Cosa può significare secondo voi "SAPER ABITARE IL TEMPO"?
Sembra un'incongruenza, una dissonanza. Il tempo si può abitare? Eppure si, si può provare a farlo. E come? Con il provare a vivere SAPENDOCI ESSERE veramente: qui ed ora. E non solo fisicamente, bensì interiormente.
Mi spiego meglio ....
Sfogliando digitalmente la rivista "Dove " di Gennaio mi ha intrigato questo articolo di apertura che sottolineava ciò che dei viaggi io ho sempre pensato. Il viaggio non è soltanto uno spostamento fisico di diversi chilometri, una quantità indefinita di mete da raggiungere o una mera performance istagrammabile da esibire.
C'è chi in passato metteva le famose bandierine sul mappamondo per collezionare mete e poter dire:"Qui io ci sono stata!".
Poi c'è chi fa il viaggio che "si porta" quast'anno, che segue il trend...tutti verso la stessa meta più gettonata del momento.
Ma quale pùò essere LA VERA ESSENZA DEL VIAGGIO al di là della quantità di chilometri percorsi e di posti raggiunti.
Il viaggio va vissuto come ESPERIENZA tra le più appaganti ed arricchenti.
Sicuramnete le mete estere hanno il loro fascino perchè ci si immerge in luoghi, tradizioni, culture, cibi talvolta completamente diversi da quanto viviamo noi. E lo stesso nostro Paese nel quale abbiamo la fortuna di vivere è ricco di bellezze culturali, storia, piatti tipici, miti e leggende che non conosciamo.
Allora cosa serve davvero secondo voi per rendere il viaggio un'esperienza unica?
Occorre LA GIUSTA PREDISPOSIZIONE D'ANIMO!
E soprattutto occorre prendersi il GIUSTO TEMPO per farlo.
Ecco il tempo da abitare, quel lasso di secondi e minuti preziosi da dedicare a cosa veramene fa stare bene. Che sia una passeggiata nella stessa nostra città o in quella di fianco o lontano ma fatta con occhi diversi, "occhi attenti" nel vedere ciò che la corsa del quotidiano ci annebbia.
L'articolo recita:"I LUOGHI NON VANNO CONSUMATI MA VISSUTI". E quindi bisognerebbe avere la capacità di perdersi, come in un'immersione, in ciò che si sta guardando. Con la capacità di godere di quanto la natura generosamente e gratuitamente ci dona.
Un tramonto, un'onda che si infrange sulla battigia, una barca a vela in lontananza, un baretto fronte mare che offre tavolini spartani per sorseggiare un caffè, una locanda rustica con piantine a decorare il tuo tavolino. Piccole cose, dettagli, che distrattamente ignoriamo ma che renderebbero la nostra esperienza veramnte unica.
E' per questo probabilmente che ciascuno di noi conserva ricordi diversi di posti più o meno famosi; perchè vissuti in modo personale e legati al tempo in cui in esso ci abbiamo abitato.
Un nostro amico, Roberto Nucci , che vive da anni in Finlandia, è venuto a trovarci quest'estate in un weekend di giugno per partecipare ad un concorso artistico. Quando anni fa stemmo da lui a Kuopio vivemmo un'intera settimana da veri finlandesi. Credo di avervi raccontato le esperienze indimenticabili sui laghi Kallavesi a pescare trote salmonate che abbiamo imparato ad affumicare, dei picnic su isolotti sperduti raggiunti in barca, di aver visto persone che uscendo da una sauna in riva al lago si gettavano completamente nudi in acqua, di aver giocato interi pomeriggi a minigolf, fatto di sera il karaoke nei locali del posto.
Roberto è un artista, fa cabaret, dipinge, ha un mondo interiore "mega" ed io con lui mi trovo tantissimo. Quest'estate volevamo fargli vivere una bella domenica tra mare, piscina ed una cena in un bel posto. Credo ci siamo riusciti perchè anche a Novembre, di ritorno per concorrere, a Napoli, al concorso Zelig presso il teatro Boulevar a Materdei, è comunque tornato a stare da noi a Salerno. Ve lo racconto perchè lui ha un modo di vivere che sa proprio di come abitare il tempo. Roberto ha "i suoi tempi", il suo modo di vedere il mondo con occhi di grande osservatore, E quando la sera lo abbiamo portato a fare un giro per le vie del centro storico di Salerno sono stata io che ho praticamente riscoperto grazie a lui la mia città. Lui fotografava meravigliato portoni storici che io non avevo mai osservato, nicchie votive antiche, mattonelle di ottone incastrate tra i ciottoli delle vie con su riportati i nomi dei medici dell'antica prima Scuola Medica Salernitana risalente al periodo dell'alto Medioevo intorno al 1100d.c. E così passeggiando semrbrava che il tempo si fosse veramente fermato, che avesse smesso di correre contro di noi. Eravamo noi padroni del tempo, capaci di ABITARE IL TEMPO.
E questo che è passato è stato tempo di "chiacchiere". E non solo quelle che si fanno in compagnia davanti ad una tisana calda d'inverno ma anche dolci che preparati e fritti vengono pucciati in una salsa al cioccolato per onorare il tempo del Carnevale.
Quest'anno le ho preparate io, con la macchinetta di nonna per tirare la pasta. Mentre friggevano hanno cacciato le famose bollicine che diventate poi croccanti scrocchiano sotto i denti e fanno cadere tutto lo zucchero a velo sui vestiti.
Ingredienti:
300 gr. di farina (più altra per infarinare il piano)
50 gr. di zucchero
2 uova
60 gr. di latte
30 gr. di burro
i bicchierino di liquore strega
olio per friggere
zucchero a velo
Preparazione
Mettere la farina in una ciotola ed aggiungere lo zucchero e tutti gli altri ingredienti. Lavorare la pasta finchè diventi un panetto omogeneo. Farne diverse palline e cominciare a lavorarle ognuna ripassandole più volte nella macchinetta della pasta a grandezza massima (nella mia è il numero 1). Poi ripassarle rendendole sempre più sottili fino ad arrivare a grandezza 4 (molto sottili garantendo le bolle in cottura).Tagliarle a striscette e se si vuole anche intagliando un pò la chiacchiera al centro facendo passarci attraverso uno dei due lati della striscia (un metodo che imparai anni fa da un vecchio manuale di Lisa Biondi). Mettere abbondante olio per friggere in padella e versare un pò alla volta le chiacchiere. Una volta colorate su un lato si girano e poi si tirano su facendo assorbire l'olio in eccesso su carta assorbente. Una volta fredde si mettono in un piatto da portata vengono irrorate di zucchero a velo.
E' cominciato il periodo di Quaresima in attesa della Pasqua e della primavera che finalmente renderà le giornate più miti e soprattutto con più luce...altro tempo che guadagneremo, altro tempo che ci sarà donato a patto che ne sapremo fare buon uso!!!





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