martedì 30 giugno 2026
Orata alla brace…..e vi porto con me in giro a Pompei!
"Città che non mantiene mai le sue promesse,
città fatta di iuci e di fotografia
di Maradona e di Sofia...
ma è la mia città
tra l'inferno e il cielo..."
Pino Daniele....Un angelo vero
Vorrei poterti far ascoltare questa canzone di Pino per farti comprendere quanto amiamo la nostra terra.
Una terra Campana come quella di Pompei che ci è stata preservata da papà Vesuvio con la sua esplosione che secoli fà, nel 79 d.C., dopo un terribile boato, ricoprì con vari strati di lapilli, pomice e ceneri la città, restituendocela quasi intatta con la scoperta fatta solo nel 1700.
Un Vesuvio che tra l'inferno ed il cielo ha fatto un regalo alla nostra civiltà; donarci non solo un' architettura geniale degli antichi Romani rinvenuta tra ville, strade, botteghe e affreschi. Geniali lo sono stati per costruzioni di torrette lungo le strade utili a formare dislivelli negli acquedotti facendo uscire acqua dalle fontane, ergendo sassi lungo le strade per sopraelevare il passaggio da un lato ad un altro e non cadere nell'acqua o fango, dipingendo affreschi utilizzando una miscela di molluschi a dare il colore rosso pompeiano divenuto famoso. Ed ancora la scoperta del cibo rinvenuto nei magazzini a dirci cosa mangiavano, dell'uva per la terra florida vulcanica che ancora oggi si continua a produrre, e le panetterie con un sistema di macinatura sul posto alla vista dei clienti con pietre ed asini perchè chi l'acquistava era sicuro di non rompersi un dente che sarebbe significato morire di setticemia. Avevano una cultura che si era evoluta dal paganesimo, avevano superstizioni testimoniate da immagini di avi e divinità protettori e da ciondoli fallici portafortuna disegnati dai mercanti contro il malocchio a protezione delle attività floride. Una storia affascinante che ci è stata narrata da una guida, Luca, entusiasta e appassionato di queste storie e questa terra.
Lui ci ha raccontato che i Pompeiani avvertirono già dal 62 d.C. i fenomeni sismici ed a causa di danni e crolli la nobiltà romana lasciò la città alla borghesia che ne acquisì gli spazi ma anche un posto strategico per fare affari con il mondo partendo con numerose navi dal porto.
Migliaia di aneddoti snocciolati in due ore sebbene ci avesse colti un'acquazzone estivo violento lungo la visita.
Io ed i miei colleghi ne abbiamo assaporato, come si fa per un buon piatto, ogni parola per capire come i pompeiani vivevano, facevano affari e cosa ci fosse prima dell'eruzione. Addirittura la città di Roma, nonostante la sua grandezza, restituisce meno a causa delle irruzioni e dei saccheggi dei barbari post-impero Romano che qui non sono stati possibili perchè il Vesuvio ha tenuto tutto nascosto fino al rinvenimento.
Ecco perchè i Napoletani amano il Vesuvio che copre con una tragedia ma protegge e restituisce nei secoli la "STORIA". Queste alcune immagini del giro tra strade, negozi, ville, anfiteatro, terme e palestra.
Ricorrente l'immagine fallica alata che rappresentava prosperità e fertilità trasformato poi dai napoletani nel cornetto portafortuna.
Per capire come morirono tutti i Pompeiani colpiti dalle ceneri e lapilli vi sono conservati i calchi in gesso ottenuti dagli archeologi durante gli scavi.
I Pompeiani erano lussuriosi e pieni di bordelli come il più famoso, "il Lupanare". E dai calchi son stati rinvenuti anche amanti in posizioni intime ea anche dello stesso sesso.
Vi invito a fare un giro per la Campania ma vi anticipo che non vi basterebbe un solo viaggio. La possibilità di rimanerci per settimane o tornandoci a più riprese vi farebbe capire a fondo la sua storia, vedere le sue bellezze, respirarne la cultura.
Noi stessi campani ne conosciamo soltanto una parte ed oltre a viverla ed assaporarla tutti i giorni cerchiamo di essere turisti durante l'anno per ammirarla in tutti i suoi angoli.
E ci vuol tempo a disposizione ma anche una buona guida per cogliere in alcuni posti come Pompei cosa ci viene restituito.
Ed ora un'idea di come si cena nelle calde serate estive qui da noi.
Ingredienti:
Un'orata
prezzemolo
aglio
sale
limone
olio EVO
Procedimento:
Un pò di brace in giardino e comprando pesce fresco, che sia orata, spigola o branzino, lo si pulisce dalle interiora e dopo averlo sciacquato bene lo si riempie con aglio a spicchi, fette di limone e prezzemolo. Si condisce con olio e sale sempre all'interno e si mette a cuocere sulla brace girandolo a metà cottura perchè sia cotto daentrambi i lati.
Io ho preso proprio la gliglia che lo contiene onde non romperlo nel girarlo.
Consiglio un taglio trasversale fatto con coltello su ogni lato per poterne tenere sotto controllo la cottura.
Quando la carne è completamente bianca l'orata è cotta.
Sarà saporitissiama e sugosa. Si pulisce ed adagiano le parti di carne bianca in un piatto da portata.
Accompagnato da insalata condita sarà una cena estiva perfetta.
Ed allora vi auguro un BUON INIZIO ESTATE all'insegna della giusta curiosità per girare e conoscere le nostre bellezze. Ed ancora spero abbiate tempoo per cene leggere e buone per serate in terrazza o giardino.
A presto!
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)






Nessun commento:
Posta un commento