra che fosse la propria. Ma anche un popolo di grandi menti, uomini di affari, studiosi, banchieri che hanno popolato il mondo con posizioni di rilievo.
E poi ci sono le grandi potenze che giocano a scacchi sulle loro terre contendendosi vittorie e ritirate attratti dall'oro nero e adducendo la scusa di voler portare democrazia contro le tirannie. Ma mi chiedo se è con la guerra che ciò si possa ottenere. Al contrario vengono a formarsi faide terroristiche perchè da odio nasce odio e non se ne vede la fine.
Vi dirò che sebbene io sia un tipo sempre positivo sento per questi e per vari altri motivi di dover alleggerire un pò i pensieri.
E di giorno in giorno intanto siamo giunti nel periodo che precede la Pasqua e già in giro si vedono uova di cioccolato e colombe di tutti i colori. Si comincia ad intravedere l'arrivo della Primavera con gli alberi in fiore e possiamo cominciare ad indossare giacchette e camicette decisamente più leggere.
E proprio pensando alla Pasqua ebraica mi sono venute in mente le canzoni della Veglia Pasquale di quando ero nel coro da ragazza. In chiesa, in quell'ora che precedeva la mezzanotte, in un'atmosfera sacra, illuminati solo dal bagliore delle candele, si leggeva del popolo di Israel in fuga dall'Egitto guidati da Mosè. Un solco tra le acque del mar Rosso che si aprì al loro passaggio e poi si richiuse su cavalli e cavalieri egiziani all'inseguimento che ne rimasero travolti. Oggi la spiegazione scientifica di ciò che accadde è chiamata "WIND SETDOWN" (abbassamento per vento), ovvero di un vento che soffiando da oriente in modo molto forte avesse spinto le acque di una zono poco profonda rendendo visibile il fondale sabbioso su cui passare. Poi accadde che il vento, cessando improvvisamente, avesse travolto gli Egiziani.
Ed allora immagino quel popolo di Israele che prima di partire avesse raccolto tutte le proprie cose ed avesse pensato a cosa poter mangiare durante la fuga. Prepararono in gran fretta un pane azzimo che non avesse avuto necessità di lievitare e che cotto su pietre roventi si sarebbe poi potuto conservare a lungo.
Oggi durante la pasqua Ebraica questo pane viene mangiato per mantenerne memoria.
Ingredienti:
400 gr.farina
180 ml acqua
Preparazione:
Si impasta la farina con l'acqua fino ad avere un panetto elastico. Senza attendere se ne fanno dei panetti più piccoli che vanno stesi con il matterello in modo molto sottile. Su una padella rovente vengono cotti i dischi da entrambi i lati. Io ho preferito la friggitrice ad aria che sicuramente a quei tempi non esisteva. Per dischi di 2mm di spessore ho fatto cuocere a 200°C per 4 minuti su ciascun lato.
Il pane azzimo è attuale oggi come non mai perchè veloce da preparare.
A me ricorda per certi versi, se reso molto sottile e croccante, il PANE KARASAU sardo. Ho letto che si considera un pane azzimo anche il BANNOCK, un tipico pane scozzese. E perchè no, pure la nostra famosa PIADINA ROMAGNOLA.
Può essere un tipo di pane da preferire per chi è intollerante ai lieviti o vuole utilizzare farine integrali di diverso tipo abbassandone il valore glicemico oltre che variandone il sapore a secondo dei gusti personali. Può essere aggiunto un pò di olio nell'impasto e del sale o delle spezie come il rosmarino in superfice. Ideale con companatico per chi, come me che sono sempre in giro, diventa lo snack che si mantiene per giorni in un sacchetto di carta.
E scrocchiando sotto i denti questo buon pane vi strizzo l'occhio dandovi appuntamento al prossimo post!!




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