Le feste, si sa, ci aiutano a cadenzare il tempo che scorre.
Ci aiutano se non cadiamo nella banalità di vederle come tutte uguali ogni anno, semplicemente come un appuntamento da dover necessariamente incrociare sul nostro cammino.
Ma quanti di noi si fanno prendere dalla'apatia, dal vederle come un appuntamento obbligato e perchè no....da sfuggire.
Ho troppi problemi nella testa, non ne ho voglia, che scocciatura poi dover preparare le solite cose, incontrare magari chi non si vuole, fare cose abitudinarie.
Sicuramente la società ci ha trasformati. Abbiamo ricevuto tanto in termini di benessere. Lo rincorriamo spasmodicamente esaltando in noi l'individualismo rispetto al pensiero verso l'altro.
Ricerchiamo l'ennesimo vestito o gioiello perchè quelli che abbiamo non ci bastano o ci hanno stancati. A volte anche le persone ed i rapporti fanno la stessa fine.
La festa perde il suo significato perchè non hai neanche finito di festeggiare Santi e morti che sono comparsi già da settimane tutte le prelibatezze natalizie sugli scaffali accompagnati da addobbi e luci.
Ma cosa si perde in questa corsa spasmodica. Quale pezzetto di noi stessi ci stiamo perdendo se non ci soffermiamo a godere del presente.
Fino a sabato ho lavorato e giustamente mia madre mi ha fatta sentire in colpa quando con degli occhi di un'anziana con occhi supplichevoli mi ha delicatamete chiesto se avessi avuto un pò di tempo per accompagnarla a portare un fiore ai suoi genitori che poi sarebbero i miei nonni, quegli stessi che hanno reso la prima parte della mia vita magica dando ad ogni festa il senso di "famiglia".
Siamo allora andati domenica mattina e mia figlia ci ha voluti accompagnare.
Ero abituata ad anni di file in auto, parcheggi pieni, folle di persone a commemorare i defunti.
Sorpresa....strade libere, parcheggi semivuoti, folla zero.
Potrei dire piacevole per il caos evitato ma quanto ciò mi ha dato da pensare...
Al di là di chi è distante e non avrà potuto e sicuramente poi chi avrà pensato che anche da casa il solo pensiero sarà bastato, vi dico che essere stati sulla tomba dei miei nonni e parenti perduti spiegando a mia figlia le diverse generazioni presenti e della sua storia, vederla arrampicarsi su una scala in ferro per infilare un crisantemo nel vaso e dare un bacio sulla loro foto mi ha riempito il cuore di amore e gli occhi, nascosti dietro gli occhiali da sole, di lacrime.
Abbiamo riempito il mondo di oggetti e connessioni, leggevo l'altro giorno su un libro (Se sei qui non è per caso di Enrico Gamba) ma dentro di noi si è creato un vuoto difficile da colmare.
Rincorriamo desideri di viaggi, successo, realizzazione personale e poi raggiunti ne desideriamo degli altri. La gratifucazione dura poco.
Nel libro che suggerisco di leggere si da una spiegazione chimica a tutto ciò. Mentre la serotonina e l'ossitocina ci rendono più empatici e sensibili, la dopamina ci elettrizza proiettandoci nel futuro. Non che questa non sia buona ma c'è differenza tra una ricerca compulsiva di cose o successi ad un uso più consapevole che porta a scelte per obiettivi a lungo termine. Dovremmo conoscerci ed usare questi neurotrasmettitori in modo consapevole.
Vi riporto qui un breve passo del libro:
"Siamo premiati per performance e velocità, sempre proiettati al futuro. Controlliamo lo smartphone ogni pochi minuti, viviamo l'agenda piena, misuriamo la produttività più del benessere. Tutto ci spinge ad anticipare, progettare, correre. Il prezzo è disabilitarsi al silenzio, all'attesa, alla presenza. Mangiamo in fretta senza goderci il cibo. Mandiamo messaggi senza sederci a parlare. Cambiamo partner o lavoro appena arriva la noia....allenare la pazienza, al contrario, ci restituisce libertà. Non si tratta di deventare passivi ma di imparare a "stare". Guardare un tramonto senza scattare una foto. Respirare tre volte prima di rispondere ad un messaggio. Aspettare un giorno prima di fare un acquisto online"
Ecco perchè nella mia corsa spasmodica di vita tra lavoro e famiglia sento che dedicarmi ai miei cari, avere una casa sempre aperta a prescindere di chi voglia venire, mettere a disposizione il mio tempo come in passato è stato fatto con me...mi mette una grande pace interiore.
E quindi giù con il preparare un buon pranzo domenicale accogliente....ua buona pasta al forno che riconcilia tutti intorno ad un tavolo. Figli, genitori, amici.
E se Halloween è passato tra streghe e zombie, tra ragnatele e spaiderman scherzosi, per esorcizzare la paura della morta con qualche dolcetto o scherzetto, la festa dei Santi ci ha visti intorno ad un tavolo per festeggiare coloro che portano i nomi di ciascuno di noi.
Vi giro la ricetta se vorrete dedicare un pò di tempo alle persone che amate anche voi.
Ingredienti:
mezzo chilo di mezzi paccheri
mezzo chilo di pelati ed una passata di pomodoro
mezzo chilo di carne di manzo macinata
mezzo chilo,di fiordilatte
5 uova
2 etti di salame affettato doppio
formaggio grana grattuggiato*
fiocchi di burro
olio evo
sale q.b.
cipolla
prezzemolo
Procedimento:
Preparare il sugo facendo soffriggere olio con la cipolla e versando i pelati passato con mixer e la passata. Aggiustare di sale e far cuocere lentamente per mezz'ora. Non serve troppo tirata.
Cuocere le 4 uova finchè siano sode. (io dieci minuti dall'ebollizione). Poi raffreddate ridurle a pezzettini e salarle un pò.
Tagliare a tocchetti il fiordilatte.
Prepare le polpettine unendo il macinato con un uovo, sale, formaggio grattugiato e prezzemolo tritato. Formare le palline e cuocerle fritte oppure per 8 minuti in friggitrice ad aria a 180°.
A questo punto cuocere la pasta versandola in acqua che bolle e salata per il tempo riportato sulla busta.
Scolarla e versarla in una ciotola capiente con un pò di sugo preparato.
mettere in una teglia da forno uno strato di sugo e versarci la pasta. Aggiungere tutti gli ingredienti preparati ed altro sugo mescolare bene. Appiattire la pasta e sullo strato superiore cospargere uno strato di sugo restante. Irrorare generosamnete con formaggio grattugiato e tocchetti di burro.
Mettere in forno riscaldato per 15 minuti e gli ultimi dieci a grill per la crosticina croccante che ne esalterà il morbido ripieno.
Aspettare che si raffreddi un pò e fare le porzioni nei piatti per servirla.
Le porzioni sono indicative perchè una volta le paste al forno della domenica si facevano con quello che si aveva in frigorifero...solitamente fiordilatte o mozzarella avanzati, uova, se c'era anche della ricotta e polpette se si aveva la carne.
Le porzioni servite sono generose e la famiglia si raduna piacevolmente intorno al tavolo a gogere di tantà bontà.
Vi auguro di cuore un novembre lento nella vita privata sapendo contrastarlo con il lavoro che sappiamo già ci farà correre.
Godere di una festa di san Martino regalandosi dei buoni torroncini, guardando la sera i tramonti più variopinti dell'anno per sfumature di arancione, azzurro e rosa.
La frutta secca che è pronta, le castagne da cuocere e magari un buon vinello nuovo da asseggiare
Dopotutto a questo serve il ciclico sopraggiungere delle stagioni e delle feste che portano con se.
Alla prossima!!




