martedì 30 giugno 2015

Insalata di pomodori....ed il mare della Campania d'estate!!!!



Ultimamente sono più latitante del solito da questo angoletto tutto mio ed adesso che vi mostro queste coste meravigliose della Campania penserete che sia stata eternamente in vacanza e mi piacerebbe tanto farvelo credere e crederci ma non è stato così. Però i miei occhi si sono beati non poco in questi ultimi trenta giorni di meravigliosi scenari mozzafiato e sarei falsa nel dirvi che il cuore dinanzi a cotanto spettacolo mi sia non aperto allo stupore.
Io adoro il mare, non riesco a pensare di poter vivere in un posto che sia lontano da un orizzonte e dato che mi piace sapere che c'è sempre possibilità di evadere da cosa possa starmi stretto mi basta gettare davvero lo sguardo verso quella linea immaginaria e tutto mi sembra raggiungibile!!!
A parte il week end a Pioppi che è stato il regalo di compleanno fattomi da Alberto....


 gli altri sono posti fotografati durante spostamenti di lavoro (Sorrento),


 convegni (ischia)


 o riunioni (Vietri)

.... ma tutto diventa speciale in posti così!!!
È così girando non ho avuto tempo per cucinare ed allora, in attesa di tempi più profiqui vi propongo questa insalata di pomodori.... Si sa che è un piatto base estivo che accompagna fresche cene o può fungere da contorno a qualsiasi secondo si voglia portare in tavola.
Se poi si preferisce un piatto unico allora si decide di accompagnarlo a pan biscotto o freselle che sono sempre presenti in dispensa e basta bagnarle quanto basta con l'acqua per poi essere poste sul fondo del piatto. Ci si versano sopra i pomodori conditi ed il pane comincia ad impregnarsi del loro succo dolciastro e del buon olio EVO profumato. È un sodalizio impareggiabile....se ne mangerebbe senza fermarsi...

Ingredienti:
pomodori da insalata
peperoncini verdi
cipolla
basilico
sale
olio EVO
taralli da spugnarecon poca acqua fredda

 
Qui da noi le freselle ed il pan biscotto sono prodotti da molti panifici locali, ma come sempre se ne trovano di tipologia diversa a seconda del paese dove si va. Alcuni li arrichiscono di granone e quindi sono gialli e croccanti tanto da stuzzicare allo sgranocchio, altri li producono con prevalenza di farina integrale, c'è poi chi produce le freselle, questi dischi un po' più sottili del pan biscotto, c'è chi invece prepara i taralli con finocchietto o semplici come questi nella foto che provengono dalla Costiera Sorrentina. 
La mia insalata è stata accompagnata dai peperoncini verdi crudi tagliati a rondelle. Questa usanza nasce dal fatto che pomodori e peperoncini sono spesso insieme  disponibili nelle dispense estive.
 
Vi lascio questo ultimo scorcio di Pioppi di notte, quando arrivati in questa casa per il week end ci siamo affacciati alla finestra....

 
Ha fatto bene agli occhi ed al cuore, è servito per allentare una tensione che inevitabilmente si è accumulata durante l'anno di lavoro...il rumore delle onde che rinfrangono sulla battigia non ve lo posso far sentire ma immaginate quanto ci abbia cullato per tutta la notte mandando impulsi rassicuranti prima al cervello e poi al cuore...

mercoledì 10 giugno 2015

Casarecce con le zucchine.....i colori ed i sapori dell'estate!!

 

L'orticello che mio padre ha ritagliato in una parte dei terrazzamenti di limoni in Costiera sta dando i suoi doni... cipolle bianche dolcissime, zucchette e zucchine con tanto di fiori per cappello...


....aspettiamo i pomodori che allieteranno le nostre serate di agosto per fresche capresi con il fiordilatte di Agerola o la treccia di Tramonti, o ancora per la classica "Caponata" con pomodori accompagnati a del pane biscotto di Agerola bagnato, cipolla fresca ed un filo di olio EVO.  
Sulla caponata c'e' chi preferisce il basilico fresco di giardino e chi la rende profumata con dell'origano selvatico che io acquisto giu' ad Amalfi in uno di quei piccoli rivenditori di frutta che ogni giorno vedono entrare turisti di mezzo mondo per assaggiare ciliegie, fragole, more, gelsi, albicocche, nespole...e tutto mangiato in strada come street food.
E si, perche' l'estate e' giunta alle porte ed i colori del cibo che porta con se' sono una sfaccettatura infinita di sapori e profumi che rendono i sensi piu' svegli.
La Costiera, come ogni parte d'Italia, d'estate rinnova le sue sagre che variano da quella del pesce azzurro di Atrani alla melanzane con la cioccolata di Minori, a quelle dei paesi interni dei monti Lattari come la festa del fiordilatte di Agerola, la festa degli gnocchi, della sfogliatella, dei fagioli e poi qui a Pogerola, frazione di Amalfi dove abbiamo casa, ad agosto c'e' la sagra "della zucca e zucchina". Venite serviti di  zuppe, zucchine alla scapece, pasta con la zucca, sfogliatelle con la zucca per citare sono alcuni piatti tipici della sagra.... sara' per la terra, la salsedine che sale, il sole.....queste zucche e zucchine di forme e colori diversi che virano dal verde al giallo ed all'arancione, sono di una dolcezza senza eguali.
 

Eccone un primo che facciamo spesso, della pasta della Rummo che mantiene la cottura e si sposa in maniera equilibrata con zucchine cotte velocemente a parte. 

Ingredienti:
5 zucchine
fiori di zucca
olio Evo
cipolla
pancetta a cubetti
sale q.b.
500 gr. di pasta "casarecce" della Rummo

Procedimento:
Lavare le zucchine, eliminare le due estremita' e tagliare a cubetti.
Soffriggere, in una padella antiaderente,  la cipolla nell'olio Evo, aggiungere della pancetta a cubetti. Quando quest'ultima sara' sciolta del suo grasso ed un po' croccante calare le zucchine, aggiungere dell'acqua e salare. Far cuocere lentamente a fuoco lento finche' la forchetta entri nel tubetto di zucchina. Se necessario durante la cottura aggiungere altra acqua ed aggiustare sempre con il sale. Poi spegnere.
Cuocere la pasta in acqua bollente secondo  tempi riportati sulla confezione. Scolare la pasta e versarla in una ciotola sulla quale versare le zucchine cotte. Girare il tutto, aggiungere un filo di olio EVO a crudo e servire. A chi piace ci sta bene anche della grana grattugiata sopra.
 

E' un piatto che si porta in tavola quasi nel primo pomeriggio dopo una mattinata giu' al mare, e nell'attesa che la pasta cuoce ognuno trova refrigerio in una doccia ed una fresca limonata, sorseggiandola piano guardando il mare che cambia sempre colore e si riempie di piccole barche, yacht o navi da crociera.
Accettate l'invito?

mercoledì 27 maggio 2015

Insalata di fragole, pomodorini e mentuccia...ed un ritorno a Londra!


Maggio e' il mese delle rose, delle fragole, delle prime ciliegie...il rosso intenso e profumato da' colore ad ogni cosa e riempie vasi e ciotole come piene sono anche le giornate trascorse, dove il tempo piu' lungo imprime coraggio per progettare, osare e fare.
E con questa filosofia si e' osato e provato ad affiancare giornate piene di lavoro ed impegni ad un sogno... rivolare via per un fine settimana legato a due giorni presi di ferie, viaggiando di notte per recuperare le ore del giorno e viverle intensamente.

Il sogno era Londra, programmato tempo fa per approfittare di un'offerta di viaggio e soggiorno...e' stato pensato per ritornarci e vivere posti non visti ancora, rimescolandosi ancora una volta a quell'eterogenicita' londinese nella quale nessuno sembra trovarsi nel posto sbagliato.
Siamo arrivati di sabato mattina e le previsioni di tempo catastrofiche si sono invece trasformate in giornate soleggiate....tutto e' stato piu' semplice....spostarsi, dove andare, come orientarsi....come se Londra fosse stata la nostra meta vacanze da sempre....
Notting Hill e di nuovo la libreria di un anno fa nella quale trovare un'altro libro di ricette... un vecchio libro di Jamie Oliver, il suo secondo di quando era davvero giovanissimo.
 
Poi posti nuovi, musei ancora non visitati e mercatini ancora non esplorati come Camden Town, dove una serie di strade si incrociano con merce di ogni tipo; c'e' un tavolino allestito per l' "Alice" di passaggio che vuole festeggiare insieme al cappellaio matto ed al coniglio bianco il "buon non compleanno".

Vi si trova cibo di ogni parte del mondo dalla paella al sushi, dalla pita al pane ed alla pizza ed anche stranezze di vario genere speziate e profumate.
 
Lungo un fiume affluente del Tamigi barche traghettano turisti e su uno di questi vi e' una festa di compleanno...una ragazza londinese che assieme alle amiche spegne le candeline e mangiano sorridenti salmone affumicate....
 
Domenica mattina, dopo una colazione British andiamo nella chiesa di Putney Bridge, la zona dove alloggiamo, e veniamo accolti dal sacrestano che ci porta a sedere. Celebra un prete affiancato da una donna sacerdote bellissima, un caschetto biondo e due occhi celesti e sorridenti. Sulle panche morbidi cuscini di lana rossa e bianca, un odore di incenso e persone gioiose che alla fine si augurano buona domenica mentre una processione di chirichetti in tonache nere su scamiciate bianche conducono per le navate un crocifisso in legno con Gesu' intarsiato.
 
Si sa che a Londra la metropolitana e' presa di continuo per spostarsi ma anche farsi un giro sull'autobus rosso di linea a due piani sedendo sopra con le bimbe e' stato tanto divertente. Quelle case dai mattoncini rossi e le finestre bianche mi sembrano tanto familiari da farmi credere che forse in un'altra vita sono vissuta qua.
 
Anche ritornare il lunedi' al Tower Bridge e vederlo da dietro i vetri delle torri della Regina dove sono esposti i gioielli della corona ha il suo fascino.
 
E poi simulare shopping tra Piccadilly e Regent street magari comprando quasi niente ma divertendosi da pazzi non ha prezzo.
Entriamo in diversi pub e tra un hot dog, fish and chips ed hamburger di carne Irlandese giunge il tempo di rientrare in aereoporto per partire.

E poi si torna a casa...ho voglia di un'insalata sui generis fatta di pomodori pachino e fragole rosse, condite con limone e mentuccia e subito la ciotola mi mette allegria.

Ingredienti:
una vaschetta d fragole
una decina di pomodorini pachino
scagliette di Grana Padano
sale
olio EVO
limone
foglioline di menta

Procedimento:
Lavare le fragole e tagliarle a spicchi. Lavare i pomodorini pachino, tagliarli a meta', eliminare i semini ed aggiungerli alle fragole. Salare, aggiungere un filo d'olio, sale q.b., il succo di un limone, le scagliette di Grana Padano e la mentuccia. Girare, aspettare un po' che il tutto si insaporisca e servire. 

Ha un sapore acidulo e dolciastro insieme, uno di quei contrasti ben riusciti....
Provatela in queste sere di Primavera, se con aggiunte di scagliette di Grana Padano puo' essere ancora piu' gustosa....
La porto in tavola e rubo curiosita'...chissa'...magari arriva l'ispirazione per il prossimo sogno, per il prossimo viaggio!

domenica 3 maggio 2015

Zuppa con il carciofo bianco.... e passeggiare lungo un fiume dopo la sua festa!!!


Tutto e' nato un sabato sera con amici in pizzeria, intorno ad un tavolo mentre si rideva del modo di cucinare i carciofi o meglio di come pulirli prima di essere cotti.
Per me il carciofo fino a quella sera era uno solo, il carciofo della piana del Sele, piu' noto come il carciofo di Capaccio, che compare in primavera in tutti i nostri fruttivendoli ed anche sui camioncini dei venditori ambulanti.
Un carciofo verde scuro, una sorta di fiore-verdura che potresti offrirlo scherzando mantenendolo per il gambo a mo' di rosa, con le ultime foglie che lo compongono quasi spinose, oppure un po' piu' cicciotti e piu' rotondi che qui chiamiamo "le mammarelle".
Invece dopo le risate di quella sera per quel che realmente buttiamo del carciofo tra punta e foglie esterne, la risata era sull'ulteriore taglio netto del gambo di una di noi che invece i mariti ritenevano uno scempio perche' il gambo se pulito e cotto è una parte interessante da gustare.
E così ci siamo date appuntamento per andare a gustare carciofi cotti da altri che se ne intendono pescando tra le feste di paese " la sagra del carciofo bianco".
È così ho provato una varietà di carciofo di cui ignoravo l'esistenza, non proprio bianco ma sicuramente di un colore verde chiaro diverso dai carciofi classici ed anche con foglie decisamente più morbide che gli conferiscono un sapore meno deciso ma una versatilità di impiego maggiore...imbottito di pane ed uovo, sott'olio, con la pasta, nelle zuppe.....insomma come se fosse il classico cuore di carciofo sebbene qui il carciofo resti quasi intero nel suo impiego.

 
La festa era a Pertosa, un paesino arroccato tra i monti del Vallo di Diano, nella parte sud della provincia di Salerno, noto anche per le famose "grotte di Pertosa" che io non avevo mai visitato e che consiglio perché l'escursione è una piacevole sorpresa.....rispetto alle grotte classiche al suo interno ha un fiume che le attraversa formando cascate e laghetti tra stallattiti e stalagmiti. Le percorri traghettata su un barcone di Dantesca memoria, e la guida posizionata sulla poppa assomiglia tanto a Caronte!!!
Poi come in tutti i paesi piccoli ci siamo ritrovati la sera alla sagra serviti da Caronte stesso che è venuto al tavolo per risalutarci spiegandoci i segreti della zuppa di carciofi, un piatto corroborante che nel paese mangiano anche come portata unica.
E poi ancora lui, prima che andassimo via, ci ha venduto i carciofi bianchi....
L'indomani era domenica ed abbiamo approfittato del sole per una gita lungo il fiume Tanagro che attraversa boschi con una portata d'acqua notevole...


 
per poi pranzare al ristorante dove ci hanno servito una provola filante ripiena di funghi e bruschette con salsa di carciofi bianchi

 
per poi salutarci tutti e rientrare a casa!
Ed a casa ho provato a rifare la famosa zuppa di carciofi che nell'originale era arricchita anche con fave, fagiolini lunghi, piselli e patate mentre io ci ho messo fave, asparagi e patate.

Ingredienti:
una decina di cubetti di pancetta
mezza cipolla 
una generosa manciata di fave
un mazzetto di asparagi
2 carciofi bianchi
2 patate
olio EVO
sale

Procedimento:
Affettare la mezza cipolla, sgusciare le fave, ripulire i carciofi bianchi solo dalle foglie piu' esterne e tagliarli a spicchi, pelare e pulire le patate riducendole a cubetti, recuperare la parte piu' tenera dei gambi di asparagi oltre all'estremità.
Far soffriggere in un tegame l'olio ed aggingere le cipolle, i carciofi, le fave, gli asparagi e le patate. Aggiungere generosamente acqua ad un livello più alto rispetto al solo ricoprirle, aggiustare di sale e far stracuocere dopo bollitura per piu' di un'ora. 
Fai riposare un po' la zuppa e poi versarla nei piatti condita con un filo di olio EVO a crudo. 

Servita con del pane bruschettato diventa davvero un piatto unico.

 
Cominciano le belle giornate e l'anno vira al periodo ideale per gite fuori porta. Anche se il lavoro è davvero tanto e le ferie un miraggio, staccare il fine settimane rigenera davvero.

martedì 21 aprile 2015

Pasta al forno con le verdure.....ed il mio balcone in primavera!


Il primo sole di Primavera entra in casa soffermandosi per piu' tempo sul davanzale e tutto acquista un aspetto diverso. Viene voglia di cambiare qualcosa, anche solo dare un tocco di colore con delle tazzine nuove...


E' tempo di prendersi cura delle piante per troppo tempo andate in letargo innaffiandole, togliendo le foglie secche.
Seguo i suggerimenti della vecchina quasi novantenne del piano di sopra che mi dice di mettere da parte i fondi del caffe' per concimare i gerani un po' pigri nel dare fiori e fa capolino sull'uscio della mia porta con tutti i suoi acciacchi ma con una voglia di vivere che mi lascia senza parole....e mi dona un po' di terreno nuovo e vasi di menta e basilico che ha piantato apposta per me.


L'anno scorso mi ha regalato un ramo che mi ha prodotto peperoncini rossi forti fino a Natale e che ora ha ricominciato a germogliare per riprendere la sua attivita'.
Non ho un giardino ma mi basta guardare dal salotto attraverso i vetri perche' questo piccolo angolo verde mi invogli a spalancare la finestra ed a far entrare il buonumore.


Lei si china per aggiustare la posizione delle piante secondo la provenienza della luce e dei raggi del sole e mi sposta tutte le girandole, gli ovetti pasquali ed i cuoricini che ho infilato nel terreno per abbellirle...il mio cuore shabby incontra per un po' il suo disappunto, poi riconosce il mio fanciullesco modo di vivere e sorride....

E' anche tempo di verdure, di melenzane e zucchine che sono a buon mercato ed arricchiscono la tavola con contorni piu' freschi e salutari di insaccati e formaggi.
Penso allora di farne una pasta al forno per il pranzo domenicale e rinuncio a friggerle per non impregnarle di olio...le affetto disponendole in pirofile con carta oleata e le cuocio nel forno...per casa si sprigiona un profumo quasi d'estate....


Ingredienti:
400 gr. di pelati
400 gr. di pomodorini
olio EVO
sale
cipolla
3 melanzane
3 zucchine
500 gr. di rigatoni (pasta Rummo)
50 gr. di grana grattugiato
50 gr.di pecorino grattugiato
1 fiordilatte di 200 gr. circa

Procedimento:
Preparare un sugo semplice facendo imbiondire la cipolla con olio EVO in una pentola ed aggiungendo la scatola di pelati passati con il mixer e di pomodorini interi.Aggiustare di sale e fare cuocere una ventina di minuti.
Affettare a rondelle le zucchine lavate e private delle estremita'. Lavare le melanzane e tagliarle a tocchetti lasciando la buccia.
Disporre le verdure in una teglia ricoperta di carta forno, salare e condire con un filo d'olio EvO. Infornare a 180° finche non siano cotte. (circa 30 minuti).
Tagliare il fiordilatte a cubetti.
Cuocere la pasta in acqua bollente e salata rispettando i tempi di cottura sulla confezione e scolare.
Versare un pò di sugo in una pirofila da forno, versare la pasta, ed aggiungere le verdure ed il fiordilatte tagliato Condire con il sugo, girare il tutto e ricoprire lo strato di superfice con i due formaggi grattugiati.
Infornare a 180° per circa 15 minuti.
Spegrere, aspettare per una decina di minuti che i sapori si amalgamano e servire.


E' un piatto che conquista per la dolcezza delle zucchine ed il gusto ligneo delle melanzane che a mio parere nel forno conservano di più il proprio sapore. Il fiordilatte filante ed i formaggi saporiti danno carattere ed una crosticina croccante in superficie.
E' uno di quei primi che può essere portato anche in un picnic magari in quei parchi naturalistici con tanto di sedie e panche di legno sotto i quali godere l'odore dei boschi.

lunedì 13 aprile 2015

Una frittura di alici ..... semplice come i miei primi 100 post!!!


In prima elementare Elvira ha quasi finito il programma ed a casa si ritrova a fare schede riepilogative. Tra queste c'e' il disco ciclico dei mesi dell'anno che, come un orologio, ti fa partire da un punto a piacere per poi ritornarci quante volte desideri. Dicembre riporta Babbo Natale, gennaio un pupazzo di neve, febbraio con le mascherine e cosi' via....
E noi che piu' o meno ciclicamente ci orientiamo con le stagioni e le festivita', anche quest'anno, per Pasqua, abbiamo deciso di andare a riaprire le porte della casa dei nonni in Costiera...ma non ci ha accolto un bel tempo ed arrivando la sera di Pasqua per trovarci gia' sul posto il lunedi' d'Albis direi che l'impatto e' stato a dir poco traumatico.
Tutte le previsioni avevano dato pioggia e gelo e la notte della veglia Pasquale, mentre sul sagrato della chiesa si accendeva il cero dal falo' sotto una pioggia battente, tuoni roboanti hanno accompagnato tutta la funzione solenne. Una veglia suggestiva con le soli luci delle candele ed un tintinnio di campane al suon del Gloria della mezzanotte accompagnato da lampi e bufera.
Ho cercato invano di far desistere i miei a rimandare la partenza a lunedi ma ad una certa eta' si diventa capricciosi come i piccoli.
E Costiera fu....giunti nella gola di Pogerola soffiava e fischiava un vento pazzesco. La discesa delle scale per arrivare a casa e' stata tragicomica perche' completamente al buio per la luce saltata...io ed il mio compagno carichi come sempre di borse come muli,  i miei avanti con le nipotine, ed Elvira, cocciuta come i nonni, e' voluta scender con l'uovo pasqualone in mano che cadendo si e'aperto perdendo pezzetti di giocattoli ovunque...
La casa senza riscaldamenti ha assunto sembianze di un igloo e non so per quanto tempo ho tenuto il giaccone senza il coraggio di toglierlo.
La mattina di Pasquetta ci hanno raggiunto gli zii che ci hanno trovati con le facce stravolte....La brace? Impossibile accenderla....si e' trasformata in carne al forno tenuto acceso al massimo per fare calore. Ci siamo imbottiti di calorie mangiando ogni bene delle festivita' e la sera ci siamo riscaldati con tazze fumanti di tisane calde.


Martedi' pero' ci ha ripagato dei sacrifici.
 Il vento e' scomparso, il mare e' diventato calmo ed il cielo sereno...basta uno spiraglio di sole quaggiu'ed un cielo pulito per riacquistre in parte il buon umore...e rivedere Amalfi risvegliarsi di Primavera non ha prezzo...
la piazza del duomo di Sant'Andrea ha ripreso vita, piena di inglesi, tedeschi, americani, cinesi seduti ai caffe' in piazza o persi tra le meravigliose ceramiche cromate...


..il mare cristallino tinteggiato di riflessi argentei...


...ristorantini lungo il mare che riaprono i battenti...
ed una puntata in pescheria...

Non vi offro ricette oggi ma una frittura di alici croccanti, pulite delle interiora, lavate,  tamponate, infarinate e cotte nell'olio bollente senza essere girate finche' non siano diventate croccanti...passate su carta assorbente e poi portate in tavola con i nostri limoni...
e' il mio post numero cento....un punto fermo che condivido con tutti voi...sperando di avervi donato in questi anni e per un attimo profumo ed immagini....

martedì 31 marzo 2015

Pastiera Napoletana parte 2....la versione di mia nonna materna!!!


Si sa che le nonne sono due e, cosi' come e' vero che ciascuno possiede la propria ricetta di famiglia della pastiera napoletana, io mi ritrovo tra le mani ben due varianti: quella di nonna Elena che la faceva in modo tradizionale ( una mia rivisitazione cambiando la frolla la trovate qui, in questo vecchio post),  e quella di nonna Anna, mamma di mia madre, che aveva ottenuto la ricetta da un rinomato pasticciere di Amalfi, "Savoia", che d'estate giocava nei tornei di bocce in squadra con mio nonno.
Amavamo quest'ultima versione della pastiera, sia per l'essenza di fior d'arancio che rimaneva impregnata in tutta casa per giorni, sia per la sua indiscussa morbidezza.
I miei ricordi di bambina sono tanti e di questo posso ritenermi fortunata.
Se tutto il periodo della settimana Santa era legato alla mia famiglia paterna con un frenetico andirivieni di spesa ed infornate di preparati dolci e salati, con Pasquetta scattava l'ora "X" per scappare dai miei nonni paterni in Costiera Amalfitana.
Nonno ci aspettava per l'occasione con un pranzo che doveva recuperare anche la domenica non passata insieme.
Dai suoi terrazzamenti collinari saliva in casa con gli stivali imbrattati di terra ed un secchio pieno di primizie, un vero bottino....le fave dal frutto ancora piccolo e tanto dolce, i finocchi estratti con tutto il ciuffo profumatissimo, l'insalata, i limoni e qualche erba spontanea commestibile.
Era anche tempo di uova fresche di pollaio ed, ahime', di coniglio sacrificato per l'occasione.
Ne riusciva una tavolata colorata e chiassosa della quale ancora conservo vecchie foto scattate con le prime macchine fotografiche con rollino e lampadine per il flash usa e getta, una famiglia dalla quale ho ereditato il voler parlare tanto ed a volte sugli altri ( qui ho dovuto seguire corsi di comunicazione per imparare a contenermi), ed una visione della tavola come momento di unione...cosa che purtroppo abbiamo perso con il tempo.
E quando arrivava il momento del dolce ecco apparire due vere prelibatezze, un casatiello Pasquale per noi bambini donato dalla rinomata pasticceria di cui sopra, e la profumatissima pastiera di nonna Anna.


L'attenzione di noi piccoli era sul casatiello, un disco di pan di spagna biscottato ricoperto di glassa bianca, confettini colorati, confetti dai colori pastello, caramelle di gelatina zuccherate ed al centro, udite udite, una pecorella di zucchero tutta bianca, con dipinti due occhietti neri ed una campanella al collo....ne dividavamo fettine sbriciolose tra me, mio fratello ed i cuginetti.
L'attenzione dei grandi era catturata invece da quel dolce frolloso, simile ad una torta, piu' alta di bordo rispetto alle pastiere in vendita ed irrorata di buon zucchero a velo...


Di questa ricetta non possiedo purtroppo la versione originale sebbene abbia cercato nel fondo dei vecchi cassetti qualche foglietto consumato dal tempo che l'avesse salvata, pero' so per certo che era con una frolla burrosa e con il ripieno di grano e ricotta a cui si aggiungeva una buonissima crema pasticciera al limone e l' essenza di fior d'arancio e di buccia di arancia grattugiata.

Ingredienti e procedimento:

Per la frolla
300 gr. di farina 00
150 gr. di burro
150 gr. di zucchero
1 uovo
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale
buccia grattugiata di un'arancia

Lavorare fino ad avere delle briciole con tutti gli ingrediento ed alla fine aggiungi l'uovo. Una volta ottenuto un composto omogeneo riporre, avvolto in pellicola, nel frigo per 30 minuti.


Per la crema pasticciera al limone
250 ml di latte
75 gr. di zucchero
2 tuorli d'uova grandi
buccia di un limone grattugiata
25 gr. di amido di mais (maizena)

Montare i tuorli con lo zucchero come uno zabaione e poi amalgamare l'amido di mais. Portare a bollore il latte. Appena schiuma si unisce il composto preparato, si abbassa la fiamma e si gira velocemente con una frusta. La crema si addensa velocemente. Spegnere e passare in una ciotola ricoprendo con la carta velina.



Per il ripieno

Crema di grano:
Fai bollire per 10 minuti finche' non sia cremoso e fai raffreddare:
300 gr. di grano
220 ml di latte
1 cucchiaio di zucchero

4 uova
220 gr. di zucchero
300 gr. di ricotta
50 gr. di canditi di arancia
75 ml essenza fiori d'arancio

Sbattere le uova con lo zucchero finchè non diventino bianche come uno zabaione. Aggiungere la ricotta passata nello schiacciapatate, i canditi, la crema di grano, la crema pasticciera al limone, i canditi e l'essenza di fior d'arancio.
Stendere la pasta frolla tranne la parte per le striscioline. Adagiarla in un contenitore a bordi alti da pastiera ricoperta di carta forno (questa ti permetterà di sformarla senza romperla).
Riempi con il composto liquido e ricopire con le striscioline di pasta frolla.
Infornare in forno preriscaldato a 170° ventilato (180 °normale) per circa 1 ora. Importante chiudere il forno e lasciare raffreddare completamente nel forno.
Passare poi in un piatto ricoperta di zucchero a velo.


Quando l'ho preparata per questa domenica delle Palme ho rivelato subito ai presenti che fosse una versione alternativa...si sente meno la ricotta, risulta piu' delicata della versione senza crema, ed insieme a confetti dal cuore di cioccolato predispone lo spirito ad un periodo di rinascita che almeno "Madre Natura" non si stanca mai di rinnovare!!